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La Via Dei Pilastri

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Scopri i segreti di un antico thermopolium marsicano, dove bevande, arte e misteri si intrecciano tra i resti di una storica via commerciale.

La storia del sito inizia sul versante nord-est della Basilica, dove si ergeva un porticato continuo di pilastri in pietra, che sosteneva i piani superiori degli edifici. Un’importante bottega di questo complesso è un thermopolium, un antico spaccio per bevande calde e fredde, dotato di una chiusura lignea scorrevole, di cui si possono osservare i binari sulla soglia d’ingresso. All’interno si trovava un bancone per la mescita, munito di vaschette, un tubo di piombo per un rubinetto in bronzo e un pavimento a mosaico con fori di scolo per i liquidi.

Durante gli scavi, sono state rinvenute numerose sculture, tra cui una replica romana della Venere Anadiomene, attualmente esposta al museo di Chieti. La presenza di questa statua suggerisce l’uso dei piani superiori del locale per attività di prostituzione, rendendo l’area un punto di incontro significativo nell’ambito della vita commerciale della Marsica. Non lontano, lungo la stessa strada, si trovava un forno con lastre del bancone che riportano le forme delle focacce di miele per ragazzi, tra cui una più grande a forma di planta pedis, testimoniando le abitudini culinarie dell’epoca.

Questi ritrovamenti offrono uno spaccato di vita quotidiana e commerciale, evidenziando l’importanza di Pescina e della regione nel contesto della storia antica, soprattutto durante periodi chiave come le guerre italiche e in seguito. L’archeologia continua a rivelare dettagli affascinanti sulla storia di Cèlano e dei suoi dintorni, contribuendo a comprendere meglio le dinamiche sociali, economiche e culturali di un’epoca passata.

Tratto da: Testi del prof. Giuseppe Grossi.

Ha inizio sul versante nord-est della Basilica ed è così definita in epoca contemporanea per i numerosi pilastri in pietra che costituivano un porticato continuo sulle botteghe, le quali si aprivano sulla strada e sostenevano i piani superiori degli edifici antistanti. La seconda bottega è riferibile a un thermopolium (spaccio di bevande calde e fredde) dotato di chiusura lignea externa scorrevole, di cui si possono notare i binari sulla soglia d’ingresso. Questo locale presenta un bancone interno per la mescita, munito di una vaschetta, un tubo di piombo per un possibile rubinetto di bronzo e rivestito di marmi. Il pavimento, a mosaico, è caratterizzato da un foro di scolo per i liquidi provenienti dalla vaschetta sovrastante.

All’interno di questo locale furono ritrovate diverse sculture, tra cui la piccola e graziosa replica romana della Venere Anadiomene, ora conservata presso il museo di Chieti. La presenza di questa statua conferma l’utilizzo dei piani superiori del locale per l’esercizio della prostituzione. Lungo la stessa via si trovano altri locali commerciali; nei pressi della fontana è ubicato quello di un fornaio, il cui bancone è decorato con lastre che presentano le forme delle focacce di miele, in particolare una più grande a forma di planta pedis.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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Ospitalità e servizi

Ha inizio sul versante nord-est della Basilica ed è così definita in epoca contemporanea per i numerosi pilastri in pietra che costituivano un porticato continuo sulle botteghe, le quali si aprivano sulla strada e sostenevano i piani superiori degli edifici antistanti. La seconda bottega è riferibile a un thermopolium (spaccio di bevande calde e fredde) dotato di chiusura lignea externa scorrevole, di cui si possono notare i binari sulla soglia d’ingresso. Questo locale presenta un bancone interno per la mescita, munito di una vaschetta, un tubo di piombo per un possibile rubinetto di bronzo e rivestito di marmi. Il pavimento, a mosaico, è caratterizzato da un foro di scolo per i liquidi provenienti dalla vaschetta sovrastante.

All’interno di questo locale furono ritrovate diverse sculture, tra cui la piccola e graziosa replica romana della Venere Anadiomene, ora conservata presso il museo di Chieti. La presenza di questa statua conferma l’utilizzo dei piani superiori del locale per l’esercizio della prostituzione. Lungo la stessa via si trovano altri locali commerciali; nei pressi della fontana è ubicato quello di un fornaio, il cui bancone è decorato con lastre che presentano le forme delle focacce di miele, in particolare una più grande a forma di planta pedis.

Tratto da: prof. Giuseppe Grossi.

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