Avezzano – Si è concluso oggi, 1° settembre, presso il Centro “La Pace” di Benevento, l’incontro che ha riunito oltre 30 Vescovi italiani per un confronto sulle Aree interne, sulle trasformazioni che stanno interessando questi territori e sulle prospettive per il loro futuro. All’appuntamento ha partecipato anche il Vescovo dei Marsi, Mons. Giovanni Massaro.
Le due giornate di lavoro hanno ribadito una convinzione condivisa: le Aree interne non possono essere considerate territori marginali, ma luoghi capaci di custodire legami, memoria, tradizioni e fede popolare e, al tempo stesso, di generare nuove possibilità di futuro. Di fronte alle trasformazioni sociali, pastorali e demografiche che li attraversano, è emersa la necessità di abitare il presente con speranza, costruendo alleanze tra Chiesa, istituzioni e società civile.
L’incontro, promosso a partire dal 2021 con l’obiettivo di condividere buone prassi e individuare nuove prospettive, ha posto particolare attenzione al ruolo delle comunità cristiane. La Chiesa è chiamata infatti a custodire il patrimonio di relazioni e valori dei territori, contrastando l’individualismo e favorendo partecipazione, prossimità e responsabilità condivisa. Una sfida che interpella anche la forma stessa della presenza ecclesiale nelle Aree interne, valorizzando il protagonismo dei battezzati, delle famiglie e delle comunità, anche laddove non sia possibile garantire stabilmente la presenza di un sacerdote.
Particolarmente significativo è stato il richiamo alla necessità di tenere insieme la dimensione pastorale e quella sociale. L’annuncio cristiano, infatti, non è mai estraneo alla vita concreta delle persone e dei territori, ma porta con sé una naturale incidenza sociale e una responsabilità nei confronti del bene comune. Da qui l’esigenza, emersa nel corso del confronto, di integrare la pastorale con uno sguardo ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa, promuovendo formazione, partecipazione alla vita pubblica, collaborazione con il Terzo Settore e valorizzazione dei corpi intermedi.
In questo contesto, Mons. Giovanni Massaro ha condiviso l’esperienza avviata nella Diocesi dei Marsi con il progetto “Comunità di parrocchie”, pensato per favorire una autentica esperienza di vita ecclesiale nelle piccole realtà, rafforzando al tempo stesso le relazioni e la collaborazione tra le diverse parrocchie. Un’esperienza che intende rispondere alla necessità di non lasciare sole le piccole comunità, ma di aiutarle a vivere una dimensione ecclesiale più ricca, partecipata e corresponsabile.
Il Vescovo dei Marsi ha inoltre raccontato il dialogo proficuo che da tempo si è sviluppato nella Marsica tra la comunità religiosa e gli amministratori locali. Una collaborazione orientata ad affrontare insieme i problemi e le sfide del territorio, nella consapevolezza che la cura delle comunità e il loro futuro richiedono il contributo e la responsabilità di tutti. Nel corso del suo intervento, Mons. Massaro ha presentato anche il progetto del Festival Francescano diffuso nella Marsica “Francesco, Tommaso e gli altri”, promosso dalla Diocesi dei Marsi con la collaborazione di alcuni Comuni del territorio e al via giovedì 3 settembre. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il legame profondo e indissolubile tra San Francesco d’Assisi, Tommaso da Celano – primo biografo del Poverello – e la Marsica.
Le due giornate di Benevento hanno così confermato la necessità di “fare rete e creare reti”, costruendo luoghi di confronto e mediazione e sostenendo ogni forma di prossimità. L’attenzione alle Aree interne, è emerso, non costituisce una questione separata dalla missione complessiva della Chiesa, ma rappresenta una particolare declinazione della più ampia sfida dell’annuncio, del servizio e della testimonianza cristiana nel tempo presente. Il percorso avviato negli anni scorsi proseguirà nella prospettiva di trasformare le buone prassi condivise in nuove forme di collaborazione e di impegno, contribuendo a quel “ripopolamento delle idee”, prima ancora che demografico, già indicato nella “Lettera aperta al Governo e al Parlamento” sottoscritta nel 2025.



