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La Domus Urbana

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Scoperte archeologiche rivelano una domus repubblicana a Fùcino, rifugio di aristocratici e testimone silenzioso di un passato glorioso.

Di fronte all’ingresso del piazzale di Ercole sulla via Miliario si trova una grande domus di tarda età repubblicana, ristrutturata nella prima metà del II secolo d.C.. L’edificio elegante è accessibile tramite gradini che conducono a vari ambienti, inclusi l’atrio e l’impluvium, progettato per raccogliere l’acqua piovana da un tetto aperto. Questi spazi si collegano al tablinum, seguendo un percorso che porta al peristilio, caratterizzato da un giardino porticato che avvolge l’intera costruzione.

Il peristilio è adornato da un portico sostenuto da colonne in mattone stuccato e capitelli ionici in pietra. Sul fondo, è ben conservata una parete di muro in opera poligonale, ornata da due edicole. Alcuni ambienti, probabilmente cubicula (stanze da letto estive), si affacciano sul peristilio e presentano pavimenti in mosaico geometrico bianco, mentre le pareti, ora prive di decorazione, mostrano tracce di rivestimenti in marmo e affreschi. La qualità e la posizione dell’edificio, vicino al foro e di notevole ampiezza, suggeriscono che il primo proprietario fosse un esponente di spicco dell’aristocrazia municipale della Marsica.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

Sul lato di fronte all’ingresso del piazzale di Ercole sulla via Miliario, si trova la grande domus di tarda età repubblicana, con ristrutturazioni effettuate entro la prima metà del II secolo d.C.. L’accesso all’edificio signorile avviene tramite una serie di gradini che immettono negli ambienti d’ingresso, come le fauces, l’atrium e l’impluvium, caratterizzato dalla sua vasca per la raccolta dell’acqua piovana proveniente dal tetto aperto.

Questi ambienti introducono nel tablinum, che consente l’accesso al peristilio con il suo giardino porticato, elemento che chiude l’edificio a mon. Il peristilium è dotato di un portico sorretto da colonne in mattone stuccate, con capitelli ionici in pietra.

Sul fondo dell’edificio si trova una parete di muro terrazzamento, conservata, in opera poligonale di quarta maniera, ornata sul lato da due edicole. Alcuni ambienti, probabilmente utilizzati come cubicula, si aprono sul peristilio, presentando un pavimento in mosaico geometrico bianco. Le pareti, ora spoglie, mostrano tracce di rivestimenti in marmo e affresco.

Gli elementi decorativi, la vicinanza al foro e l’ampiezza degli spazi suggeriscono che l’iniziale proprietario della domus fosse un esponente di spicco dell’aristocrazia municipale locale.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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Ospitalità e servizi

Sul lato di fronte all’ingresso del piazzale di Ercole sulla via Miliario, si trova la grande domus di tarda età repubblicana, con ristrutturazioni effettuate entro la prima metà del II secolo d.C.. L’accesso all’edificio signorile avviene tramite una serie di gradini che immettono negli ambienti d’ingresso, come le fauces, l’atrium e l’impluvium, caratterizzato dalla sua vasca per la raccolta dell’acqua piovana proveniente dal tetto aperto.

Questi ambienti introducono nel tablinum, che consente l’accesso al peristilio con il suo giardino porticato, elemento che chiude l’edificio a mon. Il peristilium è dotato di un portico sorretto da colonne in mattone stuccate, con capitelli ionici in pietra.

Sul fondo dell’edificio si trova una parete di muro terrazzamento, conservata, in opera poligonale di quarta maniera, ornata sul lato da due edicole. Alcuni ambienti, probabilmente utilizzati come cubicula, si aprono sul peristilio, presentando un pavimento in mosaico geometrico bianco. Le pareti, ora spoglie, mostrano tracce di rivestimenti in marmo e affresco.

Gli elementi decorativi, la vicinanza al foro e l’ampiezza degli spazi suggeriscono che l’iniziale proprietario della domus fosse un esponente di spicco dell’aristocrazia municipale locale.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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