Quante cose può raccontare una fontanella


Se vi capita di trascorrere qualche ora a Tagliacozzo fate una passeggiata al Convento di San Francesco, nell’antico quartiere degli Annidati o “ Aj Anneati” come lo chiamano gli abitanti del posto.
Il Convento, unito alla Chiesa di San Francesco, è situato nella parte alta del Paese e vale la pena visitarlo. A pochi metri dal Convento si può ammirare l’unico esemplare di un’antichissima fontanella in ghisa rimasta ancora in attività, che molti turisti utilizzano per dissetarsi. Se vi soffermate ad osservare il suo corpo noterete alcuni bassorilievi che ne raccontano la storia centenaria. 

La prima incisione che si può notare partendo dall’alto della fontanella è:” SOCIETA’ITALIANA CONDOTTE D’ACQUA” L’Azienda fu costituita il 7 Aprile del 1880 con lo scopo di contribuire a risolvere uno dei problemi che più assillavano l’Italia di quegli anni: la fornitura ai Comuni, in particolare a quelli dell’entroterra e delle regioni meno sviluppate, di una sufficiente dotazione idrica. Tagliacozzo fu tra i primi Comuni abruzzesi a vedere realizzata nel proprio territorio una rete idrica che portava l’acqua nei fontanili del paese e in tantissime abitazioni del centro storico. E’ trascorso più di un secolo da quel 7 aprile e oggi la Società Condotte d’Acqua conta più di 2500 dipendenti. Nel mondo ormai è considerata tra le più apprezzate e prestigiose Aziende italiane. 

Al centro della fontanella è rappresentato lo “STEMMA” del Comune di Tagliacozzo. Vi sono due cavalieri che con la mano sinistra sostengono un mantello e con la destra impugnano la spada nell’atto di dividerlo pacificamente. Il drappo simboleggia il territorio dei Marsi e degli Equi e i due guerrieri sono i capi dei due popoli che a Tagliacozzo fissarono i loro confini. 

Ai piedi della fontanella, è riprodotto l’anno della sua fusione (MDCCCLXXXVI). Va ricordato che le prime venti fontanelle di ghisa alte 110 cm e pesanti 100 chili furono realizzate a Roma nel 1872. Solo due anni dopo, nel 1874, Il Sindaco della Capitale Luigi Pianciani cominciò a disseminarle per le strade di Roma. I primi prototipi avevano tre cannelle a forma di drago. Oggi è ancora possibile vederne qualche raro esemplare. Uno è davanti al Pantheon, anche se un po’ rimaneggiato, un altro ancora non più funzionante, si trova in Via di San Teodoro dietro il Foro Romano. Ma la fontanella a tre cannelle meglio conservata ed ancora funzionante è sicuramente quella che si trova in via della Cordonata (Rione Monti) ai piedi della scalinata che porta al Quirinale. Successivamente negli anni cinquanta, per merito della Fonderia Carnevale arrivarono i famosi “nasoni” dotati di una sola cannella. A Roma ce ne sono circa 2500 che erogano la famosa “acqua del Sindaco” 

La quarta ed ultima incisione, forse la più importante, riporta il nome di GIUSEPPE IACOMINI. Fu Sindaco di Tagliacozzo dal 1884 al 1893 e poi ancora dal 1902 al 1919. A lui si devono le principali opere pubbliche realizzate nel territorio comunale. Nel 1886 fece costruire un nuovo acquedotto che alimentava le quindici fontane pubbliche di Tagliacozzo. 

Il 2 ottobre del 1888 inaugurava l’impianto della luce elettrica azionato da una piccola centrale a turbina posizionata sul fiume Imele. Il piccolo impianto consentiva di illuminare la Piazza dell’Obelisco, i negozi sotto i porticati e il viale della Stazione. Tagliacozzo fu il secondo paese in Abruzzo, dopo l’Aquila, a godere di questa conquista tecnologica. Ma la più grande soddisfazione provata dal Sindaco Iacomini fu quando il 28 luglio del 1888, indossando la sua fascia tricolore, salutò con un commosso discorso le autorità della Capitale che inauguravano il primo convoglio ferroviario Roma-Sulmona. (La foto che segue è di G.Blasetti) 

Oggi si può ammirare una targa di bronzo, collocata sotto la pensilina della Stazione ferroviaria di Tagliacozzo, a ricordare quell’evento. 


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