Il territorio della Marsica, da sempre caratterizzato da una ricca storia, include località come Pescina. Qui, nei pressi della sorgente del fiume Giovenco, si trova la Terra di San Sebastiano. La descrizione di questo centro, inviata dall’Arciprete Giambattista d’Arcadia il 9 agosto 1800, rivela dettagli significativi sulla vita e la struttura della comunità, conservati presso l’Archivio Diocesano di Avezzano. Durante una visita nel 1737, il Vescovo Monsignor Barone si impegnò a redigere un inventario dei beni ecclesiastici, testimoniando l’importanza del suo patrimonio storico e religioso.
L’Arciprete, proveniente da una famiglia benestante, si premurò di raccogliere notizie sul Capitolo, evidenziando l’importanza di San Sebastiano nel contesto ottocentesco. Nella sua missiva, chiede anche al suo corrispondente di inviare eventuali informazioni e documenti storici, sottolineando un attivo scambio di conoscenze e la vitalità del legame con il passato. Le notizie fornite da Giambattista d’Arcadia si avvalgono di storici come Febonio, Corsignani, Di Pietro e Celidonio, ma vanno oltre, offrendo uno spaccato quotidiano della vita locale e una cronaca delle famiglie più in vista, delle controversie civili e delle dinamiche interne tra i comuni.
San Sebastiano è menzionato ufficialmente nel 1180 nel Catalogus Baronum, sebbene possano esistere attestazioni ancora più antiche. Giambattista d’Arcadia suggerisce che l’abitato probabile risalga all’arrivo dei Benedettini nella Valle del Giovenco, i quali fondarono un monastero attorno al quale si sviluppò il primo insediamento. La possibilità che vi fosse un villaggio precedente fa riflettere sulla complessità della storia di San Sebastiano, testimoniata dalle fortificazioni e dagli stemmi rinvenuti, tra cui quello degli antichi Conti Berardi di Cèlano.
Le fortificazioni evidenziate da Giuseppe Chiarizia e Pierluigi Properzi rivelano l’importanza strategica della località. Chiarizia menziona un castello di epoca medievale, di cui rimangono tracce nel paesaggio attuale. La storia di San Sebastiano, segnata da eventi storici notevoli come il terremoto del 1915, mostra come la comunità si sia evoluta nel tempo, mantenendo viva la memoria delle sue origini e dei suoi legami con il territorio circostante.
Oltre al patrimonio architettonico e monumentale, la descrizione di San Sebastiano solleva l’interrogativo su antiche tradizioni e nomi legati a questo luogo. L’ipotesi che l’attuale abitato derivi da Loe, distrutto nel 302 a.C. dall’esercito di Valerio Massimo, porta a riflessioni senz’altro affascinanti sulla continuità della presenza umana nella Marsica e sull’importanza del territorio nel tessuto della storia italiana.
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