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Trascurata dal punto di vista archeologico l'area del Parco nazionale d'Abruzzo
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Aquiloniam, Cominium, Velia, Palumbinum ed Herculaneum: dove si trovavano le località citate da Tito Livio?
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   La Necropoli di Val Fondillo

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La presenza dell’uomo nel nostro territorio è documentata sin dal Paleolitico tra 300.000 e 120.000 anni fa, quando quest’area era occupata da gruppi di cacciatori in cerca di cibo, quindi alla ricerca di animali, visto che la zona, ora occupata dall’Ente Parco era popolata da animali selvatici.

Poi con l’introduzione dell’allevamento e dell’agricoltura, ebbe fine il nomadismo e eccoci al Neolitico e all’età del Bronzo e siamo al III^ e II^ millenni a.C.

E ’comunque nel I^ millennio che cominciano a nascere gli insediamenti fortificati sulle rive del fiume Sangro e siamo all’età del Ferro.
Finita l’età del ferro, e siamo arrivati, al VI^ secolo a.C. vengono create le grandi necropoli di fondo valle, tra le quali quella di Val Fondilo e di Alfedena.

Nell’attuale zona del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, vivevano tre gruppi: i Marsi, i Volsci e i Sanniti.
Quei popoli nel 290 a.C. Subirono l’aggressione del popolo Romano, meglio conosciuta come Guerra Sociale che terminerà con la concessione, della cittadinanza Romana alle popolazioni Italiche e con la creazione dei “MUNICIPIA”, tra i quali c’era” AUFIDENA”- L’attuale Castel di Sangro-.

Nel frattempo nel fondo vale sorsero grandi insediamenti detti “VICI” e anche nell’Alta Valle Sangro, dove si sviluppò una economia fondata sulla pastorizia ed attività legate alle attività agricole.

 In epoca imperiale nascono lungo il fiume Sangro i mulini gestiti da famiglie benestanti.
Assistiamo poi alla nascita degli “OCRES”, e siamo nel Medioevo, e troviamo paesi come Opi, Barrea e Civitella Alfedena.

Dopo questa carrellata di Storia antica passo alla necropoli.
La necropoli, per chi non lo sa, è situata nella Val Fondillo, posta ad Est di Opi, dietro la ex Segheria, oggi Museo della Foresta e dell’Uomo, ed è compresa tra le località di  “ Fondillo Urbano”, le MacchioIe” e i “Cretoni “. 

L’area sepolcrale, era conosciuta dagli studiosi locali a partire dal XVIII^ secolo, come confermato da Angelo Antonio Rubini, che parlando di Opi e dei ritrovamenti di materiali antichi dice: “… mentre nella campagna verso Oriente da per rutto…alla giornata, si scoprono dei sepolcri dove con l’ossa dei seppelliti vi si trovano diverse armi, benché distrutte dalla rugine… come spade, cimieri, racciali e fibie…” ed altro.

D’Andrea nei nostri tempi, parla nuovamente di ritrovamenti di armi nell’area “ armi ed armature romane si raccolsero e si rinvengono ancora , in Val Fondillo, presso l’attuale Opi…”.

La zona, dal Medioevo fino a qualche anno fa, è stata oggetto di lavori agricoli, per cui l’aratro trainato da buoi e da muli, ha riportato alla luce alcune sepolture e chi vuole approfondire si consiglia di consultare il volume: IL TERRITORIO DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO NELL’ANTICHITA’ atti del primo convegno nazionale di archeologia tenutosi a Civitella Alfedena in data 1-2-3 maggio 1986, anche se era previsto che si tenesse a Villetta Barrea.

Lo dico per gli amanti di storia antica, che il convegno fu organizzato dall’Associazione Orsa s.r.l. con sede a Civitella Alfedena, a seguito dell’incontro che si tenne ad Opi, promosso dalla locale Pro Loco, nel novembre del 1986, ad oggetto:

Documentazione e progetto di studio sulla” consistenza del patrimonio storico- archeologico e monumentale del territorio di Opi”., in quella occasione il Prof. Grossi e il Prof. Tarquinio impressionarono l’uditorio e a differenza di sei mesi l’Orsa riuscì ad organizzare il primo convegno sul tema innanzi citato.

Senza dilungarmi molto elenco alcuni materiali conservati nelle tombe: discho-corazza, collare, anello, armilla, cuspide di lancia, glaudio, frammento di ferro, per rendersi conto basta ad andare presso l’Ente Parco a Pescasseroli, ed ammirare la tomba n. 40 disseppellita alla Val Fondillo e messe in evidenza all’interno degli uffici del Parco.

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