Nell’interno del castello di Vico doveva sorgere la chiesa di Sancti Quintini in Vico, nominata nella Bolla di Pasquale II del 25 febbraio 1115. Anche la chiesa di Sanctae Mariae in castro Vici si trovava in questo luogo. Nel Piano di Vico dovevano essere poste le chiese rurali di Sancti Quirici e S. Cristofari in Vico, nominate nella bolla di Clemente III del 31 maggio 1188. Qui si trovava anche la chiesa benedettina di S. Vittoria di Vico, appartenente ai monaci di Masticassimo, e la più tarda chiesa di S. Venanzio in Vico, che si sovrappose forse alla più antica chiesa di S. Grossolano.
Della chiesa di San Quintino non rimangono più tracce sul terreno. Il Di Pietro riporta che nell’elenco dei sussidi caritativi della Diocesi dei Marsi nel secolo XII si leggono diverse voci riguardanti la chiesa. Si riportava che dalla chiesa di Sancti Quintini in Vico provenivano diverse donazioni di beni. Inoltre, il Di Pietro menziona una processura nell’Archivio Vescovile dei Marsi del 1562, in cui si registra che D. Alfonso Piccolomini di Aragona nominò D. Aurelio dé Patraceis al Canonicato di S. Quintino nella Chiesa di S. Venanzio di Vico, evidenziando come la chiesa di S. Quintino fosse ormai abbandonata.
Anche della chiesa di S. Maria non rimangono ruderi, tranne il ricordo conservato in una cappella privata, edificata nella località Valtrone o Gualtrone nel secolo XIX e dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. Le informazioni su questa cappella includono i nomi di chi officiava la messa, come Don Samuele Simonetti, Don Giuseppe di Genova e Don Lattanzio Sclocchi, fino all’epoca del terremoto. La cappella presentava una struttura in blocchi di pietra squadrata, con archi per le campane e un tetto a punta.
Questa cappella fu distrutta dal terremoto del 1915, e attualmente i resti murari sono stati dispersi, ad eccezione di alcuni grandi blocchi, capitelli e lastre decorate nella proprietà del signor Luigi Pera. All’interno di quest’abitazione si possono trovare blocchi della chiesa con iscrizioni che risalgono al 1611 e al 1790.
La chiesa di S. Quirico, di cui rimane oggi solo il toponimo, era ubicata nel Piano di Vico e in un piccolo colle attualmente chiamato S. Quiríco, nelle vicinanze di Ortucchio. Era legata al Lago Fùcino per la sua posizione. Nel secolo XIII e XIV, appartenne ai monaci di Valle-luce e, nel 1411, passò alle pertinenze di Ortucchio. Il Di Pietro ci informa che la chiesa continuò a essere officiata almeno fino al 1559, quando la visita di Monsignor Colli nel 1583 registrò che S. Quírico era rovinato.
La chiesa di S. Cristofaro, nominata nella bolla di Clemente III del 1188, non ha lasciato neppure un ricordo o toponimo. Potrebbe darsi che i ruderi della chiesa di S. Veneziano ne conservino i resti. Di Pietro menziona che il paese di Vico aveva anche la chiesa dedicata a S. Vittoria, dipendente da Montecassino. Risulta, infatti, che nel 1557 l’Abate di Montecassino istituì al Beneficio di S. Vittoria di Vico D. Giacomo di Bojuto.
Nell’attuale frazione di S. Veneziano sono ancora visibili i resti della Chiesa di S. Venanzio, situati sul margine sud-est della piazza centrale. Questo edificio religioso, distrutto dal terremoto del 1915, era officiato a turno da Don Samuele Símonetti e Don Lattanzio Sclocchi. Le dimensioni delle mura, costruite con blocchi di pietra squadrata, sono ancora evidenti.
Il tetto della chiesa, che fungeva anche da soffitto, era formato da capriate di legno e coperto da manto di coppi. Vi era un campanile in pietra con una sola campana, usata come segnatempo nella costruzione delle abitazioni antisismiche. La costruzione della chiesa risale al 1715, come si evince dalla data scolpita sulla facciata, mentre il portone era realizzato in legno di castagno.
Dal resto delle murature di S. Veneziano si può risalire all’aspetto originale della chiesa, che aveva una pianta trapezoidale allungata. Le sue dimensioni esterne erano di 17 metri per i lati lunghi e 8 metri per la facciata d’ingresso. Le pareti presentavano uno spessore di 75 cm.
La prima notizia riguardo alla presenza della chiesa risale al 25 Maggio 1562, menzionando il Beneficio di S. Quintino eretto in S. Veneziano. Il Di Pietro riporta che nel 1570 la Duchessa di Amalfi nominò D. Paolo de Meis al Canonicato della Chiesa rurale di S. Veneziano e successivamente, nel 1573, il D. Paolo Cicchetta al Beneficio di S. Veneziano di Vico.
Infine, nel 1583, Monsignor Colli aggregò il Beneficio di S. Veneziano al Seminario dei Marsi, mantenendo l’obbligo di celebrare la messa nei giorni festivi.
Riferimento autore: Prof. Giuseppe Grossi.