Notifica
Notifica

Il Culto Di Santa Lucia

Aggiungi qui il testo del titolo

Scopri come le reliquie di Santa Lucia hanno plasmato il culto e l’economia della Marsica attraverso i secoli.

Secondo una delle antiche versioni sulla vita di S. Lucia, riferita nella “Vita Teoderici” in “Monumenta Germaniae Historica”, il corpo della Santa riposava in Péntima (l’antica Corlinium), trasportato da Faroaldo, duca di Spoleto, verso l’VIII secolo. Successivamente, fu portato a Metz, in Francia, dal Vescovo Teoderico, che, prima di ritornare a casa, si recò nella Marsica per raccogliere reliquie di altri santi da portare in patria, tra cui quelle di Callistrato, Euticio ed Elpidío. Questo passaggio diede origine al culto di S. Lucia nei luoghi toccati dal vescovo.

Si ipotizza anche una connessione tra il culto di S. Lucia e l’economia pastorale della zona. Tra le località dove, a partire dall’VIII secolo, si trovano evidenze di culto per S. Lucia, vi sono il basso Cicolano (con nomi come S. Lucia di Fiamignano e S. Lucia del Sambuco), Alto Sante Marie, Capistrello, Magliano, Tagliacozzo, Albe, Scurcola, e molte altre, fino a Rocca di Cambio al di fuori della Marsica. Le località formano una linea continua montana che circonda il Fùcino.

Nei territori bagnati dal lago, come Pescina, Cèlano e altri centri, non risultano tracce documentabili del culto a S. Lucia. Tuttavia, il culto era vivo nelle aree limitrofe, dove i santuari fungevano da rifugio per i viandanti, posizionati strategicamente lungo le vie di comunicazione dell’epoca. Queste chiese diedero origine a fiere di merci e bestiame, richiamando contadini e pastori dai dintorni.

Cinque centri emersero come punti chiave per l’accesso alla Marsica: Rocca di Cambio, Lecce dei Marsi, Villavallelonga, Rendinara e Magliano dei Marsi, divenendo obbligatori per chi desiderava entrare o uscire da queste terre.

Riferimento autore: “La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi” a cura del Prof. Angelo Melchiorre.

Secondo una delle due antiche versioni della storia di S. Lucia, precisamente quella riferita dalla Vita Teoderici in Monumenta Germaniae historica, il corpo della Santa riposava in Péntima (l’antica Corlinium). Secondo la tradizione, sarebbe stato trasportato da Faroaldo, duca di Spoleto, verso l’VIII secolo. Solo più tardi, il corpo sarebbe stato portato a Metz, in Francia, dal Vescovo Teoderico, venuto in Italia con l’imperatore Ottone. Prima di tornare nella sua terra, questo vescovo si sarebbe recato anche nella Marsica, da dove avrebbe estratto le reliquie di altri Santi conservati in questa zona. Tra di esse vi sarebbero state quelle “de’ Santi e Venerabili Confessori di Cristo Callistrato, Euticio, ed Elpidío“. Il corpo di S. Lucia, dunque, sarebbe passato per la Marsica, facendo sorgere il culto dappertutto nei luoghi toccati dal vescovo Teoderico.

Un’altra ipotesi, non facilmente dimostrabile, suggerisce una stretta connessione tra il culto di S. Lucia e l’economia pastorale della zona. Infatti, le sedi dove compaiono tracce del culto di S. Lucia dall’VIII secolo in poi sono molte. Tra queste vi sono il basso Cicolano, dove alcune località conservano ancora il nome della Santa: S. Lucia di Fiamignano, S. Lucia del Sambuco, e S. Lucia di Giove Rotondo. Inoltre, troviamo Alto Sante Marie (l’attuale SS. Marie), Capistrello, Magliano, Tagliacozzo, Albe, Scurcola, Castelnuovo, Antrosano, Cerchio, Ortona, Aschi, S. Sebastiano, Lecce, Pescasseroli, Villavallelonga, Collelongo, e Rendinara (quest’ultima nella Valle Roveto). Appena fuori dei confini della Marsica si trova anche Rocca di Cambio.

Se si seguono i nomi di queste località su una carta geografica, si noterà con sorpresa che esse rappresentano quasi una linea continua, tutta montana e legata nel passato alla transumanza. Tuttavia, questa linea non tocca i paesi bagnati dal lago, tutti ad economia prevalentemente agricola o lacustre. Questi ultimi, inclusi Pescina, S. Benedetto (Marsia), Venere, Ortucchio, Trasacco, Luco, Avezzano, Paterno, e Cèlano, non offrono alcun documento o testimonianza, se non recentissima, del culto per la Santa siracusana. Sembra quasi che S. Lucia fosse venerata esclusivamente nelle zone fuori-Fùcino, dove l’economia pastorale era preminente e dove i piccoli santuari della Santa potevano costituire un luogo di sosta e di rifugio per i viandanti.

Poiché, dunque, le chiesette di S. Lucia si trovavano in punti strategici delle vie di comunicazione dell’epoca, esse acquistarono ben presto anche un’importanza economica e commerciale. Attorno a quei santuari cominciarono ad effettuarsi fiere di merci e di bestiame, alle quali confluivano contadini e pastori provenienti da tutti i paesi circostanti. Cinque di questi centri assunsero rapidamente un ruolo preminente sugli altri, costituendo i cinque punti obbligatori di passaggio per entrare o uscire dalla Marsica: Rocca di Cambio, Lecce dei Marsi, Villavallelonga, Rendinara, e Magliano dei Marsi.

Riferimento autore: La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi, a cura del Prof. Angelo Melchiorre.

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Secondo una delle due antiche versioni della storia di S. Lucia, precisamente quella riferita dalla Vita Teoderici in Monumenta Germaniae historica, il corpo della Santa riposava in Péntima (l’antica Corlinium). Secondo la tradizione, sarebbe stato trasportato da Faroaldo, duca di Spoleto, verso l’VIII secolo. Solo più tardi, il corpo sarebbe stato portato a Metz, in Francia, dal Vescovo Teoderico, venuto in Italia con l’imperatore Ottone. Prima di tornare nella sua terra, questo vescovo si sarebbe recato anche nella Marsica, da dove avrebbe estratto le reliquie di altri Santi conservati in questa zona. Tra di esse vi sarebbero state quelle “de’ Santi e Venerabili Confessori di Cristo Callistrato, Euticio, ed Elpidío“. Il corpo di S. Lucia, dunque, sarebbe passato per la Marsica, facendo sorgere il culto dappertutto nei luoghi toccati dal vescovo Teoderico.

Un’altra ipotesi, non facilmente dimostrabile, suggerisce una stretta connessione tra il culto di S. Lucia e l’economia pastorale della zona. Infatti, le sedi dove compaiono tracce del culto di S. Lucia dall’VIII secolo in poi sono molte. Tra queste vi sono il basso Cicolano, dove alcune località conservano ancora il nome della Santa: S. Lucia di Fiamignano, S. Lucia del Sambuco, e S. Lucia di Giove Rotondo. Inoltre, troviamo Alto Sante Marie (l’attuale SS. Marie), Capistrello, Magliano, Tagliacozzo, Albe, Scurcola, Castelnuovo, Antrosano, Cerchio, Ortona, Aschi, S. Sebastiano, Lecce, Pescasseroli, Villavallelonga, Collelongo, e Rendinara (quest’ultima nella Valle Roveto). Appena fuori dei confini della Marsica si trova anche Rocca di Cambio.

Se si seguono i nomi di queste località su una carta geografica, si noterà con sorpresa che esse rappresentano quasi una linea continua, tutta montana e legata nel passato alla transumanza. Tuttavia, questa linea non tocca i paesi bagnati dal lago, tutti ad economia prevalentemente agricola o lacustre. Questi ultimi, inclusi Pescina, S. Benedetto (Marsia), Venere, Ortucchio, Trasacco, Luco, Avezzano, Paterno, e Cèlano, non offrono alcun documento o testimonianza, se non recentissima, del culto per la Santa siracusana. Sembra quasi che S. Lucia fosse venerata esclusivamente nelle zone fuori-Fùcino, dove l’economia pastorale era preminente e dove i piccoli santuari della Santa potevano costituire un luogo di sosta e di rifugio per i viandanti.

Poiché, dunque, le chiesette di S. Lucia si trovavano in punti strategici delle vie di comunicazione dell’epoca, esse acquistarono ben presto anche un’importanza economica e commerciale. Attorno a quei santuari cominciarono ad effettuarsi fiere di merci e di bestiame, alle quali confluivano contadini e pastori provenienti da tutti i paesi circostanti. Cinque di questi centri assunsero rapidamente un ruolo preminente sugli altri, costituendo i cinque punti obbligatori di passaggio per entrare o uscire dalla Marsica: Rocca di Cambio, Lecce dei Marsi, Villavallelonga, Rendinara, e Magliano dei Marsi.

Riferimento autore: La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi, a cura del Prof. Angelo Melchiorre.

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti