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Pereto

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Pereto: tra misteri storici e tracce elusive, un viaggio nel tempo che sfida interpretazioni e rivela un patrimonio artistico unico.

Le ipotesi sull’origine di Pereto sono numerose e tra loro contrastanti. Secondo il De Vecchi-Pieralice, il paese sarebbe sorto giá prima dell’epoca carolingia; secondo il Laurenti, una concreta testimonianza dell’antichitá di Pereto sarebbe costituita dal medievale «castello di forma quadrata, edificato dai conti dei Marsi verso il IX o X secolo»; secondo il Di Pietro, essa verrebbe confermata dalla permanenza, in Pereto, giá prima del 996, di S.Romualdo e dei suoi eremiti, i quali vi avrebbero fatto restaurare la chiesetta di S.Pietro, sorta sulle rovine di un preesistente tempio pagano.

Le affermazioni di cui sopra sono state giudicate poco convincenti da altri studiosi (Massimo Basilici, Michele Sció), i quali hanno negato l’esistenza del tempio pagano, non essendovi di esso né indicazioni documentarie, né tracce archeologiche. Notizie piú precise su Pereto cominciano ad apparire nel XII secolo (catalogo dei Baroni), con la presenza dei De Ponte, signori del territorio fino al 1374, anno in cui Giovanna I diede l’assenso alla vendita di metá del feudo a favore di Rainaldo e Giovanni Orsini.

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Pereto è un borgo medievale al confine tra Abruzzo e Lazio, affacciato sulla Piana del Cavaliere e sull’antico tracciato della Tiburtina Valeria. In alto domina il Castello di Pereto, castello-recinto con torri e camminamenti, che segna lo skyline del paese. Nel tessuto di vicoli in pietra si incontrano chiese antiche come San Giorgio e il SS Salvatore. Poco fuori, il santuario della Madonna dei Bisognosi e i sentieri dei monti Carseolani completano il quadro

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Dal XVI secolo fino a tutto il XVIII, Pereto rimane sotto la signoria dei Colonna, come tutto il ducato di Tagliacozzo. Un momento di grande notorietá, per Pereto, è la seconda metá del XIX secolo, quando si manifesta nella zona, in tutta la sua virulenza, la reazione borbonica antipiemontese. Nel secolo XX, il forte calo demografico — dovuto ai fenomeni dell’emigrazione e dell’inurbamento — mette chiaramente in evidenza la grave crisi economica e sociale che travaglia tutta la montagna abruzzese.

CENNI ARTISTICI

È interessante l’assetto urbanistico del paese, chiuso ancor oggi da una triplice cinta muraria. Ma il monumento piú interessante è il castello, del XII-XIII secolo, recentemente restaurato e, in gran parte, restituito alla sua forma migliore, assunta al tempo di Federico II. Tra le chiese: San Silvestro; S.Maria del Monte (o dei Bisognosi), un santuario posto in luogo solitario, tra Pereto e Rocca di Botte, in cui si conserva un’immagine della Madonna, attribuita dalla leggenda all’alto medioevo.

Le ipotesi sull’origine di Pereto sono numerose e tra loro contrastanti. Secondo il De Vecchi-Pieralice, il paese sarebbe sorto già prima dell’epoca carolingia. Secondo il Laurenti, una concreta testimonianza dell’antichità di Pereto sarebbe costituita dal medievale «castello di forma quadrata, edificato dai conti dei Marsi verso il IX o X secolo». Secondo il Di Pietro, essa verrebbe confermata dalla permanenza, in Pereto, già prima del 996, di S.Romualdo e dei suoi eremiti, i quali vi avrebbero fatto restaurare la chiesetta di S.Pietro, sorta sulle rovine di un preesistente tempio pagano.

Le affermazioni di cui sopra sono state giudicate poco convincenti da altri studiosi, come Massimo Basilici e Michele Sció, i quali hanno negato l’esistenza del tempio pagano, non essendovi di esso né indicazioni documentarie né tracce archeologiche. Notizie più precise su Pereto cominciano ad apparire nel XII secolo, con la presenza dei De Ponte, signori del territorio fino al 1374, anno in cui Giovanna I diede l’assenso alla vendita di metà del feudo a favore di Rainaldo e Giovanni Orsini.

Dal XVI secolo fino a tutto il XVIII, Pereto rimane sotto la signoria dei Colonna, come tutto il ducato di Tagliacozzo. Un momento di grande notorietà per Pereto è la seconda metà del XIX secolo, quando si manifesta nella zona, in tutta la sua virulenza, la reazione borbonica antipiemontese. Nel secolo XX, il forte calo demografico, dovuto ai fenomeni dell’emigrazione e dell’inurbamento, mette chiaramente in evidenza la grave crisi economica e sociale che travaglia tutta la montagna abruzzese.

CENNI ARTISTICI

È interessante l’assetto urbanistico del paese, chiuso ancor oggi da una triplice cinta muraria. Ma il monumento più interessante è il castello, del XII–XIII secolo, recentemente restaurato e, in gran parte, restituito alla sua forma migliore, assunta al tempo di Federico II. Tra le chiese, si annoverano San Silvestro e S.Maria del Monte (o dei Bisognosi), un santuario posto in luogo solitario, tra Pereto e Rocca di Botte, in cui si conserva un’immagine della Madonna, attribuita dalla leggenda all’alto medioevo.

Tratto da: [fonte/autore].

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Ospitalità e servizi

Le ipotesi sull’origine di Pereto sono numerose e tra loro contrastanti. Secondo il De Vecchi-Pieralice, il paese sarebbe sorto già prima dell’epoca carolingia. Secondo il Laurenti, una concreta testimonianza dell’antichità di Pereto sarebbe costituita dal medievale «castello di forma quadrata, edificato dai conti dei Marsi verso il IX o X secolo». Secondo il Di Pietro, essa verrebbe confermata dalla permanenza, in Pereto, già prima del 996, di S.Romualdo e dei suoi eremiti, i quali vi avrebbero fatto restaurare la chiesetta di S.Pietro, sorta sulle rovine di un preesistente tempio pagano.

Le affermazioni di cui sopra sono state giudicate poco convincenti da altri studiosi, come Massimo Basilici e Michele Sció, i quali hanno negato l’esistenza del tempio pagano, non essendovi di esso né indicazioni documentarie né tracce archeologiche. Notizie più precise su Pereto cominciano ad apparire nel XII secolo, con la presenza dei De Ponte, signori del territorio fino al 1374, anno in cui Giovanna I diede l’assenso alla vendita di metà del feudo a favore di Rainaldo e Giovanni Orsini.

Dal XVI secolo fino a tutto il XVIII, Pereto rimane sotto la signoria dei Colonna, come tutto il ducato di Tagliacozzo. Un momento di grande notorietà per Pereto è la seconda metà del XIX secolo, quando si manifesta nella zona, in tutta la sua virulenza, la reazione borbonica antipiemontese. Nel secolo XX, il forte calo demografico, dovuto ai fenomeni dell’emigrazione e dell’inurbamento, mette chiaramente in evidenza la grave crisi economica e sociale che travaglia tutta la montagna abruzzese.

CENNI ARTISTICI

È interessante l’assetto urbanistico del paese, chiuso ancor oggi da una triplice cinta muraria. Ma il monumento più interessante è il castello, del XII–XIII secolo, recentemente restaurato e, in gran parte, restituito alla sua forma migliore, assunta al tempo di Federico II. Tra le chiese, si annoverano San Silvestro e S.Maria del Monte (o dei Bisognosi), un santuario posto in luogo solitario, tra Pereto e Rocca di Botte, in cui si conserva un’immagine della Madonna, attribuita dalla leggenda all’alto medioevo.

Tratto da: [fonte/autore].

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