La grotta si apre lungo la valle di Crocicchia, a circa un chilometro a monte delle sorgenti del fiume Liri, nel territorio di Cappadocia. Questo ambiente, di forma allungata, si estende per circa 30 metri di lunghezza e ha una larghezza massima di circa 4 metri. La cavità, di difficile accesso, è stata recentemente oggetto di indagini speleologiche per esplorare possibili collegamenti con il drenaggio idrico sotterraneo del fiume Liri. Sebbene caratterizzata da risorgenza fossile, la grotta manifesta ancora attività idrica durante i periodi di piena. Durante queste ricerche, alcuni membri del Gruppo Speleologico Aquilano trovarono casualmente un’ascia in bronzo a margini rialzati, situata in una fessura tra blocchi di crollo nella parte terminale della grotta, accompagnata da quattro crani, inizialmente attribuiti a volpi.
Un altro esemplare di ascia a margini rialzati, rinvenuto a Petrella Liri, frazione di Cappadocia non lontano da grotta La Dama, è menzionato e illustrato da Peroni nel suo lavoro sui bronzi del Fùcino.
Per quanto riguarda la frequentazione e l’uso del sito nella protostoria, attualmente non abbiamo ulteriori dati diretti dalla ricerca archeologica sul sito sotterraneo. Tuttavia, l’ascia, databile alla media età del Bronzo, e la presenza non casuale dei crani animali, suggeriscono un uso specifico dell’ambiente, probabilmente come ripostiglio o luogo di offerte.
Tratto da: Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli.