Fin dalla prima campagna di scavo condotta alle Paludi di Cèlano nel 1985, venne individuata una tomba a tumulo dell’età del Bronzo Finale (XIII-XI sec. a.C.). Da allora, negli scavi del 1986, del 1987 e del 1996, vennero portate alla luce altrettanti tumuli sepolcrali. Nel corso dello scavo condotto nel 1998, effettuato grazie al contributo della Edison Gas, si raggiunse una superficie di scavo di circa mq 3500 e furono individuate altre tre sepolture. Le tombe si presentano come tumuli di circa quattro metri di diametro, delimitati da pietre disposte in circolo. All’interno, è scavata una fossa sepolcrale rivestita di pietre, lunga circa due metri, generalmente orientata est-ovest, in cui è deposto un tronco d’albero scavato che funge da sarcofago, munito di una copertura lignea di minore spessore, costituita da una sezione di tronco.
Gli inumati presentano tutti un analogo orientamento est-ovest, con la testa rivolta ad oriente. L’elevato del tumulo aveva un corpo centrale, collocato sopra la fossa sepolcrale, costituito da pietre; il resto della copertura era realizzato con terra, verosimilmente coperta da manto erboso. Sinora si sono rinvenute tre sepolture pertinenti ad individui femminili (Tombe 1, 2, e 4) ed una maschile (Tomba 3). In questo contributo si eviterà di esporre i dati inerenti l’antropologia fisica degli inumati, rimandando alla specifica relazione di Domenico Mancinelli in questo stesso volume.
La Tomba 1 raggiungeva un diametro di quattro metri e conteneva un sarcofago ligneo al cui interno era deposta una donna morta in età avanzata (fra i 62 ed i 71 anni). Il corredo funebre comprendeva una fibula in bronzo ad arco serpeggiante, posizionata sull’emitorace sinistro, e un ago in bronzo, collocato fra i femori. La Tomba 2, con dimensioni analoghe alla prima, presentava una fossa ben delimitata da un recinto ovale di pietre e conteneva anch’essa un sarcofago ligneo. All’interno si trovava un individuo di sesso femminile, di età matura (fra i 43 ed i 49 anni), con una fibula in bronzo sul torace come unico oggetto di corredo.
Il tumulo della Tomba 4 è quello che al momento appare di maggiori dimensioni, raggiungendo i cinque metri di diametro. All’interno del sarcofago ligneo era deposta una donna di età adulta (30-36 anni), il cui corredo consisteva in due fibule in bronzo poggiate sul lato sinistro del torace, insieme ad un ago in bronzo e un pettine in legno. Le fibule sono di tipi e dimensioni differenti, inclusa una piccola con arco serpeggiante e grosso globetto decorato, e un’altra di dimensioni eccezionali con arco a doppia piegatura e decorazioni sulla staffa.
La Tomba 6 è un tumulo di 4 metri di diametro, simile per struttura e orientamento ai precedenti. All’interno del sarcofago ligneo, perfettamente conservato, era deposta una bambina morta fra i sette ed i dieci anni, il cui corredo comprendeva una fibula con arco ad occhielli e piccola staffa spiraliforme, portata sul lato sinistro del torace, oltre a due anelli filiformi in bronzo indossati nella mano sinistra. La similitudine della fibula con un’altra trovata nel villaggio, proveniente dal quadrato B1 taglio 1, è interessante.
La Tomba 3 conteneva, oltre al consueto sarcofago ligneo, un individuo adulto di sesso maschile, di età compresa fra i 20 ed i 23 anni. Accanto al cranio era deposto un rasoio quadrangolare in bronzo. Per questa tomba è stata rinvenuta una pietra conficcata verticalmente nel terreno all’esterno del tumulo, verso occidente, che sembra fungere da stele-segnacolo. Sul margine orientale dell’area di scavo, nel luglio del 1998, sono stati individuati dei tratti di un circolo di pietre relativi a un tumulo identificato come Tomba 7, ma non è stata rinvenuta né la fossa sepolcrale né il sarcofago.
Il rinvenimento, all’interno del quadrato D6, di due calcagni umani fa ipotizzare che la sepoltura possa essere stata manomessa in epoca pre-romana. Mentre i diametri delle tombe variavano attorno ai quattro metri, il tumulo della Tomba 4 si distingue per le sue dimensioni maggiori e un corredo particolarmente ricco. Infatti, a differenza del consueto corredo femminile composto da pochi oggetti, nella Tomba 4 si trovano non solo un pettine di legno, ma anche un numero raddoppiato di fibule.
Colpisce l’assenza dei tipici strumenti legati alla filatura e alla tessitura, come rocchetti e fuseruole fittili, così come l’assenza piuttosto vistosa del vasellame. Questo potrebbe essere dovuto a una costumanza etnica degli Equi, oppure a un fattore cronologico. Al contrario di altre regioni italiane, dove le necropoli dell’età del Bronzo Finale sono più numerose, in Abruzzo l’unica necropoli di quest’epoca, scientificamente scavata, è quella delle Paludi di Cèlano.
Prima dello scavo della Tomba 1, si pensava che le sepolture dell’età del Bronzo Finale in Abruzzo fossero ad incinerazione, come nel Lazio o nelle Marche. Tuttavia, gli scavi di Cèlano e i rinvenimenti a Luco dei Marsi e Campovalano confermano il rito inumatorio come dominante nella regione. Oltre al rituale funebre, si riscontra una presenza limitata di oggetti in bronzo, principalmente fibule, e un’assenza totale di vasellame fittile.
Si ipotizza che la mancanza di vasi in ceramica nelle tombe possa derivare da una scelta legata al rito funerario, che privilegia oggetti personali e non offerte familiari. La somiglianza della fibula tra la Tomba 1 e la Tomba 5 suggerisce possibili connessioni nel rituale funerario. Anche per bambine in giovane età il complesso funerario sembra seguire lo stesso schema, indicando una tradizione ben definita.
In termini di cronologia, si colloca fra l’XI e il X secolo a.C., confermato da datazioni al Carbonio 14. Così, il sarcofago della Tomba 2 è stato datato fra il 1269 e il 1014 a.C., mentre il tronco d’albero della Tomba 4 risulta databile fra il 1157 e l’804 a.C.. I sarcofagi delle Tombe 1 e 3 erano ricavati da querce secolari, mentre quello della Tomba 2 proveniva da un pioppo.
Sinora, nella necropoli sono stati individuati solo sette tumuli, disposti a file parallele orientate est-ovest. La prima fila includeva le due sepolture infantili (Tombe 5 e 6), la seconda le tre deposizioni femminili (Tombe 1, 2 e 4), e infine la sepoltura maschile (Tomba 3) risulta isolata e più arretrata. La disposizione rade dei tumuli e la loro significativa distanza suggeriscono una limitata comunità di riferimento.
La forte valenza simbolica degli oggetti di corredo e la considerevole forza lavoro necessaria all’edificazione dei tumuli fanno pensare a sepolture esclusive per una classe emergente. La necropoli si trovava sulla riva settentrionale del lago del Fùcino, in una zona soggetta a oscillazioni della linea di costa. La vita della necropoli deve essere stata legata a una fase cronologica ben precisa fra il XI e il X secolo a.C.
A questo punto, l’individuazione di un palo ligneo e di alcune buche di palo all’interno del tumulo della Tomba 5 suggerisce che, in seguito, il lago abbia rioccupato l’area funeraria, necessitando una nuova palificazione.
Tratto da: Vincenzo D’Ercole.