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Storia Di Casali D’Aschi.. Le Confraternite

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Scopri le radici secolari e i misteri delle Confraternite di Aschi, tra devozione, carità e cerimonie uniche, nella nostra esclusiva indagine storica.

Il documento più antico riguardante le Confraternite ad Aschi è l’atto ufficiale dell’Erezione della Confraternita del Salvadore, redatto il 9 aprile 1598. In questo atto si fa riferimento alla Cappella del Salvatore istituita nel 1560 e si evidenziano le funzioni caritatevoli e rituali della confraternita, che si sosteneva attraverso le questue e accompagnava i defunti. Sebbene la Confraternita del SS.mo Salvatore sia la più antica, vi è la possibilità che fosse preceduta dalla Compagnia del SS.mo Sacramento, attiva già nel periodo del Concilio di Trento.

La prima citazione della Confraternita del SS.mo Sacramento si trova nella Visita Pastorale di mons. Lorenzo Massimi del 1638, che menziona entrambe le confraternite e i loro compiti. Quella del SS.mo Sacramento, con rendite da grano e pecore, possedeva introiti da questue, mentre la Compagnia del Salvatore, priva di rendite fisse, dipendeva dal ricavato delle questue per le celebrazioni e le sepolture.

Nel 1665, mons. Didaco Petra fornì maggiori dettagli sulla Confraternita del SS.mo Salvatore, sottolineando l’uso di sacchi cerulei durante le cerimonie e la celebrazione della festa l’ 9 novembre. Tuttavia, durante il Settecento, le informazioni divennero scarse, fino a quando nel 1838 apparve un Regio Assenso riguardante la Confraternita. È solo nella seconda metà dell’Ottocento che tornano a emergere notizie, incluse la bolla di istituzione della Confraternita del SS.mo Rosario nel 1687. La visita pastorale di mons. Errigo De Dominicis nel 1887 vide l’accoglienza festosa delle due confraternite da parte dei confratelli.

Con il passare del tempo, rimangono testimonianze orali delle confraternite, segnalando la presenza della Compagnia del SS.mo Salvatore, caratterizzata da mantellina rossa, e di S. Antonio, con mantellina celeste, dedicate principalmente all’assistenza dei defunti. Nonostante altre informazioni siano emerse, come i beni dell’Ordine Costantiniano a Aschi nel 1823, la documentazione storica resta limitata e il culto di S. Antonio Abate è evidenziato come un aspetto significativo della tradizione locale, con radici che risalgono addirittura al XII secolo.

Riferimento autore: prof. Angelo Melchiorre.

Il documento più antico riguardante le Confraternite in Aschi è l’atto ufficiale di « Erezione della Confraternita del Salvadore, e di Gesù nella Chiesa di S. Salvadore », redatto il 9 aprile 1598. In questo documento, i Massari e gli Eletti dell’Università d’Aschi, appartenente alla diocesi di Marsí, istituiscono la Cappella del Salvatore nella Chiesa Parrocchiale, attestando che nel 1560, con il consenso di mons. di Marsi, era stata eretta una compagnia dedicata al Salvatore e al Nome di Gesù. La compagnia acquistò un Crocefisso e vesti decenti, ornò e indorò la Cappella e provvide ai paramenti d’altare, mantenendo la lampada accesa durante le feste e celebrando messe in determinate occasioni, come la Messa ogni seconda domenica del mese, prestando aiuto ai Poveri della Terra e accompagnando i defunti alla sepoltura.

La Confraternita più antica dovrebbe essere quindi quella del SS. Salvatore. Tuttavia, prima di essa, era probabilmente presente la « Compagnia del SS.mo Sacramento », istituita negli anni attorno al Concilio di Trento. La prima menzione della Confraternita del SS.mo Sacramento in Aschi si trova nella « Visita Pastorale » di mons. Lorenzo Massimi nel 1638, dove il vescovo annota entrambe le confraternite, descrivendo i loro introiti e compiti. La confraternita del SS.mo Sacramento, con proprietà di grano e pecore, si sosteneva attraverso le questue e si occupava dell’altar maggiore; mentre quella del SS.mo Salvatore, priva di rendite fisse, viveva solo del ricavato della questua svolta ogni mese.

Successivamente, il successore di mons. Massimi, il vescovo Didaco Petra, nel 1665, fornisce ulteriori dettagli sul colore del « sacco » indossato dai confratelli del SS.mo Salvatore, caratterizzati da sacculos cerruleos. La festa dedicata ai confratelli è quella del SS.mo Salvatore, celebrata il 9 novembre.

Per tutto il Settecento, la documentazione diventa scarsa. Un’unica informazione riguarda la « Congregazione del Purgatorio », la quale nel 1726 affitta un certo numero di pecore in cambio di una piccola somma di lana e formaggio. Solo nella seconda metà dell’Ottocento ritroviamo notizie sulle confraternite, tra cui il « Regio Assenso » ottenuto nel 1838, e sulla Confraternita del SS.mo Rosario, la cui bolla di istituzione risale al 25 aprile 1687.

Nel 1887, in un documento redatto dal vescovo mons. Errigo De Dominicis durante una Visita Pastorale, si accenna a una calorosa accoglienza da parte dei confratelli delle Congregazioni del SS.mo Salvatore e della Beata Vergine del Rosario. Per epoche più recenti, ci sono solo testimonianze orali riguardo alla Confraternita del SS.mo Salvatore, i cui membri indossavano una mantellina rossa, e della Confraternita di S. Antonio, con mantellina celeste chiara, entrambe impegnate a accompagnare al cimitero i confratelli defunti.

Un’ulteriore informazione, datata 18 settembre 1823, riguarda il passaggio sotto il controllo dell’Intendente della Provincia di Aquila dei beni appartenenti all’Ordine Costantiniano, dedicato a S. Antonio Abate. Questo accenno è significativo perché solo ad Aschi si parla di un ordine costantiniano. La cappella di S. Antonio Abate a Aschi era originariamente conosciuta come S. Antonio di Vienna, legata all’espansione del culto di S. Antonio in Europa nel XII secolo.

In Francia, nacque l’Ordine Ospedaliero degli Antoníani, dedicato alla cura degli ammalati del « male di S. Antonio » e attribuito inizialmente a un’origine laica; successivamente, l’ordine si trasformò in un’entità benedettina. Quest’ordine, conosciuto fino al XV secolo come « ordine costantiniano », suggerisce un’ipotesi di diffusione in Abruzzo a partire dal XIII secolo.

La presenza di un « hospedale » in Aschi fino al XVIII secolo è corroborata da numerose testimonianze archivistiche, che documentano malattie e epidemie diffusesi nella Zona, specialmente a causa del malarico.

Un documento del 1690 descrive un’epidemia che colpì la zona, segnalando che gli animali domestici morirono a causa di un’infezione. Questo suggerisce l’esistenza di un ordine laico degli Antoniani e la nascita e diffusione del culto di S. Antonio Abate, argomento che sarà approfondito nel paragrafo successivo, dedicato ai culti, alle feste e alle costumanze popolari.

Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.

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Il documento più antico riguardante le Confraternite in Aschi è l’atto ufficiale di « Erezione della Confraternita del Salvadore, e di Gesù nella Chiesa di S. Salvadore », redatto il 9 aprile 1598. In questo documento, i Massari e gli Eletti dell’Università d’Aschi, appartenente alla diocesi di Marsí, istituiscono la Cappella del Salvatore nella Chiesa Parrocchiale, attestando che nel 1560, con il consenso di mons. di Marsi, era stata eretta una compagnia dedicata al Salvatore e al Nome di Gesù. La compagnia acquistò un Crocefisso e vesti decenti, ornò e indorò la Cappella e provvide ai paramenti d’altare, mantenendo la lampada accesa durante le feste e celebrando messe in determinate occasioni, come la Messa ogni seconda domenica del mese, prestando aiuto ai Poveri della Terra e accompagnando i defunti alla sepoltura.

La Confraternita più antica dovrebbe essere quindi quella del SS. Salvatore. Tuttavia, prima di essa, era probabilmente presente la « Compagnia del SS.mo Sacramento », istituita negli anni attorno al Concilio di Trento. La prima menzione della Confraternita del SS.mo Sacramento in Aschi si trova nella « Visita Pastorale » di mons. Lorenzo Massimi nel 1638, dove il vescovo annota entrambe le confraternite, descrivendo i loro introiti e compiti. La confraternita del SS.mo Sacramento, con proprietà di grano e pecore, si sosteneva attraverso le questue e si occupava dell’altar maggiore; mentre quella del SS.mo Salvatore, priva di rendite fisse, viveva solo del ricavato della questua svolta ogni mese.

Successivamente, il successore di mons. Massimi, il vescovo Didaco Petra, nel 1665, fornisce ulteriori dettagli sul colore del « sacco » indossato dai confratelli del SS.mo Salvatore, caratterizzati da sacculos cerruleos. La festa dedicata ai confratelli è quella del SS.mo Salvatore, celebrata il 9 novembre.

Per tutto il Settecento, la documentazione diventa scarsa. Un’unica informazione riguarda la « Congregazione del Purgatorio », la quale nel 1726 affitta un certo numero di pecore in cambio di una piccola somma di lana e formaggio. Solo nella seconda metà dell’Ottocento ritroviamo notizie sulle confraternite, tra cui il « Regio Assenso » ottenuto nel 1838, e sulla Confraternita del SS.mo Rosario, la cui bolla di istituzione risale al 25 aprile 1687.

Nel 1887, in un documento redatto dal vescovo mons. Errigo De Dominicis durante una Visita Pastorale, si accenna a una calorosa accoglienza da parte dei confratelli delle Congregazioni del SS.mo Salvatore e della Beata Vergine del Rosario. Per epoche più recenti, ci sono solo testimonianze orali riguardo alla Confraternita del SS.mo Salvatore, i cui membri indossavano una mantellina rossa, e della Confraternita di S. Antonio, con mantellina celeste chiara, entrambe impegnate a accompagnare al cimitero i confratelli defunti.

Un’ulteriore informazione, datata 18 settembre 1823, riguarda il passaggio sotto il controllo dell’Intendente della Provincia di Aquila dei beni appartenenti all’Ordine Costantiniano, dedicato a S. Antonio Abate. Questo accenno è significativo perché solo ad Aschi si parla di un ordine costantiniano. La cappella di S. Antonio Abate a Aschi era originariamente conosciuta come S. Antonio di Vienna, legata all’espansione del culto di S. Antonio in Europa nel XII secolo.

In Francia, nacque l’Ordine Ospedaliero degli Antoníani, dedicato alla cura degli ammalati del « male di S. Antonio » e attribuito inizialmente a un’origine laica; successivamente, l’ordine si trasformò in un’entità benedettina. Quest’ordine, conosciuto fino al XV secolo come « ordine costantiniano », suggerisce un’ipotesi di diffusione in Abruzzo a partire dal XIII secolo.

La presenza di un « hospedale » in Aschi fino al XVIII secolo è corroborata da numerose testimonianze archivistiche, che documentano malattie e epidemie diffusesi nella Zona, specialmente a causa del malarico.

Un documento del 1690 descrive un’epidemia che colpì la zona, segnalando che gli animali domestici morirono a causa di un’infezione. Questo suggerisce l’esistenza di un ordine laico degli Antoniani e la nascita e diffusione del culto di S. Antonio Abate, argomento che sarà approfondito nel paragrafo successivo, dedicato ai culti, alle feste e alle costumanze popolari.

Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.

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