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Storia Di Casali D’Aschi.. Immagini Sacre

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Affreschi e devozioni in Marsica: esplora l’arte e la spiritualità che uniscono fede e comunità nelle antiche cappelle della regione.

Le pitture murali e gli affreschi rappresentano segni tangibili di devozioni e culti specifici nella Marsica. Un esempio significativo è l’altare di S. Francesco, appartenente alla famiglia de Tondolis, con un’immagine dedicata a S. Antonio Abbate. Inoltre, l’Inventarío de’ Beni evidenzia la Cappella di S. Giovanni Evangelista, che ospita un quadro con le effigi di S. Giovanni, S. Antonio Patavino e S. Lucia.

Un altro documento menziona la Cappella della Vergine delle Grazie, che presenta una figura di rilievo della Beatissima Vergine, ritenuta fonte di grazie per il popolo. Durante i sabati e le feste dell’anno, viene mantenuta accesa una lampada e si celebra anche la Messa in suo onore. Queste pratiche mostrano l’importanza culturale e spirituale della cappella.

In aggiunta, si fa riferimento alle rendite della cappella, destinate a scopi caritativi. Un passaggio menziona l’arrivo di circa trentacinque salme di grano, raccolto grazie alla pietà dei fedeli, utilizzato per prestiti ai poveri, dimostrando un forte legame tra devozione religiosa e supporto alla comunità.

Infine, la Cappella di S. Nicola di Bari presenta un’immagine della Madonna del Carmine, accanto a figure di S. Lonardo e S. Antonio di Padova, evidenziando ulteriore devozione all’interno del contesto marsicano.

Riferimento autore: Archivio Diocesano dei Marsi.

Le pitture murali, gli affreschi e le statue possono rappresentare segni tangibili di particolari devozioni e culti specifici. Un esempio di ciò è l’altare di S. Francesco, appartenente alla famiglia de Tondolis o Tondoli, proveniente dal Lazio e legata al «clan» del feudatario di Aschi. Questo altare si presentava con l’immagine di S. Antonio Abbate.

Nell’Inventarío de’ Beni e suppellettili della Cappella di S. Giovanni Evangelista, si legge che la cappella è adornata con un quadro di tela, dove sono impresse le venerabili effigi di S. Giovanni Evangelista al centro, con S. Antonio Patavino e Gesù a destra, e S. Lucia a sinistra.

Un altro inventario, relativo alla Cappella della Vergine delle Grazie, descrive l’immagine della Beatissima Vergine come di rilievo, sottolineando una devotione contraddistinta per il Popolo, che riceve molte grazie. Per questo motivo, durante tutti i sabbatí e le feste dell’anno, viene accesa una lambada e si celebra la Messa, specialmente nelle feste dedicate alla Beatissima Vergine.

Nello stesso inventario si fa riferimento anche alle rendite della cappella e agli scopi caritativi per cui era stata istituita. Esso riporta che da trentacinque salme di grano, provenienti dalla pietà dei Particolari e dalla carità annualmente durante la raccolta, alcuni individui devoti avevano contribuito. Questo grano serviva per prestiti ai poveri, in sollievo della loro povertà.

In conclusione, la Cappella di S. Nicola di Bari presenta un’immagine impressa della Madonna del Carmine, accompagnata da alcuni angeli, S. Lonardo e S. Antonio di Padova. Queste immagini e le relative cappelle riflettono la profonda spiritualità e le tradizioni culturali della comunità locale.

Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.

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Ospitalità e servizi

Le pitture murali, gli affreschi e le statue possono rappresentare segni tangibili di particolari devozioni e culti specifici. Un esempio di ciò è l’altare di S. Francesco, appartenente alla famiglia de Tondolis o Tondoli, proveniente dal Lazio e legata al «clan» del feudatario di Aschi. Questo altare si presentava con l’immagine di S. Antonio Abbate.

Nell’Inventarío de’ Beni e suppellettili della Cappella di S. Giovanni Evangelista, si legge che la cappella è adornata con un quadro di tela, dove sono impresse le venerabili effigi di S. Giovanni Evangelista al centro, con S. Antonio Patavino e Gesù a destra, e S. Lucia a sinistra.

Un altro inventario, relativo alla Cappella della Vergine delle Grazie, descrive l’immagine della Beatissima Vergine come di rilievo, sottolineando una devotione contraddistinta per il Popolo, che riceve molte grazie. Per questo motivo, durante tutti i sabbatí e le feste dell’anno, viene accesa una lambada e si celebra la Messa, specialmente nelle feste dedicate alla Beatissima Vergine.

Nello stesso inventario si fa riferimento anche alle rendite della cappella e agli scopi caritativi per cui era stata istituita. Esso riporta che da trentacinque salme di grano, provenienti dalla pietà dei Particolari e dalla carità annualmente durante la raccolta, alcuni individui devoti avevano contribuito. Questo grano serviva per prestiti ai poveri, in sollievo della loro povertà.

In conclusione, la Cappella di S. Nicola di Bari presenta un’immagine impressa della Madonna del Carmine, accompagnata da alcuni angeli, S. Lonardo e S. Antonio di Padova. Queste immagini e le relative cappelle riflettono la profonda spiritualità e le tradizioni culturali della comunità locale.

Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.

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