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Biblioteche Nella Marsica

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Scopri il tesoro nascosto nelle biblioteche marsicane: pergamene antiche, libri rari e segreti culturali custoditi attraverso i secoli.

La biblioteca “Beato Tommaso da Cèlano”, parte del convento di S. Francesco, possiede un’importante collezione di testi antichi, tra cui seicentine, tomi settecenteschi, una rara Cantorina del Venerabile Agricola e circa 800 pergamene ben conservate. Queste opere rappresentano un patrimonio culturale di grande valore per la Marsica.

La biblioteca “Santa Maria Orientale”, associata al Santuario della Madonna dell’Oriente, raccoglie oltre 12.000 volumi, di cui circa 1.200 di notevole valore storico tra i secoli XVII e XVIII, inclusi 3 cinquecentine. Il museo di arte orientale, presente nel complesso, custodisce reperti preziosi come vasi, sculture e una collezione di ex voto, che testimoniano la devozione popolare per intercessione della Vergine Maria.

La biblioteca “Santa Maria Valleverde” risale al 1600, con un inventario di 160 volumi. Nel 1700, accresciuta dal P. Cesareo di Cèlano, contava già 357 titoli al momento della soppressione degli Ordini Religiosi nel 1811. Oggi, sotto la direzione di P. Osvaldo Lemme e con il supporto di Liborio Merolli, ha raggiunto circa 100.000 titoli, inclusi rarità e autografi di autori come Ignazio Silone, Manzoni, e Tolstoj.

La biblioteca comunale “Petronilla Paolini Massimi” è tornata ad essere un importante punto di riferimento per studenti e ricercatori, dopo un lungo periodo di abbandono. Al contempo, il Centro Studi Marsicano, fondato dal prof. Aroldo Buccilli, si occupa della raccolta di documenti e testi marsicani. Negli anni, il C.S.M. ha ampliato le sue attività includendo collezioni editoriali con oltre cinquanta volumi e ha recentemente ricominciato a organizzare eventi culturali per coinvolgere le scuole e la comunità.

Biblioteca Mons Gaetano Squilla di Civitella Roveto e la Biblioteca Comunale di Avezzano sono altri importanti poli informativi che contribuiscono alla ricchezza culturale della Marsica.

Tratto da: [fonte/autore].

La biblioteca “Beato Tommaso da Cèlano” dei frati minori conventuali, annessa al convento di S. Francesco, annovera tra i suoi “tesori” alcune seicentine, diversi tomi del settecento, una rara Cantorina del Venerabile Agricola, un esemplare della celebre “Reggia Marsorum” del Corsignani ed un’importantissima serie di pergamene, circa 800, tutte in ottimo stato di conservazione.

La biblioteca “Santa Maria Orientale” è annessa al Santuario Madonna dell’Oriente, in cui si venera un’icona della Vergine Maria che leggenda vuole sfuggita alla furia iconoclasta di Leone III Isaurico. Questa biblioteca conta oltre 12.000 volumi, di cui 1.200 di grande valore storico bibliografico, risalenti agli anni 1600 – 1800, nonché 3 preziose “cinquecentine” e una ben fornita sezione di “Abruzzesistica”. Nel complesso monastico è stato anche riassetto un museo di arte orientale, che custodisce interessanti reperti, come vasi, sculture, antiche monete e una collezione di ex voto, circa 130, che testimoniano la fede e la riconoscenza popolare per le grazie ricevute per intercessione della Vergine Maria.

La biblioteca “Santa Maria Valleverde” appare in un inventario del 1600, dove risultava fornita di 160 volumi. Nel ‘700, secondo il Corsignani, vi era “una mediocre Libreria accresciuta nel 1702 da P. Cesareo di Cèlano, che fu Provinciale”. Successivamente, entrò in essa la “collezione Pietro Antonio Corsignani”, donata dagli ultimi credi. Al momento della soppressione degli Ordini Religiosi nel 1811, la biblioteca contava 357 titoli. Nel 1982, con l’intenso lavoro di P. Anacleto Marulli e la direzione di P. Osvaldo Lemme, è stata avviata a un notevole incremento, sia con l’acquisto di volumi, sia con donazioni di privati, tra cui il Marchese Giulio Dragonetti, Giuseppe Capograssi, Ettore Petrolini, Alba de Cespedes, Marcello Glubich, P. Casimiro Centi e P. Corrado Signore. Oggi, la biblioteca “S. Maria Valleverde”, con l’annesso archivio, costituisce una realtà importante.

Situata nei locali del piano superiore del convento, è ricca di 100.000 titoli, di alcuni volumi preziosi e rari, e di numerosi autografi di personaggi illustri, quali Manzoni, Tolstoj, Hugo, Carducci, Donizetti, Mascagni, Papini, Silone, e altri celebri scrittori.

La biblioteca comunale “Petronilla Paolini Massimi” ha attraversato un lungo periodo di abbandono, ma è tornata ad essere un preciso punto di riferimento per studiosi, studenti e ricercatori che desiderano integrare ed approfondire il loro bagaglio di conoscenze.

Centro Studi Marsicano, situato in via G. Fontana, è stato fondato ben venticinque anni fa dal prof. Aroldo Buccilli, preside del Liceo classico “A. Torlonia”. Successivamente, il prof. Ugo M. Palanza ha preso la direzione di questo centro. Inizialmente, la sua attività si limitava alla raccolta di carte e documenti di archivio, oltre al reperimento di testi rari e introvabili di interesse soprattutto marsicano. Verso la fine degli anni ’80, con l’annessione del “Centro di ricerche letterarie abruzzesi V. De Bartholomaeis”, ha ampliato il suo campo d’azione alla storia culturale di tutto l’Abruzzo.

Su proposta del sottoscritto, il C.S.M. ha avviato collane editoriali che contano oltre cinquanta volumi, tra cui opere importanti come la traduzione del Febonio, voluta da Giulio Butticci, e il “Prosciugamento del Fùcino” di Brisse-De Rotrou a cura di Palanza e D’Amato. Dopo un periodo di inattività, il C.S.M. è tornato a vivere nell’accogliente locale del palazzo ex-ONMI. Finalmente, studenti e studiosi possono di nuovo frequentarlo, trovando non solo testi e documenti utili, ma anche la cortese disponibilità e competenza dell’addetta culturale, Rosalba Vaccaro.

Da non molto, il C.S.M. ha anche avviato una serie di incontri con le scolaresche, dibattiti, presentazioni di libri e recitals di poesie in italiano e in dialetto, riscuotendo unanime consenso.

Biblioteca Mons Gaetano Squilla di Civitella Roveto e Biblioteca Comunale di Avezzano, quest’ultima situata in via D’Annunzio, sono ulteriori punti di riferimento per la conservazione e la promozione della cultura nella Marsica.

Tratto da: [fonte/autore].

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La biblioteca “Beato Tommaso da Cèlano” dei frati minori conventuali, annessa al convento di S. Francesco, annovera tra i suoi “tesori” alcune seicentine, diversi tomi del settecento, una rara Cantorina del Venerabile Agricola, un esemplare della celebre “Reggia Marsorum” del Corsignani ed un’importantissima serie di pergamene, circa 800, tutte in ottimo stato di conservazione.

La biblioteca “Santa Maria Orientale” è annessa al Santuario Madonna dell’Oriente, in cui si venera un’icona della Vergine Maria che leggenda vuole sfuggita alla furia iconoclasta di Leone III Isaurico. Questa biblioteca conta oltre 12.000 volumi, di cui 1.200 di grande valore storico bibliografico, risalenti agli anni 1600 – 1800, nonché 3 preziose “cinquecentine” e una ben fornita sezione di “Abruzzesistica”. Nel complesso monastico è stato anche riassetto un museo di arte orientale, che custodisce interessanti reperti, come vasi, sculture, antiche monete e una collezione di ex voto, circa 130, che testimoniano la fede e la riconoscenza popolare per le grazie ricevute per intercessione della Vergine Maria.

La biblioteca “Santa Maria Valleverde” appare in un inventario del 1600, dove risultava fornita di 160 volumi. Nel ‘700, secondo il Corsignani, vi era “una mediocre Libreria accresciuta nel 1702 da P. Cesareo di Cèlano, che fu Provinciale”. Successivamente, entrò in essa la “collezione Pietro Antonio Corsignani”, donata dagli ultimi credi. Al momento della soppressione degli Ordini Religiosi nel 1811, la biblioteca contava 357 titoli. Nel 1982, con l’intenso lavoro di P. Anacleto Marulli e la direzione di P. Osvaldo Lemme, è stata avviata a un notevole incremento, sia con l’acquisto di volumi, sia con donazioni di privati, tra cui il Marchese Giulio Dragonetti, Giuseppe Capograssi, Ettore Petrolini, Alba de Cespedes, Marcello Glubich, P. Casimiro Centi e P. Corrado Signore. Oggi, la biblioteca “S. Maria Valleverde”, con l’annesso archivio, costituisce una realtà importante.

Situata nei locali del piano superiore del convento, è ricca di 100.000 titoli, di alcuni volumi preziosi e rari, e di numerosi autografi di personaggi illustri, quali Manzoni, Tolstoj, Hugo, Carducci, Donizetti, Mascagni, Papini, Silone, e altri celebri scrittori.

La biblioteca comunale “Petronilla Paolini Massimi” ha attraversato un lungo periodo di abbandono, ma è tornata ad essere un preciso punto di riferimento per studiosi, studenti e ricercatori che desiderano integrare ed approfondire il loro bagaglio di conoscenze.

Centro Studi Marsicano, situato in via G. Fontana, è stato fondato ben venticinque anni fa dal prof. Aroldo Buccilli, preside del Liceo classico “A. Torlonia”. Successivamente, il prof. Ugo M. Palanza ha preso la direzione di questo centro. Inizialmente, la sua attività si limitava alla raccolta di carte e documenti di archivio, oltre al reperimento di testi rari e introvabili di interesse soprattutto marsicano. Verso la fine degli anni ’80, con l’annessione del “Centro di ricerche letterarie abruzzesi V. De Bartholomaeis”, ha ampliato il suo campo d’azione alla storia culturale di tutto l’Abruzzo.

Su proposta del sottoscritto, il C.S.M. ha avviato collane editoriali che contano oltre cinquanta volumi, tra cui opere importanti come la traduzione del Febonio, voluta da Giulio Butticci, e il “Prosciugamento del Fùcino” di Brisse-De Rotrou a cura di Palanza e D’Amato. Dopo un periodo di inattività, il C.S.M. è tornato a vivere nell’accogliente locale del palazzo ex-ONMI. Finalmente, studenti e studiosi possono di nuovo frequentarlo, trovando non solo testi e documenti utili, ma anche la cortese disponibilità e competenza dell’addetta culturale, Rosalba Vaccaro.

Da non molto, il C.S.M. ha anche avviato una serie di incontri con le scolaresche, dibattiti, presentazioni di libri e recitals di poesie in italiano e in dialetto, riscuotendo unanime consenso.

Biblioteca Mons Gaetano Squilla di Civitella Roveto e Biblioteca Comunale di Avezzano, quest’ultima situata in via D’Annunzio, sono ulteriori punti di riferimento per la conservazione e la promozione della cultura nella Marsica.

Tratto da: [fonte/autore].

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