La nascita delle repubbliche federali italiche nel V secolo a.C. vide la comparsa nel territorio marsicano delle tribù dei Marsi e degli Equi, quest’ultimi estendendosi verso il Cicolano e la Valle dell’Aniene. Nel 408 d.C. avviene la prima menzione del Fucinus Lacus in relazione a uno scontro tra Volsci e Romani. Durante le guerre tra Roma e i Volsci, le forze romane conquistarono un centro fortificato vicino al lago, distruggendo un castello e catturando tremila prigionieri. L’ubicazione di questo centro, identificato da storici in diversi luoghi, potrebbe trovarsi nella città di Sora, in luogo strategico per i Romani.
Già dal V secolo a.C., le prime battaglie fra le genti safine, di origine fucense, e le truppe romane ebbero luogo, segnalando l’inizio delle tensioni territoriali. Dopo la definitiva sconfitta dei Volsci nel 338 a.C., Roma si concentrò sulle popolazioni interne, come i Pentri e i Marsi, culminando in uno scontro nel 308 a.C., in cui i Marsi, alleati con Peligni, tentarono di resistere all’espansione romana. La presenza militare marcia nell’alta valle del Liri emerge già dal III secolo a.C., rivelando un conflitto duraturo per il controllo delle risorse territoriali.
Nell’ambito delle conquiste romane, nel 304 a.C. si verificò un attacco devastante contro gli Equi, portando alla distruzione di numerosi oppida. Il territorio equo fu colonizzato, fondando la colonia di Alba Fucens nel 303 a.C., punto strategico per l’esercito romano. Tuttavia, i tentativi di resistenza da parte degli Equi causarono preoccupazione a Roma, che intervenne militarmente nel 303 a.C. per consolidare il suo dominio.
In seguito, lo spazio territoriale dei Marsi subì modifiche significative a causa delle conquiste romane. Il trattato d’alleanza imposto ai Marsi richiedeva loro di fornire soldati a Roma, segnando l’inizio di una nuova era di rapporti di potere. Le battaglie e le strategie di espansione di Roma nel territorio marsicano, insieme alle sue colonizzazioni, configurarono un complesso reticolo di interessi politici e militari, evidenziando l’importanza economica e strategica della Val Roveto e della Valle del Liri.
Le manovre romane culminarono nella conquista dei centri fortificati marsi e nella necessità di relocalizzare gli abitanti che vivevano nelle antiche comunità, creando nuovi insediamenti non fortificati, riflettendo i cambiamenti socio-politici avvenuti nel territorio della Marsica. Questi eventi storici segnano il passaggio da un sistema di governance locale a un controllo centralizzato da parte di Roma, enfatizzando l’influenza duratura di Roma su queste terre.
Tratto da: Giuseppe Grossi.


