Notifica
Notifica

Il Foro

Aggiungi qui il testo del titolo

Scoperte archeologiche rivoluzionarie a Cèlano: il comitium emerge, svelando i segreti politici e sociali di una Marsica antica e mai completamente conosciuta.

Il sito archeologico nella Marsica riveste un’importanza significativa nell’impianto urbano, caratterizzato da una pianta rettangolare di 100×40 metri. Attualmente, è visibile solo una parte del portico monumentale situato sul versante sud-est, che si affaccia sulla basilica. Nonostante non sia visibile in toto, il comitium rappresenta uno dei monumenti più antichi della città, con un fronte di 40 metri, databile agli inizi del V secolo a.C. I ritrovamenti sul porticato del foro mettono in evidenza pozzetti realizzati con grandi lastre di calcare.

Le ipotesi relative alla funzione di questi pozzetti sono varie: potrebbero essere stati utilizzati come recinti di delimitazione legati a attività elettorali o a pratiche di consacrazione dell’area forense. Tuttavia, è più probabile che fossero connessi con una basilica risalente agli inizi del V secolo a.C., di cui costituivano i fori di alloggiamento della struttura paliforme che sosteneva il tetto. I muri esterni della basilica erano realizzati con materiale informe, come argilla e pietre.

Questi resti testimoniano l’importanza storica e culturale del luogo, associato a figure di spicco come Ignazio Silone e eventi significativi, contribuendo a delineare il quadro complesso della Marsica antica.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

Parte importante dell’impianto urbano, a pianta rettangolare (m 100×40), è stato portato alla luce solo per un breve tratto sul versante sud-est, con evidenti tracce di porticato monumentale sul fronte della basilica. Non visibile, ma parzialmente scavato e ricoperto, era il comitium, uno dei monumenti più antichi della città, con un fronte largo 40 metri, databile agli inizi del IV secolo a.C..

Sul porticato del foro ora visibile, sono evidenti dei pozzetti sul rivestimento di base a grandi lastre di calcare. Diverse sono le ipotesi sulla loro funzione: potrebbero essere relativi a recinti di delimitazione legati ad attività elettorali, oppure a pratiche iniziali di consacrazione dell’area forense. Tuttavia, è più probabile che siano connessi con una basilica degli inizi del IV secolo a.C., di cui costituivano i fori di alloggiamento della struttura paliforme che sosteneva il tetto.

I muri esterni della basilica erano realizzati in materiale informe, come argilla e pietre. La scoperta di questi elementi architettonici fornisce un’importante testimonianza della vita pubblica e religiosa della città nel periodo antico. Inoltre, il ripristino e lo studio di queste strutture possono contribuire a una migliore comprensione delle dinamiche sociali e culturali dell’epoca.

Il comitium, in particolare, riveste un ruolo fondamentale nella storia urbana, evidenziando come gli spazi pubblici venissero concepiti e utilizzati dai cittadini. L’architettura del foro e del porticato riflette non solo le esigenze pratiche, ma anche le aspirazioni estetiche e symboliche della comunità.

Questi rinvenimenti, quindi, non rappresentano soltanto un’interessante parentesi per gli archeologi, ma offrono anche spunti di riflessione sui legami tra l’architettura e la vita pubblica. La connessione tra gli spazi costruiti e le pratiche sociali è un tema centrale nell’analisi delle antiche civiltà.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Parte importante dell’impianto urbano, a pianta rettangolare (m 100×40), è stato portato alla luce solo per un breve tratto sul versante sud-est, con evidenti tracce di porticato monumentale sul fronte della basilica. Non visibile, ma parzialmente scavato e ricoperto, era il comitium, uno dei monumenti più antichi della città, con un fronte largo 40 metri, databile agli inizi del IV secolo a.C..

Sul porticato del foro ora visibile, sono evidenti dei pozzetti sul rivestimento di base a grandi lastre di calcare. Diverse sono le ipotesi sulla loro funzione: potrebbero essere relativi a recinti di delimitazione legati ad attività elettorali, oppure a pratiche iniziali di consacrazione dell’area forense. Tuttavia, è più probabile che siano connessi con una basilica degli inizi del IV secolo a.C., di cui costituivano i fori di alloggiamento della struttura paliforme che sosteneva il tetto.

I muri esterni della basilica erano realizzati in materiale informe, come argilla e pietre. La scoperta di questi elementi architettonici fornisce un’importante testimonianza della vita pubblica e religiosa della città nel periodo antico. Inoltre, il ripristino e lo studio di queste strutture possono contribuire a una migliore comprensione delle dinamiche sociali e culturali dell’epoca.

Il comitium, in particolare, riveste un ruolo fondamentale nella storia urbana, evidenziando come gli spazi pubblici venissero concepiti e utilizzati dai cittadini. L’architettura del foro e del porticato riflette non solo le esigenze pratiche, ma anche le aspirazioni estetiche e symboliche della comunità.

Questi rinvenimenti, quindi, non rappresentano soltanto un’interessante parentesi per gli archeologi, ma offrono anche spunti di riflessione sui legami tra l’architettura e la vita pubblica. La connessione tra gli spazi costruiti e le pratiche sociali è un tema centrale nell’analisi delle antiche civiltà.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti