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Vincenzo Pelliccione In Arte ” Eugenio Verdi ” La Controfigura Di Charlot

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Dal piccolo villaggio di Rosciolo ai fasti di Hollywood: la straordinaria vita di Vincenzo Pelliccione, l’imitatore italiano di Charlie Chaplin.

Vincenzo Pelliccione nacque a Rosciolo de’ Marsi il 21 giugno 1893 da Sebastiano e Carolina Marini. Da giovane, lasciò il suo paese natale con speranze di un futuro migliore per emigrare in Pennsylvania, abbandonando i genitori e cinque fratelli: Nicola, Giovannino, Benedetto, Pasquale e Maria. Per lui, l’America rappresentava una terra promessa, ricca di opportunità e il mondo del cinema che tanto amava. Nel 1915, si trasferì negli Stati Uniti, dove iniziò a lavorare in vari mestieri, risparmiando per frequentare lezioni d’inglese.

Nel 1929, dopo un periodo trascorso in Ohio, giunse a Hollywood, epicentro dell’industria cinematografica. La sua passione per i film di Charlie Chaplin lo spinse a perfezionare la sua imitazione di Charlot, tanto da essere notato da Sid Growman, impresario noto e proprietario del “Growman’s Chinese Theatre”. Questo incontro lo portò a lavorare nello studio di Chaplin, sostituendolo nelle prove di film iconici come Il Circo, Il Dittatore, Luci della Città e Tempi moderni.

La sua somiglianza fisica e abilità di imitazione gli garantirono un ingaggio di cinque anni da parte di Growman, il quale lo fece esibire in varie località americane per promuovere i film di Chaplin, raggiungendo un successo straordinario. Durante uno spettacolo, Vincenzo imita persino una statua di Charlot, impressionando il pubblico fino a quando non perde il controllo e genera il panico tra gli spettatori, dimostrando la sua straordinaria abilità: nessuno riuscì a scoprire la verità finché non fu troppo tardi.

Nel corso della sua carriera, Pelliccione conobbe star del calibro di Mae West, Jean Harlow, Marilyn Monroe, Liz Taylor sul set di Cleopatra, e Anna Magnani. Con il nome di Eugenio Verdi, lavorò anche a Cinecittà come tecnico delle luci e addetto agli effetti speciali, contribuendo a film iconici come Il figlio dello Sceicco con Rodolfo Valentino, Ben Hur, e Cleopatra. Morì il 20 giugno 1978 e riposa nel cimitero di Rosciolo.

Riferimento autore: Sandro di Carlo.

Vincenzo Pelliccione nacque a Rosciolo de’ Marsi il 21 giugno 1893 da Sebastiano e Carolina Marini. Poco più che un ragazzo, partì dal suo paesello natio come un qualsiasi emigrante, con tante speranze nel cuore, per raggiungere alcuni parenti residenti in Pensilvania. Lasciò con dispiacere i suoi genitori e i suoi cinque fratelli: Nicola, Giovannino, Benedetto, Pasquale e Maria. La vita di paese non era adatta al suo carattere. Era il 1915. Per lui l’America rappresentava la terra promessa, il guadagno facile e, soprattutto, la patria dei più grandi divi del cinema da lui tanto amati.

Giunto negli Stati Uniti, si adattò ai mestieri più disparati. Riuscì, però, a pagarsi le lezioni di inglese con quei pochi dollari. Si trasferì poi nell’Ohio e nel 1929 giunse a Hollywood, dove prosperava l’industria del cinema. Aveva visto molti film di Charlie Chaplin e affascinato dalla mimica e dalle mossette di Charlot, lo imitava alla perfezione, esercitandosi davanti allo specchio.

Vincenzo rassomigliava molto a Chaplin nei lineamenti, continuando ad assumere i suoi stessi atteggiamenti fino a diventare la sua copia esatta. Fu osservato attentamente, in un ristorante di Hollywood, da Sid Growman, uno dei più noti impresari americani, proprietario del Growman’s Chinese Theatre, dove le celebrità lasciano le impronte delle loro mani. Vincenzo si ritrovò così nello studio di Charlie Chaplin, che aveva bisogno di una controfigura.

Sostituì Chaplin nelle prove di molti suoi film, tra i quali Il Circo, Il Dittatore, Luci della Città e Tempi moderni. Per la perfetta rassomiglianza fisica, Growman lo ingaggiò per cinque anni di seguito per il lancio pubblicitario dei film di Charlot. Lo fece esibire sul palcoscenico in varie località americane per reclamizzare le pellicole che poi incassavano milioni di dollari.

In teatro, la gente che acclamava Chaplin, in realtà applaudiva Vincenzo Pelliccione, che riusciva a imitarlo in modo ineccepibile. Una volta, Growman allestì nell’atrio del suo teatro un piccolo museo delle cere, in cui figuravano personaggi famosi come Tom Mix, Fred Astaire, Jean Harlow e molti altri. Mancava soltanto Charlot, e per rimediare a questa lacuna, invitò Vincenzo a fingere la sua statua.

Per circa un’ora, con la bombetta sul capo e il bastoncino tra le mani, riuscì a restare immobile. Poi, alla presenza di trecento persone, perse il controllo dei nervi ed ebbe un sussulto, seminando il panico tra i presenti. Fino a quel momento, però, nessuno aveva dubitato che la ‘statua’ riproducente Charlot fosse il suo sosia.

Nella sua lunga carriera in teatro e nel cinema, conobbe molte attrici: la conturbante Mae West, le due attrici più belle del mondo, Jean Harlow e Marilyn Monroe, la stupenda Liz Taylor sul set di Cleopatra e Anna Magnani durante la lavorazione del film La Rosa Tatuata.

Con il nome di Eugenio Verdi, lavorò a lungo nel cinema in America e a Cinecittà come tecnico alle luci e addetto agli effetti speciali, dando un notevole apporto a film memorabili. Ricordiamo i più importanti: Il figlio dello Sceicco con Rodolfo Valentino, Ben Hur, Cleopatra.

Vincenzo Pelliccione morì il 20 giugno 1978 e riposa nel Cimitero di Rosciolo.

Riferimento autore: Sandro di Carlo.

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Vincenzo Pelliccione nacque a Rosciolo de’ Marsi il 21 giugno 1893 da Sebastiano e Carolina Marini. Poco più che un ragazzo, partì dal suo paesello natio come un qualsiasi emigrante, con tante speranze nel cuore, per raggiungere alcuni parenti residenti in Pensilvania. Lasciò con dispiacere i suoi genitori e i suoi cinque fratelli: Nicola, Giovannino, Benedetto, Pasquale e Maria. La vita di paese non era adatta al suo carattere. Era il 1915. Per lui l’America rappresentava la terra promessa, il guadagno facile e, soprattutto, la patria dei più grandi divi del cinema da lui tanto amati.

Giunto negli Stati Uniti, si adattò ai mestieri più disparati. Riuscì, però, a pagarsi le lezioni di inglese con quei pochi dollari. Si trasferì poi nell’Ohio e nel 1929 giunse a Hollywood, dove prosperava l’industria del cinema. Aveva visto molti film di Charlie Chaplin e affascinato dalla mimica e dalle mossette di Charlot, lo imitava alla perfezione, esercitandosi davanti allo specchio.

Vincenzo rassomigliava molto a Chaplin nei lineamenti, continuando ad assumere i suoi stessi atteggiamenti fino a diventare la sua copia esatta. Fu osservato attentamente, in un ristorante di Hollywood, da Sid Growman, uno dei più noti impresari americani, proprietario del Growman’s Chinese Theatre, dove le celebrità lasciano le impronte delle loro mani. Vincenzo si ritrovò così nello studio di Charlie Chaplin, che aveva bisogno di una controfigura.

Sostituì Chaplin nelle prove di molti suoi film, tra i quali Il Circo, Il Dittatore, Luci della Città e Tempi moderni. Per la perfetta rassomiglianza fisica, Growman lo ingaggiò per cinque anni di seguito per il lancio pubblicitario dei film di Charlot. Lo fece esibire sul palcoscenico in varie località americane per reclamizzare le pellicole che poi incassavano milioni di dollari.

In teatro, la gente che acclamava Chaplin, in realtà applaudiva Vincenzo Pelliccione, che riusciva a imitarlo in modo ineccepibile. Una volta, Growman allestì nell’atrio del suo teatro un piccolo museo delle cere, in cui figuravano personaggi famosi come Tom Mix, Fred Astaire, Jean Harlow e molti altri. Mancava soltanto Charlot, e per rimediare a questa lacuna, invitò Vincenzo a fingere la sua statua.

Per circa un’ora, con la bombetta sul capo e il bastoncino tra le mani, riuscì a restare immobile. Poi, alla presenza di trecento persone, perse il controllo dei nervi ed ebbe un sussulto, seminando il panico tra i presenti. Fino a quel momento, però, nessuno aveva dubitato che la ‘statua’ riproducente Charlot fosse il suo sosia.

Nella sua lunga carriera in teatro e nel cinema, conobbe molte attrici: la conturbante Mae West, le due attrici più belle del mondo, Jean Harlow e Marilyn Monroe, la stupenda Liz Taylor sul set di Cleopatra e Anna Magnani durante la lavorazione del film La Rosa Tatuata.

Con il nome di Eugenio Verdi, lavorò a lungo nel cinema in America e a Cinecittà come tecnico alle luci e addetto agli effetti speciali, dando un notevole apporto a film memorabili. Ricordiamo i più importanti: Il figlio dello Sceicco con Rodolfo Valentino, Ben Hur, Cleopatra.

Vincenzo Pelliccione morì il 20 giugno 1978 e riposa nel Cimitero di Rosciolo.

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