Santa Croce, parla il sindaco Dott. Angelo DI PAOLO



Canistro – “All’inizio del mese di agosto, il Comune che mi pregio di rappresentare, è stato messo sott’accusa in relazione all’ultimo episodio che da anni vede questa Amministrazione in contrasto con l’attuale proprietà della Sorgente Santa Croce S.r.l” dichiara il Sindaco Dott. Angelo DI PAOLO

“In merito, ritengo utile chiarire che i due legali (Salvatore Braghini e Renzo Lancia) incaricati dal Comune di esaminare l’ultimo provvedimento giudiziale del Tar sulla vertenza che riguarda le acque minerali e in particolare sul rigetto di un ricorso della Santa Croce ritenuto infondato, hanno sintetizzato il contenuto giuridico in maniera tale da poter essere compreso e condiviso da tutti.
Ci sorge comunque il dubbio che la successiva nota comunicativa diramata dal Comune di Canistro, deve aver dato adito a interpretazioni non del tutto uniforme, causando anche spiacevoli malintesi, per cui è bene sottolineare che sulla vicenda l’Amministrazione si è limitata soltanto a esaminare le motivazioni del Tar in merito al respingimento del ricorso.
Quanto sopra perché, ribadiamo, a far ricorso al Tar non era stato il Comune di Canistro, ma la Santa Croce, che detto per inciso, già da alcuni anni aveva perso la concessione mineraria dopo la scadenza della stessa ed era stata esclusa, inoltre per irregolarità del DURC, tutto ciò dopo aver ottenuto ben due proroghe dalla Regione Abruzzo.
Giova precisare, altresì che i lavoratori sono stati licenziati non dal Comune ma dalla Società ex concessionaria che ha perso il controllo del pacchetto azionario societario dopo il sequestro cautelare di 20 milioni di euro nel febbraio 2017 (confermato in Cassazione).
Del resto è lo stesso Consiglio di Stato a parlarci della crisi di quest’ultima nella sentenza n. 1709/2019 del 15 marzo 2019, in cui, respingendo ancora una volta l’appello presentato dall’allora Italiana Beverage, (Società controllata dalla Santa Croce S.r.l.) nel passaggio motivazionale inteso a giustificare il punteggio assegnato alla Società nell’ultima gara per la concessione Sant’Antonio Sponga, al di sotto del minimo (54 punti riferiti al progetto industriale), afferma che “ pregresse vicende (mancati pagamenti canoni e salari, contenziosi, sequestri, crisi sociali, ecc..) determinate dai pregressi
Comportamenti dalla partecipante alla gara Italiana Beverage S.r.l. (Società controllante dell’altra ricorrente di primo grado la Santa Croce spa poi confluita nell’avente causa appellante Santa Croce S.r.l.) sul piano logico e della ragionevolezza dei giudizi, non potevano non avere riflessi relativamente alla reale capacità tecnica, finanziaria e gestionale dell’‘offerente”.