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Per L’ostensione del corpo di San Francesco una poesia di Maria Assunta Oddi si fa icona di vita nuova

Redazione

Da oggi 22 febbraio fino al 22 marzo l’ostensione del corpo di San Francesco rappresenta un  evento straordinario che chiama alla fraternità, al perdono e al rispetto del creato. 

In un tempo in cui l’immagine costituisce la comunicazione promotrice di un estetismo spesso privo di spiritualità, il corpo consunto del Santo d’Assisi rappresenta un segno che nell’amore celebra la vita. La contemplazione attraverso la teca trasparente dei resti del poverello si fa testimonianza di quanto quel seme  gettato 800 anni fa sia ancora capace di  far germogliare la vita. Proprio come ha detto Gesù nel Vangelo solo “Se il chicco di grano caduto in terra muore produce molto frutto”.

In questa poesia della scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi proprio come il seme l’amore di Francesco per il prossimo e il creato si veste di luce per farsi speranza di resurrezione nella fraternità.

Se il seme non muore

Se il seme non muore
non rinasce nella spiga.
Ma dal campo è lontanissimo
il chiarore della luna.
Il chicco si spinge
in una palude d’argento
e getta radici dove lo sguardo
con mani d’ebano non giunge.
L’oblio costruisce fiori di nebbia.
Poi se all’improvviso
una macchia verde si alza,
come la speranza nel cuore,
è la vita che torna.

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