Oggi Marano è un borgo solitario ai margini del mondo, frazione di Magliano dei Marsi (Aq.). Nel dopoguerra, i suoi abitanti sono stati sedotti dalla città e l’hanno abbandonato, lasciando il paese privo di residenti stabili. Questa assenza di abitanti ha portato Marano a non poter offrire servizi, agi o strutture ai pochi rimasti.
Durante l’inverno, il paese appare quasi deserto, trasmettendo una sensazione di morte o moribondità, mentre rinviene nel periodo estivo, quando la bellezza del luogo invita a visitarlo. Situato a circa 1000 metri sul livello del mare, Marano si affaccia su un paesaggio stupendo e variegato, incorniciato da una chiostra di monti.
Le sue balconate naturali dominano la valle sottostante, offrendo panorami che ispirano meraviglia. Osservando la natura in tutto il suo splendore, ci si sente coinvolti dalla presenza divina, consapevoli che anche in questi luoghi, Dio è stato un grande Artista.
Nel variegato paesaggio, Marano offre rilievi dolci da esplorare lungo le tortuose strade, regalando vedute incantevoli che suggeriscono un’armonia d’amore e pace tra la terra e il cielo, tra il divino e l’umano. Luoghi appartati incitano a un’introspezione profonda e a un’elevazione spirituale, culminando in esperienze che toccano l’infinito.
Il cielo, luminoso e azzurro, evoca sentieri infiniti che si smarriscono nell’immensità, creando un’armonia perfetta tra realtà e poesia.
Riferimento autore: “Marano e la sua piccola storia” a cura di Padre Giovanni Di Carlo.


