PATRIMONIO STORICO ARTISTICO DELLA VALLE ROVETO ( Capistrello )

1. Centro fortificato di Castelluccio di Monte Salviano. Sulla quota 985 di Monte Salviano (ex Monte Arrio) detta “Castelluccio” sui confini con Avezzano, sono i resti di un centro fortificato italico marso con cinta ovoidale, conservata al solo livello di fondazioni, racchiudente un’area di circa 1,02 ettari; si riconosce bene il terrapieno (fascia anulare interna) sul versante palentino.

2. Villa romana dei Castellani. Lungo la strada che unisce Colle S. Pietro di Corcumello con Cese, ai confini fra Avezzano e Capistrello sulla quota 725 detta “Castellani”, sono i resti di una cospicua villa romana di età imperiale. Murature in opera cementizia, tegolame e frammenti di vasellame sono visibili nell’area.

3. Monastero di Colle San Pietro di Corcumello. Sul Colle di S. Pietro (quota 758), nell’interno del Cimitero di Corcumello, sono le fondazioni della chiesa con l’annesso convento benedettino di cui si ha notizia dal XII secolo. Alla base di una croce di ferro e sul terreno sono tre lastre con raffinati fregi militari, appartenute ad un monumento celebrativo di Alba Fucens.

4. Centro storico di Corcumello. Situato a quota 765 sul crinale di un colle sottostante il Valico del Monte Girifalco, il nucleo accentrato assume l’aspetto di un castello-recinto allungato con recinzione muraria dotata di quattro porte. Ben conservato è il recinto murario con scarse torrette-rompitratta “a scudo”, ma ben conservati torrioni semicilindrici. Nell’interno, solcato sul crinale da un asse viario con collegamenti trasversali, sono due chiese (S. Nicola e la trasformata S. Giovanni), un palazzetto quattrocentesco dotato di elegante bifora ed i palazzi dei feudatari (De Pontibus e Vetoli) con la cappella dedicata a S. Anatolia. Sul culmine è la torre-cintata medioevale (Castello Vetoli) affiancata alle due chiese castrali. In via di S. Giovanni sorgeva sul finire del ‘400 il mastio sommitale (ora conservato nelle sole fondazioni) composto da un grosso torrione cilindrico con scarpa alla base ed apparato a sporgere merlato.

5. Castello Vetoli di Corcumello. È composto da una piccola torre sghemba collegata ad un recinto a puntone del XII secolo. Sul finire del ‘400 i De Pontibus trasformarono il luogo in giardino sopraelevato con collegamento diretto con un loro palazzo. La torre fu ridotta in altezza, dotata di accesso basso con portale architravato e superiori monofore e bifore tardo-gotiche. Attualmente si presenta nel suo restauro attuato sul finire degli anni ’70 del Novecento: i merli del recinto e della cinta sono di restauro.

6. Chiesa di S. Nicola di Corcumello. È la chiesa parrocchiale del paese dal ‘500 con interno ad unica navata e scala con portichetto rinascimentale esterno. Si ha menzione della stessa, insieme alla vicina S. Giovanni (ora trasformata in civile abitazione), a partire dal 1188. Nell’interno è il bel pulpito duecentesco di Stefano di Mosciano, proveniente dalla vecchia chiesa benedettina di S. Pietro.

7. Chiesa di S. Antonio di Corcumello. Posta fuori dell’abitato, nella parte bassa, fu realizzata in età rinascimentale come da esame del suo portale architravato. L’interno ad unica navata con tre arcature, presenta una Madonna in terracotta e affreschi cinquecenteschi.

8. Chiesa di S. Lorenzo di Corcumello. È situata fuori dell’abitato in direzione della Porta Castello. Ad unica navata interna con fronte decorata da un bel portale architravato cinquecento, fu realizzata nella prima metà del ‘500 dai Vetoli. Sull’abside sono degli interessanti affreschi cinquecenteschi.

9. Palazzo con bifora di Corcumello. Tipico edificio privato della fine del ‘400 dotato di scala in pietra esterna un tempo coperta da una tettoia lignea. Famoso nella storia dell’architettura medievale abruzzese attualmente si presenta degradato: la scala ha perso la tettoia lignea, il portaletto di base è ridotto ad una piccola apertura; la sola finestra bifora architravata rimane al suo posto. Fu sede del comune di Corcumello.

10. Palazzo De Pontibus di Corcumello. È composto da un complesso edilizio allungato ed appoggiato sulle mura ovest del recinto murario con cortili interni, una cappella dedicata a S. Anatolia e le scuderie: sul fronte sono ampie arcature a tutto sesto ed una bella cornice marcapiano. La sua definitiva sistemazione si ebbe nel 1477 ad opera del vescovo di Bitonto Battista De Pontibus, come confermato da iscrizioni e stemmi dello stesso.

11. Palazzo Vetoli di Corcumello. Il complesso palazzato fu realizzato dai Vetoli a partire dagli inizi del ‘500 con successivi interventi settecenteschi. Si sviluppa su tre livelli con cortile interno affiancato al Palazzo De Pontibus e collegamento con il sovrastante Castello Vetoli.

12. Grotte-romitorio di San Lorenzo di Corcumello. Sulle pendici di Monte Girifalco sul versante palentino a quota 1100 si aprono diverse grotticelle che presentano tracce di adattamenti nell’interno, vista la loro utilizzazione come romitori monastici medievali.

13. Fortezza medievale di Girifalco. Sul crinale del Monte Girifalco a quota 1268 sopra Corcumello, sono i resti della fortezza medievale di Girifalco di cui si ha menzione a partire dal 1150. Si compone di una torre sommitale e due torri avanzate collegate da recinti nel cui interno sono edifici e cisterne sottopavimentali. Nel ‘200 la fortezza viene citata, col nome di “Castello di Pagliara”, nei documenti svevi ed angioini come baluardo difensivo ai confini del Regno di Napoli.

14. Torre cintata della Rotella della Macchietta. Oltre l’incastellamento di Collalto, verso Corcumello sulla sommità detta “Rotella della Macchietta” (quota 880), sono i resti di una torre-cintata medievale, una motta dell’XI-XII secolo. Il recinto a puntone rivolto a nord presenta agli esterni fossati avvolgenti, mentre all’interno sono le fondazioni di una piccola torre sghemba.

15. Centro fortificato italico e incastellamento medievale della Rotella di Collalto. Il complesso fortificato è situato sulla quota 868 nella sommità di Collalto detta “Rotella di Collalto”. Si compone di un centro fortificato italico (VII-IV secolo a.C.) a due cinte murarie con relative porte e da un castello recinto medievale interno, di cui si ha menzione dal 1150 col nome di Corcinella. Nell’interno si riconoscono le fondazioni della torre sghemba sommitale affiancata da un palatium dotato di sottostante cisterna. All’esterno resti di fossati antichi e medievali.

16. Villaggio italico romano e medievale delle Grottelle. Sotto Collalto, in località “Grottelle” a quota 750, sono dei diruti casali rinascimentali che si sovrappongono ai resti di un vicus italico-romano su terrazze. Ai margini, presso delle modeste cavità su un balzo roccioso, sono le fondazioni della chiesa di S. Angelo di cui si ha menzione dal 1188.

17. Acquedotto dei Piani Palentini. In località “Grottelle” lungo la Vallemaggiore è l’imbocco del cunicolo sotterraneo dell’acquedotto romano che, dalle Sorgenti del Riosonno della Valle Di Nerfa, portava le acque sul versante palentino attraversando il Monte Arunzo (lunghezza km 2,75). Altri resti di condotto in muratura rivestito di lastre in opera poligonale sono visibili presso il Torrente Rafia (loc. “Iudici”), luogo dove in passato era presente un sifone (ora demolito).

18. Chiesa di S. Maria del Monte. Sul monte Arunzo a quota 1276 sono i resti mal restaurati, nel 1974, di una piccola chiesetta dedicata alla Madonna a Monte, citata nel 1188 ma di origini più antiche: nell’interno è presente una statua lignea di Madonna con Bambino. Intorno sono visibili lacerti murari e una cisterna appartenuti ad un piccolo monastero benedettino medievale. Luogo di pellegrinaggio mariano nel mese di maggio da parte degli abitanti della Val Roveto già dal Rinascimento.

19. Castello-recinto medievale di Collescidio. Nella località “Castellano” di Capistrello lungo la strada per Castellafiume, sulla sommità detta “La Torre” in proprietà Brasilia (quota 766), sono i resti murari del piccolo castello-recinto di Collescidio di cui si ha menzione a partire dal 1150. Si tratta di un recinto a puntone con edifici interni dotati di cisterne e torre-mastio a puntone.

20. Centro storico di Capistrello. Il nucleo originario è posto a quota 786 sotto il Monte Punta di Ferro della catena dell’Arunzo. Le sue origini sono documentate a partire dal XII secolo (1150-1168) con l’esistenza di un piccolo castello-recinto medievale sull’altura della “Rocca”, di cui rimangono scarsi resti. Nel XIV secolo una seconda cinta racchiuse l’abitato su terrazze fino a raggiungere la sottostante chiesa di S. Pietro (ora S. Antonio di Padova) con la vicina sede della dogana regia di passo. Con il Rinascimento sul recinto di base sorsero i palazzi nobiliari dei Lusi e il nuovo quartiere di Camerata inglobato da una terza cinta dotata, probabilmente, di torrioni cilindrici. Nella parte superiore, nel Cinquecento, sorse il nucleo fortificato di case-mura del “Ricetto” con accesso dalla Piazzetta della Rocca”.

21. Chiesa rurale della Madonna di Contra. Lungo la strada che unisce Capistrello con Pescocanale, a quota 750, è posta la chiesa della Madonna di Contra, la vecchia pieve medievale di Capistrello di cui si ha notizia a partire dal 1188. Attualmente si presenta nella sua sistemazione tardo-barocca (sec. XVII) con navata unica e portale architravato.

22. Molino Bianchi. Sotto Camerata di Capistrello, nelle vicinanze del Ponte sul corso del Liri (quota 650), sono i resti del Molino Bianchi. Le sue origini risalgono all’XI secolo come possesso del monastero benedettino di S. Maria di Luco, mentre nel ‘500 fu proprietà dei feudatari Colonna fino alla prima metà dell’Ottocento. Successivamente passò alla famiglia Lusi ed infine, nel Novecento, ai Bianchi.

23. Chiesa di S. Antonio di Padova di Capistrello. Edificio di culto citato già a partire dal 1115 e chiesa parrocchiale col nome di S. Pietro dal XIV secolo. In origine ad unica navata con ingresso ad ovest ed abside circolare ad est, nel XIV secolo fu trasformata con pianta a tre navate e campanile sulla sinistra; nel Rinascimento prese il nome di S. Antonio Abate e S. Pietro. Attualmente si presenta completamente rifatta dopo i danni del terremoto del 1915 con inelegante facciata in travertino.

24. Palazzo Lusi di Capistrello. Palazzo rinascimentale dei “gabellieri” dei Colonna, i Lusi, posto a contatto con le mura trecentesche e la vicina chiesa di S. Pietro. Nei secoli XVII-XVIII e XIX, fu sottoposto ad ampliamenti e ristrutturazioni. D’impianto allungato con scarpa alla base è attualmente nello stato di rudere a causa del suo abbandono dopo il terremoto del 1915.

25. Monastero benedettino di S. Antonio di Capistrello. Situato a quota 740 nell’interno del Cimitero di Capistrello, è citato nel XIV secolo come monastero benedettino femminile. Abbandonato nel corso del ‘500, fu dipendenza della pieve di S. Antonio da Padova; nel Seicento prese il nome di S. Pietro che tuttora mantiene. La chiesa e il monastero, furono trasformati ad uso cimiteriale nel 1919.

26. Forno a calce Stinellis. Alla base di Punta di Ferro, sotto le cave di pietra del versante est (quota 750), è il forno a calce degli Stinellis del 1915. Esso è composto di tre parti sul pendio con due forni gemelli.

26 bis. Chiesa di S. Barbara. Prima di entrare a Capistrello, lungo la Strada Statale proveniente dal Valico di Pietraquaria, a quota 726 è la chiesa di S. Barbara edificata dai Torlonia nel 1854-1858, col nome di “Madonna della Purità”, sui resti della più antica chiesa di S. Sebastiano del XII secolo. Successivamente dedicata dai Capistrellani a S. Barbara, nel 1975 fu donata dagli eredi Torlonia alla parrocchia di Capistrello che, recentemente, a provveduto a restaurarla e renderla fruibile al culto.

27. Sbocco dell’Emissario di Claudio. In località “Pisciacotta” sono i resti dello sbocco monumentale sul Liri dell’Emissario romano del Fucino, inaugurato dall’imperatore Claudio nel 52 d.C. La struttura presenta un alto fornice in opera cementizia con adattamenti della roccia calcarea con, sulla destra, una parete rocciosa regolarizzata per contenere in antico un monumento celebrativo dell’impresa idraulica. Sopra il fornice è ancora visibile la vecchia “Via Sorana”, strada romana sistemata da Traiano nel 100 d.C. che metteva in comunicazione Alba Fucens con Sora e Frusino (Frosinone).

28. Centrale elettrica di Torlonia. In località Pisciacotta, poco dopo lo sbocco dell’Emissario romano sul Liri, sono i resti murari della Centrale Elettrica edificata da Alessandro Torlonia agli inizi del ‘900. Il complesso era formato da due corpi: quello avanzato verso il fiume è ora in gran parte distrutto, mentre il posteriore rimane in elevato caratterizzato da tre grandi fornici.

29. Vicus italico-romano di Colle Raso. Sul colle detto “Colle Raso”, posto sulla quota 739 di fronte allo sbocco dell’Emissario romano, è da ricercare un vicus italico-romano testimoniato da ritrovamenti ceramici, tegolame, blocchetti di opera incerta e tombe.

30. Chiesa di S. Angelo. Attualmente si presenta nella sua ristrutturazione successiva al terremoto del 1915 con avancorpo rinascimentale e piccolo campanile sulla sinistra. La prima menzione della chiesa è del 1066 come possesso di Montecassino, successivamente passò fra i possessi di S. Maria di Luco e della prepositura di S. Giovanni in Pascusano di Civitella Roveto. Della primitiva chiesa rimangono le lastre del pulpito duecentesco murate sul campanile e sulla parete di Via dei Merli.

31. Centro storico di Pescocanale. Il nucleo medievale è abbarbicato sull’altura rocciosa a quota 691 al disopra del corso del Liri. Del primitivo nucleo composto da una torre-cintata medievale citata nel 1150-1168, rimane testimonianza un tratto murario posto al lato della chiesa, mentre fino agli anni ’30 del Novecento l’altura era ancora occupata dalla duecentesca torre a puntone.

32. Ponte romano sul Liri. Sul vecchio corso del Liri, in località “Porcareccia”, a quota 600 sotto Pescocanale, sono i resti di un pilone del ponte romano sul corso dell’antica via di fondovalle Alba Fucens-Sora realizzata da Traiano. Il pilone è costituito da un nucleo in opera cementizia rivestito da grossi e rifiniti blocchi di calcare.

33. Centro fortificato marso di “La Civita” di Fossa Rotonda. Sull’altura a quota 1165 sulla montagna che domina sulla destra l’imbocco della stretta capistrellana, sono i resti di un centro fortificato marso utilizzato dalla prima età del ferro fino alla conquista romana (VIII-IV secolo a.C.). Si riconoscono due cinte murarie in opera poligonale con due porte e fossati esterni.

34. Santuarietto italico su valico di Fossa Rotonda. Ad ovest del centro fortificato marso, sul valico su cui confluiscono tre strade provenienti dal versante lirino e fucense (quota 1119) è da ubicare un santuarietto italico-romano. Non si notano resti in superficie, ad esclusione di tegolame antico. In passato furono qui rinvenute monete in bronzo del III-I secolo a.C. che attestano la frequentazione dell’area in età repubblicana.

35. Vicus italico-romano dei Santi Rutti. Nella Valle Fredda, al lato a valle della strada montana diretta verso Luco dei Marsi, a quota 740-760 sono i resti murari di un villaggio italico-romano di età repubblicana (III-I secolo a.C.) con murature a secco, tegolame antico e frammenti relativi a vasellame. Qui in passato, a più riprese, furono rinvenuti numerosi fittili votivi a figura umana (“i Santi Rutti”) ed anatomici, oltre a monetazione di bronzo e argento di IV-III secolo a.C.

36. Villa romana di S. Agnese. Sotto la Valle Fredda, in vicinanza delle discenderie palentine dell’Emissario romano di Claudio, a quota 750, è una grande area di frammenti fittili composta da vasellame romano (anfore, dolia, coppe e piatti), tegolame antico e blocchetti in calcare di muratura antica (I-II secolo d.C.). Nelle vicinanze si segnalano numerosi rinvenimenti di tombe (I sec. a.C. – II sec. d.C.) a fossa con copertura a lastroni ed a cappuccina di tegole, aventi stele figurate ed iscrizioni. Qui nel medioevo, nel IX secolo, sorse la chiesa di S. Antimo alle Forme; edificio cultuale benedettino su cui si soprappose nel ‘200 la chiesa di S. Agnese appartenente alla prepositura monastica cassinese di S. Maria di Luco.

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