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Il Fenomeno Dell’Emigrazione (Dalla Marsica Al Nuovo Mondo)

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Radici italiane e sogni brasiliani: la storia emozionante di una famiglia divisa tra due mondi, scoprendo le proprie origini attraverso il tempo e l’oceano.

Negli anni tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, molte persone hanno lasciato la nostra terra, portando con sé il sogno di un’esistenza migliore. Questa necessità di tornare, anche solo idealmente, alle radici, ha accompagnato i loro discendenti. A tal proposito, recentemente ho ricevuto una comunicazione da un avvocato brasiliano, il sig. Domingos Lollobrigida Jr., che sta compiendo ricerche sulle proprie origini italiane. La sua storia è un esempio significativo di questo legame.

Il sig. Lollobrigida ha scritto un libro intitolato “Familia Lollobrigida 110 anos de Brasil”, che narra la vita di Luigi Lollobrigida e Giovanna Ciccarelli, i suoi bisnonni, immigrati in Brasile nel 1891. La storia evidenzia il loro viaggio a bordo della nave “Sirio”, da Genova a Rio de Janeiro, dove iniziarono una nuova vita dopo aver lasciato il loro paese, Cappadocia. Il capitolo finale del libro ripercorre le loro origini, arrivando fino alle vicende legate agli undici figli nati in Brasile, costretti a sopportare la perdita di due di loro in tenera età.

Il racconto del sig. Lollobrigida include anche dettagli toccanti sulla vita della bisnonna, la quale, oltre a crescere la sua famiglia, lavorava come commerciante e levatrice, contribuendo alla comunità brasiliana. Si spegne nel 1945 a Conceição do Rio Verde, a 76 anni. La sua storia è un esempio di resilienza e passione, riflettendo le aspirazioni di tanti immigrati.

In alcune e-mail, il sig. Lollobrigida ha espresso la sua emozione nel riascoltare una canzone napoletana che racconta la storia della nave “Sirio”, che affondò nel 1906, portando via sogni e speranze di molti italiani in cerca di fortuna. Nonostante la tragedia, i suoi antenati avevano trovato in Brasile un nuovo inizio, e, grazie a Internet, è ora possibile riannodare quel legame con la Marsica.

Rivolgo dunque un sincero ringraziamento al sig. Domingos Lollobrigida Jr. per aver condiviso con noi questa affascinante e significativa storia, un importante contributo alla memoria di Cappadocia, e a tutti coloro che hanno vissuto l’emigrazione.

Tratto da: Alessandro Fiorillo.

Quante persone, a più riprese, hanno abbandonato la nostra terra negli anni, soprattutto sul finire dell’Ottocento e fino a tutta la prima metà del Novecento. Gente che partiva con la speranza di costruirsi altrove un’esistenza migliore, desiderio e aspirazione legittimi. Gente che ha sempre sentito l’esigenza di voltarsi, di tanto in tanto, indietro, di tornare almeno idealmente a ripercorrere i vicoli del lontano paese dove si lasciarono gli affetti e, soprattutto, le radici.

Questo desiderio di ricerca delle proprie origini non ha abbandonato le generazioni successive a quelle di coloro che partirono. Ciò che segue ne rappresenta uno degli esempi. Giorni fa, infatti, mi ha scritto un avvocato brasiliano, sig. Domingos Lollobrigida Jr. Faccio parlare direttamente lui:

Ciao Alessandro,

Sonno aprendendo l’idioma italiano per forza della ricerca che sono facendo di miei origini italiane. Così scusame per le mancanze in scrivere suo idioma.

Il risultato della mia ricerca è un libro che stò scrivendo: “Familia Lollobrigida 110 anos de Brasil” (famiglia Lollobrigida 110 anni di Brasile), che è composto da piccoli racconti (2 od 3 pagine) ripartiti in 3 capitoli: Ciao Brasile – racconta la vita di Luigi Lollobrigida e sua moglie Giovanna Ciccarelli, dell’arrivo in Brasile a Rio de Janeiro, passando per tutti i luoghi in cui vissero, fino alle morti nel paese di Conceição do Rio Verde, in questa provincia di Minas Gerais; Ciao Famiglia – un albero genealogico con tutti i discendenti della coppia in Brasile; e Ciao Italia – che racconta la vita di Luigi Lollobrigida e Giovanna Ciccarelli, della nascita nel loro paese in Italia (Luigi Lollobrigida – Subiaco, Giovanna Ciccarelli – Cappadocia), il matrimonio, la vita a Roma, e la nascita delle figlie (Adele – mia nonna e Giulia a Roma) fino alla partenza per il Brasile nel porto di Genova.

Il primo e il secondo capitolo sono già finiti, ma il terzo… Mi aiuta nella ricerca in Italia un “cugino”, il signore Fabrizio Lollobrigida di Subiaco, un giornalista della Ansa, che mi ha mandato il link del tuo sito di Cappadocia. A Subiaco, nel 1945, l’ufficio fu distrutto ed è molto difficile trovare documentazione sulla vera origine di mio bisnonno Luigi Lollobrigida ed i vecchi del luogo non ricordano la nostra famiglia (Luigi era figlio di Vincenzo Lollobrigida e Maria Lollobrigida).

Per quanto riguarda mia bisnonna Giovanna Ciccarelli, mio zio José Ciccarelli Lollobrigida, l’unico figlio della coppia ancora vivo, un anziano di 94 anni, parla: era nata a Cappadocia nel 1869 o in un altro anno vicino, figlia di Cirilo Ciccarelli e Benedetta Ciccarelli. Cirilo era un messaggero, ma leggendo il tuo sito, credo che in realtà fosse un “mulattiero”, perché lui parlava di essere un viaggiatore, che viaggiava a dorso di mulo di paese in paese, portando messaggi e cose. Si dice anche che la famiglia di mia bisnonna Giovanna Ciccarelli non voleva che lei partisse per il Brasile, ma la passione per mio bisnonno Luigi Lollobrigida era molto grande. Così, il 20 di settembre del 1891, Giovanna Ciccarelli, con 22 anni, e suo marito Luigi Lollobrigida, di 28 anni, partì dal porto di Genova.

Nel viaggio partì insieme a loro anche la loro primogenita Adele Lollobrigida (mia nonna, madre di mio papà), di 2,5 anni, e Giulia Lollobrigida, di 8 mesi. Alcuni giorni dopo, nel medesimo mese, partirono per la città di São Paulo. In questo luogo, a causa di una malattia contratta durante il viaggio, morì Giulia, ma per fortuna nacque il primo figlio brasiliano, Paulo Lollobrigida, il cui nome era un omaggio alla città di São Paulo. Dalla coppia nacquero anche Caetana Lollobrigida, Francisca Lollobrigida, Vicente Ciccarelli Lollobrigida, José Lollobrigida, João Lollobrigida, Cecília Lollobrigida e un altro José Ciccarelli Lollobrigida. In questo paese di Cruzília, sempre nella provincia di Minas Gerais, nacque Cirilo Ciccarelli Lollobrigida, l’ultimo figlio della coppia, per un totale di 11 figli – di cui 2 morirono ancora bambini (Giulia ed il primo José).

In Brasile, oltre a badare dei figli, Giovanna Ciccarelli lavorava come commerciante e levatrice; molti brasiliani nacquero dalle mani di mia bisnonna. Morì il 28 aprile del 1945, all’età di 76 anni, nel paese di Conceição do Rio Verde, provicia di Minas Gerais.

Una curiosità è che gli immigrati, in Brasile, cambiavano nome per una maggiore integrazione con il popolo brasiliano. Giovanna Ciccarelli, in Brasile, era conosciuta come Joanna Ciccarelli o semplicemente “Dona Joanna Parteira” (Signora Giovanna Levatrice). Oggi siamo circa 700 discendenti di Giovanna Ciccarelli in Brasile.

Segue, in allegato, una fotografia di mia bisnonna Giovanna Ciccarelli (la signora al centro) con i nipoti, nel paese di Conceição do Rio Verde, provincia di Minas Gerais, Brasile, nel 1936. Puoi pubblicarla nel sito, per noi sarà un grande piacere!

Saluti ed scusa il mio italiano!

Domingos Lollobrigida Jr.

Leggendo questa affascinante storia e soffermandomi sul passaggio relativo al racconto della partenza della nave “Sirio” da Genova, mi sono ricordato di una vecchia canzone contenuta in un cd musicale che acquistai anni fa, che racchiude belle canzoni popolari di fine ‘800, legate agli anni delle emigrazioni e delle lotte sociali. Una di queste è intitolata appunto “Il Sirio”, e le parole sono:

E da Genova, il Sirio partivano
per l’America varcare, varcare i confini
e da bordo cantar si sentivano
tutti allegri del suo, del suo destino.

E fra loro (lerì) un vescovo c’era (lerà)
dando a tutti (lerì) la sua benedizion.

Tutto il Sirio un orribile scoglio
di tanta gente la mise, la misera fin.
Padri e madri bracciava i suoi figli
che sparivano tra le onde, le onde del mar.

E fra loro (lerì) un vescovo c’era (lerà)
dando a tutti (lerì) la sua benedizion.

E fra loro un vescovo c’era
dando a tutti la sua be…, la sua benedizione.

Il Sirio, infatti, che era la nave degli emigranti che partivano dal porto di Genova, affondò in Spagna il 04/08/1906. In quel tragico evento perirono molti italiani, partiti con la speranza di trovare nelle Americhe un’esistenza migliore.

Ho pensato quindi di inviare al sig. Domingos Lollobrigida un estratto della canzone in mp3. Lui mi ha risposto con una e-mail scrivendo quanto segue:

Ciao Alessandro,

Io già conoscevo la storia della nave “Sirio” che affondò il 04/08/1906 in Spagna, ed anche le parole della canzone “Sirio”, ma non conoscevo la sua bellissima melodia. Grazie per avermi inviato in mp3 la prima parte. Per fortuna i miei bisnonni e mia nonna viaggiavano per Brasile 15 anni prima che essa affondasse.

La stessa emozione che a te è affiorata, è affiorata anche a me riascoltando il brano che mi hai mandato. L’ho ripetuto molte volte, fino a che mio secondo figlio, Oswaldo (6 anni), mi ha chiesto perché io stessi piangendo.

Fui colpito ricordando il viaggio di mia bisnonna Giovanna verso il Brasile, la sua vita di tanto lavoro e difficoltà, e oggi stavo ascoltando una canzone che parlava della stessa nave sulla quale lei viaggiò, inviata da una persona legata al suo lontano paese di Cappadocia. Lei morì senza poter tornare a vedere il suo amato paese e i suoi amati familiari…

Grazie anche per la pagina “Storie degli emigranti…”, inaugurata per la storia di mia bisnonna Giovanna!

Sto inviando il link del tuo sito a tutta la parentela brasiliana e anche ai Lollobrigida d’Italia!

Forte abbraccio.

Domingos Lollobrigida Jr.

Questo scambio di e-mail con il sig. Domingos ha consentito di far riaffiorare un “pezzo” di storia cappadociana. Un frammento di storia legato alle vicende relative all’emigrazione di una lontana “figlia” di Cappadocia, Giovanna Ciccarelli. Grazie alla potenza di Internet, un sottile filo si è steso per riallacciare il legame antico e forte che ancora lega il sig. Domingos, brasiliano di origine italiana, con il nostro paese, la terra della sua bisnonna che partì nel lontano 1891 alla volta di Rio de Janeiro.

Non nascondo una certa emozione nel leggere le e-mail del sig. Domingos e nel ricostruire le vicende della “nave della speranza”, il Sirio, alla quale gli emigranti affidavano i loro sogni, le speranze e l’occasione per un riscatto sociale. Fin quando affondò, tra le onde, nei pressi delle coste spagnole. Forse questo è il primo di una serie di altri racconti che diversi figli di Cappadocia (se pensiamo che soltanto da Giovanna Ciccarelli discendono ben 700 persone di origine cappadociana, quasi un’altra Cappadocia) sparsi per il mondo prima o poi ci invieranno, attraverso il Web. È il mio auspicio, per continuare a recuperare frammenti di storia altrimenti perduta.

Ringrazio il sig. Domingos Lollobrigida Jr per questo suo affascinante racconto, grazie al quale un nuovo “pezzo” di storia cappadociana può dirsi recuperato.

Un ringraziamento speciale anche al sig. José Ciccarelli Lollobrigida, novantaquattrenne figlio di Giovanna Ciccarelli (emigrata in Brasile nel 1891) e zio di Domingos, i cui ricordi hanno reso possibile la ricostruzione delle vicende legate all’emigrazione di questa lontana figlia di Cappadocia.

Tratto da: Alessandro Fiorillo.

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Quante persone, a più riprese, hanno abbandonato la nostra terra negli anni, soprattutto sul finire dell’Ottocento e fino a tutta la prima metà del Novecento. Gente che partiva con la speranza di costruirsi altrove un’esistenza migliore, desiderio e aspirazione legittimi. Gente che ha sempre sentito l’esigenza di voltarsi, di tanto in tanto, indietro, di tornare almeno idealmente a ripercorrere i vicoli del lontano paese dove si lasciarono gli affetti e, soprattutto, le radici.

Questo desiderio di ricerca delle proprie origini non ha abbandonato le generazioni successive a quelle di coloro che partirono. Ciò che segue ne rappresenta uno degli esempi. Giorni fa, infatti, mi ha scritto un avvocato brasiliano, sig. Domingos Lollobrigida Jr. Faccio parlare direttamente lui:

Ciao Alessandro,

Sonno aprendendo l’idioma italiano per forza della ricerca che sono facendo di miei origini italiane. Così scusame per le mancanze in scrivere suo idioma.

Il risultato della mia ricerca è un libro che stò scrivendo: “Familia Lollobrigida 110 anos de Brasil” (famiglia Lollobrigida 110 anni di Brasile), che è composto da piccoli racconti (2 od 3 pagine) ripartiti in 3 capitoli: Ciao Brasile – racconta la vita di Luigi Lollobrigida e sua moglie Giovanna Ciccarelli, dell’arrivo in Brasile a Rio de Janeiro, passando per tutti i luoghi in cui vissero, fino alle morti nel paese di Conceição do Rio Verde, in questa provincia di Minas Gerais; Ciao Famiglia – un albero genealogico con tutti i discendenti della coppia in Brasile; e Ciao Italia – che racconta la vita di Luigi Lollobrigida e Giovanna Ciccarelli, della nascita nel loro paese in Italia (Luigi Lollobrigida – Subiaco, Giovanna Ciccarelli – Cappadocia), il matrimonio, la vita a Roma, e la nascita delle figlie (Adele – mia nonna e Giulia a Roma) fino alla partenza per il Brasile nel porto di Genova.

Il primo e il secondo capitolo sono già finiti, ma il terzo… Mi aiuta nella ricerca in Italia un “cugino”, il signore Fabrizio Lollobrigida di Subiaco, un giornalista della Ansa, che mi ha mandato il link del tuo sito di Cappadocia. A Subiaco, nel 1945, l’ufficio fu distrutto ed è molto difficile trovare documentazione sulla vera origine di mio bisnonno Luigi Lollobrigida ed i vecchi del luogo non ricordano la nostra famiglia (Luigi era figlio di Vincenzo Lollobrigida e Maria Lollobrigida).

Per quanto riguarda mia bisnonna Giovanna Ciccarelli, mio zio José Ciccarelli Lollobrigida, l’unico figlio della coppia ancora vivo, un anziano di 94 anni, parla: era nata a Cappadocia nel 1869 o in un altro anno vicino, figlia di Cirilo Ciccarelli e Benedetta Ciccarelli. Cirilo era un messaggero, ma leggendo il tuo sito, credo che in realtà fosse un “mulattiero”, perché lui parlava di essere un viaggiatore, che viaggiava a dorso di mulo di paese in paese, portando messaggi e cose. Si dice anche che la famiglia di mia bisnonna Giovanna Ciccarelli non voleva che lei partisse per il Brasile, ma la passione per mio bisnonno Luigi Lollobrigida era molto grande. Così, il 20 di settembre del 1891, Giovanna Ciccarelli, con 22 anni, e suo marito Luigi Lollobrigida, di 28 anni, partì dal porto di Genova.

Nel viaggio partì insieme a loro anche la loro primogenita Adele Lollobrigida (mia nonna, madre di mio papà), di 2,5 anni, e Giulia Lollobrigida, di 8 mesi. Alcuni giorni dopo, nel medesimo mese, partirono per la città di São Paulo. In questo luogo, a causa di una malattia contratta durante il viaggio, morì Giulia, ma per fortuna nacque il primo figlio brasiliano, Paulo Lollobrigida, il cui nome era un omaggio alla città di São Paulo. Dalla coppia nacquero anche Caetana Lollobrigida, Francisca Lollobrigida, Vicente Ciccarelli Lollobrigida, José Lollobrigida, João Lollobrigida, Cecília Lollobrigida e un altro José Ciccarelli Lollobrigida. In questo paese di Cruzília, sempre nella provincia di Minas Gerais, nacque Cirilo Ciccarelli Lollobrigida, l’ultimo figlio della coppia, per un totale di 11 figli – di cui 2 morirono ancora bambini (Giulia ed il primo José).

In Brasile, oltre a badare dei figli, Giovanna Ciccarelli lavorava come commerciante e levatrice; molti brasiliani nacquero dalle mani di mia bisnonna. Morì il 28 aprile del 1945, all’età di 76 anni, nel paese di Conceição do Rio Verde, provicia di Minas Gerais.

Una curiosità è che gli immigrati, in Brasile, cambiavano nome per una maggiore integrazione con il popolo brasiliano. Giovanna Ciccarelli, in Brasile, era conosciuta come Joanna Ciccarelli o semplicemente “Dona Joanna Parteira” (Signora Giovanna Levatrice). Oggi siamo circa 700 discendenti di Giovanna Ciccarelli in Brasile.

Segue, in allegato, una fotografia di mia bisnonna Giovanna Ciccarelli (la signora al centro) con i nipoti, nel paese di Conceição do Rio Verde, provincia di Minas Gerais, Brasile, nel 1936. Puoi pubblicarla nel sito, per noi sarà un grande piacere!

Saluti ed scusa il mio italiano!

Domingos Lollobrigida Jr.

Leggendo questa affascinante storia e soffermandomi sul passaggio relativo al racconto della partenza della nave “Sirio” da Genova, mi sono ricordato di una vecchia canzone contenuta in un cd musicale che acquistai anni fa, che racchiude belle canzoni popolari di fine ‘800, legate agli anni delle emigrazioni e delle lotte sociali. Una di queste è intitolata appunto “Il Sirio”, e le parole sono:

E da Genova, il Sirio partivano
per l’America varcare, varcare i confini
e da bordo cantar si sentivano
tutti allegri del suo, del suo destino.

E fra loro (lerì) un vescovo c’era (lerà)
dando a tutti (lerì) la sua benedizion.

Tutto il Sirio un orribile scoglio
di tanta gente la mise, la misera fin.
Padri e madri bracciava i suoi figli
che sparivano tra le onde, le onde del mar.

E fra loro (lerì) un vescovo c’era (lerà)
dando a tutti (lerì) la sua benedizion.

E fra loro un vescovo c’era
dando a tutti la sua be…, la sua benedizione.

Il Sirio, infatti, che era la nave degli emigranti che partivano dal porto di Genova, affondò in Spagna il 04/08/1906. In quel tragico evento perirono molti italiani, partiti con la speranza di trovare nelle Americhe un’esistenza migliore.

Ho pensato quindi di inviare al sig. Domingos Lollobrigida un estratto della canzone in mp3. Lui mi ha risposto con una e-mail scrivendo quanto segue:

Ciao Alessandro,

Io già conoscevo la storia della nave “Sirio” che affondò il 04/08/1906 in Spagna, ed anche le parole della canzone “Sirio”, ma non conoscevo la sua bellissima melodia. Grazie per avermi inviato in mp3 la prima parte. Per fortuna i miei bisnonni e mia nonna viaggiavano per Brasile 15 anni prima che essa affondasse.

La stessa emozione che a te è affiorata, è affiorata anche a me riascoltando il brano che mi hai mandato. L’ho ripetuto molte volte, fino a che mio secondo figlio, Oswaldo (6 anni), mi ha chiesto perché io stessi piangendo.

Fui colpito ricordando il viaggio di mia bisnonna Giovanna verso il Brasile, la sua vita di tanto lavoro e difficoltà, e oggi stavo ascoltando una canzone che parlava della stessa nave sulla quale lei viaggiò, inviata da una persona legata al suo lontano paese di Cappadocia. Lei morì senza poter tornare a vedere il suo amato paese e i suoi amati familiari…

Grazie anche per la pagina “Storie degli emigranti…”, inaugurata per la storia di mia bisnonna Giovanna!

Sto inviando il link del tuo sito a tutta la parentela brasiliana e anche ai Lollobrigida d’Italia!

Forte abbraccio.

Domingos Lollobrigida Jr.

Questo scambio di e-mail con il sig. Domingos ha consentito di far riaffiorare un “pezzo” di storia cappadociana. Un frammento di storia legato alle vicende relative all’emigrazione di una lontana “figlia” di Cappadocia, Giovanna Ciccarelli. Grazie alla potenza di Internet, un sottile filo si è steso per riallacciare il legame antico e forte che ancora lega il sig. Domingos, brasiliano di origine italiana, con il nostro paese, la terra della sua bisnonna che partì nel lontano 1891 alla volta di Rio de Janeiro.

Non nascondo una certa emozione nel leggere le e-mail del sig. Domingos e nel ricostruire le vicende della “nave della speranza”, il Sirio, alla quale gli emigranti affidavano i loro sogni, le speranze e l’occasione per un riscatto sociale. Fin quando affondò, tra le onde, nei pressi delle coste spagnole. Forse questo è il primo di una serie di altri racconti che diversi figli di Cappadocia (se pensiamo che soltanto da Giovanna Ciccarelli discendono ben 700 persone di origine cappadociana, quasi un’altra Cappadocia) sparsi per il mondo prima o poi ci invieranno, attraverso il Web. È il mio auspicio, per continuare a recuperare frammenti di storia altrimenti perduta.

Ringrazio il sig. Domingos Lollobrigida Jr per questo suo affascinante racconto, grazie al quale un nuovo “pezzo” di storia cappadociana può dirsi recuperato.

Un ringraziamento speciale anche al sig. José Ciccarelli Lollobrigida, novantaquattrenne figlio di Giovanna Ciccarelli (emigrata in Brasile nel 1891) e zio di Domingos, i cui ricordi hanno reso possibile la ricostruzione delle vicende legate all’emigrazione di questa lontana figlia di Cappadocia.

Tratto da: Alessandro Fiorillo.

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