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Fiume Liri, interrogazione parlamentare dei Senatori della Lega al Ministro Costa

Roma – Con un’interrogazione parlamentare rivolta la Ministro Costa, la n. 4-03903, pubblicata l’altro ieri, 28 luglio, i Senatori laziali della Lega, William De Vecchis, di Fiumicino ma originario di San Vincenzo Valle Roveto e Gianfranco Rufa, di Veroli, hanno chiesto al Ministro dell’Ambiente Costa se intende intervenire per chiarire le cause dei recenti gravi fenomeni di inquinamento ambientale nelle acque del fiume Liri.

Nell’interrogazione viene inoltre chiesto se il Ministro intende sollecitare le ARPA territorialmente competenti, affinché individuino in maniera congiunta la campagna di monitoraggio più idonea a verificare la situazione per prevenire il verificarsi di nuovi ingenti danni alla biodiversità.

Nella premessa della loro interrogazione i due Senatori della Lega (nella foto un intervento in aula di De Vecchis con al suo fianco, seduto, Rufa) dicono di aver appreso con preoccupazione dei risultati delle analisi sui campioni di acqua prelevati presso la diga di Valfrancesca, a Sora, dopo i recenti fenomeni di presenza di schiume e moria dei pesci nel fiume.

Nel loro atto di sindacato ispettivo, così si chiama tecnicamente un’interrogazione, i parlamentari prendono atto dei risultati che evidenziano la presenza di metalli come ferro, alluminio, manganese, ma soprattutto, di idrocarburi pesanti e sostanze tensioattive, seppure in quantità ridotte. Questi per loro, sono valori che destano non poche preoccupazioni, sia per la qualità ambientale del fiume Liri, ma soprattutto per la salute dei cittadini.

Nell’interrogazione di Rufa e De Vecchis è scritto che i sistemi di monitoraggio, a cadenza mensile, messi in atto dalle rispettive agenzie regionali competenti, per la protezione ambientale, non sembrerebbero essere stati sufficienti a rilevare tempestivamente fenomeni di inquinamento. A detta dei due parlamentari, ciò non avrebbe consentito di intervenire con misure adeguate nel prevenire i danni e i rischi.

Va detto che proprio in questi giorni, è partita in Valle Roveto, l’annunciata campagna di campionamento dell’Arta dopo l’incontro risolutivo fra i Sindaci del Contratto di Fiume e la Regione Abruzzo. La campagna comprende anche nuovi punti di ispezione nei tratti potenzialmente più critici del fiume, come lo sbocco dell’Emissario Claudio-Torlonia e quello della galleria della cartiera Burgo, ma con buona pace dei Senatori della Lega, i prelievi, come riferito dai tecnici dell’Arta, saranno fatti con cadenza mensile.

Il fiume Liri si sviluppa su 120 chilometri tra le regioni Abruzzo, Lazio e Campania, con le sorgenti nella Marsica. «Pertanto la problematica deve essere studiata nel suo complesso» scrivono i due Senatori nell’interrogazione, aggiungendo che bisogna evitare di lasciare aperte questioni che possano portare ad uno scarico di responsabilità tra tutti i soggetti potenzialmente coinvolti e interessati, con il rischio di non consentire un intervento tempestivo e adeguato.

«La priorità deve essere data alla salute di tutti i cittadini e alla tutela del patrimonio naturale delle regioni per i quali i fiumi rappresentano ecosistemi fragili e delicati e, come tali, particolarmente rilevanti per l’equilibrio del territorio.» Questo il cuore dell’interrogazione rivolta al Ministro Costa.

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