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Tradizioni E Folclore Nella Marsica (Religiosità Popolare Nel ‘700)

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Scandalo e devozione: il processo al sacerdote di Avezzano che incendiò gli animi durante la festa della Madonna di Pietracquaria.

Un documento inedito del 28 maggio 1799 offre un interessante resoconto di un processo a carico del sacerdote don Nicola Nicolucci di Avezzano, accusato di violenze. In questo periodo, la città celebrava la Miracolosa Immagine della Madonna SS.ma di Pietracquaria con illuminazioni e fuochi, tra cui uno acceso nel capovicolo dei Nanni, vicino a casa di Nicolucci. Durante l’evento, mentre un novizio cantava l’Eviva Maria, il sacerdote uscì armato di un bastone e aggredì un uomo, Giovanni Cerfoglia, incitando la folla a fuggire spaventata.

Questo processo si rivela significativo non solo per la violenza ma anche perché rappresenta il più antico documento sul culto popolare di Pietracquaria, evidenziando la tradizione dei canti e dei fuochi cittadini. Gli informatori del processo, uomini e donne di diverse età e classi sociali, descrivono quel momento di festa e di preghiera, sottolineando l’importanza di implorare l’intercessione della Madonna per la salvezza della monarcia borbonica, a fronte delle minacce francesi.

Il documento del 1799 descrive, con dettagli significativi, le pratiche della festa: il trasferimento dell’immagine sacra dalla chiesa alla parrocchia di Avezzano, la partecipazione collettiva al culto e l’accensione dei fuochi nei vari rioni della città. Questa celebrazione ha mantenuto la sua forma originale dal Settecento fino a oggi, iniziando ogni anno il 26 aprile con i tradizionali grandi fuochi e culminando in processioni e veglie notturne.

L’importanza del testo risiede anche nel suo attestare un cambiamento della religiosità popolare marsicana, evidenziendo come il forte legame con il culto mariano rappresentasse un sostegno emotivo e spirituale per la comunità di Fùcino, Cèlano e non solo, specialmente in epoche di crisi. Le celebrazioni si arricchiscono infatti di significati politici e sociali, visibili nella proliferazione di miracoli e nel riconoscimento ufficiale delle divinità locali, riflettendo così la complessità della fede in questa regione.

In conclusione, l’importanza di questo patrimonio culturale e spirituale è palpabile: i festeggiamenti attorno alla Madonna di Pietraquaria, lontani dall’essere sistemi di culto statici, parlano di una comunità viva e coinvolta, testimoniando non solo della fede, ma anche delle dinamiche sociali e culturali in corso nella Marsica.

Tratto da: A.Melchiorre, Tradizioni popolari della Marsica.

Un ulteriore esempio è fornito da un documento inedito del 28 maggio 1799, consistente negli atti di un processo criminale a carico del sacerdote don Nicola Nicolucci di Avezzano, accusato di violenze e percosse ai danni di un suo concittadino, un certo Giovanni Cerfoglia.

In un giorno dello scorso mese di marzo corrente anno mille settecento novantanove, non ricordandomi il preciso tempo, si facevano in questa città di Avezzano illuminazioni e fuochi in onore della Miracolosa Immagine della Madonna SS.ma di Pietracquaria, trasferita dalla sua Chiesa in questa Colleggiata di S.Bartolomeo per implorare la sua intercessione per la conservazione del nostro Sovrano (D.G.) e della Reale Famiglia. Uno di tali fuochi era situato nel capovicolo detto de i Nanni, vicino alla casa abitativa del sacerdote D.Nicola Nicolucci. Circa l’ora prima della notte erasi acceso detto fuoco ed eravi intervenuta molta gente del vicinato, uomini e donne, fra cui vi ero io, e vi era anche il novizio Gabriele Ietti, il quale cantava l’Eviva Maria attorno a detto fuoco.

Mentre si cantava da detto Novizio, uscì di casa il sacerdote D.Nicola Nicolucci, armato di grosso bastone, e fattosi davanti al Giovanni Cerfoglia, il quale si trovava in quella conversazione, diede al medesimo un forte pugno in petto, dicendo che non voleva sentire rumori davanti a casa sua, e proruppe in moltissime parole oscene e scandalose, dicendo: “coglione, vatti fa’ buzzarare” e altre simili, senza riflettere a donne zitelle e maritate… Per cui, scandalizzati, tutti fuggirono dicendo: “Gesù e Maria, questo è sacerdote o demonio? Come va a dire la Messa?”

Il processo a carico di don Nicola Nicolucci (accusato di aver provocato una violenta rissa con la gente che cantava l’Evviva Maria e le Litanie della Madonna, disturbando la sua quiete notturna) ci interessa esclusivamente perché costituisce il più antico documento originale e inedito sul culto popolare della Madonna di Pietraquaria in Avezzano, almeno per quanto riguarda la tradizione dei canti e dei fuochi cittadini, i cosiddetti focaracci.

È da rilevare come gli informatori appartenessero a entrambi i sessi e a diverse fasce d’età, oltre che a categorie sociali variegate, creando quasi visivamente l’immagine del fuoco notturno acceso nel capovicolo de i Nanni. Due dei testimoni, interrogati dall’uditore della Curia di Pescina, accennano anche alla ragione primaria per cui la popolazione di Avezzano si era rivolta alla Madonna di Pietraquaria: “Illuminazioni e feste si facevano per tutta la città… in onore della Madonna SS.ma, per le passate critiche circostanze.”

Il documento del 1799 acquista un’importanza rilevante come segnale non solo di una continuità culturale e rituale dal Settecento ad oggi, ma anche e soprattutto come testimonianza di un profondo mutamento della religiosità popolare marsicana avvenuto verso la fine del XVIII secolo. Le motivazioni politiche erano preminenti anche in altre località, come nel culto di S.Maria delle Grazie in Cerchio, chiedendo protezione contro l’invasione francese.

È proprio in quei decenni, nella seconda metà del Settecento, che cominciano ad assumere l’attuale fisionomia i culti delle sette principali Madonne della Marsica, ciascuna con un proprio santuario, ancor oggi meta di pellegrinaggi e di intensa devozione popolare. Tra queste troviamo la Madonna dei Bisognosi o del Monte presso Pereto, la Madonna dell’Oriente a Tagliacozzo, la Madonna di Pietraquaria ad Avezzano, la Madonna della Candelecchia a Trasacco, la Madonna del Fulmine a Corona di Massa d’Albe, la Madonna della Ritornata a Civita d’Antino e la Madonna Nera Incoronata a Pescasseroli.

Sono queste forse le famose Sette Sorelle di cui parla Roberto De Simone? È più probabile che ci si trovi di fronte a un raggruppamento casuale, dove i santuari pellegrinaggi in Marsica oggi sono sette, ma potrebbero anche essere sei o otto. Un indizio potrebbe suggerire che anche in Marsica, come altrove nel Mezzogiorno, il numero sette abbia un significato magico-sacrale.

È proprio in questi decenni che inizia a emergere con forza la religiosità popolare e la venerazione delle Madonne nei vari santuari, ciascuna ricevendo l’intercessione dei propri devoti e testimoniando un legame profondo con le comunità locali.

Tratto da: A.Melchiorre, Storia dell’ Abruzzo tra fatti e memoria, Penne, F.Ambrosini, 1989.

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Un ulteriore esempio è fornito da un documento inedito del 28 maggio 1799, consistente negli atti di un processo criminale a carico del sacerdote don Nicola Nicolucci di Avezzano, accusato di violenze e percosse ai danni di un suo concittadino, un certo Giovanni Cerfoglia.

In un giorno dello scorso mese di marzo corrente anno mille settecento novantanove, non ricordandomi il preciso tempo, si facevano in questa città di Avezzano illuminazioni e fuochi in onore della Miracolosa Immagine della Madonna SS.ma di Pietracquaria, trasferita dalla sua Chiesa in questa Colleggiata di S.Bartolomeo per implorare la sua intercessione per la conservazione del nostro Sovrano (D.G.) e della Reale Famiglia. Uno di tali fuochi era situato nel capovicolo detto de i Nanni, vicino alla casa abitativa del sacerdote D.Nicola Nicolucci. Circa l’ora prima della notte erasi acceso detto fuoco ed eravi intervenuta molta gente del vicinato, uomini e donne, fra cui vi ero io, e vi era anche il novizio Gabriele Ietti, il quale cantava l’Eviva Maria attorno a detto fuoco.

Mentre si cantava da detto Novizio, uscì di casa il sacerdote D.Nicola Nicolucci, armato di grosso bastone, e fattosi davanti al Giovanni Cerfoglia, il quale si trovava in quella conversazione, diede al medesimo un forte pugno in petto, dicendo che non voleva sentire rumori davanti a casa sua, e proruppe in moltissime parole oscene e scandalose, dicendo: “coglione, vatti fa’ buzzarare” e altre simili, senza riflettere a donne zitelle e maritate… Per cui, scandalizzati, tutti fuggirono dicendo: “Gesù e Maria, questo è sacerdote o demonio? Come va a dire la Messa?”

Il processo a carico di don Nicola Nicolucci (accusato di aver provocato una violenta rissa con la gente che cantava l’Evviva Maria e le Litanie della Madonna, disturbando la sua quiete notturna) ci interessa esclusivamente perché costituisce il più antico documento originale e inedito sul culto popolare della Madonna di Pietraquaria in Avezzano, almeno per quanto riguarda la tradizione dei canti e dei fuochi cittadini, i cosiddetti focaracci.

È da rilevare come gli informatori appartenessero a entrambi i sessi e a diverse fasce d’età, oltre che a categorie sociali variegate, creando quasi visivamente l’immagine del fuoco notturno acceso nel capovicolo de i Nanni. Due dei testimoni, interrogati dall’uditore della Curia di Pescina, accennano anche alla ragione primaria per cui la popolazione di Avezzano si era rivolta alla Madonna di Pietraquaria: “Illuminazioni e feste si facevano per tutta la città… in onore della Madonna SS.ma, per le passate critiche circostanze.”

Il documento del 1799 acquista un’importanza rilevante come segnale non solo di una continuità culturale e rituale dal Settecento ad oggi, ma anche e soprattutto come testimonianza di un profondo mutamento della religiosità popolare marsicana avvenuto verso la fine del XVIII secolo. Le motivazioni politiche erano preminenti anche in altre località, come nel culto di S.Maria delle Grazie in Cerchio, chiedendo protezione contro l’invasione francese.

È proprio in quei decenni, nella seconda metà del Settecento, che cominciano ad assumere l’attuale fisionomia i culti delle sette principali Madonne della Marsica, ciascuna con un proprio santuario, ancor oggi meta di pellegrinaggi e di intensa devozione popolare. Tra queste troviamo la Madonna dei Bisognosi o del Monte presso Pereto, la Madonna dell’Oriente a Tagliacozzo, la Madonna di Pietraquaria ad Avezzano, la Madonna della Candelecchia a Trasacco, la Madonna del Fulmine a Corona di Massa d’Albe, la Madonna della Ritornata a Civita d’Antino e la Madonna Nera Incoronata a Pescasseroli.

Sono queste forse le famose Sette Sorelle di cui parla Roberto De Simone? È più probabile che ci si trovi di fronte a un raggruppamento casuale, dove i santuari pellegrinaggi in Marsica oggi sono sette, ma potrebbero anche essere sei o otto. Un indizio potrebbe suggerire che anche in Marsica, come altrove nel Mezzogiorno, il numero sette abbia un significato magico-sacrale.

È proprio in questi decenni che inizia a emergere con forza la religiosità popolare e la venerazione delle Madonne nei vari santuari, ciascuna ricevendo l’intercessione dei propri devoti e testimoniando un legame profondo con le comunità locali.

Tratto da: A.Melchiorre, Storia dell’ Abruzzo tra fatti e memoria, Penne, F.Ambrosini, 1989.

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