Il sacerdote Angelo Berardini ha esaminato una tegola tombale di epoca romana, appartenente a individui di ceto popolare. Ricorda, inoltre, il ritrovamento di una tomba avvenuto durante i lavori per la vigna da parte del signor Giuseppe Berardini, nella zona denominata “Salere”. Qui vennero scoperti tegole, mattoni, ossa e monete, il cui destino rimane ignoto dopo la morte di Vincenzo Berardini, figlio di Giuseppe.
Altre scoperte di interesse sono state effettuate dal sig. Adelio Di Carlo nella zona “Tricaglio”, dove ha rinvenuto i resti di una tomba con mattonì e un osso umano. A “S. Nunzio” e “Valle” sono stati trovati numerosi resti tombali, confermati dai fratelli Di Carlo, Berardino, Francesco e Carlo, durante le loro attività agricole. Giovanni Cucchiarelli ha anche segnalato il rinvenimento di una moneta romana con l’incisione “COSTANTINUS IMPERATOR”, venduta successivamente a un certo sig. Rapisarda di Avezzano per cinquecento lire.
Oltre a queste testimonianze, si ipotizza che i mattoni e le tegole fossero prodotti localmente a Marano. Tuttora sono visibili due ruderi di fabbriche di laterizi, conosciute come “Pencherie”, una nei pressi della fonte di “Tezío” e l’altra nella zona “Croce”. Inoltre, a Marano sono stati scoperti diversi esempi di vaschette di pietra “pilozze”, utilizzate per abbeverare animali da cortile, similmente a quelle rinvenute nell’antica Alba Fucens.
Recentemente, il sig. Arnaldo De Amicis ha contribuito alla conservazione della memoria storica locale, raccogliendo oggetti del passato nell’orto sottostante la chiesa, conosciuto come “Are Sante”. Questa raccolta, se adeguatamente valorizzata e datata, potrebbe trasformarsi in un piccolo “Museo Storico” di Marano.
Riferimento autore: Marano e la sua piccola storia (Testi a cura di Padre Giovanni Di Carlo).