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A Lecce nei Marsi c’era il più grande giacimento di bauxite d’Italia

Lecce Nei Marsi – Tra le pagine di un vecchio libro scolastico intitolato “Chimica e Mineralogia per le Scuole Medie Superiori” scritto da Antonio Rosati e pubblicato da Vittorio Bonacci di Roma, si può rilevare un riferimento preciso ad alcuni giacimenti di bauxite presenti nella Marsica. Il testo recita “In Italia se ne hanno estesi giacimenti in Abruzzo (Appennino Abruzzese – Lecce dei Marsi…)“. Se un libro realizzato per gli studenti delle scuole superiori cita Lecce nei Marsi come una delle sedi di uno dei giacimenti più estesi di bauxite, significa, evidentemente, che le miniere di questo minerale presenti nel territorio del paese marsicano erano famose a livello nazionale e non solo.

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La bauxite è un minerale fondamentale per la produzione dell’alluminio. La scoperta delle sue proprietà avvenne intorno al 1821 nel villaggio francese di Baux, da cui il nome bauxite, materiale che fino a quel momento veniva denominato “limonite”. L’estrazione per un uso industriale dell’alluminio iniziò però solo a partire dal 1868. A Lecce nei Marsi, in una zona che si trova a 1426 m s.l.m. e chiamata Collerosso (proprio per via del colore delle rocce), lo sfruttamento della “limonite” è attestato fin dal 1843. Al tempo però il prezioso minerale non era ancora associato alla produzione dell’alluminio, questa associazione iniziò a concretizzarsi solo a partire dai primi anni del Novecento.

Edoardo Acton fu il primo uomo della storia a ottenere la concessione per lo sfruttamento del più grande giacimento di bauxite presente in Italia, ossia il giacimento di Lecce nei Marsi. Da quel momento, e per i successivi decenni, le miniere di bauxite di Lecce nei Marsi rifornirono lo stabilimento di Bussi che produceva ottimo alluminio. Prima di allora la “limonite” (perché così veniva ancora chiamata), estratta dalle viscere del paese marsicano, veniva trasportata, non senza grandi difficoltà, lungo impervi sentieri di montagna, fino a San Sebastiano di Bisegna dove, fin dal 1843, era attivo un altoforno, chiamato la “Ferriera Marsicana”, che produceva ferro.

Le miniere di bauxite di Lecce nei Marsi sono state realizzate a partire dal 1901, anche se la loro inaugurazione ufficiale risale al 1905. Esse hanno rappresentato uno dei siti minerari più rilevanti presenti in territorio italiano, soprattutto per aver dato grande impulso alla produzione di alluminio. Le miniere di bauxite di Lecce sono state attive e operative fino al 1930. Oggi sono incluse nel cosiddetto “Cammino della Bauxite“, un percorso che si snoda tra i comuni di Ortona dei Marsi e Pescasseroli attraversando i territori montani posti a sud sudest del Fucino, fino al territorio di Lecce nei Marsi, oltre il vallone di Lecce Vecchio, presso Collerosso, lì dove si trovano le miniere di bauxite.

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