Durante l’ampliamento della chiesa di Santa Lucia, le fondamenta del campanile rappresentarono un evento di grande importanza storica. I residenti di Magliano si sentivano orgogliosi di questo progetto, nonostante le numerose difficoltà. La costruzione, decisa dal Decurionato il 30 novembre 1859, fu ostacolata dagli eventi politici del 1860, che impedirono l’avvio dei lavori. Solo nel 1870 si prese una nuova decisione, ma fu solo con la Sacra Missione del 1881 che il popolo si mobilitò per realizzare il camapnile tanto atteso.
Il racconto di Monsignor Scipioni riporta un aneddoto significativo di quell’epoca: durante un sermone, l’oratore fu interrotto da una voce del pubblico che lamentava l’assenza di campane e campanile. Questo intervento provocò una risposta unanime della comunità, dimostrando la forza della volontà popolare. Il Padre Missionario esortò allora i presenti a lavorare per realizzare l’opera desiderata.
L’incisore Tommaso Di Lorenzo, noto nel campo dell’arte, fu incaricato di progettare il campanile. La costruzione, avviata senza formalità burocratiche, si concluse in meno di due anni grazie all’abilità del capomastro Rosario Gentile e di un team di muratori. Il campanile sorse infine, adornato di nuove campane fuse dalla ditta Mari di Salle e Scafati, con una palla in rame realizzata da Giovambattista Morgante e una croce in ferro di Antonio Amiconi.
La realizzazione del campanile sollevò grande entusiasmo tra la popolazione di Magliano. Mons. Scipioni descrive come la comunità si unì compatta, senza distinzioni di ceto o partito, contribuendo con generosità alla causa. Concludendo, il sacerdote sottolineò che la concordia e l’emulazione dei maglianesi furono fondamentali per dar vita a un’opera artistica che cantasse gloria e pace al popolo.
Riferimento autore: Prof. Giuseppe Di Girolamo.


