Cèlano è oggi il secondo comune della Marsica, con una popolazione di 11.540 abitanti e un territorio che si estende su 123 km², caratterizzato da una notevole varietà altimetrica, dai 650 metri della Piana del Fùcino fino ai 2.348 metri del Monte Sirente. Gran parte del suo territorio montano è incluso nel nuovo Parco Regionale Sirente-Velino. Il comune si sviluppa sulle pendici del Monte La Serra, a circa 15 chilometri da Avezzano, con il centro storico situato a 860 metri sul livello del mare.
La località è facilmente raggiungibile grazie alla rete ferroviaria e all’autostrada A24-25 Roma-Pescara, oltre alle strade statali. Cèlano è circondata da tre frazioni: Borgo Bussi, Borgo Ottomila e Strada 14 del Fùcino. L’origine del nome Cèlano sembra derivare dall’italico Cela o dal latino Caelum, il cui significato rimane incerto, ma potrebbe riferirsi al cielo. È documentata un’iscrizione risalente al II secolo d.C. che menziona un vicus Caela presso Marruvium, segnalando che il nome antico è ancora presente nel luogo detto “Cèle” di Aielli.
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La presenza umana nel territorio è attestata a partire da 18.000 anni fa, con continuità fino ad oggi. Importanti ritrovamenti, come quelli delle “Paludi” con il suo insediamento palafitticolo dell’età del bronzo, rappresentano un richiamo culturale significativo, insieme al Castello Piccolomini e alle chiese medievali. Il centro storico, ricostruito nel 1227 dopo la distruzione del precedente castello nel 1223 ad opera di Federico II, conserva tracce del prestigioso passato medievale di Cèlano, documentato anche dagli insediamenti romani e dalle vie commerciali utilizzate nel medioevo.
Nel corso del basso medioevo, l’importanza di Cèlano si riflette persino nel nome del lago Fùcino, inizialmente noto come “Lago di Cèlano“. Dopo secoli di difficoltà, nel ‘600, ‘700 e ‘800, il comune ha conosciuto un periodo di sviluppo che ha portato alla nascita di attività agricole sul nuovo lago verde del Fùcino, nonché a un crescente impulso industriale e al turismo naturalistico-culturale, reso possibile grazie al patrimonio storico-artistico della zona.
Riferimento autore: Prof. Giuseppe Grossi.