Prima di intraprendere il nostro excursus storico, è utile considerare la presenza benedettina nella zona di Magliano, documentata per Rosciolo e S. Maria di Magliano, ma non per altre località limitrofe, compreso il castello di Carce e il colle dove sorge la chiesa di S. Lucia. Indizi suggeriscono una giurisdizione più estesa del monastero cassinense: un privilegio dell’imperatore Lotario del 1137 confermava beni a Montecassino, tra cui feudi marsicani come quelli di S. Martino in Cese e S. Martino in Sclavi.
Se escludiamo quest’ultima località, difficilmente identificabile, ci resta solo S. Martino in Cese, situata sotto il monte Salviano, dietro Avezzano. Tuttavia, l’assenza di altri documenti storici non permette di confermare l’esistenza di una chiesa di S. Martino in questo luogo, il che porta a supporre una possibile cattiva interpretazione del nome in riferimento a Carce.
Se questa teoria fosse valida, beneficeremmo di una maggiore comprensione del controllo dell’abbazia cassinense su Magliano nel XII secolo. Questa ipotesi, sebbene intrigante, aiuta a chiarire non solo il processo di trasformazione agricola ed economica della zona, come avveniva in regioni sotto Montecassino, ma anche la rinascita di una intensa vita spirituale dopo i secoli bui dell’alto medioevo. Tuttavia, per ora, rimane una semplice ipotesi senza ulteriori conferme.
Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.