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Aquiloniam, Cominium, Velia, Palumbinum ed Herculaneum: dove si trovavano le località citate da Tito Livio?
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Home » Attualità » Recensione del saggio “Ispettori ai monumenti e scavi nella Marsica” di Cesare Castellani nel Bullettino della Deputazione abruzzese di Storia Patria

Recensione del saggio “Ispettori ai monumenti e scavi nella Marsica” di Cesare Castellani nel Bullettino della Deputazione abruzzese di Storia Patria

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Marsica – Sullo storico Bullettino della Deputazione abruzzese di Storia Patria, Annate CXII-CXIII (2021-2022), pubblicato a L’Aquila, alle pagine 269 e 270 il prof. Alessio Rotellini descrive e analizza il saggio di Cesare Castellani, con prefazione di Marco Buonocore, intitolato “Ispettori ai monumenti e scavi nella Marsica. Un secolo e mezzo di scoperte archeologiche” pubblicato nel 2021 da Edizioni Kirke. Di seguito la recensione:

Il volume di Cesare Castellani Ispettori ai monumenti e scavi nella Marsica. Un secolo e mezzo di scoperte archeologiche, con la prefazione di Marco Buonocore, è frutto di un lungo e minuzioso studio delle fonti, non solo quelle cartacee custodite negli archivi, ma anche quelle epigrafiche e storico artistiche. L’autore pone l’attenzione sulla figura dell’Ispettore ai monumenti e scavi, delineandone i compiti, il lavoro, la storia e l’evoluzione nel contesto legislativo pre e post unitario.

Oggi risulta del tutto assodata o anche banale l’affermazione che l’identità di un popolo e del territorio da esso occupato derivi dalla stratificazione delle culture che si sono succedute nel corso dei secoli. Diversamente, è impossibile anche solo tentare di identificare e quantificare in qualche modo i caratteri originali e quelli allogeni di una determinata cultura. Tuttavia, ci sono periodi che connotano in maggior misura gli aspetti identitari di un territorio e dei suoi abitanti, destinati a durare nel tempo. Per quanto riguarda la Marsica, questo è certamente da identificare con quello italico, con il popolo dei Marsi che diede origine alla denominazione dell’area peri-fucense.

La romanizzazione, che pure fu un importante processo di assimilazione economica e politica, non soppresse del tutto l’identità culturale dei Marsi che mantenne, e in parte mantiene tuttora, specifiche caratteristiche. Proprio all’archeologia di questa sub-regione si rivolge lo studio di C. Castellani, che prende in esame l’attività degli Ispettori ai monumenti e scavi nella Marsica lungo un arco temporale che va dagli inizi dell’Ottocento agli anni Cinquanta del Novecento. Il volume si apre con i riferimenti ai numerosi archivi consultati cui seguono due tavole con i segni diacritici impiegati nella trascrizione delle iscrizioni e le abbreviazioni presenti nel testo e nelle note.

Nel primo capitolo l’autore definisce il ruolo dell’ufficio di ispettorato e la legislazione a esso afferente nei secoli XIX e XX. I tre capitoli che seguono corrispondono ad altrettante fasi storiche e amministrative dell’ufficio: dal decennio francese alla legislazione post-unitaria, dal 1875 al terremoto del 1915 e da questo all’immediato secondo dopoguerra. L’Autore ripercorre il susseguirsi degli ispettori, esaminati dal punto di vista biografico e delle attività svolte attraverso un’analisi puntuale di tutte le fonti disponibili, rappresentate principalmente da documenti d’archivio inediti, corredate da una aggiornata bibliografia, frutto di una ricerca lunga e minuziosa.

Di particolare interesse sono certamente le relazioni degli ispettori riguardo gli scavi e i rinvenimenti fortuiti: disegni e piante di siti e oggetti, spesso oggi mutati o dispersi, che rappresentano documenti di straordinario interesse per la ricostruzione dei contesti archeologici di provenienza. Il lavoro degli ispettori si collega, infine, nel quarto e ultimo capitolo, con il recupero della Raccolta Archeologica Torlonia, della Raccolta Epigrafica di Pescina e con il museo Marsicano di Avezzano a seguito del disastroso terremoto che ha interessato l’area nel 1915.

Il risultato è un lavoro di estrema utilità per la ricostruzione dell’archeologia della Marsica, dei siti e dei reperti, nel suo aspetto diacronico, ottimamente favorito da chiari e puntuali riferimenti alle segnature archivistiche e da un apparato di indici, dei nomi, dei luoghi, un indice analitico e uno epigrafico, che permettono di risalire ai dati e alle informazioni con rapidità e chiarezza”.

ALESSIO ROTELLINI

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