Grotta Continenza, situata a Trasacco, ha svelato una stratigrafia ricca grazie agli scavi iniziati negli anni ’80, evidenziando livelli epigravettiani con resti umani utilizzati sia per sepoltura che per abitazione. Già nei livelli sauveterriani, sono emersi piani di calpestio e focolari, con ossa umane provenienti da sepolture disturbate. Tra i ritrovamenti, una sepoltura femminile è stata rinvenuta in modo parziale nella terra, mentre un’imponente frana risulta essere legata a eventi sismici, testimoniati da stalattiti piegate. I livelli successivi mostrano una chiara connotazione funeraria, con diverse sepolture documentate nei tagli 31 e 32.
Nel taglio 32, è stata scoperta una deposizione maschile circondata da un cerchio di pietre, con oggetti rituali circostanti. Al di sotto di questa struttura si è trovato un circolo in pietre con ossa femminili, suggerendo pratiche funerarie complesse. Inoltre, nel 1998, è stata identificata una struttura semicircolare di pietre vicino a un grande focolare, utile per comprendere le ritualità legate ai defunti. Particolarmente intriganti sono le numerose valve di Glycimerys forate, evidenziando riti e rifacimenti nel corso del tempo, che si estendono fino ai livelli superiori di scavo, ricchi di materiali archeologici.
Le “Paludi” di Cèlano, scoperte nel 1985, hanno rivelato un insediamento palafitticolo attribuibile all’Età del Bronzo Finale, con il rinvenimento di pali lignei e tre tombe a tumulo circondate da pietre. Le tombe, databili a questo stesso periodo, comprendevano corredi funerari e strutture in legno. La ripresa degli scavi nel 1996 ha permesso di continuare l’indagine archeologica, mentre nel 1998 ulteriori scoperte hanno chiarito il quadro, rivelando una porzione ampliata dell’abitato e nuovi circoli funerari.
Le campagne di scavo, svolte con tagli di profondità predeterminata, hanno concentrato l’attenzione sui materiali ceramici e bronzei rinvenuti, attribuiti prevalentemente al Bronzo Finale. Sono stati identificati diversi livelli di occupazione, con reperti significativi nel settore orientale, confermando la rilevanza storica di questo sito. La metodologia di scavo ha garantito la protezione e la corretta interpretazione dei resti, permettendo di mantenere intatta l’integrità del sito per future indagini.
Tratto da: [BARRA et Al. 19891990; BARRA E GRIFONI CREMONESI, 1991; BEVILACQUA, 1994; IRTI 1984].