Testi tratti dal libro “La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi” (Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo)
Se volessimo sintetizzare l’ultimo decennio, che è quello di Don Antonio Scíarra, potremmo dire che questo è caratterizzato dai primi frutti del Concilio Vaticano II. Anche la Chiesa Universale, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, sembra che in gran parte abbia superato il periodo travagliato del postconcilio e si avvii al compimento del II millennio dell’Era Crístiana, come forza rigeneratrice per la realizzazione di un Umanesimo Integrale.
Anche le relazioni sempre più intense fra le grandi potenze, che oggi dominano il mondo, Stati Uniti e Russia, per l’eliminazione delle armi nucleari, fanno bene sperare per il futuro. I laici prendono sempre più parte, attraverso vari organismi, alla vita organizzativa della Chiesa. Nella Parrocchia di Santa Lucia, può finalmente cominciare la sua attività il Consiglio Parrocchiale, i cui compiti si vanno sempre più definendo.
Ne fanno parte i responsabili di tutti i gruppi e delle varie commissioni, che operano nell’ambito della Parrocchia. Ai gruppi tradizionali, come l’Azione Cattolica, che viene riorganizzata dopo la lunga crisi che l’aveva travagliata in tutto il territorio nazionale, si aggiungono altri come il Movimento Neocatecumenale, la Caritas, il Comitato Africa. Vengono costituite la Commissione Amministrativa e quella per l’Arte Sacra.
La vita della Parrocchia allarga i suoi orizzonti al di là dell’ambito territoriale. Si apre a problemi più vasti, come quello per il Terzo Mondo, dell’aiuto alle popolazioni colpite da flagelli naturali, al problema degli handicappati e dei tossicodipendenti, a quello degli anziani. Forza rigeneratrice per tante attività è il ritorno alle fonti, cioè allo studio della Parola di Dio, contenuta nella Bibbia e nella tradizione. Va ricordata a questo punto, anche se l’iniziativa non è stata presa dalla parrocchia di Santa Lucia, la realizzazione della grande casa di riposo per gli anziani.
L’opera, dovuta alla grande fede ed al coraggio di Padre Corrado Signore dei Frati Minori ed alla munificenza del nostro concittadino prof. Vincenzo Pietrangelí, oltre ad arricchire urbanisticamente il nostro centro, recuperando gli ampi locali del Convento di San Domenico ed ampliandoli col rispetto di tutte le norme urbanistiche ed estetiche, è un’opera fra le più avanzate nel campo dell’assistenza agli anziani per il decoro e la comodità degli alloggi e per il servizio.
L’assistenza è svolta dalle suore francescane “Santa Fílippa“. Quando, il 6 maggio 1976, un terribile terremoto sconvolse gran parte del Friuli, molti paesi della Marsica, memori degli aiuti avuti sessantuno anni prima, fecero a gara nel raccogliere fondi in denaro e materiale vario per quelle popolazioni sinistrate. Molti giovani, organizzati dalla Caritas diocesana, si recarono in quei luoghi ad offrire la loro opera.
Magliano, in una riunione di capi di famiglia, appositamente convocati dal sindaco e dal Parroco nella sala consiliare, decise che i fondi che si sarebbero raccolti per i Festeggiamenti dei Protettori, Santi Giovanni e Paolo, venissero devoluti in favore di quelle popolazioni, rinunciando così alle manifestazioni ricreative, che, in tali occasioni, si suole organizzare.
Qualche anno dopo, e precisamente quando il parroco ed il sindaco di Magredis, uno dei paesi maggiormente colpiti, si recarono nel nostro Comune allo scopo di ringraziare, in quella stessa Sala Consiliare, che aveva visto riuniti i capi famiglia, per conservare perenne amicizia, venne solennemente proclamato il gemellaggio fra Magredis e Magliano e si crearono le premesse per ulteriori scambi di visite.
Il Comitato Solidarietà Africa, sorto di recente e precisamente nel 1985, e che opera nell’ambito della Caritas Diocesana, ha già al suo attivo la costruzione di un pozzo a Burkina-Faso (ex-Alto Volta) e un’infermeria per lebbrosi. Attualmente sta svolgendo una campagna per la realizzazione del reparto Maternità nel Poliambulatorio di Quagadougou e per la vaccinazione dei bambini. Per reperire i fondi necessari, lo scorso anno fu organizzata una Mostra di Pittura, con dipinti generosamente offerti dai loro autori. Ebbe un notevole successo.
Ma forse l’organizzazione più significativa del nuovo spirito conciliare, che è spirito di partecipazione alle opere di carità e di giustizia, è la costituzione, con atto del notar Di Giovanni di Avezzano, della Confraternita di Misericordia, e ciò sia per numero di aderenti, che per l’entusiasmo con cui è stata accolta. Abbiamo già visto come una Confraternita della Misericordia esistesse fin dai primi decenni del Cinquecento, con chiari intenti religiosi ed assistenziali.
Col passare del tempo e col venir meno delle rendite per i continui incameramenti di beni operati dai diversi governi, il carattere assistenziale veniva meno, mentre illanguidiva sempre di più anche quello religioso. La nuova Confraternita, anche se idealmente si riallaccia all’antica, dal lato organizzativo prende le mosse dalle Confraternite di Misericordia Toscane. Si presero contatti con la Confraternita di Misericordia di Figline Valdarno che, cosa veramente degna di essere ricordata, donò alla nuova consorella una autoambulanza, che poté permettere a quest’ultima di iniziare ad operare immediatamente.
Una autoambulanza nuova, acquistata col contributo di tutta la cittadinanza, con tutta l’attrezzatura necessaria, permette ai volontari di svolgere un lavoro veramente efficace e celere. Ora la Confraternita dispone di una idonea ed accogliente sede, realizzata con la ristrutturazione dei locali sottostanti la Chiesa al lato sud. L’opera di recupero dei locali sottostanti la chiesa merita particolare menzione. Questi, chiamati ancora oratori, nei tempi antichi dovevano senz’altro servire come luoghi di preghiera e di riunione sia per le Confraternite sia per altri gruppi, che operavano in quei tempi.
Prima del terremoto venivano usati anche come abitazioni per famiglie più povere, che non potessero disporre di un loro alloggio. Quasi del tutto rinterrati durante la demolizione e la ricostruzione della Chiesa, vennero adibiti, nei limiti del possibile, in luoghi di sgombero o come depositi di materiale vario. Don Antonio Rosa nel 1975 intuì l’importanza pastorale di quei preziosi e vetusti spazi ed iniziò il recupero con le braccia e l’impegno dei giovani del Gruppo Sociale “Il Maglio”.
Oggi, attraverso la prosecuzione dei lavori, dovuti per lo più al volontariato, la Parrocchia può disporre di diversi locali per le varie attività dei gruppi. Oltre alla sede della Confraternita, ci sono un ampio e caratteristico locale riservato proprio ad oratorio, con una suggestiva cappella per la preghiera, una stanza affidata al Comitato Africa, ed alcuni locali a livello del campetto, realizzato sotto il campanile. È stata inoltre realizzata una sacrestia nuova nel vano del campanile adiacente alla vecchia sacrestia.
Questa, poi, pur conservando il suo vecchio ruolo, è predisposta anche a servire da Cappella, che può accogliere i fedeli nelle funzioni giornaliere, che si svolgono nel periodo invernale. Giorni di gioia e di speranza visse Magliano in occasione della visita pastorale di Monsignor Biagio Terrinoni nel 1983. A differenza delle visite dei predecessori del Terrinoni, che si svolgevano in unica giornata, questa si protrasse per più giorni e precisamente dal 9 ottobre al 20, data quest’ultima cara al cuore dei Maglianesí.
Un apposito Comitato in precedenza aveva provveduto a organizzare dei centri ascolto per illustrare al popolo l’importanza di una Visita Pastorale. Il programma è molto vasto ed articolato. Fra gli incontri di maggior rilievo c’è quello del Vescovo e delle organizzazioni parrocchiali con l’Amministrazione Comunale e le Autorità, che ha luogo nella sala consiliare. Argomento del dibattito-incontro è il tema “Chiesa e Istituzioni civili nel territorio per un migliore ordine sociale“.
In tale incontro vengono celebrati anche i novant’anni dell’opera che le suore del Preziosissimo Sangue svolgono da noi ininterrottamente. Vanno ricordati ancora: l’incontro del Vescovo con i 230 bambini delle elementari, quello con i 180 studenti delle scuole medie, l’incontro con i giovani. In quest’ultimo si poté dibattere il problema della situazione giovanile e sull’impegno nel sociale.
Una giornata particolarmente commovente fu quella del 15 ottobre. “I nostri ammalati ricevono a casa il Vescovo come padre e amico, che porta il conforto e la speranza”. Alle ore 18 della stessa giornata si svolge la visita alla casa di riposo “L’Immacolata“.
Il Vescovo viene accolto da Padre Corrado Signore e dalla Comunità delle Suore Francescane. Nella bella Cappella dell’istituto il Vescovo presiede una preghiera comunitaria; quindi, parlando agli anziani, fa delle riflessioni su “L’esperienza di San Francesco d’Assisi: c’è perfetta letizia per chi sa soffrire con pazienza”. Non viene trascurato il mondo del lavoro. Il 17 infatti incontra le lavoratrici della Valconf, poi visita la sede della Cooperativa agricola “Alto Salto”.
Giovedì, 20 ottobre, giorno commemorativo di fatti accaduti più di un secolo prima, la Visita Pastorale si concluse con una solenne concelebrazione. Parole di compiacimento furono pronunciate dal Vescovo per la perfetta organizzazione e la vitalità e la fede della comunità parrocchiale.
Il 1985 è un anno particolarmente importante per la storia religiosa della Marsíca. Per Magliano, poi, tale importanza acquista maggior significato per alcuni particolari eventi, di cui parleremo. L’11 febbraio il Vescovo Biagio Terrinoni rivolge alla Marsica il seguente comunicato: “Carissimi fedeli, vi comunico una grande gioiosa notizia: il 19 marzo, festa di San Giuseppe, il Santo Padre Giovanni Paolo II verrà in Visita Pastorale nella nostra diocesi”.
Nella Parrocchia di Santa Lucia dal 3 al 31 marzo i Padri Missionari del Preziosissimo Sangue tenevano le Sante Missioni. Fin dal novembre dell’anno precedente un apposito comitato ed il responsabile della Missione, padre Montenegro, si erano messi a lavoro per una fase preparatoria. Le Missioni riuscirono veramente a costituire, come scrisse il parroco, “un momento forte per il rinnovamento religioso del nostro paese”.
Proprio quando la missione vive il suo momento culminante, si verifica la visita di Giovanni Paolo II nella Marsica. È il 24 marzo. Una grande nevicata non ha permesso che la visita si svolgesse il 19, festa di San Giuseppe. In tutta la Marsica c’è grande fermento. A Magliano l’attesa è incentivata da una speranza, cioè che il Papa, nel trasvolare con l’elicottero il paese, faccia una breve sosta nella nostra piana.
Una gran folla, non solo di Magliano, ma di Scurcola, Cappelle, Massa, Rosciolo ed altri centri circostanti, con bandierine, palloncini colorati, striscioni, si riversa in una grande area adiacente alla zona industriale. C’è anche la banda cittadina, che suona inni festosi. Finalmente l’elicottero papale spunta dalla montagna di Scurcola, gira verso Magliano, si abbassa, sembra fermarsi.
Quindi piega verso il Velino, stagliandosi fra le bianche coltri di neve, torna verso di noi. Si riesce a scorgere il Papa che benedice. Poi il velivolo si volge verso Avezzano e scompare all’orizzonte. Racconta Armando Verna, il pilota tanto caro a Giovanni Paolo II, e tragicamente perito qualche tempo dopo: “A Magliano dei Marsi, nella piana c’era anche la banda; ci siamo quasi fermati per alcuni secondi nel cielo. Fra tanta gente si notava il parroco, che ci invitava a scendere in uno spazio libero, trasformato in eliporto d’emergenza. Giovanni Paolo II, visibilmente commosso, si è portato accanto al finestrino ed ha risposto ai saluti”.
Chi sa se l’avranno notato? ” (Il Tempo, 25 marzo 1985). Certo che lo scorgemmo, anche se una certa delusione restò nel nostro cuore. Questa delusione però doveva essere compensata da una grande gioia che Magliano avrebbe ricevuto dal Papa. Abbiamo detto come quello sperone di roccia come sentinella, sembra vegliare su Magliano, e prende il nome di Ravone, andasse sempre di più sformandosi in luogo di preghiera e di culto.
Da qualche anno, spontaneamente, durante tutto il mese di maggio, un gruppo di persone soleva recarsi sul far del mattino su quel monte a pregare la Vergine Celeste. Vi si incominciò a celebrare la Santa Messa su di un Altare di pietra antistante la gran Croce. Nelle giornate piovose, il sacro rito si poteva svolgere nella Chiesetta, che gli alpini da poco avevano costruito.
Proprio all’inizio del Mese Mariano, il gruppo di fedeli era abbastanza nutrito, perché una bella giornata, il parroco, nel rivolgersi dopo il Vangelo ai fedeli, annunciò come il Papa, Giovanni Paolo II aveva elevato alla dignità episcopale il nostro concittadino, monsignor Antonio Santucci. Un lungo applauso salutò l’annuncio. Quella ordinazione episcopale assumeva per Magliano una importanza grandissima, costituendo nell’itinerario della sua storia una pietra miliare verso una crescita morale, civile, religiosa.
“Veniva, inoltre, a coronare una lunga attesa ed a premiare l’opera che da secoli la parrocchia di Santa Lucia svolge come suscitatrice di vocazioni sacerdotali”. Il felice avvenimento, oltre a suscitare nei cuori dei Maglianesi un empito di gratitudine per Giovanni Paolo II, fu interpretato come dovuto all’intervento della Vergine Maria per le preghiere che si elevavano in Suo onore da quella roccia.
Qualche anno prima, e precisamente nel settembre del 1982, erano state dedicate alla Madonna quindici tavole in granito nero, rappresentanti i Misteri del Rosario. Queste tavole, collocate ad opera della Associazione Alpini di Magliano in apposite nicchie in travertino, che si snodano lungo il sentiero che conduce al Luogo Sacro, furono inaugurate alla presenza di numeroso pubblico dal Vescovo Monsignor Biagio Terrinoni il 12 settembre.
Ora, a ricordo della consacrazione episcopale di monsignor Santucci ed in ringraziamento alla Madonna, il parroco, interpretando un ancora indistinto desiderio dei fedeli, lanciò l’idea di dotare la Chiesetta degli alpini di una sacra icona, che rappresentasse la Vergine accanto alla Croce, come dispensatrice di grazie. Da allora la Vergine cominciò ad essere invocata col titolo di Madonna del Ravone.
Il Mese Mariano di quell’anno si concludeva con la presenza del novello Vescovo, che sentì anche lui il bisogno di ringraziare la Vergine da quel luogo, iniziando così una tradizione che avrebbe avuto seguito anche negli anni successivi. Il quadro della Madonna del Ravone, ideato e realizzato nei mesi successivi, fu presentato al pubblico la prima domenica di settembre dello stesso anno.
L’anno successivo, e precisamente il 9 aprile 1986, la Sacra Immagine veniva solennemente benedetta da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. Il Papa, nel rivolgersi ai Maglianesi presenti all’udienza, disse: “Saluto cordialmente il gruppo di pellegrini della comunità parrocchiale di Santa Lucia in Magliano dei Marsi, guidati dal Vescovo del luogo, monsignore Biagio Terrinoni. Essi sono giunti per rendere omaggio alla Sede di Pietro e chiedere la benedizione per loro e per la sacra immagine della “Madonna del Ravone”, titolo sotto il quale, in quelle zone, è recentemente fiorito nel popolo il culto alla Vergine Madre di Dio.
Desidero esprimere, cari fratelli, il mio compiacimento per questo vostro attestato di sincera devozione a Maria Santissima. Auguro fecondi e salutari incrementi a questa nuova devozione, in uno spirito di piena comunione ecclesiale e di ferventi opere di carità, di giustizia. E ben volentieri benedico voi e la Sacra Icona, che avete qui portato”. A testimonianza del felice evento c’è un’artistica pergamena con firma autografa di Giovanni Paolo II. Assisteva alla cerimonia, oltre al Vescovo dei Marsi Mons. Biagio Terrinoni e al Parroco di Magliano, il nuovo Vescovo, Mons. Antonio Santucci.
Riferimento autore: Prof. Giuseppe Di Girolamo.
Testi tratti dal libro “La chiesa di Santa Lucia in Magliano dei Marsi” (Testi a cura del Prof. Giuseppe Di Girolamo)
Se volessimo sintetizzare l’ultimo decennio, che è quello di Don Antonio Scíarra, potremmo dire che questo è caratterizzato dai primi frutti del Concilio Vaticano II. Anche la Chiesa Universale, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, sembra che in gran parte abbia superato il periodo travagliato del postconcilio e si avvii al compimento del II millennio dell’Era Crístiana, come forza rigeneratrice per la realizzazione di un Umanesimo Integrale.
Anche le relazioni sempre più intense fra le grandi potenze, che oggi dominano il mondo, Stati Uniti e Russia, per l’eliminazione delle armi nucleari, fanno bene sperare per il futuro. I laici prendono sempre più parte, attraverso vari organismi, alla vita organizzativa della Chiesa. Nella Parrocchia di Santa Lucia, può finalmente cominciare la sua attività il Consiglio Parrocchiale, i cui compiti si vanno sempre più definendo.
Ne fanno parte i responsabili di tutti i gruppi e delle varie commissioni, che operano nell’ambito della Parrocchia. Ai gruppi tradizionali, come l’Azione Cattolica, che viene riorganizzata dopo la lunga crisi che l’aveva travagliata in tutto il territorio nazionale, si aggiungono altri come il Movimento Neocatecumenale, la Caritas, il Comitato Africa. Vengono costituite la Commissione Amministrativa e quella per l’Arte Sacra.
La vita della Parrocchia allarga i suoi orizzonti al di là dell’ambito territoriale. Si apre a problemi più vasti, come quello per il Terzo Mondo, dell’aiuto alle popolazioni colpite da flagelli naturali, al problema degli handicappati e dei tossicodipendenti, a quello degli anziani. Forza rigeneratrice per tante attività è il ritorno alle fonti, cioè allo studio della Parola di Dio, contenuta nella Bibbia e nella tradizione. Va ricordata a questo punto, anche se l’iniziativa non è stata presa dalla parrocchia di Santa Lucia, la realizzazione della grande casa di riposo per gli anziani.
L’opera, dovuta alla grande fede ed al coraggio di Padre Corrado Signore dei Frati Minori ed alla munificenza del nostro concittadino prof. Vincenzo Pietrangelí, oltre ad arricchire urbanisticamente il nostro centro, recuperando gli ampi locali del Convento di San Domenico ed ampliandoli col rispetto di tutte le norme urbanistiche ed estetiche, è un’opera fra le più avanzate nel campo dell’assistenza agli anziani per il decoro e la comodità degli alloggi e per il servizio.
L’assistenza è svolta dalle suore francescane “Santa Fílippa“. Quando, il 6 maggio 1976, un terribile terremoto sconvolse gran parte del Friuli, molti paesi della Marsica, memori degli aiuti avuti sessantuno anni prima, fecero a gara nel raccogliere fondi in denaro e materiale vario per quelle popolazioni sinistrate. Molti giovani, organizzati dalla Caritas diocesana, si recarono in quei luoghi ad offrire la loro opera.
Magliano, in una riunione di capi di famiglia, appositamente convocati dal sindaco e dal Parroco nella sala consiliare, decise che i fondi che si sarebbero raccolti per i Festeggiamenti dei Protettori, Santi Giovanni e Paolo, venissero devoluti in favore di quelle popolazioni, rinunciando così alle manifestazioni ricreative, che, in tali occasioni, si suole organizzare.
Qualche anno dopo, e precisamente quando il parroco ed il sindaco di Magredis, uno dei paesi maggiormente colpiti, si recarono nel nostro Comune allo scopo di ringraziare, in quella stessa Sala Consiliare, che aveva visto riuniti i capi famiglia, per conservare perenne amicizia, venne solennemente proclamato il gemellaggio fra Magredis e Magliano e si crearono le premesse per ulteriori scambi di visite.
Il Comitato Solidarietà Africa, sorto di recente e precisamente nel 1985, e che opera nell’ambito della Caritas Diocesana, ha già al suo attivo la costruzione di un pozzo a Burkina-Faso (ex-Alto Volta) e un’infermeria per lebbrosi. Attualmente sta svolgendo una campagna per la realizzazione del reparto Maternità nel Poliambulatorio di Quagadougou e per la vaccinazione dei bambini. Per reperire i fondi necessari, lo scorso anno fu organizzata una Mostra di Pittura, con dipinti generosamente offerti dai loro autori. Ebbe un notevole successo.
Ma forse l’organizzazione più significativa del nuovo spirito conciliare, che è spirito di partecipazione alle opere di carità e di giustizia, è la costituzione, con atto del notar Di Giovanni di Avezzano, della Confraternita di Misericordia, e ciò sia per numero di aderenti, che per l’entusiasmo con cui è stata accolta. Abbiamo già visto come una Confraternita della Misericordia esistesse fin dai primi decenni del Cinquecento, con chiari intenti religiosi ed assistenziali.
Col passare del tempo e col venir meno delle rendite per i continui incameramenti di beni operati dai diversi governi, il carattere assistenziale veniva meno, mentre illanguidiva sempre di più anche quello religioso. La nuova Confraternita, anche se idealmente si riallaccia all’antica, dal lato organizzativo prende le mosse dalle Confraternite di Misericordia Toscane. Si presero contatti con la Confraternita di Misericordia di Figline Valdarno che, cosa veramente degna di essere ricordata, donò alla nuova consorella una autoambulanza, che poté permettere a quest’ultima di iniziare ad operare immediatamente.
Una autoambulanza nuova, acquistata col contributo di tutta la cittadinanza, con tutta l’attrezzatura necessaria, permette ai volontari di svolgere un lavoro veramente efficace e celere. Ora la Confraternita dispone di una idonea ed accogliente sede, realizzata con la ristrutturazione dei locali sottostanti la Chiesa al lato sud. L’opera di recupero dei locali sottostanti la chiesa merita particolare menzione. Questi, chiamati ancora oratori, nei tempi antichi dovevano senz’altro servire come luoghi di preghiera e di riunione sia per le Confraternite sia per altri gruppi, che operavano in quei tempi.
Prima del terremoto venivano usati anche come abitazioni per famiglie più povere, che non potessero disporre di un loro alloggio. Quasi del tutto rinterrati durante la demolizione e la ricostruzione della Chiesa, vennero adibiti, nei limiti del possibile, in luoghi di sgombero o come depositi di materiale vario. Don Antonio Rosa nel 1975 intuì l’importanza pastorale di quei preziosi e vetusti spazi ed iniziò il recupero con le braccia e l’impegno dei giovani del Gruppo Sociale “Il Maglio”.
Oggi, attraverso la prosecuzione dei lavori, dovuti per lo più al volontariato, la Parrocchia può disporre di diversi locali per le varie attività dei gruppi. Oltre alla sede della Confraternita, ci sono un ampio e caratteristico locale riservato proprio ad oratorio, con una suggestiva cappella per la preghiera, una stanza affidata al Comitato Africa, ed alcuni locali a livello del campetto, realizzato sotto il campanile. È stata inoltre realizzata una sacrestia nuova nel vano del campanile adiacente alla vecchia sacrestia.
Questa, poi, pur conservando il suo vecchio ruolo, è predisposta anche a servire da Cappella, che può accogliere i fedeli nelle funzioni giornaliere, che si svolgono nel periodo invernale. Giorni di gioia e di speranza visse Magliano in occasione della visita pastorale di Monsignor Biagio Terrinoni nel 1983. A differenza delle visite dei predecessori del Terrinoni, che si svolgevano in unica giornata, questa si protrasse per più giorni e precisamente dal 9 ottobre al 20, data quest’ultima cara al cuore dei Maglianesí.
Un apposito Comitato in precedenza aveva provveduto a organizzare dei centri ascolto per illustrare al popolo l’importanza di una Visita Pastorale. Il programma è molto vasto ed articolato. Fra gli incontri di maggior rilievo c’è quello del Vescovo e delle organizzazioni parrocchiali con l’Amministrazione Comunale e le Autorità, che ha luogo nella sala consiliare. Argomento del dibattito-incontro è il tema “Chiesa e Istituzioni civili nel territorio per un migliore ordine sociale“.
In tale incontro vengono celebrati anche i novant’anni dell’opera che le suore del Preziosissimo Sangue svolgono da noi ininterrottamente. Vanno ricordati ancora: l’incontro del Vescovo con i 230 bambini delle elementari, quello con i 180 studenti delle scuole medie, l’incontro con i giovani. In quest’ultimo si poté dibattere il problema della situazione giovanile e sull’impegno nel sociale.
Una giornata particolarmente commovente fu quella del 15 ottobre. “I nostri ammalati ricevono a casa il Vescovo come padre e amico, che porta il conforto e la speranza”. Alle ore 18 della stessa giornata si svolge la visita alla casa di riposo “L’Immacolata“.
Il Vescovo viene accolto da Padre Corrado Signore e dalla Comunità delle Suore Francescane. Nella bella Cappella dell’istituto il Vescovo presiede una preghiera comunitaria; quindi, parlando agli anziani, fa delle riflessioni su “L’esperienza di San Francesco d’Assisi: c’è perfetta letizia per chi sa soffrire con pazienza”. Non viene trascurato il mondo del lavoro. Il 17 infatti incontra le lavoratrici della Valconf, poi visita la sede della Cooperativa agricola “Alto Salto”.
Giovedì, 20 ottobre, giorno commemorativo di fatti accaduti più di un secolo prima, la Visita Pastorale si concluse con una solenne concelebrazione. Parole di compiacimento furono pronunciate dal Vescovo per la perfetta organizzazione e la vitalità e la fede della comunità parrocchiale.
Il 1985 è un anno particolarmente importante per la storia religiosa della Marsíca. Per Magliano, poi, tale importanza acquista maggior significato per alcuni particolari eventi, di cui parleremo. L’11 febbraio il Vescovo Biagio Terrinoni rivolge alla Marsica il seguente comunicato: “Carissimi fedeli, vi comunico una grande gioiosa notizia: il 19 marzo, festa di San Giuseppe, il Santo Padre Giovanni Paolo II verrà in Visita Pastorale nella nostra diocesi”.
Nella Parrocchia di Santa Lucia dal 3 al 31 marzo i Padri Missionari del Preziosissimo Sangue tenevano le Sante Missioni. Fin dal novembre dell’anno precedente un apposito comitato ed il responsabile della Missione, padre Montenegro, si erano messi a lavoro per una fase preparatoria. Le Missioni riuscirono veramente a costituire, come scrisse il parroco, “un momento forte per il rinnovamento religioso del nostro paese”.
Proprio quando la missione vive il suo momento culminante, si verifica la visita di Giovanni Paolo II nella Marsica. È il 24 marzo. Una grande nevicata non ha permesso che la visita si svolgesse il 19, festa di San Giuseppe. In tutta la Marsica c’è grande fermento. A Magliano l’attesa è incentivata da una speranza, cioè che il Papa, nel trasvolare con l’elicottero il paese, faccia una breve sosta nella nostra piana.
Una gran folla, non solo di Magliano, ma di Scurcola, Cappelle, Massa, Rosciolo ed altri centri circostanti, con bandierine, palloncini colorati, striscioni, si riversa in una grande area adiacente alla zona industriale. C’è anche la banda cittadina, che suona inni festosi. Finalmente l’elicottero papale spunta dalla montagna di Scurcola, gira verso Magliano, si abbassa, sembra fermarsi.
Quindi piega verso il Velino, stagliandosi fra le bianche coltri di neve, torna verso di noi. Si riesce a scorgere il Papa che benedice. Poi il velivolo si volge verso Avezzano e scompare all’orizzonte. Racconta Armando Verna, il pilota tanto caro a Giovanni Paolo II, e tragicamente perito qualche tempo dopo: “A Magliano dei Marsi, nella piana c’era anche la banda; ci siamo quasi fermati per alcuni secondi nel cielo. Fra tanta gente si notava il parroco, che ci invitava a scendere in uno spazio libero, trasformato in eliporto d’emergenza. Giovanni Paolo II, visibilmente commosso, si è portato accanto al finestrino ed ha risposto ai saluti”.
Chi sa se l’avranno notato? ” (Il Tempo, 25 marzo 1985). Certo che lo scorgemmo, anche se una certa delusione restò nel nostro cuore. Questa delusione però doveva essere compensata da una grande gioia che Magliano avrebbe ricevuto dal Papa. Abbiamo detto come quello sperone di roccia come sentinella, sembra vegliare su Magliano, e prende il nome di Ravone, andasse sempre di più sformandosi in luogo di preghiera e di culto.
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