In una suggestiva lirica della scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi la processione di San Cesidio, nel giorno della sua festa, ispirato da una foto artistica di Aldo Marinetti, si fa momento di speranza in una rinnovata devozione al Patrono del paese.
La processione di San Cesidio.
L’abbraccio dei corpi lungo le strade
del paese tra case e piazze scende
verso il piano come fiume in piena
per farsi anima che pulsa in un sol respiro.
Dall’alto scende la luce accesa del cielo
dell’ultimo torrido giorno d’agosto
su volti assorti e sguardi accesi
nella fede devota al Patrono Cesidio.
Davanti alla folla la croce
è vessillo di rinascita nell’amore.
Un coro polifonico di litanie
tra le note festose della banda
il suono delle campane e il
boato dei colpi canta le lodi.
Nella serena purezza del cuore
ogni desiderio è dolce speranza
di paradiso ad incantare
l’antico borgo sospeso
nel vasto universo
nell’incanto della pace.
Ognuno percorre insieme quelle
strade invisibili dentro di sé.
Ognuno torna a casa non importa
da quale distanza e da quale luogo
con la pena alleviata.
Simili gli uni agli altri fratelli
legati ad un destino di dolore
in cammino sull’ardita salita
ora sanno che nel tempo effimero
il fragore delle genti
che sale ad ogni sosta
nel sospiro di una preghiera
varia con le nuvole nell’aria
leggero e vagante come goccia
feconda ad abbeverare la vita
con rose dall’eterna fioritura.



