La famiglia De Ponte, signori di Oricola e Pereto, ha origini nobili risalenti agli antichi Castaldi e Conti di Terni, nell’Umbria. Tra il 930 e i secoli successivi, il conto Pietro Castelli, un membro di questa dinastia, si unì in matrimonio a Romana, figlia di San Berardo, Conte di Marsi. Da quest’unione nacquero cinque figli, e uno di essi, che ereditò il forte Castello di Ponte, diede origine al nome di Ponte, legato anche al Pontano celebre. La famiglia si alleò con i Conti di Marsi e, in seguito a questa parentela, divenne signora di numerosi castelli in Abruzzo. Nella Cronica Cassinense è documentato che Pontio, figlio di Allone, cedette terre ai Monasteri, testimoniando un rapporto significativo con il potere ecclesiastico.
Nei secoli seguenti, con Ottone I, la casa di Ponte vide l’investitura del dominio su Matelica. Da quel momento, i membri della famiglia iniziarono a utilizzare il cognome Ottoni, pur mantenendo la radice di Ponte. Tra i documenti storici, emerge che verso il 1180 membri della famiglia erano responsabili anche di numerosi territori nella Marsica, fornendo soldati e risorse al Re. I Ponte si distinsero per le loro alleanze e matrimoni strategici, che non solo consolidarono il loro potere, ma li fecero restare attivi nei vari regni italiani, rimanendo legati ai nobili di Molisi e alla Casa della Marra.
Durante il regno di Manfredi, il membro Iacopo di Ponte fu inviato a governare Messina dal Papa Alessandro IV, evidenziando la fiducia riposta dalla Chiesa nella famiglia. Dopo la caduta di Manfredi, la famiglia continuò a influenzare le dinamiche regionali. Andrea, appartenente alla famiglia De Ponte, gestì ampie proprietà e richiese concessioni al Re Carlo II per l’estrazione di risorse.
Il XIV secolo vide i Ponte crescere nella loro influenza, con vari membri che ricoprivano ruoli di rilievo e un’affermazione della loro nobiltà. Ma il loro potere non fu esente da sfide; attorno al 1310 la famiglia affrontò la perdita di beni e titoli, richiedendo aiuto e protezione alla corte regia. Le alleanze matrimoniali, come quelle di Iacopo e Beatrice, furono un altro modo di mantenere il loro status. Ciò è testimoniato dai privilegi ottenuti da membri come Roggiero e Rinaldo, entrambi insigniti di titoli e responsabilità importanti.
La famiglia De Ponte, pur attraversando alti e bassi, continuò a mantenere una presenza notevole nel panorama nobiliare italiano, con legami con altri nobili come i Colonna e gli Orsini, e contribuendo a diversi ambiti della vita ecclesiastica, militare e sociale, dimostrando così la loro resilienza e adattabilità nel corso dei secoli.
Tratto da: Ferrante della Marra, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere, o non comprese ne’ seggi di Napoli imparentate colla Casa della Marra […], Napoli 1641.