La storia del sito inizia sul versante nord-est della Basilica, dove si ergeva un porticato continuo di pilastri in pietra, che sosteneva i piani superiori degli edifici. Un’importante bottega di questo complesso è un thermopolium, un antico spaccio per bevande calde e fredde, dotato di una chiusura lignea scorrevole, di cui si possono osservare i binari sulla soglia d’ingresso. All’interno si trovava un bancone per la mescita, munito di vaschette, un tubo di piombo per un rubinetto in bronzo e un pavimento a mosaico con fori di scolo per i liquidi.
Durante gli scavi, sono state rinvenute numerose sculture, tra cui una replica romana della Venere Anadiomene, attualmente esposta al museo di Chieti. La presenza di questa statua suggerisce l’uso dei piani superiori del locale per attività di prostituzione, rendendo l’area un punto di incontro significativo nell’ambito della vita commerciale della Marsica. Non lontano, lungo la stessa strada, si trovava un forno con lastre del bancone che riportano le forme delle focacce di miele per ragazzi, tra cui una più grande a forma di planta pedis, testimoniando le abitudini culinarie dell’epoca.
Questi ritrovamenti offrono uno spaccato di vita quotidiana e commerciale, evidenziando l’importanza di Pescina e della regione nel contesto della storia antica, soprattutto durante periodi chiave come le guerre italiche e in seguito. L’archeologia continua a rivelare dettagli affascinanti sulla storia di Cèlano e dei suoi dintorni, contribuendo a comprendere meglio le dinamiche sociali, economiche e culturali di un’epoca passata.
Tratto da: Testi del prof. Giuseppe Grossi.