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Itinerari Museali (Museo Delle Paludi E Museo Del Castello Piccolomini)

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Scopri il Museo delle Paludi a Cèlano, dove storia e innovazione si fondono in un’immersione unica nelle origini lacustri della Marsica.

Museo laboratorio “Le Paludi” di Cèlano si trova sul sito dell’insediamento palafitticolo dell’età del bronzo, dove è stata rinvenuta una comunità risalente a circa 3700-3600 anni fa. Progettato dagli architetti Ettore De Lellis e Pierluigi Natalucci, il museo ha una struttura innovativa a semi-interrato che simula il paesaggio preistorico, con oblò e terrazze per osservare l’ambiente circostante. Offre anche accesso ai visitatori con disabilità grazie a una passerella sospesa che consente di assistere alle attività di scavo nelle Paludi di Cèlano. Gli scavi hanno rivelato una serie di materiali, tra cui ceramiche e oggetti di bronzo, e testimoniano l’importanza dell’approdo lacustre. Dopo un periodo di abbandono nel X secolo a.C., la zona ha visto l’emergere di una necropoli con sepolture in sarcofagi di legno di quercia.

Museo del Castello Piccolomini di Cèlano, ospitato nell’imponente castello, è stato istituito per volontà del Soprintendente Renzo Mancini e della Diocesi dei Marsi. Il museo presenta opere d’arte trasferite in seguito al terremoto del 1915 da strutture meno sicure, inclusi beni provenienti dal Museo Nazionale di L’Aquila e da Palazzo Venezia a Roma. Questa collezione offre ai visitatori l’opportunità di apprezzare l’arte marsicana, arricchita dal contesto architettonico del castello. Il museo è articolato in dodici sale che comprendono scultura, pittura, oreficeria e paramenti sacri, coprendo un arco temporale dal VI al XIX secolo.

Dopo l’inaugurazione delle prime sezioni nel 1992, il museo ha completato la sua offerta due anni dopo con l’apertura di tutte le sale espositive. La struttura comprende anche una sala conferenze e spazi per mostre temporanee, contribuendo a un’alta affluenza di visitatori, studenti e studiosi, rendendolo un punto di riferimento culturale nella Marsica.

Tratto da: [fonte/autore].

Museo delle Paludi si trova in Strada 14, Località Cèlano. È un’importante istituzione culturale che merita di essere visitata.

Il Museo laboratorio “Le Paludi” di Cèlano è situato nel luogo in cui è stato rinvenuto l’insediamento-approdo palafitticolo dell’età del bronzo delle Paludi. Questo museo è una struttura di nuova concezione, aperta a visite didattiche, convegni e accoglienza di missioni di scavo straniere, poiché dispone di una foresteria interna.

L’edificio è stato realizzato su progetto degli architetti Ettore De Lellis e Pierluigi Natalucci per conto della Tecnoconsud s.r.l. di Pescara. Si presenta come una struttura seminterrata “a dosso”, riproducendo idealmente la sponda del lago preistorico, con oblò e finestrature che offrono viste sia interne che esterne. Gli spazi sono dotati di piazzette e terrazze sommitali che consentono ai visitatori di osservare l’ambiente circostante.

Dal nucleo centrale, che ha un impatto ambientale nullo, si diparte una passerella sospesa che permette ai visitatori di assistere direttamente alle ricerche di scavo sulla vicina palude. Questa passerella è accessibile anche a persone disabili, rendendo il museo fruibile da un pubblico molto ampio.

Nell’interno del museo saranno esposti i materiali provenienti dallo scavo, tra cui ceramiche, ossa di animali e oggetti di bronzo. Saranno presentate anche rarissime sepolture su sarcofago ligneo, rese fruibili grazie a un accurato lavoro di consolidamento. Inoltre, troveranno posto tutti i materiali derivanti dagli scavi preistorici fucensi della scuola pisana del Radmilli e quelli più recenti della Soprintendenza abruzzese.

Le scoperte effettuate nelle Paludi attestano l’esistenza di un approdo lacustre impostato su strutture paliformi fin da circa 3700-3600 anni fa, relativo a un insediamento probabilmente situato a monte. Le centinaia di pali di quercia, conservati grazie al fondo melmoso della palude, segnalano la presenza di passerelle e, forse, di qualche edificio. Tra questi reperti sono stati rinvenuti resti ossei di animali, ceramiche e oggetti di bronzo, come pugnali, punteruoli e fibule.

Dopo un’interruzione di circa un secolo, l’approdo mostra segni di ampliamento fino al suo abbandono, avvenuto nel corso del X secolo a.C.. Questo periodo è segnato dall’impiantarsi di una necropoli di tombe a tumulo circolare, dove sono stati scavati quattro tumuli che hanno restituito i resti di tre donne e un uomo, sepolti in sarcofagi di legno di quercia.

Il Museo del Castello Piccolomini di Cèlano è sede del Museo Nazionale d’Arte Sacra della Marsica. Questa istituzione è sorta per la decisa volontà del Soprintendente Renzo Mancini, in collaborazione con la Diocesi dei Marsi. Il museo ha lo scopo di esporre, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico marsicano.

La raccolta museale include opere d’arte precedentemente esposte nel Museo Nazionale di L’Aquila e nel Museo di Palazzo Venezia di Roma, da dove erano state trasferite dopo il terremoto del 1915. Inoltre, sono confluiti nel museo anche beni artistici che, in precedenza, non godevano delle necessarie misure di sicurezza nelle chiese di custodia.

Questa iniziativa ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere e apprezzare l’arte marsicana, messa in risalto dal maestoso complesso architettonico del castello, che ospita il museo. La struttura, interamente ubicata al piano nobile, è composta da dodici ampie sale, articolate in diverse sezioni: scultura (sia lapidea che lignea), pittura (murale, su tela e su tavola), oreficeria e paramenti sacri. Le opere esposte coprono un ampio arco temporale che va dal VI al XIX secolo.

Il museo ha inaugurato le sue prime due sezioni nel 1992 e, due anni dopo, ha aperto al pubblico tutte le sale espositive, completando così la struttura museale. Dispone inoltre di una sala conferenze e di spazi dedicati a mostre temporanee. Oggi, il museo può vantare un alto indice di affluenza e svolge una funzione educativa per un vasto pubblico di studenti, visitatori e studiosi.

Tratto da: “Paludi di Cèlano: Tecnoconsud”, 59-82.

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Ospitalità e servizi

Museo delle Paludi si trova in Strada 14, Località Cèlano. È un’importante istituzione culturale che merita di essere visitata.

Il Museo laboratorio “Le Paludi” di Cèlano è situato nel luogo in cui è stato rinvenuto l’insediamento-approdo palafitticolo dell’età del bronzo delle Paludi. Questo museo è una struttura di nuova concezione, aperta a visite didattiche, convegni e accoglienza di missioni di scavo straniere, poiché dispone di una foresteria interna.

L’edificio è stato realizzato su progetto degli architetti Ettore De Lellis e Pierluigi Natalucci per conto della Tecnoconsud s.r.l. di Pescara. Si presenta come una struttura seminterrata “a dosso”, riproducendo idealmente la sponda del lago preistorico, con oblò e finestrature che offrono viste sia interne che esterne. Gli spazi sono dotati di piazzette e terrazze sommitali che consentono ai visitatori di osservare l’ambiente circostante.

Dal nucleo centrale, che ha un impatto ambientale nullo, si diparte una passerella sospesa che permette ai visitatori di assistere direttamente alle ricerche di scavo sulla vicina palude. Questa passerella è accessibile anche a persone disabili, rendendo il museo fruibile da un pubblico molto ampio.

Nell’interno del museo saranno esposti i materiali provenienti dallo scavo, tra cui ceramiche, ossa di animali e oggetti di bronzo. Saranno presentate anche rarissime sepolture su sarcofago ligneo, rese fruibili grazie a un accurato lavoro di consolidamento. Inoltre, troveranno posto tutti i materiali derivanti dagli scavi preistorici fucensi della scuola pisana del Radmilli e quelli più recenti della Soprintendenza abruzzese.

Le scoperte effettuate nelle Paludi attestano l’esistenza di un approdo lacustre impostato su strutture paliformi fin da circa 3700-3600 anni fa, relativo a un insediamento probabilmente situato a monte. Le centinaia di pali di quercia, conservati grazie al fondo melmoso della palude, segnalano la presenza di passerelle e, forse, di qualche edificio. Tra questi reperti sono stati rinvenuti resti ossei di animali, ceramiche e oggetti di bronzo, come pugnali, punteruoli e fibule.

Dopo un’interruzione di circa un secolo, l’approdo mostra segni di ampliamento fino al suo abbandono, avvenuto nel corso del X secolo a.C.. Questo periodo è segnato dall’impiantarsi di una necropoli di tombe a tumulo circolare, dove sono stati scavati quattro tumuli che hanno restituito i resti di tre donne e un uomo, sepolti in sarcofagi di legno di quercia.

Il Museo del Castello Piccolomini di Cèlano è sede del Museo Nazionale d’Arte Sacra della Marsica. Questa istituzione è sorta per la decisa volontà del Soprintendente Renzo Mancini, in collaborazione con la Diocesi dei Marsi. Il museo ha lo scopo di esporre, tutelare e valorizzare il patrimonio artistico marsicano.

La raccolta museale include opere d’arte precedentemente esposte nel Museo Nazionale di L’Aquila e nel Museo di Palazzo Venezia di Roma, da dove erano state trasferite dopo il terremoto del 1915. Inoltre, sono confluiti nel museo anche beni artistici che, in precedenza, non godevano delle necessarie misure di sicurezza nelle chiese di custodia.

Questa iniziativa ha offerto al pubblico l’opportunità di conoscere e apprezzare l’arte marsicana, messa in risalto dal maestoso complesso architettonico del castello, che ospita il museo. La struttura, interamente ubicata al piano nobile, è composta da dodici ampie sale, articolate in diverse sezioni: scultura (sia lapidea che lignea), pittura (murale, su tela e su tavola), oreficeria e paramenti sacri. Le opere esposte coprono un ampio arco temporale che va dal VI al XIX secolo.

Il museo ha inaugurato le sue prime due sezioni nel 1992 e, due anni dopo, ha aperto al pubblico tutte le sale espositive, completando così la struttura museale. Dispone inoltre di una sala conferenze e di spazi dedicati a mostre temporanee. Oggi, il museo può vantare un alto indice di affluenza e svolge una funzione educativa per un vasto pubblico di studenti, visitatori e studiosi.

Tratto da: “Paludi di Cèlano: Tecnoconsud”, 59-82.

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