La cavità si sviluppa con un’ampiezza all’ingresso di 7 metri e una lunghezza complessiva di 12, situata a circa 30 metri sulla piana del Fùcino, nel comune di Ortucchio (AQ). Gli scavi archeologici, condotti dall’Università di Pisa sotto la direzione di A. M. Radmilli tra la fine degli anni ’50, hanno rivelato una frequentazione umana che risale dal Paleolitico all’età storica. Sono emerse sepolture di epoca medievale, evidenziando la continuità d’uso del sito nel tempo.
Durante le indagini, i materiali rinvenuti dalle fasi protostoriche sono stati rari, tra cui un famoso frammento di vaso decorato a cordicella e ceramica con superficie “a squame”. Sono stati trovati anche frammenti di scodelle troncoconiche e un orlo di ciotola troncoconica che risale alla media età del Bronzo, con un attacco presumibilmente utilizzato per la presa.
La destinazione d’uso di questa cavità ha avuto una chiara inclinazione funeraria, testimoniando l’importanza del luogo dalla preistoria fino all’età del Bronzo. La sua funzionalità e il suo significato culturale continuano ad essere oggetto di studio e analisi.
Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.