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La Dama

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Scoperta archeologica nella grotta di Cappadocia: un’ascia del Bronzo e crani misteriosi rivelano antichi rituali sepolti sotto il fiume Liri.

La grotta si apre lungo la valle di Crocicchia, a circa un chilometro a monte delle sorgenti del fiume Liri, nel territorio di Cappadocia. Questo ambiente, di forma allungata, si estende per circa 30 metri di lunghezza e ha una larghezza massima di circa 4 metri. La cavità, di difficile accesso, è stata recentemente oggetto di indagini speleologiche per esplorare possibili collegamenti con il drenaggio idrico sotterraneo del fiume Liri. Sebbene caratterizzata da risorgenza fossile, la grotta manifesta ancora attività idrica durante i periodi di piena. Durante queste ricerche, alcuni membri del Gruppo Speleologico Aquilano trovarono casualmente un’ascia in bronzo a margini rialzati, situata in una fessura tra blocchi di crollo nella parte terminale della grotta, accompagnata da quattro crani, inizialmente attribuiti a volpi.

Un altro esemplare di ascia a margini rialzati, rinvenuto a Petrella Liri, frazione di Cappadocia non lontano da grotta La Dama, è menzionato e illustrato da Peroni nel suo lavoro sui bronzi del Fùcino.

Per quanto riguarda la frequentazione e l’uso del sito nella protostoria, attualmente non abbiamo ulteriori dati diretti dalla ricerca archeologica sul sito sotterraneo. Tuttavia, l’ascia, databile alla media età del Bronzo, e la presenza non casuale dei crani animali, suggeriscono un uso specifico dell’ambiente, probabilmente come ripostiglio o luogo di offerte.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

La grotta si apre lungo la valle di Crocicchia, ad un chilometro circa a monte delle sorgenti del fiume Liri, nel territorio di Cappadocia. Lo sviluppo planimetrico della cavità è costituito da un unico ambiente di forma allungata, che si aggira intorno ai 30 metri di lunghezza e ha una larghezza massima di circa 4 metri. Questa cavità è di difficile accesso ed è stata recentemente oggetto di indagini speleologiche, condotte per esplorare possibili rapporti con il drenaggio idrico sotterraneo del fiume Liri.

È interessante notare che la grotta presenta un carattere di risorgenza fossile, ma manifesta ancora attività idrica durante i periodi di piena. Durante queste ricerche, alcuni soci del Gruppo Speleologico Aquilano hanno fatto un’importante scoperta. Hanno rinvenuto, in modo del tutto casuale, un’ascia a margini rialzati in bronzo. L’oggetto era collocato in una fessura tra i blocchi di crollo che occupano la parte terminale della grotta. Accanto all’ascia, sono stati trovati quattro crani, che, da una prima analisi, possono essere attribuiti a volpi.

È opportuno ricordare un altro esemplare di ascia a margini rialzati, rinvenuto a Petrella Liri, una frazione di Cappadocia non distante dalla grotta La Dama. Questo esemplare viene menzionato e illustrato da Peroni nel suo lavoro sui bronzi del Fùcino, risalente al 1961 (Peroni 1961, tav. XX).

Per quanto riguarda la frequentazione e la destinazione d’uso del sito nella protostoria, al momento non disponiamo di ulteriori dati sulla frequentazione antica della grotta, che non è mai stata indagata con scavi archeologici. Tuttavia, la presenza dell’ascia, databile alla media età del Bronzo nella fase iniziale, insieme ai crani di animali, suggerisce un uso specifico dell’ambiente. Potrebbe, quindi, trattarsi di un ripostiglio o comunque di un luogo dedicato a offerte.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

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Ospitalità e servizi

La grotta si apre lungo la valle di Crocicchia, ad un chilometro circa a monte delle sorgenti del fiume Liri, nel territorio di Cappadocia. Lo sviluppo planimetrico della cavità è costituito da un unico ambiente di forma allungata, che si aggira intorno ai 30 metri di lunghezza e ha una larghezza massima di circa 4 metri. Questa cavità è di difficile accesso ed è stata recentemente oggetto di indagini speleologiche, condotte per esplorare possibili rapporti con il drenaggio idrico sotterraneo del fiume Liri.

È interessante notare che la grotta presenta un carattere di risorgenza fossile, ma manifesta ancora attività idrica durante i periodi di piena. Durante queste ricerche, alcuni soci del Gruppo Speleologico Aquilano hanno fatto un’importante scoperta. Hanno rinvenuto, in modo del tutto casuale, un’ascia a margini rialzati in bronzo. L’oggetto era collocato in una fessura tra i blocchi di crollo che occupano la parte terminale della grotta. Accanto all’ascia, sono stati trovati quattro crani, che, da una prima analisi, possono essere attribuiti a volpi.

È opportuno ricordare un altro esemplare di ascia a margini rialzati, rinvenuto a Petrella Liri, una frazione di Cappadocia non distante dalla grotta La Dama. Questo esemplare viene menzionato e illustrato da Peroni nel suo lavoro sui bronzi del Fùcino, risalente al 1961 (Peroni 1961, tav. XX).

Per quanto riguarda la frequentazione e la destinazione d’uso del sito nella protostoria, al momento non disponiamo di ulteriori dati sulla frequentazione antica della grotta, che non è mai stata indagata con scavi archeologici. Tuttavia, la presenza dell’ascia, databile alla media età del Bronzo nella fase iniziale, insieme ai crani di animali, suggerisce un uso specifico dell’ambiente. Potrebbe, quindi, trattarsi di un ripostiglio o comunque di un luogo dedicato a offerte.

Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.

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