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Tommaso Di Lorenzo

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L’eredità di Di Lorenzo vive nelle strade di Magliano, un artista che ha plasmato la storia e la cultura marsicana con il suo genio.

Il Di Lorenzo è un artista di spicco che rappresenta con orgoglio la sua terra natale, Magliano dei Marsi, e l’Italia stessa. La sua notorietà nel campo delle arti è tale che le lodi nei suoi confronti appaiono quasi superflue. Tra i momenti cruciali della sua carriera, si distingue la vittoria nel concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione per completare l’opera di Raffaello, in cui il Di Lorenzo mostrò non solo la sua abilità tecnica, ma anche un profondo legame emotivo con l’arte. Questo talento affermato emerge chiaramente anche nel ritratto che di lui offre Nicola Marcone nel suo libro del 1886, dove viene descritto come un uomo modesto e amato da chiunque lo conoscesse.

Nato il 19 ottobre 1841, Di Lorenzo proviene da una famiglia che ha offerto all’Italia generali e figure colte. La sua formazione avvenne principalmente a Roma, dove assimilò la tradizione artistica del Rinascimento. Qui, il suo talento si sviluppò, guadagnandosi la stima di numerosi intellettuali e prelati, inclusi diversi papi. La sua opera, la Comunione di San Gerolamo del Domenichino, rappresenta un esempio della sua maestria e di come fosse apprezzato anche da Pio IX.

Di Lorenzo trascorse molto tempo a Magliano, contribuendo attivamente alla vita culturale della comunità. Tra le sue opere, spicca il campanile della chiesa di Santa Lucia, il cui progetto ha cercato di integrare l’originalità con l’architettura esistente. Il suo talento si riflette anche nella ristrutturazione di edifici storici, come il Palazzo Fiorani-Di Clemente D’Eramo, e in lavori pubblici significativi, come il prospetto del Teatro comunale di Avezzano, distrutto dal terremoto del 1915.

Inoltre, Di Lorenzo era una figura di spicco nelle feste locali, realizzando catafalchi monumentali e carri allegorici per il carnevale, come il famoso corteo che simboleggiava i ritardi nella costruzione della ferrovia Roma-Sulmona. La sua produzione artistica comprende anche importanti opere calcografiche, tra cui la Madonna del sacco di Andrea Del Sarto e vari ritratti di figure illustri, tra cui quello di Vittorio Emanuele, il principe di Napoli.

Il Di Lorenzo, scomparso a Roma nel 1922, ha lasciato un’eredità artistica e culturale indelebile, tanto che l’Amministrazione comunale di Magliano gli ha dedicato una via cittadina, perpetuando così il suo ricordo e il suo contributo alla storia della Marsica.

Riferimento autore: “Berardo Amiconi e altri artisti di Magliano dei Marsi”, a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo.

Testi tratti dal libro “Berardo Amiconi e altri artisti di Magliano dei Marsi” (Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo)

La vita e le opere di Tommaso Di Lorenzo sono oggetto di ammirazione, poiché egli onora non solo il suo paese natío, Magliano, ma anche l’Italia intera. La sua reputazione nel campo delle arti è così consolidata che non necessita di eccessive lodi, che, per altro, difficilmente potrebbero superare i suoi meriti. Di Lorenzo partecipò al concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione per la continuazione dell’opera Eliodoro di Raffaello, una lastra in rame lasciata incompleta dal celebre Raimondi.

Vinse il concorso, dimostrando che il discepolo superò il maestro, come attestato dalla qualità del suo lavoro che non solo riproduceva la linea con incredibile precisione, ma anche trasmetteva il sentimento e l’anima dell’originale. Descritto da Nicola Marcone nel libro Viaggio al Lago dei Marsi e suoi dintorni, edito a Roma nel 1886, Di Lorenzo viene ritratto come un uomo gaio, modesto e amato da chiunque lo avvicinasse, con l’augurio per lui e per l’Italia di nuovi trionfi.

Nasce a Magliano il 19 ottobre 1841, in una famiglia che ha dato alla patria generali e uomini di cultura. Un legame attuale esiste con lo scrittore Mario Pomilio, suo pronipote per via materna. Dopo aver studiato a Roma, dove la tradizione artistica si rifaceva al Rinascimento, Di Lorenzo vi trascorse gran parte della sua vita, diventando uno stimato artista protetto da politici e uomini di cultura. Tra le sue opere più significative vi è la copia della Comunione di San Gerolamo di Domenichino, che custodiva gelosamente e che Pio IX autografò durante un’udienza concessa all’artista.

Di Lorenzo diresse per diversi anni la Regia Calcografia a Roma, Produzione alla quale sono legati lavori che ancora decorano palazzi pubblici. Durante l’anno, tornava frequentemente al suo paesello, partecipando attivamente alla vita amministrativa di Magliano, e contribuendo allo sviluppo culturale del centro.

Quando si decise di dotare la chiesa di Santa Lucia di un campanile, fu proprio Tommaso Di Lorenzo a realizzarne il disegno, cercando di armonizzarlo con lo stile del tempio, senza perdere originalità. Oggi, il suo è considerato il campanile più bello della Marsica. Curò anche la ristrutturazione del Palazzo Fiorani-Di Clemente D’Eramo, situato nella parte alta di Magliano, accanto al Palazzo Masciarelli.

Il suo talento si manifestò anche attraverso graffiti su palazzi pubblici e luoghi sacri, come il prospetto del Teatro comunale di Avezzano, distrutto dal terremoto del 1915, e la facciata della cappella gentilizia di D’Alessandro-Tavani nel cimitero di Magliano. Un graffito interessante è L’Arca di Noè, visibile in un vecchio edificio di Largo San Rocco, che con il passare del tempo ha perso il suo colore ed è divenuto irriconoscibile.

Le cronache raccontano come non ci fosse festa o cerimonia che non vedesse come protagonista Don Tomassino. Disegnò un catafalco monumentale per i funerali di Pio IX e, in occasione del carnevale, creò maschere e carri allegorici. È rimasto famoso un grande corteo allegorico pensato per ironizzare sulla lentezza dei lavori della ferrovia Roma-Sulmona, che vedeva carri ferroviari trainati da una enorme tartaruga.

Tra le sue opere calcografiche ricordiamo La Madonna del sacco di Andrea Del Sarto, La Sibilla Persica di Michelangelo, L’Erodiade di Guido Reni, e La Carica dei Carabinieri di De Albertis. Tra i lavori originali spiccano i ritratti di Vittorio Emanuele, della regina Elena, di re Fuad d’Egitto e un autoritratto. Realizzò anche un carboncino del ritratto di suo nipote, don Mario Di Lorenzo, un sacerdote di vasta cultura, scomparso prematuramente.

Collaborò con artisti come Moneta, Bassani, Mancucci, Massaris, Ortis e Denel per illustrare il Messale Romano. Morì a Roma nel 1922 e l’Amministrazione comunale di Magliano gli ha dedicato una via cittadina.

Riferimento autore: Prof. Giuseppe Di Girolamo.

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Testi tratti dal libro “Berardo Amiconi e altri artisti di Magliano dei Marsi” (Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo)

La vita e le opere di Tommaso Di Lorenzo sono oggetto di ammirazione, poiché egli onora non solo il suo paese natío, Magliano, ma anche l’Italia intera. La sua reputazione nel campo delle arti è così consolidata che non necessita di eccessive lodi, che, per altro, difficilmente potrebbero superare i suoi meriti. Di Lorenzo partecipò al concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione per la continuazione dell’opera Eliodoro di Raffaello, una lastra in rame lasciata incompleta dal celebre Raimondi.

Vinse il concorso, dimostrando che il discepolo superò il maestro, come attestato dalla qualità del suo lavoro che non solo riproduceva la linea con incredibile precisione, ma anche trasmetteva il sentimento e l’anima dell’originale. Descritto da Nicola Marcone nel libro Viaggio al Lago dei Marsi e suoi dintorni, edito a Roma nel 1886, Di Lorenzo viene ritratto come un uomo gaio, modesto e amato da chiunque lo avvicinasse, con l’augurio per lui e per l’Italia di nuovi trionfi.

Nasce a Magliano il 19 ottobre 1841, in una famiglia che ha dato alla patria generali e uomini di cultura. Un legame attuale esiste con lo scrittore Mario Pomilio, suo pronipote per via materna. Dopo aver studiato a Roma, dove la tradizione artistica si rifaceva al Rinascimento, Di Lorenzo vi trascorse gran parte della sua vita, diventando uno stimato artista protetto da politici e uomini di cultura. Tra le sue opere più significative vi è la copia della Comunione di San Gerolamo di Domenichino, che custodiva gelosamente e che Pio IX autografò durante un’udienza concessa all’artista.

Di Lorenzo diresse per diversi anni la Regia Calcografia a Roma, Produzione alla quale sono legati lavori che ancora decorano palazzi pubblici. Durante l’anno, tornava frequentemente al suo paesello, partecipando attivamente alla vita amministrativa di Magliano, e contribuendo allo sviluppo culturale del centro.

Quando si decise di dotare la chiesa di Santa Lucia di un campanile, fu proprio Tommaso Di Lorenzo a realizzarne il disegno, cercando di armonizzarlo con lo stile del tempio, senza perdere originalità. Oggi, il suo è considerato il campanile più bello della Marsica. Curò anche la ristrutturazione del Palazzo Fiorani-Di Clemente D’Eramo, situato nella parte alta di Magliano, accanto al Palazzo Masciarelli.

Il suo talento si manifestò anche attraverso graffiti su palazzi pubblici e luoghi sacri, come il prospetto del Teatro comunale di Avezzano, distrutto dal terremoto del 1915, e la facciata della cappella gentilizia di D’Alessandro-Tavani nel cimitero di Magliano. Un graffito interessante è L’Arca di Noè, visibile in un vecchio edificio di Largo San Rocco, che con il passare del tempo ha perso il suo colore ed è divenuto irriconoscibile.

Le cronache raccontano come non ci fosse festa o cerimonia che non vedesse come protagonista Don Tomassino. Disegnò un catafalco monumentale per i funerali di Pio IX e, in occasione del carnevale, creò maschere e carri allegorici. È rimasto famoso un grande corteo allegorico pensato per ironizzare sulla lentezza dei lavori della ferrovia Roma-Sulmona, che vedeva carri ferroviari trainati da una enorme tartaruga.

Tra le sue opere calcografiche ricordiamo La Madonna del sacco di Andrea Del Sarto, La Sibilla Persica di Michelangelo, L’Erodiade di Guido Reni, e La Carica dei Carabinieri di De Albertis. Tra i lavori originali spiccano i ritratti di Vittorio Emanuele, della regina Elena, di re Fuad d’Egitto e un autoritratto. Realizzò anche un carboncino del ritratto di suo nipote, don Mario Di Lorenzo, un sacerdote di vasta cultura, scomparso prematuramente.

Collaborò con artisti come Moneta, Bassani, Mancucci, Massaris, Ortis e Denel per illustrare il Messale Romano. Morì a Roma nel 1922 e l’Amministrazione comunale di Magliano gli ha dedicato una via cittadina.

Riferimento autore: Prof. Giuseppe Di Girolamo.

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