Su una collina fertile, ricoperta di alberi fruttiferi e vigneti, si trova il rinomato Santuario di Maria SS.ma dell’Oriente, a circa tre chilometri da Tagliacozzo. Questo luogo è frequentato per la sua miracolosa Effigie della Vergine, giunta dall’Oriente nel VIII secolo e salvata dalle fiamme durante le persecuzioni iconoclaste promosse dall’Imperatore Leone III Isaurico. L’effigie, di stile bizantino e dipinta su tavola di cedro, misura 1,18 x 43 metri e presenta la Vergine vestita all’orientale, seduta su una panca, con un’espressione di dolcezza infinita che invita alla venerazione.
La vergine porta sul capo una cuffia bianca e un manto turchino, mentre il Bambino, anch’esso vestito con colori simili, è raffigurato nel gesto di benedire. La posizione di entrambi, con il Bambino che poggia il piede sinistro sul ginocchio della Madre, manifesta un senso di vicinanza tra il divino e l’umano. L’immagine è collocata al centro dell’altare maggiore, affiancata da due affreschi significativi che rappresentano la storia della sua salvaguardia.
Nel primo affresco, vediamo Leone III Isaurico sul suo trono, circondato da soldati, intento a distruggere le sacre immagini. Due uomini orientali, ritratti in fuga con il quadro della Vergine, evidenziano il momento cruciale della sua salvazione. A sinistra, gli stessi uomini cercano un luogo sicuro nei pressi di Tagliacozzo per riporre l’effigie, rendendo testimonianza alla miracolosa protezione che ha garantito la continuazione di questo culto.
Il Santuario non è solo un luogo di culto, ma rappresenta anche un simbolo di resilienza e fede per la comunità della Marsica, confermandosi come punto di riferimento spirituale e culturale nel corso dei secoli.
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