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Itinerari Ideali Nella Marsica (Itinerario 3)

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Avezzano rivive: tra storia, modernità e rigenerazione, scopri un viaggio affascinante nel cuore pulsante della Marsica.

Avezzano, “capoluogo” della Marsica, è il punto di partenza ideale per un viaggio tra storia e tradizione. La città, ricostruita dopo il devastante terremoto del 13 gennaio 1915, si presenta in un armonioso connubio con il paesaggio circostante, dominato dall’ampia piana del Fùcino e dal maestoso monte Velino. Tra le poche testimonianze della Avezzano precedente al terremoto, spicca il castello Orsini, oggi restaurato e adibito a eventi culturali, e la chiesa di S.Giovanni Battista, anch’essa ristrutturata dopo il sisma.

Il percorso prosegue verso Alba Fucens, nel comune di Massa D’Albe, dove si possono osservare i resti di un castello medievale costruito dagli Orsini, risalente al ‘300, e il paese di Albe, con la chiesa di S.Nicola e il Museo di Palazzo Venezia che custodisce il famoso “tesoro di Albe”. A pochi passi, s’incontra la chiesa romanica di S.Pietro, eretta su un antico tempio pagano, e i resti archeologici della città romana di Alba Fucens, un’importante testimonianza della vita all’epoca dell’Impero Romano.

Procedendo si arriva a Magliano dei Marsi, un paese che conserva una storia millenaria visibile nelle sue chiese e tradizioni. La chiesa di S.Lucia è particolarmente affascinante, con il suo campanile ottocentesco e la facciata trecentesca. Tra le tradizioni locali, il “caciotorneo” e il rito della “Desolata” durante la Settimana Santa meritano una menzione speciale.

Nella frazione di Rosciolo, l’abbazia romanica di S.Maria in Valle Porclaneta, fondata nell’XI secolo, mostra un alto valore artistico, con affreschi e opere in marmo di grande pregio. Proseguendo verso Marano, un castello medievale che conserva la sua struttura originale, si può assaporare la bellezza dei borghi montani.

Infine, si raggiunge Scurcola Marsicana, nota non solo per i suoi monumenti, come la chiesa di S. Maria della Vittoria, ma anche per le sue celebrazioni folkloristiche e religiose. Qui si possono ammirare il castello degli Orsini e l’antica chiesa di S. Maria della Vittoria, oltre ai resti della necropoli lungo il fiume Imele. L’itinerario si conclude con una visita al Museo Comunale di Avezzano, dove storia e arte si fondono in un affascinante racconto di un territorio ricco di tradizioni.

Tratto da: prof. Angelo Melchiorre.

Avezzano è il “capoluogo” della Marsica e il punto di partenza di questo itinerario. Per ammirare la moderna città, ricostruita dalle fondamenta dopo il catastrofico terremoto del 13 gennaio 1915, il colle di Pietraquaria è il luogo ideale. Dall’alto, la visione è suggestiva: la città appare in simbiosi con il paesaggio circostante, circondata dall’ampia e verdeggiante piana del Fùcino e dalle candide cime del monte Velino.

Avezzano è oggi una città dinamica e attiva; il movimento delle sue strade riflette la sua vitalità demografica ed economica. La storia di Avezzano si intreccia con il prosciugamento del lago Fùcino: un’impresa tentata già dall’imperatore Claudio, che fece costruire un colossale emissario e alcuni cunicoli sotterranei, noti come “cunicoli di Nerone”. Tale opera fu finalmente completata attorno al 1870 da Alessandro Torlonia, e la parte monumentale dell’impresa è rappresentata dall’Incile, una grande diga attraverso cui le acque venivano convogliate nel fiume Liri.

Il fondo prosciugato del lago è diventato una delle vallate più fertili d’Abruzzo, estendendosi per oltre 14.000 ettari. Tra le poche tracce della Avezzano pre-terremoto, il castello Orsini si distingue come un avanzo monumentale, ora restaurato e adibito a sala per conferenze e spettacoli. Nella piazza antistante al castello si trova l’unica chiesa antica della città, quella di S.Giovanni Battista, anch’essa restaurata dopo il sisma.

Le tradizioni di Avezzano, un tempo vivide e sentite, ora sono ridotte a pochi eventi, come la festa dedicata alla Madonna di Pietraquaria, celebrata il 27 aprile con funzioni religiose e l’accensione di fuochi rituali nei quartieri, utilizzando rami e tronchi d’albero.

Proseguendo lungo la strada panoramica verso Alba Fucens, ci dirigiamo nel comune di Massa D’Albe. Il capoluogo è formato dall’aggregazione di Massa Inferiore e Massa Superiore. Proprio sulla sommità di un colle, i ruderi del castello feudale costruito dagli Orsini nel ‘300 si intravedono. La costruzione, ben visibile, era un palazzo fortificato, dai cui piedi oggi si estende il paesino di Albe.

Ad Albe sorge la chiesa parrocchiale di S.Nicola, che presenta un bel rosone sulla facciata e custodiva un importante tesoro, ora esposto al Museo di Palazzo Venezia di Roma. A pochi metri, la chiesa romanica di S.Pietro è nota per il suo bel portale ligneo, ora nel Museo Nazionale dell’Aquila, mentre al suo interno emergono i segni del tempio di Apollo.

Scendendo a Magliano dei Marsi, troviamo un paese ben conservato con edifici che raccontano la sua storia. Le chiese di S.Maria di Loreto e S.Domenico sono tra le più interessanti, ma la chiesa parrocchiale di S.Lucia è l’imponente monumento che si distingue, grazie anche al suo campanile ottocentesco.

In periodo carnevalesco, a Magliano si tiene il “caciotorneo”, un gioco popolare, mentre durante la Settimana Santa, si celebra la “Desolata”, un rito di memoria della Passione di Cristo. Nella frazione di Rosciolo, sotto l’ombra del monte Velino, troviamo S.Maria in Valle Porclaneta, un’abbazia benedettina dell’XI secolo, caratterizzata da un alto valore artistico e presenze architettoniche di grande pregio.

La frazione di Marano, situata su un colle, rappresenta un castello medievale con la sua struttura originaria ancora ben conservata. Questo paese, in realtà, è più un castello che un semplice centro abitato.

Da Magliano, ci dirigiamo verso Scurcola Marsicana, nota non solo per i suoi monumenti ma anche per le sue manifestazioni folkloristiche. Qui si trova la chiesa di S. Maria della Vittoria, costruita nel 1525, con la traslazione dell’immagine della Madonna, originariamente collocata in un’altra chiesa di Vittoria.

Tra i monumenti di Scurcola, ci sono anche le chiese di S. Egidio e S. Antonio, il castello degli Orsini e, soprattutto, le tracce della vecchia chiesa di S. Maria della Vittoria. Infine, dalla Statale 5, si può tornare ad Avezzano passando per la frazione di Cappelle dei Marsi, famosa per le cappelle cistercensi erette nel medioevo. Giunti ad Avezzano, si può terminare il tour con una visita al Museo Comunale, che conserva preziosi reperti antichi e opere d’arte moderna.

Tratto da: prof Angelo Melchiorre.

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Ospitalità e servizi

Avezzano è il “capoluogo” della Marsica e il punto di partenza di questo itinerario. Per ammirare la moderna città, ricostruita dalle fondamenta dopo il catastrofico terremoto del 13 gennaio 1915, il colle di Pietraquaria è il luogo ideale. Dall’alto, la visione è suggestiva: la città appare in simbiosi con il paesaggio circostante, circondata dall’ampia e verdeggiante piana del Fùcino e dalle candide cime del monte Velino.

Avezzano è oggi una città dinamica e attiva; il movimento delle sue strade riflette la sua vitalità demografica ed economica. La storia di Avezzano si intreccia con il prosciugamento del lago Fùcino: un’impresa tentata già dall’imperatore Claudio, che fece costruire un colossale emissario e alcuni cunicoli sotterranei, noti come “cunicoli di Nerone”. Tale opera fu finalmente completata attorno al 1870 da Alessandro Torlonia, e la parte monumentale dell’impresa è rappresentata dall’Incile, una grande diga attraverso cui le acque venivano convogliate nel fiume Liri.

Il fondo prosciugato del lago è diventato una delle vallate più fertili d’Abruzzo, estendendosi per oltre 14.000 ettari. Tra le poche tracce della Avezzano pre-terremoto, il castello Orsini si distingue come un avanzo monumentale, ora restaurato e adibito a sala per conferenze e spettacoli. Nella piazza antistante al castello si trova l’unica chiesa antica della città, quella di S.Giovanni Battista, anch’essa restaurata dopo il sisma.

Le tradizioni di Avezzano, un tempo vivide e sentite, ora sono ridotte a pochi eventi, come la festa dedicata alla Madonna di Pietraquaria, celebrata il 27 aprile con funzioni religiose e l’accensione di fuochi rituali nei quartieri, utilizzando rami e tronchi d’albero.

Proseguendo lungo la strada panoramica verso Alba Fucens, ci dirigiamo nel comune di Massa D’Albe. Il capoluogo è formato dall’aggregazione di Massa Inferiore e Massa Superiore. Proprio sulla sommità di un colle, i ruderi del castello feudale costruito dagli Orsini nel ‘300 si intravedono. La costruzione, ben visibile, era un palazzo fortificato, dai cui piedi oggi si estende il paesino di Albe.

Ad Albe sorge la chiesa parrocchiale di S.Nicola, che presenta un bel rosone sulla facciata e custodiva un importante tesoro, ora esposto al Museo di Palazzo Venezia di Roma. A pochi metri, la chiesa romanica di S.Pietro è nota per il suo bel portale ligneo, ora nel Museo Nazionale dell’Aquila, mentre al suo interno emergono i segni del tempio di Apollo.

Scendendo a Magliano dei Marsi, troviamo un paese ben conservato con edifici che raccontano la sua storia. Le chiese di S.Maria di Loreto e S.Domenico sono tra le più interessanti, ma la chiesa parrocchiale di S.Lucia è l’imponente monumento che si distingue, grazie anche al suo campanile ottocentesco.

In periodo carnevalesco, a Magliano si tiene il “caciotorneo”, un gioco popolare, mentre durante la Settimana Santa, si celebra la “Desolata”, un rito di memoria della Passione di Cristo. Nella frazione di Rosciolo, sotto l’ombra del monte Velino, troviamo S.Maria in Valle Porclaneta, un’abbazia benedettina dell’XI secolo, caratterizzata da un alto valore artistico e presenze architettoniche di grande pregio.

La frazione di Marano, situata su un colle, rappresenta un castello medievale con la sua struttura originaria ancora ben conservata. Questo paese, in realtà, è più un castello che un semplice centro abitato.

Da Magliano, ci dirigiamo verso Scurcola Marsicana, nota non solo per i suoi monumenti ma anche per le sue manifestazioni folkloristiche. Qui si trova la chiesa di S. Maria della Vittoria, costruita nel 1525, con la traslazione dell’immagine della Madonna, originariamente collocata in un’altra chiesa di Vittoria.

Tra i monumenti di Scurcola, ci sono anche le chiese di S. Egidio e S. Antonio, il castello degli Orsini e, soprattutto, le tracce della vecchia chiesa di S. Maria della Vittoria. Infine, dalla Statale 5, si può tornare ad Avezzano passando per la frazione di Cappelle dei Marsi, famosa per le cappelle cistercensi erette nel medioevo. Giunti ad Avezzano, si può terminare il tour con una visita al Museo Comunale, che conserva preziosi reperti antichi e opere d’arte moderna.

Tratto da: prof Angelo Melchiorre.

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