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A Celano la mostra “Il presepe di Francesco”: l’esposizione presso il Convento di S. Maria Valleverde

Maria-Tortora

Celano – Un percorso espositivo che supera i confini della tradizionale rappresentazione della Natività per snodarsi attraverso alcuni degli episodi centrali della vita di san Francesco d’Assisi.

È quanto propone la mostra intitolata Il presepe di Francesco, ospitata nella Sala del Refettorio del Convento di S. Maria Valleverde a Celano.

L’evento è curato dall’Associazione Italiana Amici del Presepio – Sede di Avezzano Marsica (AIAP), una realtà nata dall’iniziativa di un gruppo di cultori dell’arte presepistica, aderente alla rete nazionale. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Festival “Francesco, Tommaso e gli altri”.

L’associazione opera sul territorio per conservare, valorizzare e diffondere questa pratica nei suoi aspetti religiosi, storici, artistici ed etnografici, promuovendo il lavoro degli artigiani locali e la memoria storica della comunità.

L’inaugurazione e gli orari completi per visitare la mostra sono articolati secondo il seguente calendario:

  • L’apertura ufficiale è prevista per giovedì 3 Settembre alle ore 17:30.
  • La chiusura dell’esposizione si terrà lunedì 7 Settembre alle ore 13:00.
  • Nelle giornate di svolgimento, le visite sono consentite durante le due fasce orarie che vanno dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00 (salvo diversa indicazione specifica per la mezza giornata conclusiva).

A inquadrare il valore storico e culturale dell’opera presepiale è Veneranda Rubeo, etnostorica, ideatrice, curatrice e coordinatrice del Festival, la quale evidenzia come la rappresentazione della Natività abbia vissuto una costante evoluzione formale nel tempo: “Il presepe non è mai stato una rappresentazione immobile. Nel corso dei secoli ha cambiato forme, ambientazioni e linguaggi, assorbendo elementi della cultura e della vita quotidiana dei luoghi in cui veniva realizzato“.

La studiosa analizza inoltre la dinamica stessa con cui le comunità si rapportano alla propria storia: “La tradizione è un concetto complesso e delicato da maneggiare: non è la semplice conservazione del passato, bensì un processo vivo di trasformazione. Ogni comunità seleziona la propria eredità culturale, la reinterpreta e le attribuisce nuovi significati nel presente“.

Le scenografie e le figure realizzate dagli artigiani della Sezione Marsica nascono proprio in questo spazio di confronto tra memoria e sensibilità contemporanea.

Le tecniche manuali tradizionali si mettono al servizio di un racconto visivo capace di far risuonare la testimonianza del santo di Assisi, restituendo alla cittadinanza un messaggio che attraversa otto secoli di storia e continua a interpellare il dibattito attuale.

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