L’opera della scrittrice Maria Assunta Oddi selezionata al concorso “Dedicato alla giornata mondiale della poesia”

L’opera della scrittrice Maria Assunta Oddi selezionata al concorso “Dedicato alla giornata mondiale della poesia"
La scrittrice Marsi Maria Assunta Oddi

La scrittrice dei Marsi Maria Assunta Oddi è stata selezionata dalla prestigiosa giuria letteraria, presieduta da Giuseppe Aletti e Alessandro Quasimodo, nel XVI Concorso Internazionale di Poesia inedita “Dedicato a…poesia per ricordare” nell’ambito della Giornata Mondiale della Poesia per il componimento “La ricamatrice”.

La lirica riporta alla memoria la laboriosa vita delle donne contadine della piana fucentina che al duro lavoro dei campi alternavano il ricamo delle tele di lino e canapa con dita gentili di fantasia creativa.
Per cui è possibile dire con Giorgio Caproni:” Com’era acuto l’ago e agile e fine l’estro”.

La ricamatrice

Come i rapsodi cucitori di canti ricamavano il terso lino.
Le antiche fanciulle intonavano ritornelli di melodie.
In coro con la prigionia deliziosa dell’usignolo in gabbia
Sognavano l’astratta gioia nell’immaginario volo. 

Sulla soglia viola del cielo chiaro dell’aprile dormiente tessevano
Tenendo nascosta nel petto la fiamma d’amore il merletto
Di profumate rose nel festoso mazzolino annodato sul cuore. 
Chiacchieravano tra compagne rammentando pratoline con aghi d’erba.
Alla lenta pazienza delle dita piegate al lavoro s’univa la gloria 
Della sera bisbigliante sussulti di sangue sulle gote arrossate.
Alfabeti di monogrammi incomprensibili si facevano libri sacri
Tra asole feroci di lunghe attese e richiami a nomi segreti.
Trecce di fili audaci come arcobaleni nel crepuscolo della candela
Dipingevano la semplicità nel ramo giallo di mimosa.
Anime al cospetto di sé stesse narravano con sguardi furtivi
le parvenze, gli inganni e i tranelli del vano desiderio.

Come i rapsodi cucitori di canti ricamavano il terso lino
Al sole perenne del panno per adornare talami nuziali
D’abbracci additando la croce e numerando i dolori.
Immerse nel gaudio d’arte e sospiri negavano poi ogni pena.

Nel meriggio della giovinezza tutto impararono dall’amore
dei suoi confini e perduti beni nessun silenzio è più assordante
della tristezza presente nel ricordo di gemme dall’eterna fioritura.