Ad image

Storie di emigrazioni e di emigranti in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (Aq)

Fiorenzo Amiconi

   L’uomo nella sua millenaria storia ha sempre sentito il bisogno di sempre migliorare la sua condizione morale, sociale, economica, religiosa e ciò lo ha portato sempre alla ricerca di nuovi spazi e nuovi territori.

    L’ homo Australopitechus dall’Africa, giusto per un inciso, seguendo itinerari a lui congeniali  emigrò nel continente europeo, diventando erectus, sapiens, sapiens sapiens e, questi, di volta in volta, quando ce n’era bisogno, si è sempre mosso per sempre migliorare la sua condizione sociale.

        In epoca diciamo storica dall’estremo oriente, migrazione dopo migrazione, si arriva agli albori della cosiddetta “Storia”, siamo arrivati alle “Primavere Sacre” dove, in tempo di desolante carestia, venivano sacrificati al benevolo dio degli antenati le primizie, qualunque esse erano: vegetali, animali ed umane usanza poi, questa, mutuata con l’ istituzione delle “Vera Sacra”. I nati negli anni di carestia venivano offerti agli dei e, al raggiungimento dell’età adulta, all’inizio del nuovo anno, dovevano abbandonare per sempre il luogo natìo dando così cominciamento alla singolare emigrazione sacra come speciale voto agli dei del loro clan affinché tutto tornasse allo status quo ante cioè prima che l’arcano malessere si fosse palesato ed avesse causato irreparabilmente danno a tutto ciò che incontrava, seguendo il cammino, nel nostro caso, di un uccello sacro, il picchio, e, dove il volatile si fermava, aveva termine la loro sacra emigrazione: qui il dio benevolo aveva voluto che si fermassero e qui, per ringraziarlo nel giusto e consono modo, doveva essere edificato  un tempio  ed un nuovo nucleo abitativo entrambi a lui dedicati.

    I nostri antenati, il popolo dei Marsi, poi, entrati a far parte dell’orbita dell’antica Roma seguiranno, specialmente con il mestiere di soldato, le varie vicissitudini legate alla straordinaria storia dell’Urbe: la città eterna.

   Seguiranno poi i secoli cosiddetti ”bui” e pian piano troveranno, a poco a poco, piccoli bagliori che porteranno la luce e “rinasceranno”, come speciale araba fenice, a nuova luce.

    Le famiglie ricche di prole seguiranno a fare quello che per secoli hanno e, purtroppo, sempre, seguiranno a fare: dovranno rimboccarsi le maniche ed emigrare prima nell’interno e poi, dal XIX secolo, all’esterno: all’estero, in terra straniera.

    Il 1° agosto 1447, Alfonso il Magnanimo, re di Napoli, codificò con la prammatica “ Dogana Menae Pecudum”, l’annuale esodo pastorale, gli antichi “itinera callium”, verso terre più adatte per il pascolo, sono questi, in nuce, i preliminari, i primi atti della moderna emigrazione e di conseguenza i nostri antenati pastori sono stati gli antesignani  dei moderni emigranti, di coloro i quali, dal mese di settembre al mese di giugno, abbandonavano il paese natìo per andare alla ricerca di nuove terre e nuovi orizzonti:

“ Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adraitico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natìa

rimanga ne’ cuori esuli a conforto,

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina

la greggia. Senza mutamenti è l’aria.

Il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria,

lsciacquìo, calpestìo, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?”

    Così il vate abruzzese, Gabriele D’Annunzio (1863-1938) scrisse questo struggente inno verso il mondo pastorale che alcuni decenni dopo, ormai, andava inesorabilmente scemando.

      Nel 1445, infatti, furono registrate nella Dogana di Foggia 424.642 pecore, nel 1474 ne registrarono 1.700.000, nel 1583 furono 4.479.128, nel 1605 furono 5.552.305  i capi ovini registrati per raggiungere, nel 1784, l’acme, ben  sette miloni e cinquecentocinquantotto mila settecentonovantotto pecore furono registrati in quel di Foggia: un vero belante e straripante fiume di ovini che insieme con i pastori, cani, cavalli ed altri animali contribuiva ad animare i tratturi ed i luoghi dove questo singolare esercito passava e, ad ogni stazzo, la sera e la mattina veniva invaso dai poveri questuanti di latte ai quali il buon pastore sempre elargiva loro bicchieri e caraffe colme del generoso caldo latte appena munto: per tutti insomma, questa straordinaria, variopinta e speciale carovana rappresentava non solo un momento di festa che rendeva gioiosa, anche se per poco, la loro grama e grigia  esistenza ma anche motivo di future relazioni sociali ed economiche  ed infine, nel 1860, quando ormai stava venendo meno tutto ciò che ruotava intorno alla pastorizia, i capi registrati erano ancora 750.000 (1). 

      Per quanto riguarda il nostro centro, facente parte del tratturo Celano-Foggia, abbiamo poche ma interessanti notizie riguardanti il mondo pastorale cerchiese: il 31 marzo 1473 l’Università (comune) di Cerchio, in alcune dogane, era presente con 14.000 pecore (2) su una popolazione che contava, nel 1443,  77 “fuochi” e, nel 1447, ne contava 73 (3), una popolazione cioè di circa 385 abitanti e di 365 abitanti se ogni fuoco (famiglia) si moltiplica con il numero cinque convenzionalmente usato per determinare la consistenza di ogni nucleo familiare; nel triennio 1778-1781 il dottor in “utroque jure” nonché avvocato del comune e “maestro dei fanciulli” Don Geremia d’Amore (1742-1797) fu eletto, per volontà reale, alla onorevole carica di regio giudice della “Doganella” di Pescina (4) carica che svolse molto onorevolmente, in quel tempo, a Cerchio, vi erano sei locati, ricchi proprietari di armenti sicuramente discendenti di coloro che come segno tangibile della loro appartenenza vollero, a mò di firma, che fosse scolpita, tra il panneggio del mantello, in una delle due statue lignee policrome rappresentanti i Santi Giovanni e Paolo Martiri, protettori di Cerchio, ascrivibili al secolo XVII-XVIII, conservate  nel locale Museo Civico di Cerchio, una piccola testa di agnello. Attualmente, ancora oggi, nel nostro centro, vi sono tre ditte che allevano ovini per un consistenza numerica di circa un migliaio di pecore.

    Dalla fine del Settecento si è sentito, nel senso moderno che diamo noi oggi, il fenomeno dell’emigrazione tanto da dare un incarico, da parte del re di Napoli, Ferdinando IV, ad un illustre storico napoletano, Giuseppe Maria Galanti (5), affinché questi con una indagine seria, meticolosa e scrupolosa potesse darne un giudizio super partes attraverso il quale cercare di capire quali erano le spinte propulsive di tale oggetto migratorio per, infine, poi, poter arginare tale fenomeno che, giusto un secolo dopo invece, avrà una portata inimmaginabile. 

   Giuseppe Maria Galanti nella sua fondamentale opera  “ Testamento forense”(6), sagacemente descrisse il fenomeno dell’ emigrazione verso l’Agro romano degli abitanti dell’Abruzzo aquilano, dove, durante la visita generale da questi effettuata nel 1795, poté constatare, riportando addirittura, quasi paese per paese, in un singolare specchietto riassuntivo, il numero degli emigranti che, vista la sua innegabile importanza, si riporta nel presente lavoro così come Rosario Villari  lo aveva riportato nel suo “ Il Sud nella storia d’Italia” vol.1°, pp.33-35 (7):

“[…] L’Abruzzo aquilano forse per la metà riceve vita e sussistenza da Roma e dalla Campagna romana. Questo paese di Abruzzo, se è scarsissimo in prodotti seminati, è il più adatto al bestiame ed a diverse manifatture. L’economia stabilita ne’ tempi andati così ne’ tributi diretti che nelle dogane, unita al difetto delle arti, è la cagione potissima delle temporanee emigrazioni. Tali emigrazioni non si osservano nel Teramano, si esercitano di gran numero nell’Aquilano, ed in minor numero nella parte finitima di Terra di Lavoro. Nella mia visita generale del 1795, io non mancai d’informarmi dello stato di tali emigrazioni, in quali paesi si fanno, in quale numero, per quali contrade, per quanto tempo, e con quali lucri. In una materia così varia e complicata la mia diligenza è stata ancora frastornata dalla poca attività de’ mezzi e dalla malizia de’ rettori de’ Comuni, che diffidano ordinariamente delle operazioni del governo. Ma se i rapporti a me fatti sono in parte infedeli, tutta volta danno un’idea generale dello stato di tali emigrazioni. Ora questi sono i paesi dell’Aquilano donde si fanno le emigrazioni, con avere escluse quelle che si esercitano per la messe, come oggetto poco interessante, sì perché il tempo dell’emigrazione è circa di un mese, sì perché è lucrativa senza produrre una effettiva bonificazione nello stato vicino. Pochi individui vanno in Orbetello e nel Fiorentino: il gran numero è per l’Agro romano. In novembre comincia tale emigrazione. Partono uomini, donne e fanciulli dopo i dieci anni, e si spandono nelle campagne romane. Si occupano a cavar fossi, alla costruzione delle strade, a zappar vigne, a seminare e nettare  grani, a raccorre fieno, a segare legname, a fare carboni e calce. Moltissimi di Amatrice, di Civitareale, di Montereale stazionano perpetuamente in Roma, dove fanno gli osti, i bettolai, i facchini, i cioccolatieri. La maggior parte de’ lavoratori delle campagne viene assoldata da’ così detti << caporali >>, che prendono in appalto dalla Camera apostolica, da’ principi romani i lavori delle strade, delle tenute, e per loro conto le fanno eseguire. Vi sono i  << caporaletti >> che presiedono a’ lavoratori divisi in drappelli. Sono, i primi, veri incettatori di uomini per un certo tempo. Fanno gran lucri, e non è raro l’abusare della necessità de’ poveri lavoratori. 

     Le anticipazioni aiutano le emigrazioni. La paga è di 20 a 25 baiocchi al giorno, la quale ordinariamente metà si spende per alimenti, metà rimane per lucro. Ora questo è lo stato che si potè avere colla visita del 1795 di tali emigrazioni:

[…] Alfedena                       250                                                                                                                 Balzorano     40

Anversa                               150                                                                                                                  Borbona       10  

Arischia                               500                                                                                        Canisero (Canistro? n.d.a.)  10

Amatrice                          2.000                                                                                                                 Canzano        50

Barete                                 300                                                                                                                  Coppito         40

Camarda                               30                                                                                                                  Ocre               80

Civitaducale                       250                                                                                                                  Ortucchio   120

Civitareale                      2.000                                                                                                                   Pescina         40

Campo di Giove                  10                                                                                                        Pescocostanzo        10

Campotosto                      250                                                                                                                     Pizzoli        500

Capradosso                       220                                                                                                                      Prezza      200

Collelungo                        300                                                                                                                  Pettorano     370

Civitella                             650                                                                                                                       Popoli         20

Celano e suo stato ( 8 )  200                                                                                                                      Pentima      30

Campana                            10                                                                                                                       Posta          60

Fagnano                            120                                                                                                     Rocca di Mezzo     )

Fontecchio                         20                                                                                                     Rocca di Cambio    ) 250

Filetto                                  40                                                                                                      Rocca di Cervo          30

Goriano                               40                                                                                                      Roccacasale             150

Introdacqua                      600                                                                                                    San Demetrio           120

Lecce                                120                                                                                                      Sant’Eusanio             120

Leonessa                          200                                                                                                      San Benedetto           10

Lucoli                                  30                                                                                          Tagliacozzo e suo stato      100

Massa                                 10                                                                                                                    Scoppito      100

Montereale                   2000                                                                                                                         Tussio       40

Ortona de’ Marsi              30                                                                                                                         Vittorito   30

   Riducendoli al numero rotondo di 13.000 a cagione de’ riveli infedeli; aggiungo che tali emigrazioni si esercitano dove per tre, dove per quattro, per sei, sino per otto mesi dell’anno. Si possono nel generale riguardarle per sei mesi dell’anno. I lucri sono relativi e vari, ma si possono calcolare ducati 10 che si porta ognuno alla casa, onde sul numero di 13 mila individui                                                                                                                                           il denaro che costoro fanno entrare nell’Aquilano può sicuramente valutarsi ducati 130.000 all’anno senza comprendervi il profitto della messe, che potrebbe valutarsi altri 10 ducati. Con questo denaro principalmente si pagano i pesi fiscali ed i debiti. Le sanguisughe politiche, dette governatori, lasciano i paesi con partire che fanno gli Abruzzesi a novembre, e tornano col ritorno a giugno[…]”(9).

     Il Galanti si servì anche delle inedite relazioni (10), conservate, ora, nella Biblioteca Metropolitana “ De Gemmis” di Bari, quali la “Relazione di Marino Tomasetti” (11) del 22 Dicembre 1793 e la “Relazione di Antonio Mosca”(12) del 12 Aprile 1790  ora facenti parte dei Manoscritti Galanti, Busta A. 

    Relazioni queste importantissime per capire il fenomeno migratorio aquilano alla fine del XVIII secolo e, attraverso le quali, cercare di risolvere, con scienza, il delicato problema infatti secondo le stime del Galanti relative all’anno 1795 gli emigranti della provincia dell’Aquila raggiungevano il 

“[…]numero rotondo di 13.000 a cagione de’ riveli infedeli; aggiungo che tali emigrazioni si esercitano per tre, dove per quattro, per sei, sino per otto mesi all’anno[…]”

mentr’invece secondo le stime di Antonio Mosca riportate nella sua citata “Relazione” del 12 Aprile 1790, gli emigranti dell’aquilano erano

“[…]Intorno a Ventimila Persone si portano ogni anno dalla Provincia dell’Aquila alla Campagna Romana, per impiegarvisi chi alla Coltura de’ Campi, chi all’asciugamento delle Paludi, ma la maggior parte alle costruzioni delle strade. Il tempo della loro dimora nello Stato Pontificio è ordinariamente dal mese di Novembre insino a Giugno[…]”

   Lo storico nonché ecclesiastico Marino Tomasetti metteva in risalto nella sua dotta e lucida, come era suo solito, citata “Relazione” del 22 Dicembre 1793 che, l’emigrazione di

 “Questa povera gente”   “ è totalmente utile fatta in alcuni tempi e non già nociva”. 

Tale fenomeno durava circa un mese, dalla fine del mese di giugno al venti luglio. 

   Il Nostro si raccomandava che, questa,

 “non si facesse in tempi pericolosi,  e di aria sospetta, essendo allora il pericolo delle Malattie quasi sicuro”

in quanto, di conseguenza, portava, purtroppo, il contagio, al ritorno, nel proprio paese e stigmatizzava che

“ Nel corso del Male [gli emigranti] consumano il denaro lucrato, e se non basta fanno debiti”

E quindi constatava

“Per quanto siasi parlato contra questa emigrazione, non è stato possibile farla dismettere; onde sarebbe necessario, che il Governo la proibisse con vigorose pene: E dovrebbe anche vietare quelle, che si fanno in altri Paesi in tempi sospetti”

e suggeriva quindi, molto lucidamente e con cognizione di causa, che

“ Ad evitare questa emigrazione in qualsivoglia tempo sarebbe desiderabile che conosciutasi la qualità de’ rispettivi territorj, s’introducessero nella Coltura quei generj de’ quali territorj sono suscettibili; essendo veramente Riprensibile, che da queste parti non si conoscan’altri generi, che il grano, e poche specie di legumi, che per seminarsi in terreni, non atti per essi, nettampoco danno la Sussistenza col Raccolto”

ed esortava che per sopperire alle carenze del luogo bisognava aiutarsi con il lavoro degli artigiani, delle arti minori e con l’introduzione anche delle fabbriche per la lavorazione dei panni. Metteva in risalto, con intelligenza, il Tomassetti, che l’industria dell’allevamento bovino il quale in alcuni paesi era degno di nota bisognava  diffonderlo nei centri sprovvisti o carenti con, anche, la trasformazione dei prodotti tipici quali il formaggio e la lana.

  Il Nostro, poi, infine, descriveva con dovizia l’ 

“Origine, corso, qualità delle acque e de’ pesci”

 Mettendo in risalto la pesca usata nel lago Fucino e gli uccelli che

“Nell’inverno vi vengono da diversi lontani Paesi le foliche, le Oche di diverse specie, le Anatre di molte specie diverse, i Corvi, le Gavie ed altri uccelli rari, e tal volte i Cigni. Nelle sue ripe vi capitano moltissimi uccelli palustri rari, ma sono i frequenti gli Ajroni, le Cicogne, i Pivieri, le Paoncelle, le pizzarde, o siano beccaccine, ed altri”

   L’inedita relazione di Marino Tomasetti, che qui di seguito si riporta, data la sua innegabile importanza, è attenta, scrupolosa, meticolosa, precisa e concisa: sembra quasi un’analisi  dei nostri giorni ed a più di duecento anni è ancora valida. 

   Per debellare il fenomeno dell’emigrazione non è forse utile, come il Nostro esortava, la trasformazione in loco dei prodotti tipici locali e la sapiente vendita specialmente ora che tutto il mondo è globalizzato usando le moderne tecnologie quali ad esempio la vendita on line?

    Non è forse lo studio attento e meticoloso del proprio territorio che permette la vera affrancazione ed emancipazione delle zone rurali?

 Non è l’agricoltura la fonte primaria della nostra sub regione marsicana?

Non è giusto forse che questa  sia a passo con i tempi con studi seri, sagaci e proiettati verso il futuro abbandonando definitivamente un inutile e retrò provincialismo?  

L’intero agro marsicano non può essere sapientemente trasformato ed essere “a la page”?

Relazione Marino Tomasetti

 “f. 187r           (al margine destro è riportato, scritto a matita da mano moderna, il numero “187” e, sopra, scritto a inchiostro, il numero ”165” facente parte dell’antica numerazione e, quasi al centro, da altra mano moderna, scritto a matita : “Abruzzo” n.d.a.)

Eccellenza

Se tardi riscontro V:[ostra] E:[ccellenza] sulli quesiti, fattimi colla sua venera=/tissima de’ due del Corrente X[decem]bre, provenne dalla necessi=/tà di acquistare qualche lume opportuno a ben rispondere,/trattandosi di Cose Sopra le quali poco ero versato, come alie=/ne de’ miei Scopi; Ora dunque unicamente per ubbidirla/le rassegno ciocche ho pensato, e spero incontrar compatimen-/to presso la sua innata gentilezza, se non corrisponderà alla/aspettativa di V:[ostra] E:[ccellenza], e dalla Persona, che lo richiese./Al primo quesito; quanto sia utile, o nociva l’emigrazione tem-/poranea, che gli Abruzzesi fanno nelle Campagne Romane,/Rispondo, che tal’emigrazione, attese le rispettive circostan=/ze de’ Luoghi, è totalmente utile, fatta in alcuni dati tem=/pi, e non già nociva; emigrando Soltanto le persone de’ Pae=/si, ne’ quali non possono impiegarsi in lavorare la Campagna,/non escendo dal Regno Coloro, che trovano ad industriarsi nel=/la propria patria=E’ vero, che molti di essi vanno a mo=/rire per le malattie, che contragono; ma ad eccezione di/qualche anno, in cui sono Sorpresi da epidemia, onde ne pe=/risce qualche numero, negli altri appare taluno. Questa po/vera gente coll’andare nelle (è stato corretto n.d.a.) Campagne Romane a lavorare,/mirava alle proviste, che tengono, il Consumo, che farebbe/la propria bocca, e riporta a Casa il danaro per pagare/i debiti, che fanno, ed i Regj pesi; e se non vi andasse(è stato corretto n.d.a) nul=/la lucrarebbe (è stato corretto n.d.a.), ed inutilmente consumarebbe quel poco,

f. 187v       (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “166” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

che raccolse (è stato corretto n.d.a.)/Sopra quest’emigrazione per altro dovrebbe badarsi, che non si/facesse in tempi pericolosi, e di aria Sospetta, essendo allora/il pericolo delle Malattie è (è stato cancellato n.d.a.) quasi sicuro. Parlo coll’esperien=/za alla mano. Il territorio di questa Città, come V.[ostra] E:[ccellenza] ha/veduto, è Vastissimo, ed esigerebbe un popolo più numero=/so per ben coltivarlo, onde niuno emigra nell’Inverno, tro=/vando la gente ad occuparsi nella patria; Ma allettati dal/guadagno grande, che sogliono fare in pochi giorni, vanno/alcuni a servire all’aje nel battersi i grani, e stanno fuo=/ri circa un mese, partendo dappresso il fine di Giugno, e/tornando Circa i venti di Luglio: Sono rari gli anni, ne’/quali questi pazzi tornino Sani; per lo più vengono malati,/e talvolta introducono L’epidemia nella Città; Nel Corso/ del male consumano il denaro lucrato, e se non basta fan=/no debiti; Se giungono a superare il Male, rimangono/ostrutti, e di cagionevole Salute, onde poi non invecchiano,/e spesso, spesso soffrono altre Malatie. Per quanto siasi parlato contra questa emigrazione, non è stato possibi=/le il farla dismettere; onde sarebbe necessario, che il Go=/verno la proibisse con vigorose pene: E dovrebbe anche/vietare quelle, che di fanno in altri Paesi in tempi sospetti./Ad evitar questa emigrazione in qualsivoglia tempo sarebbe/desiderabile, che conosciutasi la qualità de’ rispettivi/territorj, s’introducessero nella Coltura quei generi, de’/quali detti territorj sono suscettibili; essendo cosa veramen=/te Riprensibile, che da queste parti non si conoscan’altri/generi, che il grano, e poche specie di legumi, che per semi=/narsi in terreni, non atti per essi, nettampoco danno la Sussi=/stenza col Raccolto. E’ per introdurre queste nuove colture/sarebbe necessario, che il Sovrano mandasse Persone esperte/a Riconoscere il Clima, ed il terreno per la determina zio=/ne de’ generi da introdursi

f. 188r    (al margine destro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “167” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Al Secondo, Quali potrebbero essere le Arti da Stabilirsi in questa/Provincia, e precisamente ne’ Luoghi, a quali il Cielo nie=/ga i suoi favori per un’estesa Agricoltura. Rispondo, che/questo è un Articolo, che deve regolarsi colli prodotti de’ re=/spettivi Paesi, che sono privi di territorio, atto all’Agricol=/tura. In alcuni Luoghi vi sono prodotti naturali, proprj/per certi lavori, che non furono fino a questo punto avver=/titi: Onde ritrovandosi in qualche Paese piante Capaci/a Lavori, o a farsene estratti, o altr’uso, si dovrebbe in/esso introdurre l’arte, che per tali prodotti può con poca/Spesa avervi il materiale da lavorarsi; Così i lavori si/venderebbero a buon mercato, e perciò ve ne sarebbe esito,/come accade in Preturo, terra, che rimane nella Provin=/cia di Chieti alla radice della Majella, nella quale, abbon=/dando il legno atto a far mestole, fusa, fusajole, cannelle/da botte, fiaschette, ed altri consimili lavori, vi si trova in=/trodotta l’arte del tornire, e coi lavori, che fanno, non so=/lo tengono commercio colle Provincie, ma benanche colla/Capitale, dove si trasportano in quantità. Se le miniere/di ferro, che per i segni trovati si credono possino essere/nel Monte Arunzo, in Campo di grano, e nelle Montagne/di Lecce, si verificassero, potrebbero dare pane a molti pae=/si convicini, e levarli dalla necessità di emigrare nelli/Stato papale./Non occorre pensare di Stabilire arti ne’ Luoghi, nelli quali/fiorisce l’industria della Pecora, giacchè in questi tutta/la gente  necessaria alla pastorizia, ed attualmente vi sta im=/piegata; Onde deve badarsi di porle in quelli, i di cui Natura=/li ricavano la loro sussistenza dall’andare ai lavori dall’A=/gro Romano. Nelli grandi, e popolati si dovrebbero introdurre/le fabriche grandi di panni, o di altro per impiegarvi tutta la

f. 188v           (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “168” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Popolazione; e a mio giudizio sarebbero necessarie nelle Terre d’/Introdacqua, Pettorano, ed in altre, le persone delle quali van=/no a tagliar le Macchie, dove avendo occasione di trattare/con gente facinorosa, acquistano il mal Costume, e torna=/te in patria, commettono ogni sorta di delitti: E’ questo a mio/pensare sarebbe L’unico mezzo da tentarsi per toglierle dal/mal’oprare, e restituire la pace alla Provincia. Nei piccoli/poi Si protebbero introdurre arti minori, ed anche quelle,/che si esercitano col girare, come di Spazzacamino, Arrotino,/Pettinaro, ed altre Consimili. Quasi tutti i Pettinari sono/dello Stato papale del Contado di Camerino, il di cui territo=/rio è sterilissimo, gli Arrotini, e Spazzacamini vengono del=/le parti della Francia, e del Piemonte, col girare unisco=/no denari, e lo portano alle loro case, questo denaro reste=/rebbe nel  Regno, se tali Arti s’introducessero./Al terzo. L’industria delle Vacche, che fiorisce in Rocca di Mezzo,/Rivisondoli, e Peschio Costanzo, ed in altre Contrade si proteb=/be diffondere, aprendosi uno scolo abbondante nel Vicino/Stato Pontificio? Rispondo, che Roma non ha bisogno delle Vitelle del regno, avendo moltissimi Procoj, che di continuo/danno le Vitelle Moncane, che si producono dalle Vacche Ros-/se, le quali pure danno il butiro, e ‘l Cascio, e le provincie dello/Stato papale, che confinano col Regno, non ne hanno eziandio/bisogno; Stimo per tanto inutile simile tentativo colla mira di/trarne profitto dal d:[ett]o Stato; E resta a vedersi, se aumentandosi una tale industria possa sussistere, ed esser utile alla/Provincia./E su questo penso, che difficilmente potrà accrescersi, giacché fiorisce/ne’ Luoghi soprannominati per esservi il fieno in abbondanza da /poter alimentare le Vacche; Negli altri Paesi non è così co=/pioso questo genere, che tutto si consuma delle Pecore, che non/Calano in Puglia, né alli Reggi Stucchi di Atri, o dalle Bestie/grandi addette all’Agricoltura, e al trafico; e mi pare che/in questo modo il fieno vada meglio ad impiegarsi, e con mag=/

f.189r      (al margine destro è scritto, da mano moderna a matita, il numero “189” e, sopra, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “169” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

gior utilità. Oltre di che, non è sperabile, che le Vitelle, e i/Casci riuscissero della squisitezza di quelle di Rocca di Mezzo./Per comprendere questa verità, deve sapersi, che nella piazza/di Foggia si distingue in tre Specie la lana, cioè di prima Sor=/ta, ed è quella delle Pecore, che pascolano le Montagne di/Lucoli; di seconda, ed è quella delle Pecore della Montagna di Ce=/lano, e di terza, che la danno le Pecore degli altri Luoghi/Essendo stato Curioso il Sapere il Motivo pel quale si face=/va questa distinzione, mi fù risposto provenire dalla qua=/lità de’ pascoli Migliori, che fanno anche produrre miglior/lana; essendo più fina, e piu perfetta l’erba della Monta=/gna di Lucoli di quella di Celano, e questa di Celano Miglio=/re dell’altra delle Montagne, che qui abbiamo. Rocca di/Mezzo si trova situata tra Lucoli, e le Montagne di Celano/e gode perciò ottimi pascoli, dà eccellente Cascio, e pre=/oziosissima Vitella. Ed avrà  (è stato corretto n.d.a.) V:[ostra] E:[ccellenza] notato, che non sem=/pre le Vitelle riescono della Stessa bontà, e dallo stesso squi=/sito gusto; tal divario s’incontra quando il Vitellaro in=/vece di uccidere la vitella nutrita colli pascoli di Rocca/di Mezzo, ammazza, quella, che ha comprata in altri/paesi./Per non errare nell’introduzione dell’industria di un genere di/Animali, convien badare ai pascoli, in cui si porteranno./Nel Casino, che questa sua Casa tiene sopra la ripa del Lago/Fucino, vidde V:[ostra] E:[ccellenza], che vi è un’estesa prateria, quando/vi fummo assieme; Si pensò di situarvi le Vacche ad esem=/pio del Marchese Quinzj; ma il Baron D:[on] Filippo Durini di Chieti, assai prattico di Simili Vacche per la dimora fatta/nelle parti di Milano, e de’ Svizzeri, dissuase una tale indu=/stria sul motivo, che quelli prati producevano L’Erba, che/egli chiamava quadrella, qui nominata Voglietta, de=/candandola nociva alla Vacche; e diceva il vero; mentre/il fieno, che si Raccolgie da essi, non fa bene ai Bovi, indebo=/lendoli, e mandandoli a male; ma serve bene per gli Anima=/li da Soma. Durini esortò mettervi le Bufale, e fatti venire/da Roma due esperti di esse, lodarono il Sito, ed il pascolo/

f. 189v              (al margine sinistro è scritto, ad inchiostro, il numero “170” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

per eccellenti, ma dissero, che era troppo ristretto, e che molto più/amplo si Richiedeva per farvi un piccolo procojo, e che oltre ciò vi/si doveva assegnare altro prato da tagliarsi per fare la provi=/sta del fieno, che bisognava nell’inverno; Fatti i Calcoli si vid=/de, che neppure si profittava colle Bufale, onde quelli prati/continuano a darci il fieno per le bestie da Carico e non più si/pensa a Vacche, né a Bufale./Per tentare di accrescere L’industria di dette Vacche, e palesar/tutto quello, che penso, soggiungo, che come sopra ho detto, sa=/rebbe desiderabile, che il Re mandasse a riconoscere i Cli=/mi, e i terreni per vedere se in certi Luoghi si potesse intro=/durre la Coltura di nuovi generi, così anche ne’ montuosi/dovrebbero gli esperti fare le loro osservazioni per vedere se/nelle valli, ed altri siti di essi ci potessero formare delle prata=/rie, che desssero fieni buoni, e fini per introdurre i quelle con=/trade L’industria delle Vacche, e delli casci./Al Quarto. Origine, corso, qualità delle acque, e de’ Pesci de’ fiu=/mi della Provincia. Nel rispondere a questa domanda mi/restringo a quelli di questi contorni, che mi sono noti, non/potendo parlare di quelli, che non so./Il Fiume Giovenco, che nasce nelle vicinanze della terra di Bi=/segna, e S. Sebastiano, passa per Ortona a Marsi, e per que=/sta Città, e diviso in più rami, ne inaffia la maggior parte/del territorio, e poi va a perdersi nel Lago Fucino. Le sue ac=/que sono ottime a bere; produce de’ Gambari; produceva del=/le buone trotte della Specie bianca, ma si dubita, che non ne da=/rà più, giacchè nel fine di Settembre dell’anno Scorso 1792,/trovandosi una gran quantità di calce preparata per certa/fabrica doveva farsi nella Chiesa  di S. Sebastiano, la quale Chiesa sta/vicino al fiume, quando venne una direttissima acqua,/la trasportò tutta nel fiume, ed ammazzò le Trotte, che in/moltissima quantità si Raccolsero morte per le Ripe del fiume,/e si venderono a vilissimo prezzo; e dopo ciò non si sono vedu=/

f. 190r           ( al margine destro è scritto da mano moderna a matita il numero “190” e, sopra, è scritto ad inchiostro il numero “171” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

te più, onde con ragione si teme, che se ne sia persa la Razza./Nelli mesi di Maggio, e Giugno vi si pescano i Lattarini, specie/di piccolissimi barbi, che tengono dentro il latte, delicatissimi/a mangiarsi, che vi entrano dal Lago Fucino, ma nel mese/di Luglio spariscono, né più si vedono fino all’està dell’an=/no Seguente./Il Sangro nasce nelle vicinanze di Gioja, passa pel Peschio As=/seroli, Opi, Villetta Barrea, e Castel di sangro, e prose=/guendo il Corso va a Scaricarsi nel Mare adriatico, vicino/Lanciano. Le sue acque sono ottime, ma se passato Castel di/Sangro conservino la loro bontà, non so dirlo; produce Capi=/toni, e Trotte, che sono della stessa Specie bianca, come quel=/le dell’anzidetto Giovenco./Il Liri nasce nelle Vicinanze della Terra di cappadocia, passa/per Castell’a Fiume, per Capistrello, Civitella, Balsorano, e/Sora, e proseguendo ad ingrossarsi con altri fiumi, che vi si u=/niscono, finalmente nelle vicinanze di Gaeta s’immerge/nel mare Mediterraneo. Correndo per la Diocesi de’ Marsi, le/sue acque sono ottime, e produce delle buone trotte; ma nul=/la posso dirne dopo che abbandona detta Diocesi./Il Saldo nasce vicino al terra di Verecchia, e dopo aver corso poco/tratto si sprofonda in una voragine, chaimate L’otro di/Verecchia, e si vuole che rinasca sopra i Mulini di Ta=/glia cozzo, da dove scorre per Corcumello, per la Scurcola,/ed uscito dalla Diocesi de’ Marsi, prima di arrivare a Rieti,/si unisce nelle vicinanze di questa Città al velino, e siegue/con questo, e col tenere il corso fino al Mare Mediterra=/neo, come appresso dirò; Le sue acque sono  poco (è stato corretto n.d.a) a bevere, e poco giovare all’Agricoltura per le ripe alte, che/tiene. Si vuole che per prima producesse Trotte, ma ora/non le dà più per la pesca, che vi si fece colla calce. Dicono,/che passata la Scrucola, dia ne’ mesi esta’ le Rovelle./Il Turano riconosce la sua origine dalle diverse fonti, e fiumicel=/li, che sgorgano dalle Montagne, che Sovrastano, e circondano il/

f. 190v        (al margine sinistro vi è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “172” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

piano di carsoli, che coll’andarsi unendo formano questo Fiume,/che nelle vicinanze della terra di Poggio Ginolfo comincia a chia=/marsi Torano , e continuando il Camino per la Sabina, passa=/ta la Città di Rieti si unisce col sud:[ett]o Velino; al quale, come/si cennò, s’incorpora prima il Saldo; E così uniti detti tre/fiumi vanno a formare la Celebre caduta delle Marmore,/e s’immergono nella Nera, indi nel Tevere, e così pas=/sata Roma si scaricano nel Mare Mediterraneo. Uno/de’ fiumicelli, che formano il Torano è quello, che passa/per Carsoli, che produce Rovelle, barbi, e gamberi. L’al=/tro è quello chiamato Sesara, che passa per Poggio Gi=/nolfo, il quale dà Squari, e Gambari./Nelle vicinanze di Celano scorrono tre fiumi, cioè quello/dalla Valle di S:(anta) Iona, L’altro, che nasce nel giardino/della Corte, detto di Fonte grande, ed il terzo, che vie=/ne dalle Foci, e dopo aver corso, ed inaffiato il territorio/di Celano, entrano nel Fucino./Oltre questi fiumi, degni di considerazione, che nascono, e/scorrono per la Diocesi de’ Marsi, Stimo di Recare all’in=/telligenza di V:[ostra] E:[ccellenza], che il Sig:[no]r D:[on] Michele Torcia, noto/Viaggiatore ha pubblicato in Napoli nel mese passato/il suo Saggio itinerario nazionale pel paese de’ Peli=/gni, nel quale descrive il Corso del Fiume della Foce/di Scanno, spettante alla Diocesi di Solmona, e le am=/mirabili Cascate di esso, conchiudendo nella pagina/123; che questo fiume potrebbe servire a varie fabriche colle sue Cadute. Sarebbe cosa degna del Sovrano, se/le facesse considerare per vedere, se vi si potessero situa=/re fonderie, ed altre officine, mentre oltre il vantaggio/

f. 191r        (al margine destro è scritto da mano moderna a matita il numero “191” e più a destra è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “173” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

che ne potrebbe avere il Sovrano colla costruzione delle/Fabriche, si venderebbe la Foce abitata, e non più reste=/rebbe soggetta ad essere infestata da Malviventi, che/di continuo vi commettono de’ furti./In mezzo dal piano de’ Marsi vi è il celebre Lago Fucino, che si/vuole abbia un circuito di trenta miglia, ora mino=/re, ed ora maggiore, secondo cresce, o descresce, essendo sog=/getto a questa fase. L’imperador Claudio per minorarlo,/e porlo ad un livello certo, e stabile vi fece formare un/emissario che ne scaricava l’acqua nel fiume Liri, oggi/chiamato il Garigliano; Ma quest’emissario, trovandosi/ da più secoli turato, ordinò il nostro Sovrano, che col/ripulirlo si Riaprisse; Ma cominciata una tal opera/vi rimase sospesa per altercazioni, insorte tra gl’Ingegne=/ri, che regolavano L’opera; e non si sa, se nuovamente/verrà ripresa./Questo Lago, che dà un considerevole fruttato colle pesche vi/si fanno, è soggetto benché di rado a turbini, e tifoni,/ma Spesso a tempeste, che mandano a male le pesche,/e gli Ordegni di esse, e tal volta sommergono, o rom=/pono le navi, e fanno perire le Persone, che s’incontra=vano a stare su delle medesime./Vi si pesca la tinga, il barbo, la Scardafa, o sia la Scardo=/ne, ed in eccedente quantità la Lasca, che qui si chiama=/no antico, ed un pescetto piccolissimo, chiamato Spinarola,/armato al di fuori di piccole pungenti Spine, il quale è di/poco, anzi pochissimo conto: Vi si prendono ben’anche le Tro=/te, che vi entrano dal fiume Giovenco, e subito diventano/Salmonate, o siano laguste, che sono di una Squisitezza pa[r]=/ticolare ancorchè piccole, e non ingrassate, mentre aumen=/tano in bontà, ed esquisitezza coll’andar crescendo, capitan=/

f. 191v        (al margine sinistro vi è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “174” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

done tal volta di quelle, che giungono al peso di 28, e 30 li=/bre, ma sono rare. Più rari sono i Capitoni: Mio Padre mi/racontava, che mendre era Ragazzo ne fu preso uno, e da/quel tempo, dopo circa 70 anni, ne sono capitati altri quat=/tro, e non più, per quello che a me costa: Detto capitone è te=/nerissimo, e molto delicato, e do questo giudizio per aver=/lo mangiato due volte. Si vede dunque, che nel Fucino vi/sono i Capitoni ed intanto non si prendono spesso, perché/manca l’arte di prenderli, ed anche per la profondità/del Lago, giacchè il Capitone sempre di sua natura/serpe nel fondo, e raro volte viene nella parte Superio=/re dell’acqua, dove per lo più rimangono in aria gli/ordegni delle pesche./Dal detto risulta eziandio, che ad eccezione delle Trotte, e Ca=/pitoni di specie nobili, gli altri pesci nominati, che si/pescano nel Fucino, sono dell’infime razze de’ pesci di/acqua dolce, e che per accrescere di molto la rendita/del Lago, sarebbe necessario introdurvi altre Specie di/pesci nobili, e delicati: Ma niuno si dà il bel pensiere/Il detto Lago produce alcune telline, in tutto simili a quelle,/che dalla Germania vengono piene di Colori, e taluno/le mangia. Vi sono ancora certe lumache, delle quali/non si fa uso./Nell’inverno vi vengono da lontani Paesi le foliche, le Oche/di diverse specie, le Anatre di molte Specie diverse, i Cor=/vi, le Gavine, ed altri uccelli rari, e tal volte i Cigni./Nelle sue ripe vi capitano moltissimi Uccelli palustri/rari; ma sono i freguenti gli Ajroni, le Cicogne, i Pivieri, le/Paoncelle, le pizzarde, o siano beccaccine, ed altri./

f. 192 r            ( al margine destro vi è riportato, scritto a matita da mano moderna, il numero “192” e sopra è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “175” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Ecco ubbedita V:[ostra] E:[ccellenza], che prego di bel nuovo voler compatire cioc=/che non è ben pensato                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              , o non ben esposto, e volermi  ono=/rare con altri comandi, affine possa sempre più conte=/starle, che veramente sono./Di V:[ostra] E:[ccellenza]/Pescina 22: X[decem]bre 1793/Devotis:[si]mo Serv:[ito]r vero Obl:[ligatissi]mo/Marino Tomasetti “ 

    Anche nell’inedita “Relazione” di Antonio Mosca, che qui di seguito integralmente si riporta, data la sua importanza, vengono messe enfaticamente in evidenza le varie problematiche legate al fenomeno migratorio.

Relazione Antonio Mosca

“ f. 220 r       ( al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “220” e, sopra, scritto ad inchiostro, è riportato il numero “81” e, sotto, scritto a matita, dalla stessa mano moderna, è riportato” Emigrazione dell’Abruzzo” n.d.a.)

S.[ua] R.[eale] M.[aestà]

Signore/Un forza imperiosa, a cui non posso resistere Senza dimenticare/i Sacri doveri di Cittadino, e di Suddito, mi spinge ad umiliare/questa memoria al Vostro real Trono. Persuasi che i/ nostri Popoli non sono da voi destinati, che ad essere tutti/egualmente felici, io ardisco di svelare alla M.[aestà] V.[ostra] uno de’/più gravi abusi, che regna nella provincia dell’Aquila/e che vi produce effetti altrettanto funesti, quanto è rice=/vuto Sotto l’apparenza di un bene: io parlo, o Signore,/della Emigrazione, che moltissimi abitanti di quella Provin-/cia Sogliono fare ogni anno nel vicino Stato della Chiesa./Quanto si oppongono un tal Costume alle Sovrane vo-/stre inserzioni; quanto Sia in contradizione col zelo, e ci/

f. 220v               (al margine sinistro è riportato il numero “82” , scritto ad inchiostro,facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

lumi, del presente nostro Governo: e come possa darvisi/prontamente riparo, questo è ciò, che io mi sono adoprato/di esporre nella presente brevissima memoria. Se la/M.[aestà] V.[ostra] Si degnerà ascoltare dal Trono queste mie deboli/Voci, ma che son dettate dal più Sincero, e vivo deside-/rio di giovare comunque alla mia Patria, Sarò appi-/eno contento. Io son col più profondo rispetto= Napoli/12 Aprile 1790= Umil[issi]mo Fedel[issi]mo Sud.[di]to Antonio Mosca/Intorno a ventimila Persone Si portano ogni anno dalla/Provincia dell’Aquila nella Campagna Romana, per/impiegarvisi chi alla Coltura de’ Campi, chi all’asciuga-/mento delle Paludi, ma la maggior parte alle costruzio-/ni delle Strade. Il tempo della loro dimora nello Stato/Pontificio è ordinariamente dal mese di Novembre insino/a Giugno. Si crede che tanta povera Gente vada colà/a procacciarsi quel pane, che una Patria Sterile, ed in=/grata par che loro rifiuti: che il miglior partito che possa/prendere un Contadino Abruzzese per non lasciarsi op-/primere dalla miseria, sia il passare di là da Confi-/ni: insomma che il povero Potosi dell’Abruzzo, quello,/che gli Somministra non solamente la sussistenza,/ma un certo grado di ricchezza, e di commodo, sia lo/Stato Romano. E’ ignoto chi Sia stato l’Autore di così ricca/

f. 221r     ( al margine sinistro è riportato il numero “83”, scritto ad inchiostro,  facente parte dell’antica numerazione ed il numero “221” scritto  a matita da mano moderna n.d.a.)

Scoverta, ma Si tiene per certo, che la miniera non abbia/incominciato a vergare dell’oro, che da un mezzo Secolo in/qua. Ecco in due parole la Storia dell’annuale Emigrazio=/ne degli Abruzzi, e tali sono i favorevoli effetti, che li si/attribuiscono. Ardirò io di far vedere il contrario? Riuscirò/nel Combattere il primo un errore così/profondamente/radicato negli animi di tutta quella Provincia? Questi sono/almeno i miei voti. Dimostrerò in primo quanto la emigra-/zione notabilmente pregiudichi alla pubblica, e privata/Economia, ed alla universale prosperità della Provin=/cia: e quindi proprio alcuni mezzi i più facili, onde rime-/diare ad un male così funesto, e distruttivo./Io non sono di avviso, che lo Stato Pontificio si abbia riputare/quel geloso, e nemico vicino, come pure, che alcuni ci/abbian voluti dare ad intendere; che anzi io sostengo,/che torna estremamente, conto al nostro Regno di/mantenere con esso la più Stabile, e più perfetta armo-/nia. E per tralasciare que’ motivi, che una Savia, e mo-/derata politica ci detta, è tale la fertilità del nostro/Suolo, che possiamo esercitare collo Stato medesimo un/Commercio sommamente per noi vantaggioso. Ma che si vo=/glia mandarvi Uomini, in vece di derrate, che si crede di/arricchire un Paese, Spopolando per la maggior parte dell’/L’anno, e privandolo degl’Istromenti stessi dell’Opulenza,/

f. 221v        ( al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “84” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

quali sono le braccia, essa è questa una contradizione. E-/conomica, che ove abbia luogo, deve per necessità parto-/rire effetti totalmente contrarj./Non v’hà Scrittore di pubblica Economia, il quale non/raccomandi l’accrescimento, e l’impiego della Popolazio=/ne, come il Sostegno della forza, e della prosperità/di uno Stato. A questo interessante Scopo Sono State/principalmente dirette le mie politiche de’ più rino-/mati Governi dell’antichità; Ed a questo istesso veggo[n]=/si premurosamente rivolte le presenti culte Nazio=/ni di Europa. Ora di un bene sì grande, ch’è come/ il primo Anello della pubblica felicità, viene appun=/to privata la Provincia dell’Aquila, dacchè i suoi/Abitanti corrono per la maggior parte dell’anno ad/abbandonarla; nulla giovando, ch’esso  ivi ritornino do-/po un dato tempo, dapoichè la Provincia non cessa/per questo di risentire tutti que’ danni, che la di lor/assenza doveva necessariamente produrvi. Scemandosi/dunque in alcuni Villaggi mancando totalmente la/classe più necessaria allo Stato, in quel tempo che/l’opera del Contadino si rende più preziosa pe’ la-/vori della Campagna, l’Agricoltura, e le arti per difet-/to di braccia, e di consumo debbono essere nel massimo/languore: il traffico pressoché estinto: i bisogni della Socie-/

f. 222r  (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “85” facente parte dell’antica numerazione e, scritto a matita da mano moderna, anche il numero “222” n.d.a.)

tà mal Soddisfatti; in somma tutto deve annunziare l’avvili-/mento, e la decadenza della Provincia./Né questa è la sola maniera, onde l’assenza de’ Contadini Abruz-/zesi facendo un vuoto nella Provincia viene direttamen-/te a nuocere alla Popolazione, e quindi al ben essere/della medesima. Siccome essi si conducono nello Stato/Romano molto prima di quella età, in cui l’Uomo/arrendendosi ai dolci Stimoli della Natura va in cer-/ca di una Compagna, giunti poi, che vi sono, una/Donna Romana Sodisfa le loro ricerche ugualmente/che una Donna Abruzzese, e forse la prima viene/a quest’ultima preferita. Quindi il numero de Maritag-/gi si diminuisce nella Provincia; e quindi ancora addi=/viene che molti lasciano per sempre la Patria, e vi/rimangono colle loro mogli a domiciliar nello Stato./Ma il Colpo più fatale, che la Emigrazione dà a quella/Provincia si è una morte immatura, che arreca a tan-/ti Suoi Individui. L’aria della campagna Romana/è generalmente infetta, e di una indole tutta diver=/sa da quella così pura, ed elastica de’ nostri Abruzzi./Al che si aggiugne, che molti lavori a’ quali Sono ad-/detti que’ Contadini, si fanno accanto alle maremme/ed in luoghi paludosi, ove si respira un Aria Sempre/velenosa e micidiale. Qual meraviglia dunque, che/

f. 222v                            ( al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “86” dell’antica numerazione n.d.a.)

un antecipata vecchiezza Si legga nel volto de’ Suoi/Abitanti, e che Siano essi tanto lontani da quel grado/di robustezza, a cui la natura del loro Paese li ha/destinati, e che pur troppo a larga mano concede a/que’ pochi Uomini felici che ignorano una Siffatta per-/niciosa industria? Qual meraviglia che tutto giorno/si vedano tante Famiglie rimaner desolate, e ridotte ad/ un tratto alla miseria, perché il loro capo, l’unico loro/Sostegno animato da un malinteso interesse n’è rimasto/la Vitima infelice? Quanti umili Cittadini non costa/alla nostra Provincia il solo asciugamento delle Paludi/Pontine? Sono ancora aperte le piaghe, che/ricevè Pizzoli dalla fiera Epidemia del 1783, non/da altra causa prodotta, che da una maligna infe=/zione, che i Suoi Cittadini contrassero ne’ lavori delle/Pontine, e che poi Comunicarono a tutto il resto de’/Suoi infelici Abitanti./La Emigrazione togliendo ogni anno alla Provincia/dell’Aquila un numero non indifferente di Uomini, nuo-/ce direttamente alla Sua Popolazione, e vi cagiona tutti/que’ divisati mali economici; ella non lascia ancora di pro-/durvi degl’inconvenienti politici e morali. Le leggi che deb-/bono essere la norma del Cittadino, dirigendo i suoi passi/alla felicità Sociale, e che appena emanata dal Trono/

f. 223r   (al margine destro è scritto, a matita da mano moderna, il numero “223” e, appresso, il numero “87”, scritto a inchiostro, facente parte dell’antca numerazione n.d.a.)

dovrebbero comunicarsi ad ogni classe di Persone per la/di loro esatta osservanza; Le leggi, specialmente quelle che/non son dirette alla buona amministrazione delle Università/del Regno, ed all’avanzamento della pubblica/Economia, S’ignorino pressocchè interamente da que’/Cittadini infelici, che per un efimero qudagno vengono/a perdere i piu nobili vantaggi della Società. In vano/o Zelantissimi Ministri del mio Rè; invano meditare/voi i più Savi Piani per condurre alla felicità questo/Regno; invano i costri utili Stabilimenti sono colla più/gelosa cura indirizzati a ciascuna Comunità: essi re-/stano la magior parte inosservati. Un Cancelliere/li Seppellisce nell’Oblio, ed i Cittadini assenti dalla loro/Patria sono così nella più nociva, e più detestabile/ignoranza di tutto ciò che dovrebbe formare il mas=/simo loro interesse./E’ un effetto di questa generale oscitanza per le cose pubbli-/che, che in que’ Paesi dell’Abruzzo, dove l’Emigrazione/è in uso, l’amor della Patria Si venga a Scemar con-/siderabilmente. Io qui non parlo di quella nobile generosa/passione, che conduce il Cittadino, ch’è investito, all’Erois-/mo; l’Artigiano, e l’Agricoltore non sono capaci di nutrire/in petto un fuoco così puro, e celeste. Parlo di quell’amore/che comunemente si porta da ognuno alla Sua Patria/

f. 223v       (al margine sinistro è scritto ad inchiostro il numero “88” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

ch’è Figlio di quella naturale affezione al luogo,/che ci vide nascere, e che vien sostenuto da quell’uti-/le, e da que’ commodi, che i Genitori, e la Patria Stessa/cosi largamente ci Somministra. Ma qual attaccamen=/to potranno avere per la Patria que’ Cittadini, che per/due terzi dell’anno, ossia ch’è lo Stesso ripetere, ter/zi di tutta la loro vita ne’ staranno lontani?= Che impor-/ta a me, sovente ho inteso io stesso ripetere da qualch-/duno di Loro, che importa a me, Se Si ristori o nò il Pon-/te, e la Strada Pubblica, se si accomodi o nò l’aquedotto?/Ne l’aquedotto, né la Strada publica, né il Ponte/danno da vivere a me, e alla mia Famiglia. Che/vantaggio ricavo io da cosi fatti lavori, che neppure/ mi posso godere? Sono i lavori di Roma quelli ch u-/nicamente mi danno il vero profitto= Ora se Uomi-/ni che pure in mezzo alle civili Società parlano a/questo modo, i barbari, ed i Selvaggi che faran mai? La/Patria, lo Stato che si potranno aspettare da loro?/Ne diasi a credere ad alcuno che molti Paesi degli Abruzzi median=/te una tale industria ritraggono dallo Stato Romano/un annua considerevol Somma di danaro capace di pro=/durre la loro ricchezza. Tuccociò, che in uno Stato si op=/pone all’aumento, ed alla Conservazione degl’Individui/

f. 224r    (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “224” e, appresso, scritto ad inchiostro il numero “89” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

che la compongono: tutto ciò che indebolisce il Commercio,/le arti, l’Agricoltura, vale a dire le Sorgenti Stesse o/della opulenza: tuttociò che fa riguardare al Cittadi=/no con oc                                                                                                                                               chio indifferente la Patria, deve necessaria-/mente produrre la Miseria, anzicchè la prosperità/dello Stato. Sostenere il contrario sarebbe lo Stesso, che/dire un assurdo Politico; sarebbe lo stesso che rovesciare/ i più Saldi, ed i più indubitati principi della civile Eco-/nomia. Asteniamoci dunque da credere, che il denaro/Papale faccia l’abbondanza di alcune contrade degli/Abruzzi, e persuadiamoci piuttosto, ch’esso ne sia la vera ruina./Per ragionare col fatto io prendo la mia Patria, ch’è forse quel-/la che più viene adescata ad un così velenoso guada-/gno. Barete situata alle piacevoli, ed amene falde di/un monte rivolta alla più favorevole esposizione del/mezzogiorno, bagnata qua, e là di limpidi ruscelletti,/che Scorrendo pe’ Suoi fertili Campi Sanno dar loro il/più grande valore. Barete che unisce tutti questi/vantaggi della natura ad una Somma attività de’/Suoi Abitanti, deve forse riconoscere il Suo florido Stato/dalla campagna Romana? Perche non conchiudere/con più ragionevolezza che i varj Squisiti prodotti delle/

f. 224v    (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “90” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Sue Terre, Specialmente i lini, le frutta, i grani, i suoi vi-/ni Sino la Sola la vera Cagione della Sua floridezza?/Ah  ( mi sia pur lecito il dirlo ) questo abuso, questo gra-/vissimo abuso, che io ora combatto, è stato forse l’unico/ostacolo, o il piu potente almeno, che la mia Patria/non abbia fatto finora quegli avanzamenti, a cui ha/ella il dritto di aspirare in ogni ramo di utile Economia./E’ un dato certo, che ogni nostro Contadino, che và ad impie-/garsi ne’ lavori dello Stato Romano, Suole ordinaria=/mente tirare due Paoli al giorno. Supponendo, che/il Suo lavoro sia p[er] sei mesi continui (è stato corretto n.d.a.), la Somma del/Suo guadagno Sarà trenta sei Scudi Romani; da cui se/ne deducono le Spese del viagio, e del Suo manteni-/mento per otto (sic) mesi , e resteranno Venti Scudi franchi./Il Caporaletto che presiede a’ Lavoratori divisi in drap-/pelli, Se ne affrancherà il doppio. Il Capo finalmen=/te, ossia colui che fa eseguire il lavoro a Suo rischio,/potrà lucrare sino a cinque cento Scudi all’anno. Di/questi ultimi ve ne sono assai pochi nella Provincia: me-/diocre è il denaro de’ Secondi: i primi fanno la parte/maggiore. Che il contadino Abruzzese Sodisfi con questi/venti Scudi à pesi Fiscali; che mantenga la Sua Fami-/glia per tutto il corso dell’anno, pagando a contante/quegli stessi generi, che le sue braccia avrebbero potuto/

f. 225r  (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “225” e, a fianco, è scritto, ad inchiostro, il numero “91” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

con poco Stento ricavare dalla terra, rimanendo nella Pro-/vincia; e poi mi dicano coloro stessi, che riguardano lo Stato/Papale come una miniera ineusasta per l’Abruzzo, se/il Contadino viene ad arricchirsi, o se corra piuttosto/a gran passi verso la desolante miseria. Ed oh piaces-/se al Cielo, che questa orribile Campagna non seguitasse/que’ Cittadini Sconsigliati! Molti, molti Villaggi della /nostra Provincia, a quali la Sete dell’oro Pontificio ha/persuaso l’abbandono del Patrio Suolo, nelle cui viscere/unicamente potevano rinvenire la Sorgente perenne di/una Commoda, e felice sussistenza, non giacerebbero ora/nel più fatale, e più compassionevole avvilimento./Bisogna essere Spettatore di quella massima indolenza che han-/no tali pretesi industrianti per tutto ciò che riguarda la/Cultura, e la migliorazione delle loro terre, per decidere/sull’istante della lor sorte. Ritornano essi nella Patria,/come se tutto il prezioso metallo dell’America fosse co=/lato nelle loro borse. Invece di applicarsi al travaglio,/una Serie non interrotta di passatempi, e di dissolutezze/li tiene quasi interamente occupati in tutto quello Spa-/zio di tempo, che passa fra il loro ritorno, e la partenza/per Roma: Di qui la necessità di prender danaro, e/generi ad usura, e di ricevere finanche da loro capi/una non picciola anticipazione del prezzo delle loro/

f. 225v     ( al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “92” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

future fatiche, di qui l’ozio, e la Svogliatezza per la uti-/le occupazione; di qui finalmente la frequenza delle risse/e deli Omicidj e la generale Corruttela del costume./Tanto è Vero che il danaro all’or che non è il frutto di/un discreto, e continuo travaglio, diventa il più potente/veleno, il distruttore il più efficace di ogni Umana fe-/licità/Per la ragione medesima il lucro de’ Principali Negozianti/delle strade Romane, che come si è detto Supera/quello di tutti gli altri, non potrà mai fare la ricchez=/za loro, ne quella della Provincia. Tutto l’oro dell’Ame-/rica non è stato capace di arricchire, una delle più/vaste monarchie dell’Europa, e di produrvi que’ favo-/revoli affitti, che la indussero de’ suoi Abitatori, il suo/Commercio, le sue manifatture, e principalmente il/più alto grado di perfezione nell’arte di Coltivare/la Terra han Saputo cosi bene produrre in un Isola/più fortunato pel suo Governo, che per la sua situa-/zione. La Storia infelice di tante Famiglie, che la/mia Patria ha vedute, ed inalzarsi, e cadere ad un/tempo istesso, è anch’essa la più Sicura garante di que-/sta verità. E se ella al presente conta molti commodi/Cittadini neppure uno ve n’ha fra costoro che manten=/ga le su facoltà col solo negozio della campagna/

f. 226r  (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “126” e, di seguito, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “93” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Romana, tutti sono felicemente rivolti all’accrescimento/delle loro rendite Territoriali, l’unico, il più Saldo Soste=/gno così detta pubblica, come detta privata ricchezza/Un altro gravame notabile inconveniente, che la emigrazione/fa pur troppo sentire in tutti que’ Paesi ove la medesi=/ma Si ritrova piu in esso, è certamente quello di met=/tere il Proprietario ed il Colono nella impossibilità di/ poter ben coltivare i loro Poderi, rincarando Soverchia=/mente il prezzo de’ rustici lavori. I più facoltosi fra q/quelli Sono costretti a far venire con sonno di loro di-/spendio gli operaj Forastieri Specialmente per la coltu=/ta delle vigne. Al rimanente poi de Proprietarj, ed/è questa la maggior parte per non veder perire sotto de/propri occhi le produzioni de’ Loro Campi, che in ogni/tempo, ed in ogni stagione invocano il  Soccorso dell’Agri-/coltore per poter prosperare, si contentano di impega=/re le Donne ne’ lavori più pressanti dell’Agricoltura./Vedere una povera Contadina, nata sola a maneggiar-/la, ed il fuso sottoporre le sue deboli membra/alle fatiche più dure della campagna e far degl’/inutili Sforzi per supplire alle veci del Suo Sconsiglia-/to Marito; e Si è questo uno Spettacolo ugualmente/compassionevole e raro. Così i Proprietarj vengono a per/

f. 226v  (al margine sinistro  è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “94” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

dere doppiamente, e col pagare a caro prezzo le/giornate degli Operaj, e col ritrarre dalle loro Terre/mal coltivate un assai tenue profitto./Basterebbe aver dimostrata, che la Emigrazione nuoce/agl’interessi de’ Proprietarj per potere con Sicurezza con-/chiudere, ch’ella deve anche pregiudicare a quelli del/Fisco, atteso lo Stretto, ed immediato rapporto, che passa/fra loro. Ma evvi ancora un’altra ragione, onde/quella piu direttamente confluisce a cagionare un vuo-/to nelle Reali Finanze. Siccome la industria delle/braccia è la più difficle a calcolarsi, così presso di noi/è Sempre, ed in ogni luogo la stessa. Il Bracciale, che/Lavora nella Campagna Romana tanto paga al Fisco se/guadagna come dieci, e quanto se guadagna come venti, e/per conseguenza il Regio Erario non viene a risentire alc[un]o/diretto vantaggio dell’aumento del Suo lucro. Non così/avviene a colui, che resta nella Provincia: egli paga al-/lo Stato, non Solamente come Semplice Bracciale, ma/gli paga in ragione del consumo che vi fa: in ragione/de prodotti, che fa nascere coltivando la Terra: in ragio-/ne del traffico interno, che vi mantiene co’ prodotti me-/desimi, e colle sue manifatture: in ragione di un mag-/gior numero di bestiami, ch’egli nutrisce, paga in som-/ma in ragione di tutte quelle varie risorse, che la sua/

f. 227r  (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “227” e, di seguito, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “95” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

industria Su’ procacciare questa Sono altrettanti mezzi/ che tendono immediatamente all’accrescimento, ed insie-/me alla facile distribuzione delle pubbliche Tasse, mezzi/che o in nessun conto, o assai Sommmamente possono essere/Somministrati da’ quei Cittadini, che rifondono tutta la loro/industria ne’ lavori dello Stato Romano./Se dunque La Emigrazione e diametralmente (è stato corretto n.d.a.) opposta a/più Sani principi della Politica economica, S’ella è di/evidente ostacolo alla Popolazione, ed alla pubblica felici=/tà della Provincia; s’ella maggiormente riesce agli Abruz-/zesi con quel lucro apparente, che loro procura; s’ella at-/tacca non solamente la proprietà, ed il commodo de’ Pro-/prietarj, ma impedisce ancora l’avanzamento delle Re=/ali Finanze, come potrà al Cittadino Sensibile riguardar-/la con occhi indifferenti, e non impiegarsi nella ricerca/de’ mezzi per tenerla quanto più può lontana dalla sua/Porta?/Io sono tanto alieno dal prog….una Legge, che ristesse agli/Abruzzesi La Emigrazione, per quanti ….,e savia/legislagene deve abbandonare simili mezzi Così faceva legge/noi solamente riuscirebbe inutile per conseguire quel fi=/ne, ch’ella Si dovrebbe proponere, ma ripugna benanche/all’amabile carattere  di quell’Augusto Sovrano, che ci/governa Sapendo egli, che l’arte grande è difficile di/

f. 227v  (al margine sinistro è riportato, ad inchiostro, il numero “96” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

regolare la volontà, e le azioni degli Uomini consiste/principalmente nel manifestare il meno che Si può agli/occhi loro quest’arte medesima, e dice di condurli insensibilmen-/te, e senza ch’oggi se ne veggano allo scopo prefisso, al-/lontanando da sé tutti quei’ mezi odiosi, che soverchi amen=te ristringono la libertà de’ Suoi Sudditi. Per secondare a-/dunque queste adorabili mire, io altro non farò, che pro-/porre alcuni facili espedienti, che la civile Economia, e/le circostanze attuali di quella Provincia mi  Somministrano./Non si potrebbe ideare un mezzo più valevole, e più Sicuro/per richiamarei nostri Abruzzesi dallo Stato Romano di/quello che sia il presentar loro dovere della Provincia/istessa la opportunità d’impiego anzi in un lavoro il piu a=/nalogo alla loro attività, ed assuefazione, anzi quello stes-/so, che Sceglierà continuamente eseguire nella Campagna/Romana, in meglio dire nella costruzione delle Strade. Non/m’impegno qui a dimostrare quanto grandemente influi=/sce alla universale calamita, e floridezza, L’aprire per/ogni dove di ampie, e commode Strade. Ciascuno deve es-/sere persuaso di questa verità, e l’accomodo che si sta/eseguendo delle principali Strade del Regno dimostra/chiaramente la premurosa cura che ne ha’ il nostro Go-/verno. Debbo Solamente riflettere che la parte Superiore/dell’Abruzzo ultra, che si estende dall’Aquila fino a/


f. 228r  (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “228” e, di seguito, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “97” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Lionessa, dove confina collo Stato della Chiesa, e’ quella/precisamente che per la Sua Situazione in riguardo/allo Stato Sud.[et]to per la pessima qualità delle Strade la/maggior parte impraticabili nel Verno, e per la Lonta=/nanza del mare marino piu di ogni altra questo soc-/corso. Egli è vero, che attualmente Si stà travagliando/ alla Strada pubblica che passa per quella Provin-/cia, ma la lentezza con cui la medesima Si ese=/que ed il piano Stesso onde vien regolata fanno sì,/che la Sudetta parte dell’Abruzzo, non ricevera al=/cun profitto Sensibile da cosi fatto lavoro. Senza/dunque intero mese p[er] il proseguimenti della Strada/che  dalla parte inferiore della Provincia, si è inco-/minciata, anzi agevolandone molto il disbrigo, dovreb-/be intraprendersi la costruzione del Ramo, che ho divi-/stato. A tal’oggetto Si avrebbe a permettere, che la/Somma delle Tasse, che presentemente per la costruzio-/ne generale delle Strade Si pagano da tutte quelle/Università che Son comprese nella parte indicata/della provincia dell’Aquila. Sino a Lionessa, e per le/quali viene a passare la proposta Strada S’impiegasse/per la Sola costruzione di questo Ramo. L’abbondanza de’/materiali tutti che Servono a tal cezone, e altre si rinvengo/

f. 228v        (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “98” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.) 

no in que’ Luoghi medesimi in dove hoggi a fare l’acco-/modo L’abilità, e la destrezza Somma con cui Somiglianti/lavori si eseguono cotidianamente da que’ contadini nello/Stato Romano; ed una premura incredibile, che hanno tut-/te quelle Popolazioni di procurarsi un bene tanto per/esse prezioso, e stimabile, mi fanno con sicurezza avanza-/re, che quella Strada, non solamente Sarebbe in brevissimo/tempo, e col minor dispendio possibile condotta a fine, ma/verrebbe certamente a soprassare nella Solidità, e nella/perfezione qualunque altra, che stasi finora eseguita/nel nostro Regno./Con questo Semplicissimo espediente gli Abitanti della Parte/Superiore della Provincia, quella che per la vicinanza/dello Stato Romano fanno la più considerabile Emigra-/zione trovandosi impegnati nella stessa loro Prov[inci]a ad/una occupazione per essi la più interessante, ed utile insi-/eme, non l’anderanno indebitamente a cercare altro-/ve, esponendo la loro salute a mille funesti accidenti./E senza contare gli altri vantaggi, che la loro presen-/za procurano a domestici affari; un qualche Ramo d’industria, ch’essi possono utilmente intraprendere in/qual tempo, che dalla Stagione fosero obligati a Starse-/ne in Casa; quelle attenzioni anche piccioli, che contempo/

f. 229r  (al margine destro è riportato solamente, scritto ad inchiostro, il numero “99” facente parte dell’antica numerazione. La moderna numerazione, scritta a matita in tutti i fogli infatti, in questo, è mancante: il numero 229 non è stato apposto  e tale numerazione è stata apposta invece al foglio successivo di conseguenza è erronea tutta la numerazione susseguente , quindi, il nostro documento non finisce a carta 235 bensì a carta 236 come chiaramente si evince se si controlla il tutto  n.d.a.)

raneamente al,travaglio delle Strade. Sono essi in/grado di usare Zopra (è stato corretto n.d.a.) i loro Campi, e tal Governo/de’ loro Bestiami; il prezzo finalmente della loro ope-/ra presso a poco lo stesso tanto ne’ lavori delle Strade/Papali che in quelle del regno, saranno motivi piu che/sufficienti a far loro abbracciare un impiego più si-/curo più lucroso, e meno incommodo nel proprio Paese, che in uno Straniero./Ma oltre a tutto questo, un altro Segnalato beneficio viene/a considerarsi mediante l’accomodo della Strada Sud.[ett]a/Il Corriere che porterà a questa Capitale le lettere/d’Italia, e de Paesi Forastieri, presentemente deve pas-/sare per Roma, e per consequenza è obbligato a fare/ un giro assai lungo, e molto maggiore di quello, che/farebbe Se il medesimo da Spoleto entrasse immedia-/tamente nel nostro Regno per la parte dell’Abruzzo/ultra, e passando per Lionessa, Acumoli, e l’Aquila ve=/nisse direttamente a Napoli: Nel primo Capo, cioè da/Spoleto sino a Napoli per la via di Roma, il Corri-/ere Sud:[ett]o fa dugento venticinque miglia di camino, e/nel Secondo da Spoleto a Napoli per la via degli Abruz/

f. 229v  (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiosto, il numero “100” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

zi non ne farebbe che cento settanta. Ora affinche/da Spoleto fino a questa Capitale potesse corrervi com-/modatamente la Posta per la Provincia dell’Aquila,/a loro non avrebbe a farsi, che l’acomodo della Stra-/da dall’Aquila sino a Lionessa giacchè quela del=/l’Aquila a Napoli ritrovasi la maggior parte in/ottimo stato, ed la presente se ne sta terminando il /lavoro./Ecco dunque come coll’accomodo della Strada proposta/Si  porrebbe ad un tempo istesso rimedio alla Emigra-/zione aprire una piu facile comunicazione collo Stato/Romano per la parte superiore dell’Abruzzo ultra:/animare tutta la Provincia ad un traffico più sicuro,/e più esteso; rendere più sollecita e più spedita la/Posta d’Italia, e de’ Paesi esteri, ed arrecare anche per/questo verso un altro Stimabile vantaggio a quella stessa/Provincia, attirandovi tutti que’ Forastieri, che per Terra /si portano a questa Capitale./Non v’hà cosa, che tanto dimostrato il pessimo stato dell’Agricol=/tura in quella Provincia, quanto il vedere le acque che/in abbondanza vi scorrono lasciate in balìa a Stesse, e gene-/ralmente trascurate per mancanza di aquedotti, e di Canali/

f. 230r  (al margine sinistro è scritto è scritto a matita da mano moderna, il numero “229”  e, sopra, è riportato il numero “101” facente parte dell’antica numerazione n.d.a)

Se se ne eccettuano ben pochi Villaggi, i quali per altro Sen-/za verun’arte profittano in qualche modo delle acque,/che naturalmente abbandano ne’ loro Poderi, quasi tut-/ta la Provincia è nella massima, e poi supina igno-/ranza della vera Economia delle acque per la irrigazione. Questa è la ragione per i Prati naturali non som-/ministrano ordinariamente, che pochissimi fondi; che gli/artificiali vi sono assolutamente Sconosciuti, e che una grnade estensione di Paese montagnoso, che potrebbe/impiegarsi per allevare i Boschi, vien destinata a/Somministrare un pascolo assai scarso pel Bestiame. Ma/ciò che merita un attenzione maggiore si è, che i pic-/cioli Torrenti, i quali si formano nel Verno, e nella pri-/maviera, per l’abbondanza delle pioggie, e delle nevi, che,/Struggonsi dalla vicine montagne, vanno per difetto di di-/rezione, e di argini a Spandersi pe’ campi coltivati, ed/a Scaricarvi de’ banchi di sterile arena questi medesi-/mi Torrenti unitisi poi col Fiume Aterno, ed aumetandosi a dismisura, Sbloccano tali picciol Corso del Fiume, e/cagionano immensi danni alle Sottoposte Campagne./Per ovviare dunque a tale inconveniente, e ricavare nel tempo/Stesso dalle acque della Provincia il maggior profitto pos/

f. 230v          (al margine sinistro è riportato il numero “102” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

sibile, è necessario primieramente, che si fissi, e si Slarghi do=/ve faccia diopo l’alveo del Fiume Aterno, rendendolo/capace di ricevere tutte le acque de’ Torrenti, che vi si/uniscono nel Verno, e nella Provincia. Così fatta operazio-/ne non può riusicre che facilissima, e poco dispendiosa,/perche le acque, che rimangono al Fiume nella State,/Sono in cosi picciola quantità, che permettono qualunque/lavoro voglia farsi per ampliare, e Sistemare il suo alveo./In secondo luogo dovrebbero allacciarsi, e condursi dove/il bisogno delle popolazioni e della Campagna più lo/richiegga tutte quelle acque che sorgono alle falde de’/Monti, e che al presente vanno interamente a dispender-/si, Senzacchè producano alcuni benche menomo van=/taggio. Or dopo che la Corte si fosse assicurata per/mezzo di un esperto Ingengere Idraulico della possibi-/lità, e facilità insieme delle Sue divisate operazioni,/dovrebbe Senz’altro attendere, ordinarsene la esecuzione/a ciascuna Università per quella parte, che a proporzio-/ne del suo Territorio le verrebbe a toccare, destinando-/si un’abile persona, la quale dovesse diriggere, e re-/golare il lavoro a norma del piano, che più si stime-/rebbe conveniente per potervi riuscire con sicurezza./

f. 231r       (al margine destro è scritto a matita, da mano moderna, il numero “230” ed, appresso, è riportato il nuimero “103” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Non fù di mestieri che io parli dell’utile grande, ed im-/mediato, che le proposte operazioni Sarebbero indubita-/mente per arrecare; essendo, a tutti noto quali preziosi/vantaggi la irrigazione, e la Economica distribuzione/delle acque suole a dovizia produrre in ogni ramo di/Agricoltura. Per accertarsene colla esperienza, e far ser-/vire anche questo mezzo a tener occupata nella Provin-/cia quella Gente, che ora va nella Campagna Romana. Dovrebbe farsene un Saggio in alcuno di que’ Paesi,/dove la Emigrazione fa sentire maggiormente i suoi/pessimi effetti./Quantunque Sembri che la Provincia dell’Aquila non possa/mancare di legname cosi pel fuoco, che per ogni altro/uso Economico, attesa la estensione, e la vicinanza/de’ Suoi Boschi, tuttavia se si rifletta alla poca, anzi/nessuna cura, che di quelli Suol aversi, e dall’altra/parte si consideri la maniera universale, che si ha/di distruggerli; si conchiudera di leggieri, ch’è un pro-/digio, come una qualche parte ne sia ancora ri=/masta illesa del furto desolatore del Contadino. Intan-/to quel terreno che prima era occupato dalla selva,/Si è creduto vantaggioso destinarlo alla Semina del grano/

f. 231v    ( al margine sinsitro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “104” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

tutte le Speranze del Colono sono rimaste deluse./La Terra Vegetale che, per la Situazione Montagnosa,/ed inclinata al pendìo vi si ritrovava in piccola quan-/tità, ed avea bisogno di essere intrattenuta dalle ra-/dici della Selva, e rinnovata dalle sue frondi/per somministrare il nutrimento alle Piante, è/venuta poi ad essere facilmente trasportata via/dalle Piogge, ed il Terreno si è isterilito a Segno/di farne finanche abbandonar la coltura. Io mi/guardo d’inferire da ciò, che Siadi fatto male/rendere Seminabile una parte delle nostre Mo[n]/tagne, che prima erano tutte boscose, e solamen/te condanni, che ciò facendo non si sono prese/le dovute misure. Il bisogno che la Provincia/ha del legname Soprattutto pel fuoco, è uguale/forse a quel del grano; quindi non si deve mai te-/mere di aver troppa di Selve; ed il terreno da que-/ste occupato può eccedere presso di noi quella quan/tità che dalli Scrittori della Campestre Economia si/richiede nella partizione generale delle Terre./

f. 232r      (al margine destro è scritto, a matita, da mano moderna il numero “231” ed, appresso, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “105” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Ma se il male non va al primo inoltranza si risolva/fin ad ora vigilare la Economia de’ Boschi in quel-/la Provincia, io crederei che tutti in pochi anni  potesse/rimettersi in paro: Che dunque ciascuna Università per/mezzo di due Periti i più esperti del Paese faccia ri-/conoscere esattamente tutti i Suoi Boschi, per quindi/venire in cognizione, Se quelle Siano in tante quanti-/tà, che possano essere, o nò Sufficienti a tutti i biso=/gni della sua Popolazione. Trovandosi Sufficienti,/ed anche Superflui, si dovrà pensare ad averne/tutta la cura, perche non vengano distrutti, e dan=/neggiati, facendone la ripartizione in modo che nel/mentre una parte del Bosco si sottopone al taglio,/le altre ne siano assolutamente difese. Che se i Bo-/schi vi faranno in piccola quantità, e vi siano nel tem-/po stesso de’ Luoghi adattati, e favorevoli pella pro-/pagazione de’ medesimi in questo caso la Università/adoprerà i più pronti espedienti per allevarne de’ nuo-/vi, e non far passare alcun’anno Senza avere pianta-/to un certo numero di alberi di legno Secondo che le/

f. 232v (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “106” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

circostanze, e la sua Popolazione domanderanno./Io mi lusingo che non altrimenti Si potrebbe/arrestare un male tanto pernicioso, e che avan-/zandosi Sempreppiù fa temere la Scarsezza totale del/legname in quella provincia./Un’altra non meno interessante, che utile occupazione/potrebbesi ritrovare da nostri Abruzzesi nella coltura/del lino, e nella sue diverse manifatture. Questa pre-/ziosa pianta, che più di ogni altra dimostra sin do/ve giunga L’accortezza, ed il talento dell’Uomo nel/mettere a profitto la primitiva e semplice produ=/zione della Natura, combinandole col suo trava-/glio in mille differenti forme, e dotandolo di/quelle vane qualità che gli sono più grate, e più/vantaggiose; questa piata che serve alla Salubrità,/alla nettezza, ed all’abigliamento insieme del nostro/Corpo, e che a ragione è divenuta nella Società un/oggetto di prima importanza, questa pianta infine/che formando un ramo di commercio il piu interessante/

f. 233r        (al margine destro è scritto, a matita, da mano moderna il numero “232” e, appresso, è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “107” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Contribuisce grandemente alla ricchezza delle Nazio-/ni, questa utilissima pianta cresce così volentieri,/e come a tal perfezione in quella Provincia, che mal-/grado tanti errori, che si commettono nel prepararla,/e nel tirarne il filo, tutta volta esso vi giugne a u=/na bontà, ed una bianchezza Soprprendente. Perfe-/zionare un ramo d’Industria, che in tutto il Regno/è nella massima negligenza, e che sembra a portata/di quella Provincia. Egli è questo il più grande beneficio, che/possa mai farsele Ma lode a chi regola la sorte di questi/Regni! Il primo passo è già dato verso un così nobile, e glo-/rioso sostengo. Non ha giuri, che il nostro Sovrano conoscendo/assieme, che i dazi mezzi troppo onerosi sogliono ritardare l’aumento,/e la perfezione di ogni industria, e che questa non viene/animata, ed estesa, se non dall’aura favorevole della li=/bertà, e de’ Premj, comandò egli nel Sup.[re]mo Consiglio delle Sue/Reali Finanze, che i Fili della Provincia dell’Aquila, e qua-/lunque manifattura co’ medesimi eseguita, andassero esenti/da ogni sorta di dazio Doganale, si nello interno, che nello e=/sterno traffico del Regno, e che si stabilisse un premio a chi si fosse/

f. 223v          (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “108” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Segnalato o nella Filatura del Filo, o nelle Sue manifatture./A compiere dunque im’opera vantaggiosa, altro per av=/ventura non resta, che Stabilire nella Città dell’Aquila una/Fabbrica di sale all’uso di Olanda. La Spesa che occorre/per tale stabilimento potrebbe farsi dalla Società Patriottica/dal nostro Monarca eretta, e dotata nella Stessa Città, e la/direzione dovrebbe affidarsene ad un membro dela Società/medesima. Non è questo il luogo da divisare la maniera/che avrebbe a tenersi nella esecuzione di siffatto stabili=/mento, esso solo ricerca in piano da parte maturamente/esaminato, e discussi ma posso io tacere, che ove la Fab=/brica, che propongo fosse ben diretta per averne i lavori/i più accelerati, e perfetti, sarebbe un tesoro per quella/Provincia, e rimarebbe nel tempo istesso tutto il nostro/Regno in istato da non dipendere così vergognosamente/da’ Forestieri in una manifattura si un uso tanto ne-/cessario, ed universale?/La coltura del Zafferano, che non ha gran tempo ora co-/sì estesa nella Provincia dell’Aquila, ch’essa sola le/dava una entrata molto considerevole, quel riccco impiego/non può ella Somministrare a’ nostri Abruzzesei, ora che il/presente Savio Governo ha già fortunatamente rimossi/

f. 234r      (al margine destro è scritto, a matita, da mano moderna il numero “233” e, appresso, è riportato il numero “109” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

questi ostacoli, che le opponeva un regolamento malinteso, ed/assurdo? S’incomincia infatti a rianimare in tutti que’ Paesi/della Provincia, dove non erasi ancora dell’on tutto estin=/to; ma il male Sussiste ancora in moltissimi altri, presso de’/quali la emigrazione è giunta finanche a far dimenticare/una industria, che prima vi era nel suo massimo avanza=/mento. Mancano le braccia, e con quelle manca la coltura/di una pianta che in questo Regno forma un ramo di/commercio attivo, e che non altrove, che negli Abruzzi Sem=/bra più facilmente prosperare. Ecco un’altra prova in=/contrastabile di que’ gravi danni, che la emigrazione arre-/ca così alla Pubblica, che alla privata prospetà! Si/cerchi dunque di ricondurre i Contadini Aquilani alla ve-/ra occupazione per meno di questi espedienti, che ho divisati,/perche essendovi chi coltivi la Campagna, il Zafferano si/vedrà ben tosto rinascere per  tutta L’intera Provinica./E crederei certamente que’ limiti, che mi son prefisso in questa/breve memoria, se tutti volesse percorrerre quegli altri mezzi, che/possono anche contribuire al conseguimento del proposto Scopo;/e stimo che quelli che finora cennati possano essere Sufficienti, pur-/che una Savia, e prudente conditta si adoperi nel metterli in/pratica, e purche diasi principio dalla costrizione della indica/

f. 234v  (al margine sinistro è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “110” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

ta strada, come quella che presenta il più pronto, e più effi=/cace diversivo per far evitare agli Abruzzesi la Emigrazione./E quanti altri rami di publica Economia non si potrebbero/introdurre, e perfezionare nella nostra Provincia? S’ella/fosse l’infelice Patria de’ gelati Lapponi; se l’astro bene-/fico dell’universo negasse di ripondere Sopra di lei i suoi/fecondati raggi, se la natura tanto liberale con tutto que-/sto Regno Si fosse verso di portare qual ingrata/ed austera Madrigna, Sarebbe almeno tollerabile, che u=/na parte de’ suoi abitanti l’abbandonasse come una/Patria crudele, ed avara. Ma niente di tutto questo/Popoli industriosi, e commercianti l’hanno abitata fin/da’ tempi a noi più remoti: son pur celebri gli orti/Amiterni per aver somministrato alle laute, e voluttuo-/se mense de Romani i cibi più sani, e delicati. Ella offre/anche a’ di nostri adorne, e dilettevoli colline, pianure/pingui, e deliziose, irrigate delle paludi dell’Anno,/e della Vera. Ogni Spezie di grani, e di legumi, i vini, le frut-/te, i formagi vi sono altrettanto più Squisiti, e delicati, quan-/to la natura del Suolo, e dell’atmosfera ci contribuisce mag-/giormente ad elaborare, e rendere perfetti i sughi della vege-/tazione. E se gli appennini la dividono, e la circondano quasi in/

f. 235r  (al margine destro è scritto, a matita da mano moderna, il numero “234” ed appresso è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “111” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

tutta la sua estenzione, le danno essi ancora e marmi per/Servire alla Solidità, e magnificenza insieme de’ suoi Edifizi,/e legni tanto necessari agli usi, ed a commodi della vita, e Salu-/bri pascoli pel suo numeroso bestiame. Un aria finalmente/purissima in un clima elevato, ed asciutto nel mentre che lar-/gamente dona a’ Suoi abitanti la Sanità, e la robustezza/del Corpo, li rende nel medesimo tempo Sodi, e penetranti/d’ingegno, e disposti Specialmente ad ogni industria, ed e-/conomica Speculazione./Che se a tutti questi preziosi vantaggi, che la sola natura som-/ministra a quella Provincia, si aggiunga lo stimolo, e l’/incoraggiamento universale, che il presente nostro Governo da’/continuamente ad ogni sorta d’industria che possa contribuire/alla opulenza, ed alla felicità Nazionale, qual mostruoso,/e strano Costume non sembrerà ad un onesto Cittadino l’/attuale Emigrazione? Nè rigori del Verno, né le nevi che/nella gelida bruma sogliono difendere, e fertilizzare i vostri/Campi, potranno o Contadini Abruzzesi, rendere in alcuno modo/Scusabile la vostra condotta; una dolce Primavera fa ben pre/sto divenire più gaje, e ridenti le vostre Campagne, ed una/fervida state ne conduce i prodotti alla maturità ed alla/perfezione. Scorrere un poco, non già le amene rive della Sen-/na, o dell’Arno, non i vaghi, e nobili Giardini, che fanno Corona al/

f. 235v         ( al margine sinistro vi è riportato, scritto ad inchiostro, il numero “112” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

Tamigi, non le doviziose Sponde del reno, tutte in un clima meno/felice del vostro, ma scorrita le rigide montagne dell’alpago/e voi vedrete con istupore, che nell’altezza delle pendici, né/la severità della stagione trattengano lo svizzero industre dal/mettere in opera tutte le risorse dell’arte, e costringere la/Terra a dare un largo compenso alle sue assidue fatiche Che/ne massimi rigori stessi del freddo, quando la natura so=/spendendo il lavoro della vegetazione, Sospende ancora le/operazioni Campestri, non vi resta forse un Campo equalmen=/te vasto, ed esteso, dove applicare con altrettanto vantaggio/il vostro travaglio? Forse molti Popoli della Germania/Seppelliti per la maggior parte sotto le Nevi………….(sic)/? Ma qual esempio più luminoso, più vivo potrò io ad-/ditarvi di quello, che il Saggio, l’Adorabile nostro Sovrano/ha dato a questo Regno, anzi al Monto tutto? S. Leucio,/posto in su la vetta di un monte; S. Leucio circondato da/folta solitaria Silva; S. Leucio sotto un cielo rigido al/pari del vostro, presenta ora mercè le provide cure del/gran Ferdinando la più deliziosa, la più felice contrada/dell’universo. L’Agricoltura quell’antica Nutrice degli Uomi-/ni Sembra avervi stabilita la sua Sede. Le arti, e le manifat-/ture le più preziose vi sono state meravigliosamente accolte, e ci/

f. 236r  (al margine destro è scritto, a matita da mano moderna, il numero “235” e, appresso, è riportato, ad inchiostro, il numero “113” facente parte dell’antica numerazione n.d.a.)

prendono una professione Sempre maggiore. I suoi novelli/Abitanti godono pur troppo di quell’aurea Semplicità di costu-/me, che dell’esempio, e delle ammirabili istruzioni del più/umano de’ Rè è stato loro premurosamente istillata. L’a=/more, e la Scambievole corrispondenza è l’anima di q[ue]lla/fortunata Società. In mezzo alla occupazione, ed al trava-/glio sono essi molto lontani da que’ vizi funesti, che non sono/figli, che della infingardaggine, e dell’ozio. La Osservan-/za finalmente di poche, ma savie, ed auguste leggi, espre-/se nel più vero senso della umanità, e della ragione, vi/fanno regnare per ogni dove il buon ordine, e la pubblica/tranquillità!= Possa o miei Concittadini, un raggio solo di/quella bonifica luce, che rispandendosi dal Trono, come del suo/centro sopra la invidiabile Popolazione di S. Leucio, ha operato/la sua più grande felicità penetrare insino a voi, e liberarci/da quella cecità fatale, in cui siete per tutto ciò, che riguar-/da il vostro ben’essere.”

    Nonostante l’appassionata arringa del ventitreenne Mosca a favore della ricca classe borghese, alla quale egli apparteneva, e i suggerimenti per la coltura del lino con la susseguente lavorazione attraverso la quale auspicava che 

“[…] questa manifattura andasse esente da ogni sorta di dazio Doganale, si nello interno che nello esterno traffico del regno, e si stabilisse un premio a chi fosse segnalato o nella Filatura del Filo, o nelle sue manifatture[…] 

ed isuggerimenti anche per la coltivazione dello zafferano

“[…] la coltura dello Zaferano[…]ch’essa sola dava una entrata molto considerevole[…]Si cerchi dunque di ricosvrire i Contadini Aquilani alla vera occupazione per meno di questi espedienti[…]perche essendovi di coltivar la Campagna il Zafferano si vedrà ben tosto rinascere per tutta la Provincia[…]”

i ricchi proprietari di figli, loro malgrado, furono costretti ancora e, putroppo, per sempre, per arrotondare le loro misere entrate, ad emigrare per la mera sopravvivenza, verso l’Agro romano:

“[…]Intorno a Ventimila si portano ogni anno dalla Provincia dell’Aquila nella Campagna Romana, per impiegarvisi chi alla Coltura dei campi, chi all’asciugamento delle Paludi, ma la maggior parte alle costruzioni delle Strade. Il tempo della loro dimora nello stato Pontificio è ordinariamente dal mese di Novembre insino a Giugno[….]”

 come chiaramente si evince anche dagli interessanti documenti conservati nell’Archivio di Stato dell’Aquila (13) relativi all’anno 1806. Qui, infatti, apprendiamo non solamente le notizie riguardanti la veemente insorgenza filobobonica avvenuta, in tutto l’aquilano, il 26 marzo 1806 ( addirittura nella cittadina di Celano due furono le insorgenze popolari : la prima, il 26 marzo e la seconda il 19 settembre sempre dello stesso anno 1806) ma, apprendiamo anche, notizie interessantissime, paese per paese, circa l’emigrazione dovuta, per la stragrande maggioranza, per  lavoro verso la campagna romana o a Foggia, solo uno è assente per motivi di studio:  l’aiellese

 “D.[on] Clementino (è sicuramente Valentino (14) in quanto in alcuni passi prima è stato corretto in Valentino n.d.a.) Berardi, che si trovava in Napoli p[er] causa di studio”

 ed il periodo: dal mese di Ottobre al mese di Giugno. 

   Sono, questi descritti movimenti popolari, gli antesignani delle oceaniche moderne emigrazioni che segnarono indelebilmente le nostre contrade specialmente alla fine dell’Ottocento ed inizio Novecento.

Nel 1806, dal paese di Forme, dunque, partirono per l’agro romano 4 persone 

“ come fin dalla metà del passato Ottobre corrente partirono da questa nostra Padria[…]p[er] andare a lavorare nell’Agro Romano p[er] guadagnarsi il pane, e ritorneranno, siccome il solito dentro il Mese del venturo Giugno 1807, più o meno. Siccome trovano il lavoro”

da Cese 2 persone; un numero non specificato di abitanti di Oricola andò a  lavorare nell’ agro romano e 

“il mag:[nifi]co Giacomo Mariani per suoi affari risede in Roma” 

 da Pereto partirono per l’agro romano 5 persone; da Santa Iona partirono 6 persone come garzoni in paesi limitrofi quali Sante Marie, Avezzano ed Ovindoli; 

da Ortona dei Marsi partirono 

“Per l’Agro Romano p[er] soliti Lavori Agrarii” 

27 persone;

 da Lecce dei Marsi 

“ Sono assai Li Cittadini abbitanti di questa Uni[versi]tà li quali si sono portati porzione nell’Agro Romano, e porzione nel Reg.[i]o Tavoliere di Puglia”

 da Celano 6 persone sono

 “partiti per la Puglia a Lavorare”

 da Ortucchio 

“sono assenti sei persone per andar a lucrar pane nell’agro Romano”

 da Ovindoli una persona

 “e presentemente trovasi in Gioja al servizio di un locato”

 da Rovere

 “sono assenti, porzione a lavorare in Roma”

 40 persone e 61 persone

 “  nel Reg.[i]o Tavoliere di Puglia”

 da Aielli  7 persone sono

 “partiti in Foggia” 

di cui 4 erano proprietari di pecore, uno a Napoli:

 “ D.[on] Clementino( è come abbiamo visto Valentino n.d.a.) Berardi, che si trova in Napoli p[er] causa di studio”

 e 8 

“si sono portati nella Campagna Romana a Lavorare”

 e da Bisegna sono partiti 26 persone

 “ p[er] portarsi nella parti di Puglia in qualità di Bassettieri, ed altri addetti alla Pastorizia secondo il Loro solito p[er] Lucrarsi il pane”.

    Dagli altri centri riportati dal sopramenzionato fondo non partì alcuna persona (15).

     Da come chiaramente si evince il record è detenuto dal paese di Rovere con ben 101 persone su una popolazione di 420 abitanti : quasi un quarto dell’intera popolazione.

   Dalla fine del Settecento al primo sessantennio del secolo successivo l’ex reame di Napoli fu teatro di eclatanti movimenti politici: le insorgenze del 1798-99 e del  1806, i moti passati alla storia come i “Moti di Nola” (1820-21), gli eventi del 1848-49 che faranno concedere, nel 1848, da Ferdinando II re delle Due Sicilie, la Costituzione ed infine la guerra d’Indipendenza (1860-61) che porterà finalmente all’unificazione dell’Italia eventi questi che faranno passare, in secondo piano, per i più svariati motivi, il fenomeno dell’emigrazione. Ma, all’indomani dell’agognata unificazione italiana, nella seconda metà dell’800, si rinizia a movimentare il procrastinato esodo migratorio che, alla fine dello stesso secolo ed inizio del nuovo porterà a raggiungere il, purtroppo, primato dell’esodo in massa dei venditori di braccia all’estero. Fenomeno questo volutamente ostacolato dalla classe dirigente nel ventennio fascista e vigorosamente ripreso alla fine degli anni’40 ed inizio degli anni ’50 del passato secolo protraendosi alla fine degli anni’60. In questo stesso periodo, denominato “boom italiano”, assistiamo anche ad un crescita del fenomeno migratorio interno infatti torme di abitanti del Sud Italia invadono letteralmente le città del Nord Italia contribuendo ad un forte incremento demografico nelle città prese d’assalto. Esaurita l’emigrazione interna si inizia nuovamente, pian piano, specialmente in questi ultimi anni, a causa di una forte recessione, il flusso emigratorio all’estero in special modo verso l’Inghilterra, la Germania, la Svizzera, la Francia, il Brasile e gli Stati Uniti d’America. Ad una iniziale “fuga dei cervelli” non più con le logore e consunte valigie di cartone legate con lo spago bensì muniti di diploma e di laurea si è seguito ad un trasferimento di lavoratori senza qualifica: ad una iniziale esportazione di menti è seguita una emigrazione vecchia maniera ancora “venditori di braccia all’estero” e da Paese di emigranti siamo diventati anche Paese di immigranti. Nel 2016, duecentoottancinque mila italiani hanno lasciato il nostro Paese e, nello stesso 2016, gli stranieri residenti in Italia sono più di cinque milioni per l’esattezza 5.026.123 pari all’8,3% dell’intera  popolazione italiana. Gli italiani iscritti all’estero sono circa cinque milioni : 4.973.942 pari all’8,2% su una popolazione residente di oltre 60 milioni e mezzo e qui, all’estero, vivono ancora sessanta milioni di oriundi italiani: un’altra Italia.

     I cerchiesi, nel corso della loro lunga storia legata al femoneno dell’emigrazione, sono espatriati in quasi tutte le nazioni del mondo: Europa ( Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Germania [Prussia], Regno Unito, Grecia, Ungheria, Bulgaria, Turchia, Russia ), Africa ( Tunisia, Algeria, Marocco, Libia, Somalia, Eritrea, Sud Africa), Medio Oriente ( Israele, Iran ), Asia ( Siberia, Manciuria, Giappone, Cina, Vietnam), Australia, Isola della Tasmania, America del Nord ( Stati Uniti, Canada, Messico), America del Sud ( Cile, Venezuela, Argentina, Brasile). Quasi tutti i cerchiesi hanno o hanno avuto almeno un parente emigrato all’estero. Attualmente, nel comune di Cerchio, gli iscritti all’AIRE ( Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero ) sono 389 e gli stranieri, regolarmente iscritti all’anagrafe comunale, sono 89.

    Eclatante fu la lettera che l’arciprete di Cerchio don Beniamino Pietroiusti (1818-1908) inviò al vescovo dei Marsi monsignor Enrico De Dominicis (1885-1896) il 4 aprile 1888 dove stigmatizzava che il 

“[…]popolo è afflitto da una fame nera. La raccolta è stata infelice, ed insufficiente a pagare i pesi governativi e Municipali. La Stagione piovosa e nevosa ha privato la popolazione per quattro mesi delle risorse del lavoro; e senza guadagnar nulla. Ha dovuto pensare a tutte le esigenze della vita, specialmente, Vitto e fuoco[…]”:

 “[…] Cerchio 4 Aprile  1888./Eccellenza Ill.[ustrissi]ma e R.[everendissi]ma/Nella prossima Domenica in Albis la Famiglia del Cava-/liere D[on] Benedetto D’Amore Solennizza una festa/ad Onore di Maria S[antissi]ma sotto il titolo della Pietà./A detta festa interverrà il P.[adre] Domenico da Onna/Minore Osservante Stato per molti Anni Superiore/in questo Convento delle Grazie. Prego la Carità di/V.[ostra] E.[ccellenza] Ill[ustrissi]ma e R[everendissi]ma autorizzare il predetto Padre/Domenico ad ascoltate le Sacramentali Confessioni, anche/con i Casi riservati, Se lo Crederà opportuno, per ajutare/i fedeli per l’adempimento del S.[anto] Precetto nella Scarsez-/za de Confessori paesani./Per la questua ordinata dal S.[anto] Padre per i bisogni di Terra/Santa da farsi nel Venerdì Santo, profittando della/facoltà data ai Parrochi di farla in altro giorno se/lo Crederanno benfatto, in detto giorno fu omessa./Ora prego l’E.[ccellenza] V.[ostra] R[everendissi]ma a dirmi come debbo regolar-/mi./Qui il popolo è afflitto da una fame nera. La/raccolta è stata infelice, ed insufficiente a pagare i pesi/governativi e Municipali. La Stagione piovosa e/nevosa ha privato la popolazione per quattro mesi//delle risorse del lavoro; e senza guadagnar nulla. Ha dovuto pen-/sare a tutte le esigenze della vita, specialmente, Vitto e fuoco./Se io tentassi far questa Colletta nei tempi che corrono, sareb-/be una mormorazione senza ottener neanche un centesimo./Penserei farla nel prossimo Settembre, qualora V.[ostra] E.[ccellenza]/l’approvi, altrimenti mi dica come debbo regolarmi,/ed io obbedirò all’E.[ccellenza] V.[ostra] R[everendissi]ma, ed al S.[anto] Padre./Baciando con rispetto e Venerazione il S.[acro] Anello, imploran-/do la S.[anta] Pastorale benedizione, riprotesto la mia Sudditanza/all’E.[ccellenza] V.[ostra] Ill[ustrissi]ma e R[everendissi]ma./U[milissi]mo D[evotissi]mo Serv.[itor]e e Suddito/Beniamino Arcip.[ret]e Pietrojusti “ (16).

   Così piena di patos e straziante fu la lettera che più di cent’anni prima il fornacaro Emidio Campomizzo inviò al vescovo dei Marsi Monsignor Benedetto Mattei (1761-1776):

“ Ill.[ustrissi]mo e R[evere]nd[issim]o Sig.[no]re

Il povero, e miserabile Emidio Campomizzo della T[er]ra di Cerchio fidelis.[si]mo Diocesano di V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma con me Sup.[pli]ca[n]te Rappresenta, Come anni addietro nelli anni della sterilità (17), il q.[uonda]m Dom.[eni]co di lui Padre, non trovò a vendere li lavori si trovava fatta nella fornace, né tampoco trovò a’ fare debbito p[e]r Cuj patri con otto suoj figli Pupilli alcuni giorni, due sue piccole ragazze una sera riportorono un poco di grano senza dire né chi, nè dove lo aveano preso, la mattina si sentirono li Procu.[rato]ri della Chiesa lamentare, che le med.[e]me sue figlie aveano da un buco della porta del granaro della Chiesa Cavato il grano,  e li  med.[e]mi supposero fosse intelligenza di esso q.[uonda]m Padre, e sfuggire li rigori  della Corte, che pella sua notoria povertà e prepotenza de Procu.[rato]ri non li si permetteva sperimentare la sua innocenza, convenne fuggirsene nelle Campagne di Roma, e per quanto poj intesero, che trovassero mancante tre salme di grano, e le addosiorono tutto ad esso p.[redet]to suo Padre, senza riflettere, che la introduz.[io]ne di esse piccole figlie, potea essere proceduto dalle operazioni di altre persone, e così deve credersi. E perche colla dimora in quelle Campagne di Roma il povero sup.[plican]te à perso Padre, Madre, e cinque tra’ Fratelli, e Sorelle, à penzato ripatriare nella med.[e]ma  di Cerchio, si pella loro salute, come pure per lavorare nella fornace, à tal’effetto no[n] à curato cercare una tal’eccezione, se sì, o’ nè potea seguire tale trafugazione di grano di tanta quantità, à fatto sentire alli Procu.[rato]ri, che vorrebbe accollare a sé tutto, su’ di ciò anno detto, che senza V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma non ponno moversi. Per tanto sup.[pli]ca non meno la pia Carità, che l’innata gentilezza di V.[ostra] S.[ignoria] Illu.[strissi]ma, e pelle viscere di Giesù Cristo à voler com-//piacersi abilitarlo in parte della pred[ett]a so[m]ma, quale ora non si voglia in tutto, attenta la sua notoria povertà, e miseria vivendo colle misere braccia, e sostenere le due sorelle nubbile coll’onore e dicciò, che à V.[ostra] S.[ignoria] Ill.[ustrissi]ma parerà quello à dover pagare, che li Procu.[rato]ri si compiaccino ridurle in paghe, e che più no[n] li faccino molestare né  far dare molestia, p[er] qualsivog.[li]a prevenzione annesso la Corte che il tutto” 

e con altra grafia segue:

“Quante volte sia vero L’Esposto, ordiniamo agl’attuali Proc.[urato]ri Surriferiti, che ammettano il Supplicante alla dilazione, che chiede, esigendo dal medesimo le trè Some di grano, che deve ristituire in due anni, e non lo molestino altrimenti. Dato in Avezano dal nostro Palazzo li 5 Febrajo 1773. B.[enedetto] Vescovo de Marsi,      G. Ettorre Seg.[reta]rio” (18)

   Per mettere in risalto il flusso migratorio dei paesi della provincia dell’Aquila avvenuto tra la fine dell’Ottocento ed inizio del Novecento si riporta la tabella sulle “Differenti destinazioni dalle province abruzzesi” tratta dall’ottimo volume di Daniela De Nardis dal titolo “L’emigrazione abruzzese tra Ottocento e Novecento. Fuga dalle campagne dal 1876 al 1915” (19):

Anni                            Europa                                Americhe                               Altri Paesi

1876-1880                       29                                       120                                             100

1881-1885                  4.188                                       982                                           1.041

1886-1890                  3.433                                    4.667                                              402

1891-1895                 9.734                                    6.178                                                  54

1896-1900                 6.017                                  17.708                                                 323

1900-1905               24.237                                  46.736                                                 889

1906-1910               20.089                                  51.536                                                  …

1911-1915                4.166                                   42.161                                                 ….

    Chi erano questi fuggitivi?

Sicuramente i delusi e coloro i quali non volevano stare sotto un ingrato fato e sotto l’antica e nuova borghesia per la quale , specialmente per la prima, nulla era cambiato, tutto era rimasto come prima:

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutti cambi”

affermava ne “Il Gattopardo” (20) Giuseppe Tommasi di Lampedusa.

     I combattenti: “briganti”, “reazionari”, garibaldini, filo-borbonici, filo-piemontesi i quali avevano strenuamente ed ingenuamente combattuto “l’un l’altro in singolar tenzone” per una causa ritenuta giusta ed equa dove, finalmente tutti,  Nord, Centro e Sud diventavano una unica nazione e tutti gli abitanti erano fratelli ed uguali davanti alla Legge quando, all’indomani del nuovo Regno, ahimè, toccarono con mano che nulla era cambiato e cioè coloro che detenevano il potere, esclusa qualche minimissima parte, stavano dove erano prima della “rivoluzione”, dove quasi tutti i “galantuomini “ erano rimasti al proprio posto di comando  sicuramente si saranno chiesti “per chi e per che cosa abbiamo combattuto”? “ Per cosa  abbiamo rischiato  la  vita? ”

     Che cosa concretamente, gli appartenenti alle cosiddette culture subalterne, avevano ottenuto? Avevano conquistato qualche riconoscimento positivo per loro, per la propria famiglia, per il proprio clan? 

    Eloquentissima e crudissima fu la “ Lettera ai Censuari del Tavoliere “ scritta dal pescasserolese Francesco Saverio Sipari (1828-1874) data alle stampe presso la Tipografia Cardone di Foggia nel 1863 e, sagacemente riportata nella sua celebre “ Storia del Regno di Napoli” dal nipote, il grande filosofo Benedetto Croce ( 1866-1952) dove, tra le altre cose, metteva in evidenza stigmatizzando la vita grama, stentata e disperata dei nullatenenti:

“[…] E il contadino, il proletario che tutto attendeva dalla sommossa e dalla ribelione, fu tradito, come sempre. Quale è lo stato del contadino, del proletario nelle provincie merdiane d’italia, io lo dirò, nato e vissuto tra essi. Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha vigna, non ha prato, non ha bosco, non ha armento; non possiede che un metro di terra in comune…. al camposanto. Non ha letto, non ha vesti, non ha cibo d’uomo, non ha farmachi. Tutto gli è stato rapito o dal prete al giaciglio di morte, o dal ladroneccio feodale, o dall’usura del proprietario, o dall’imposta del comune e dello stato; il contadino non conosce  pan di grano, né vivanda di carne, ma divora una poltiglia innonimata di spelta, segale o melgone, quando non si accomuna con le bestie a pascere le radici che gli dà la terra, ah! madrigna a chi l’ama. Il contadino robusto e aitante, se non è accasciato dalle febbri dell’aria, con sedici ore di fatica, riarso dal sollione, rivolta a punta di vanga due are di terra alla profondità di quaranta centimetri e guadagna ottantacinque centesimi – beninteso nelle sole giornate di lavoro, e quando non piove e non neviga e non annebbia. Con questi 85 centesimi vegeta esso, il vecchio padre ( invalido dalla fatica già passata,  senza ospizio), la madre, un pajo di sorelle, la moglie, ed una nidiata di figli. Se  mancano per più giorni gli 85 centesimi, il contadino non possedendo nulla, nemmeno il credito, non avendo da portare nulla all’usuraio o al monte dei pegni, allora (oh! io mentisco!) vende la merce umana: esausto l’infame mercato, piglia il fucile e strugge, rapina, incendia, scanna, stupra e … mangia! Ecco il contadino del napoletano. E’ nota la risposta del vangatore nelle maremme. Come vivete qui?- Signore, qui si muore! Che ha fatta la pretesa ricoluzione pel contadino? Riponderò con quello che ha fatto la Monarchia per noi, che non siamo proletari. La Monarchia ci ha dato (o ci darà) le ferrovie, il commercio, le industrie, i capitali, il ben essere civile, le casse di risparmio, gli asili infantili, le scuole elementari, gl’istituti tecnologici e professionali, le scuole serali e domenicali, le belle arti, le manifatture e un bello e bene armato esercito per difendere noi e le proprietà nostre. Ma gli è poco.Ci ha garantito il diritto di libera stampa, di libera coscienza, di libero lavoro, di riunione, di associazione, di petizione, e, bene supremo, la elezione del maestrato municipale, provinciale, penale, della milizia civile, della rappresentanza nazionale.Cives! E pel contadino? Potea e può far nulla lo stato? E’ in tempo ancora, e può tutto facendolo proprietario. Due sono le classi sociali potentissime e terribili; il Clero, e il Proletariato. L’uno avea troppo e l’altro nulla, ambo avversi e nimici al governo, minatori incessanti lo scavano, e lo struggeranno, certamente. E lo stato ha avuto il torto, incipientemente, di farli ostili e, peggio, renderli solidali nell’offesa e nella riazione. Non parleremo del Clero, perché daremmo di capo in un gineprajo da perdervi il senno: solo accettiamo il fatto che non debba esser proprietario del terreno, ma ricco e poco numeroso, e forse (ora è tardi) poteva completarsi il manchevole del contadino col soverchio del clero, neutralizzandoli a vicenda. Abbiamo vista la pingue prebenda tramutarsi nell’Economato, nella Cassa Ecclesiastica, e infine nel Demanio pubblico: per un canonico perduto abbiamo 4 impiegati e 1 banchiere. E questa succulenta olla putrida de’ beni ecclesiastici ( che in origine materialmente e moralmente erano e sono del povero) anziché restituirla al contadino famelico e rabbioso ne faremo tinello a qualche grossa banca, come per dieci milioni nelle ferrovie meridionali, e come si arriverà al Credito fondiario, via vai. Le miche che avanzano si offriranno al capitale-monopolio, a metà prezzo.- E al contadino? Con la repressione violenta, con i magistrati della pubblica sicurtà, con le corti di assise, con lo stato d’assedio, con i consigli di guerra, con i bersaglieri, con i carabinieri, con gli ergastoli, con le fucilazioni, con lo spionaggio, con la corruzione, col talione, col fuorbando, vinceremo gli effetti del brigantaggio. Ma la causa?- Dirò cosa strana: mi perdonino. Il proletario vuol migliorare la sua condizione né più né meno che noi. Lo ha  atteso invano dalla stupida pretesa rivoluzione: lo attende dalla Monarchia. In fondo, nella sua idea bruta  il brigantaggio non è che il progresso, o, temperando la crudezza della parola, il desiderio del meglio. Certo, la vita è scellerata, il modo è iniquo ed infame, poiché la forza non sanziona il diritto, ma sì lo offende e fere. Via, si faccino proprietari: non è mica così difficile, ruinoso, anarchico, e socialista come ne ha la parvenza: una buona legge sul censimento a piccoli lotti dei beni della cassa ecclesiastica e demanio pubblico ad esclusivo vantaggio dei contadini nullatenenti –  e il fucile scappa di mano al brigante![…] Il brigantaggio non è che miseria, e miseria estrema, disperata: le avversioni del clero, e dei caldeggiatori il caduto dominio e tutto il numeroso elenco delle volute cause originarie  di questa piaga son scuse secondarie e occasionali, che ne abusano e le fanno perdurare; ma, perdio, se ne deste una moggiata al contadino, e’ si farà scannare per voi, e la difenderà contro tutte le orde stranie(re) e barbariche dell’Austrofrancia[…]”(21)

   Nella seconda metà dell’Ottocento molti ex combattenti di entrambi i fronti sono stati costretti ad abbandonare, con indicibile sofferenza, loro malgrado, il proprio luogo natìo ed ingrossare le fila dei venditori di braccia all’estero ed addirittura, con le loro rimesse poi, hanno contribuito a dare una certa stabilità economica sociale anche alla neonata nazione italiana. Sono diventati i nuovi ardimentosi ed indomiti eroi che, a costo di duri sacrifici, hanno conquistato all’estero ciò che la propria nazione aveva negato loro, lì, in terra straniera, sono riusciti a realizzare il loro sogno fatto di piccole ma fondamentali cose: lavoro, famiglia, rispetto, riconoscimento dei propri diritti e, anche, dei propri doveri.

   I cittadini italiani residenti all’estero, con il loro sagace ed indefesso impegno quotidiano, hanno notevolmente contribuito alla ricchezza della loro seconda patria la quale con loro non è stata matrigna anche se, ad onor del vero, agli inizi, come tuttavia però è per tutte le cose, è stato molto dura in quanto non conoscevano la lingua, le abitudini, il pensiero del paese ospitante. Qui hanno dovuto superare le inevitabili, purtroppo, “guerre dei poveri” dove la Miseria sia culturale che morale, regnavano e regneranno invitte per sempre: è questo, purtroppo, il prezzo che ogni essere umano deve pagare all’ignoranza e alla cattiveria pura e gratuita. Alla fine, però, a prezzo di enormi sacrifici, i nostri connazionali sono riusciti a raggiungere ciò che si erano prefissati di ottenere: l’agognata meta dell’emancipazione ed adesso, a pieno titolo, occupano posti di rilevante posizione nella loro nuova nazione: è il giusto riconoscimento verso coloro i quali hanno fatto dell’onestà ed abnegazione il loro motto esistenziale ed  alla fine, come è giusto che sia, il loro impegno è stato premiato.

    Con questo lavoro si vuole cercare, al di là di ogni vuota demagogia e dietrologia, di riunire le notizie, a me note, legate all’emigrazione cerchiese nel  mondo, umilissime tessere del grande mosaico della Storia, affinché tutti possano essere edotti delle emigrazioni che i nostri antenati da secoli hanno, purtroppo, dovuto essere, volenti o nolenti, partecipi. 

     Questo umilissimo lavoro, vuole essere un omaggio a tutti gli emigranti di tutte le razze, di qualsiasi estrazione politica e di tutte le religioni nessuna esclusa perché, la sofferenza delle emigrazioni, la sofferenza delle privazioni e la sofferenza dell’indifferenza, checché se ne dica, è uguale per tutti gli uomini  non è il colore della pelle o il credo politico o il credo religioso che fa diventare diversa la Sofferenza: tutti, nessuno escluso, è succube, purtroppo, di essa.

   Mi sono avvalso delle “Relazioni” scritte alla fine del ‘700 dallo storico napoletano Giuseppe Maria Galanti (1743-1806), dal baretano Antonio Mosca (1767?-1854) e dal pescinese Marino Tomasetti (1730-1802) e dei documenti, conservati nell’Archivio di Stato dell’Aquila relativi alle insorgenze del 1806 per un quadro più generale e, poi, per entrare più da vicino nelle microstorie dei nostri eroi, ho riportato nelle varie appendici, come speciali e singolari diari sui generis, i nominativi,  di coloro che furono rubricati nei registri di Ellis Island ( con gli immancabili grossolani errori di trascrizione da parte degli impiegati che spesso hanno storpiato nomi, cognomi, luoghi di nascita e di provenienza ed hanno confuso anche i cognomi con i luoghi di origine), nei registri dei fogli matricolari collocati nell’Archivio di Stato dell’Aquila relativi ai nati cerchiesi dagli anni 1875 al 1900 e nei registri della popolazione servite nei censimenti del 1931 e 1936 del comune di Cerchio (22). Ho riportato anche documenti vari conservati nel Comune di Cerchio (Appendice IV); Lettere a stampa inviate ai nostri emigranti, in occasione della festa della Madonna delle Grazie, conservate nel Museo Civico di Cerchio (Appendice V); Articoli vari da me scritti su personaggi quali Silvestro Rosati (1864-1904), Pietro Continenza (1883-1945), Rocky Marciano (1923-1969), Fiorino Continenza, il poeta emigrante (1928-2016) e Sonia di Tommaso (1928-2016) (Appendice VI); la preghiera alla Madonna delle Grazie scritta dal sunnominato poeta emigrante Fiorino Continenza (Appendice VII); Poesie di Fiorino Continenza tratte da <<Lacr’m’ i risat’>> ( Appendice VIII); Articoli vari di Fiorenzo Amiconi (Appendice IX); Depliant festivo realizzato il 2 agosto 1981 in occasione della prima festa della Madonna delle Grazie in Mississauga-Canada(Appendice X); la Visita pastorale del vescovo della Diocesi dei Marsi Mons. Vittorio Biagio Terrinoni nel 1987 in Toronto – Canada (Appendice XI); Interviste agli emigranti (Appendice XII); Notizie riguardanti gli emigranti cerchiesi che si sono affermati nella loro seconda patria (Appendice XIIV) ed, infine, Una singolare storia di emigrante (Appendice XIV). 

Cerchio, lì 28 febbraio 2018

                                                                                             Fiorenzo AMICONI

Si ringraziano per la cortesia usatami durante le mie ricerche la Soprintendente Archivisitca e Bibliografica della Puglia e della Basilicata dr.ssa Maria Carolina Nardella e la D.ssa Federica Fella bibliotecaria della biblioteca Metropolitana “De Gemmis” di Bari.

Si ringraziano gli amici di Aielli, Mario Palerma e Maurizio Di Censo, che mi hanno sempre gentilmente accompagnato nelle ricerche presso l’Archivio di Stato dell’Aquila.

Note

  1. Marino J. A.: ” L’economia pastorale nel Regno di Napoli” a cura di Luigi Piccioni,Guida Editori, Napoli, presso La Buona Stampa, Ercolano, 1992.
  2. Grohmann A.:” Le fiere nel Regno di Napoli in età aragonese”, Istituto Italiano per gli Studi Storici, Napoli, MXMLXIX. Amiconi F.:” I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale”, in AA.VV.: “ La musica sacra nella provincia dell’Aquila La Marsica”, a cura di Gianluca Tarquinio, Ianieri Editore, Pescara, 2009.
  3. Cozzetto F. “ Mezzogiorno e demografia nel XV secolo”, Rubettino Editore, Soveria M.lli, 1986.
  4. Amiconi F.:” Uomini Illustri/Geremia d’Amore”, Marsica Domani, n,. 5/92, 31.3.1992. Amiconi F.: “ Geremia d’Amore Giudice della Regia Doganella del Dipartimento di Pescina”, II parte, Marsica Domani, n. 10/92, 15.6.1992. Amiconi F.:” Geremia D’Amore Giudice della Regiia Doganella del Dipartimento di Pescina”,III parte, Marsica Domani, n. 11/92, 15.7.1992. Amiconi F.: “ Storia della Confraternita di S. Maria di Piedponte in Cerchio (AQ)”, BDASP, Annata LXXXIII (1993). Boccini F.:” Un tribunale Marsicano del ‘700”, BDASP, Annata LXXVIII (1987), Edigrafital di Sant’Atto Teramo, 1987. Amiconi F.:” Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (Aq) (documenti)”, s.c.e. (ma De Cristoforo Editore, Roma) s.d. (ma 1996). Amiconi F.:” Il Settecento cerchiese”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 60, Anno IX, 2006. 
  5. Giuseppe Maria Galanti nacque il 25 Novembre 1743 a Santacroce di Morcone (odierna Santa Croce del  Sannio ) da Giambattista e da Agata Musaccio. Fu un grande personaggio nel mondo culturale del regno di Napoli fu infatti economista, storico, politico, editore ed esponente di spicco dell’illuminismo napoletano. Diede alle stampe, nel 1772, in forma anonima : “Elogio storico del signor abate Antonio Genovesi” e nel 1774 fu editata la seconda edizione. Nel 1780 pubblicò  “ Dello spirito generale della religione cristiana” nel medesimo anno pubblicò “  Il saggio sulla storia de’ Sanniti” e nel 1781 fu pubblicata la “ Descrizione dello stato antico ed attuale del contado di Molise”. Nel 1783 diede alle stampe il “ Saggio sopra l’antica storia de’ primi abitatori dell’Italia”. Nel 1786 uscì il primo tomo della “Nuova descrizione storica e geografica delle Sicilie” (nonostante che dal 1786 al 1794 uscirono altri 4 volumi l’opera è, tuttavia, incompleta) ed infine, nel 1806, poco prima di morire diede alle stampe a Venezia, in forma anonima, i due volumi del “Testamento forense”. Altri scritti del Nostro quale la “ Lettera Filosofica” e “ Della civile filosofia” non sono stati mai pubblicati. Per il suo carattere prudente e per la sua fama di riformatore subì sia l’incomprensione da parte dei filo francesi sia la reazione borbonica e sanfedista tanto che la sua villa di Casoria fu saccheggiata ed egli dovette rimanere nascosto per aver salva la vita. La morte lo  colse a Napoli il 6 Ottobre 1806, all’età di circa 63 anni. 
  6. Galanti G. M. . “ Testamento forense”, Venezia, 1806, vol. II, pp.191-198.
  7. Villari R.:” Il Sud nella storia d’Italia” antologia della questione meridionale- a cura di Rosario Villari, Vol. 1°, Universale Laterza UL, Editori Laterza, 1966.
  8. I paesi che componevano  a quell’epoca la contea di Celano erano: Celano, Aielli, Cerchio, Collarmele, S. Iona, S. Potito, Ovindoli e Rovere.
  9. Villari R.:” Il Sud nella storia op.cit.”
  10. Il rinvenimento  di tali citate relazioni è stato sofferto e lungo più di vent’anni. L’esistenza di tali importanti documenti fu da me appresa dalla nota n. 19 di pag. 209 dell’ottimo volume della storica aquilana Angiola De Matteis: “  Terra di mandre e di emigranti L’economia dell’Aquila nell’Ottocento”, Giannini Editore, Napoli, 1993 dove appresi :”[…]Entrambe le memorie Sulla emigrazione degli abruzzesi nello Stato Romano, di Antonio Mosca, del 12.4.1790, e quella della Società Patriottica, si trovano presso la S.A.B., Relazioni Galanti, mss, cart. A. cfr. anche in questa raccolta, la relazione di Marino Tommasetti da Pescina, del 22.12.1793[…]”. Immediatamente cercai di mettermi in comunicazione con Angiola De Matteis, anche questo non è stato facile. Quasi quotidianamente telefonavo alla sua abitazione aquilana con la speranza di aver un contatto, un colloquio. Alla fine, dopo tanto penare, sono riuscito a parlare con la soprannominata la quale, quasi a bruciapelo, mi comunicò che tutto il materiale da lei usato per la stesura del sopracitato volume lo aveva, purtroppo, distrutto e che, comunque, potevo senz’altro rivolgermi alla Soprintendenza Archivistica di Bari. Senza perdere ulteriore tempo immediatamente ho inviato una missiva all’allora soprintendente il quale, il 20 gennaio 1997, così laconicamente mi rispose: “[…]OGGETTO: Manoscritto cartaceo A- Relazioni Galanti. Richiesta documentazione. Si è spiacenti di comunicare che questa Soprintendenza non possiede la documentazione richiesta con nota del 27 novembre 1996 in quanto questo Istituto non ha compiti di conservazione di documentazione archivistica ma solo di vigilanza sugli archivi degli enti pubblici esistenti nella Regione Puglia, nonché dei privati dichiarati di notevole, interesse storico. IL SOPRINTENDENTE Dr. Porcaro D. Massafra”. Dall’iniziale stupore e sbigottimento di tale missiva non ho perso la speranza del rinvenimento delle citate importanti relazioni anche se, purtroppo, sono passati più di vent’anni. Nello scorso mese di novembre stavo mettendo in ordine il mio epistolario quando è riapparsa la sopramenzionata lettera e mi sono detto “adesso scrivo nuovamente alla Soprintendenza di Bari” con l’intima speranza che vi fosse stato un avvicendamento nella direzione dell’importante Istituto Archivistico di Bari e, quindi, pieno di speranza, il 23 novembre del 2017 ho scritto una lettera al Direttore della Soprintendenza Archivistica per la Puglia chiedendo se era possibile avere una copia di tali documenti. Con lettera del 6 dicembre 2017 da parte della citata Soprintendenza ho saputo finalmente che tali relazioni erano conservate presso la sezione Manoscritti della Biblioteca Metropolitana “De Gemmis”, con sede nel complesso di Santa Teresa dei Maschi in Bari. La gentilissima Soprintendente D. ssa Maria Carolina Nardella addirittura mi ha fornito anche l’esatta catalogazione : “Manoscritti Galanti, busta A- cc. 187-192 Relazione di Antonio Mosca; cc. 220-235 Relazione di Marino Tomassetti “. A questo punto il gioco è fatto. Immediatamente ho scritto al direttore della succitata Biblioteca e, l’8 gennaio 2018, ho ricevuto la seguente graditissima lettera: “ Gent.mo sig. Amiconi  come da sua richiesta pervenuta e registrata agli atti con nota prot. 1201/2018 e a seguito dei contatti telefonici intercorsi, si inviano le copie richieste dei documenti manoscritti appartenenti al Fondo De Gemmis, Manoscritti Galanti, Busta A, cc. 187-192 relazione di Marino Tomassetti; cc. 220-235 Relazione di Antonio Mosca. Nell’occasione la informo che gli inventari dei fondi archivistici posseduti dalla Biblioteca “De Gemmis” sono consultabili sule pagine web: www.cittametropolitana.ba.it nella sezione “Biblioteca” e “Sezione Manoscritti”. Cordiali saluti Per il dirigente Federica Fella”. Finalmente dopo più di due secoli, e 25 anni di ricerche da parte mia, le citate Relazioni avranno la gloria della pubblicazione.
  11. Marino Tomasetti, nacque a Pescina il 17 marzo 1730 dal barone di Prezza Gio.[van] Antonio e da Domenica Masciarelli di Celano. La morte lo colse a Pescina, all’età di 72 anni, il 17 settembre 1802. Fu un dotto storico del quale, purtroppo, però nulla si conserva della sua vasta produzione letteraria storica. Grazie all’encomiabile lavoro dell’amico Giorgio Morelli se abbiamo qualche notizia in più infatti, nel suo ottimo articolo “Un dimenticato storico marsicano Marino Tomasetti” pubblicato nella Rivista SAMNIUM, Anni XLI- Luglio-Dicembre 1968- m. 3-4 e da me ripubblicato, con lo stesso titolo, in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n.39, Anno II, 1999, questi così riporta: “[…] per il Tomasetti si ha sola una nota, pure del ’93, di Giulio Dragonetti. Questi durante una ricerca nella Biblioteca Vaticana trovò un gruppo di carte appartenute a Vito Maria Giovinazzi, contenute nel cod. Vat. Latino 9144 e tra queste carte, a f. 139, rinvenne una lettera del Tomassetti che ripubblichiamo: << Marino Tomasetti – così scrive il Dragonetti – nacque in Pescina il 17 marzo 1730 da Gio. Antonio, Barone di Prezza e da Domenica Masciarelli di Celano. Morì il 17 settembre 1802. Fu pio sacerdote e diligente raccoglitore di memorie patrie>>[…]”. Morelli nel su citato articolo riporta quattro inedite lettere datate 14 luglio 1795, 27 ottobre 1791, 25 luglio 1788 e 17 settembre 1778 e riporta, in modo integrale, le inedite “Notizie sul Monte Cedice”. Giorgio Morelli altre notizie interessanti riguardanti il Nostro le riporta su  i “ Manoscritti d’interesse Abruzzese nelle biblioteche romane“, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, L’Aquila, Labor snc, Sulmona 1982, dove alle pagine 20, 21 e 164 si traggono le seguenti notizie: “ 25- LAURENTI, Cardone, sec. XVIII./Tre lettere al Barone Marino Tomasetti. Cappelle, 25 Luglio; 17 settembre; 20 dicembre 1778./2147, ss Carte Gerolamo Amati: Saggi di storia marsicana>>, ff. 1-10, autografe[…]”, p. 20. ”[…]20- TOMASSETTI, Marino, 1730-1802./1)Notizie sopra il Monte Cedice./2)Descrizione dei Monti della Diocesi dei Marsi./2147: <<Carte di Gerolamo Amati: Saggi di storia marsicana>>, sec. XIX, ff. 11-13, 14-18./Il Barone Marino Tomasetti, nativo di Pescina, fu un uomo dottis-/simo e cultore di storia patria; raccolse nella sua villa, gran quantità/di oggetti di scavo, e compilò una <<Storia della Diocesi dei Marsi>> andata perduta: di cui questi due scritti facevano parte di quella./Nel manoscritto non è indicazione d’autore, ma per quanto concerne/l’attribuzione al Tomassetti rimandiamo al nostro studio: Un dimenticato storico marsicano: Marino Tomassetti, in Samnium , XLI, 1968, n. 3-4, ff. 1-13[….]”, p. 21. “[…]757 – TOMASETTI, Marino, 1730-1802./Lettera a Vito Matia Giovinazzi, Pescina, 14 lug. 1795./Vat. Lat. 9144, f. 139./Ed. DRAGONETTI G., Quattro lettere inedite d’illustri abruzzesi/del secolo XVIII, in BSSPA, IV, (1893), punt. OX, pp. 109-118./758 – Lettera al card. Stefano Borgia, Pescina, 27 ott./1791./Borg. Lat. 286, f. 127./ED. LORELLI, Un dimenticato storico marsicano: Marino Tomasetti (1730-1802), in Samnium, XLI (1968), n. e-4, pp. 1-13[…]”, p. 164. E dall’altra interessantissima opera di Giorgio Morelli : “ L’Abruzzo nei manoscritti della Biblioteca Apostolia Vaticana”, Colacchi, l’Aquila 1999, Tipografia G:T.E. srl, L’Aquila 1999 apprendiamo ancora: “[…]2189 – Lettera al Sig. D. Vincenzo, Pescina, 17 settembre/1778./Vat. Lat. 9131, f. 276r-v./ED. BUONOCORE, 1984, pp. 106-107./2190 – Lettera a mond. Pier Luigi Galletti, Pescina, 6 feb-/braio 1787./Vat. Lat. 8066 E, ff. 96-102./,p. 502. 2191. Altre notizie riguardanti il Nostro si ricavano da “ I fondi pergamenaceo e cartaceo dell’Archivio della collegiata di S. Cesidio di Trasacco” a cura di Alessandro Clementi, Maria Rita Berardi, Giorgio Morelli, Evaristo Angelini, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, L’Aquila,  tipografia LABOR s.n.c., Sulmona, 1984, pp. 361, 362, 368, 371, 372 dove vengono riportate le seguenti note: “[…](f. 82) Lettera di Marino Tomasetti all’abate De Gasperis che chiedeva notizie su alcuni Santi monaci. 22 Aprile 1766[…](f.114) Lettera di Marino Tomasetti che chiede i laccetti. 7 Agosto 1767.(f.119) Lettera di ringraziamento di Marino Tomasetti. 17 Agosto 1767. ( g. 123) Altra lettera del Tomasetti circa i laccetti. 27 Ottobre 1767[…](f.218) Lettera di Marino Tomasetti, Pescina 20 Maggio 1767.(f.220) Lettera di Marino Tomasetti, Pescina 29 Maggio 1763[…](ff. 121-124) Lettere di Marino Tomasetti. 1770[…](f. 161) Lettera di Marino Tomasetti sulle lagnanze del Mezzadri. 1771[…](ff. 185-187) Corrispondenza con Marino Tomasetti sull’epigrafe esistente in Trasacco. Altre notizie di carattere archeologico. 1771-1778[…]”. Anche il critico letterario Vittoriano Esposito nelle sue “ Note di Letteratura Abruzzese”, Edizioni Urbe, Roma, 1982, a pag. 569 tratteggia un esilissimo profilo storico dal titolo: ” Un dimenticato storico marsicano Marino Tomasetti (1730-1802)”.
  12. Antonio Mosca morì a Barete, in provincia dell’Aquila, il 3 Marzo 1854 all’età di 87 anni quindi, dunque, era nato intorno al 1767 dal proprietario don Stefano e dalla proprietaria donna Rosa Mosca. Con una missiva del 13 aprile 1810 inviata dal Presidente del Consiglio Provinciale dell’Aquila, Giovanni Dragonetti, all’intendente dell’Aquila, Simone Colonna de Leca, apprendiamo tra le altre cose che don Antonio Mosca poteva sostituire, quale membro del consiglio provinciale dell’Aquila, il proprio genitore :”[…]A Stefano Mosca di Barete potrebbe sostituirsi il figlio D.[o]n Antonio, ex Visitatore delle Provincie di Abruzzo, di maggiore abilità del Padre, che ha rinunciato[…]”. Archivio di Stato dell’Aquila, Intendenza, Affari generali,Categoria 19, Anni 1809-1811, 4584b. E, sempre da notizie ricavate dal citato archivio, sappiamo che il Nostro ha rivestito tale onorifica carica  anche nel 1812, nel 1817, nel 1818, nel triennio 1822-1825, nel 1828 poi dal 1830 al 1835 e nel 1839 venne eletto alla carica di presidente del consiglio distrettuale dell’Aquila. Nel 1841 rivestiva ancora la carica di consigliere provinciale. Personaggio, senz’altro, il Nostro degno di nota nella società dell’aquilano alla fine del ‘700 e nella prima metà dell’800. A ventire anni, infatti, il Nostro inviò la soprariportata dettagliata relazione al re di Napoli spinto da “[…]Una forza imperiosa, cui non posso resistere Senza dimenticare i Sacri doveri di Cittadino, e di Suddito, mi spinge ad umiliare questa memoria al Vostro Real Trono[…]” quindi il Nostro era senz’altro dotato di un ottimo ingegno e doveva godere di un’alta considerazione sia come “patriota” che come uomo di vaste conoscenze tale da essere prescelto come “Visitatore delle Provincie dell’Abruzzo” e, come abbiamo visto, per molti anni, come “consigliere provinciale”, come “consigliere distrettuale di Aquila” e , addirittura, come “Presidente del Consiglio distrettuale di Aquila”. 
  13. Archivio di Stato dell’Aquila, Intendenza, Serie I, Categoria 17, busta 4813 a.
  14. Questi era allistato nelle vendita carbonara di Aielli con la seguente annotazione “[…]13 Berardi Valentino-Proprietario- Gran Maestro Antico. Tenente de’ legionarj[…]”. Il Nostro era nato a Gioia dei Marsi il 17 settembre 1787 e morì, all’età di trentanove anni, il 21 agosto 1826 in Aielli. Il fratello, Enrico, nato ad Aielli il 5 giugno 1801 fu eletto nel 1848 al Parlamento napoletano e nel 1861  al Primo Parlamento Italiano. Amiconi F.:” La Carboneria a Cerchio e nei Distretti di Celano e Pescina  Fatti e documenti”, Edizioni Kirke, Cerchio, 2012, p. 51. Ad onor del vero nello stato delle anime di Aielli “ante 1813” risulta a f. 14r nella famiglia di Prospero Berardi, zio  del nostro Valentino, il di lui figlio Clementino, nato il 30 novembre 1776 recante una crocetta significante che era deceduto (non sappiamo quando).
  15. Per quanto riguarda il paese di Cerchio abbiamo una interessantissima notizia, tratta dalla “Relazione Gallarano”, riguardante il fenomeno migratorio praticato dai nostri antenati all’inizio del secolo XVIII( 1718-1723): “[…]In detta terra non vi è Speziale, Notaro, Medico, ò Dottore, ne altra persona civile fra laici, mà tutti, o sono coloni, o colonizzano nelle terreni vicini, o vanno a faticare nello Stato della Chiesa, o in Puglia per procacciarsi il vitto[…]”. Manna G.: “Vertenza Cerchio – Collarmele – Parere Gennaro Manna”, Aquila Tipografia Sociale di A. Eliseo, 1894. Vedi anche Amiconi F.:” Storia di Cerchio nella settecentesca relazione del Regio Tavolario Donato Gallarano (1718-1723)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 10, Anno I, 1998. Il Gallarano non mise in evidenza, cosa che invece fece Gennaro Manna nella succitata opera, la terrificante epidemia della peste che sconvolse la Marsica dal 14 ottobre 1656 al 17 agosto 1657 e dove, purtroppo, perirono 4080 persone: a Cerchio i morti appestati furono 254.                                                                                                                                                                                                                 
  16. Nel retro, scritto orizzontalmente, si legge: “A Sua Eccellenza Ill[ustrissi]ma e R[everendissi]ma/Monsignor D.[on] Enrico De Dominicis/Vescovo de’ Marsi. Pescina” e verticalmente è così scritto da altra mano: “ Cerchio/Questua di Terrasanta/Si può rimettere a tempo più/opportuno, ma non se ne/dimentichi/6. Ap.[ril]e 1888.” n.d.a.). Archivio della Diocesi dei Marsi, Avezzano, C 90/2135.
  17. Nel 1759 iniziò, in tutto il reame di Napoli, una violentissima carestia che raggiunse il suo acme nel biennio 1763-1764: tutti, ricchi e poveri, nessun escluso, furono colpiti, tanto da passare alla storia come  la terrificante carestia del 1764.
  18. Archivio Parrocchiale di Cerchio ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano. Amiconi F.:” Parasitt’ Il brigante che morì due volte”, Edizioni KIrke, Cerchio – Avezzano, 2015.
  19. De Nardis D.:” L’emigrazione abruzzese tra Ottocento e Novecento Fuga dalle campagne dal 1876 al 1915”, Adelmo Polla Editore, Cerchio, 1994.
  20. G.Tomasi di Lampedusa: “ IL Gattopardo”, Edizione conforme al manoscritto del 1957, Tesori della narrativa universale, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1985.
  21. Arnone Sipari L.: “ Francesco Saverio Sipari e la <<Lettera ai censuari del Tavoliere>> in AA.VV.: “Benedetto Croce ed il brigantaggio meridionale: un difficile rapporto”, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Quaderni del Bullettino 25, Edizioni Libreria Colacchi, L’Aquila, 2005.
  22. Archivio Comunale di Cerchio.

APPENDICE I

ELLIS ISLAND

FAMIGLIE CERCHIESI RUBRICATE NEI REGISTRI DEGLI IMMIGRATI DI ELLIS ISLAND (NEW YORK)(1)      

  1. AMICONI
  2. ANGELONI
  3. ANTIDORMI
  4. BIANCHINI
  5. CALLOCCHIA
  6. CAMPOMIZZI
  7. CARUSONI E CARUSONE
  8. CHICHIARELLI
  9. CIARALLI
  10. CIOFANI
  11. CIOTTI
  12. CIPRIANI
  13. COLANTONIO
  14. CONTINENZA
  15. DE AMICIS
  16. DE GRANDIS
  17. DE SANTIS
  18. DE SIMONE
  19. DEL TURCO
  20. D’AMORE
  21. D’ALESSANDRO
  22. DI DOMENICO
  23. DI GENOVA
  24. DI LEGGE
  25. DI NATALE
  26. DI VIRGILIO
  27. GALASSI
  28. GIANNETTI
  29. GIANNINI
  30. IACOBACCI
  31. IAFOLLA
  32. IANNICCA
  33. MACCALLINI
  34. MACEROLA
  35. MARTELLOZZI
  36. MASSARO
  37. MAZZULLI
  38. MEOGROSSI
  39. MIONE
  40. PANARO
  41. PANECCASIO
  42. PANTANO
  43. PELUSO
  44. PETRUCCI
  45. PIETROIUSTI
  46. RAMELLI
  47. SERCHIA
  48. TIRABASSI
  49. TUCCERI
  50. TUCCERI CIMINI
  51. VASQUENZ
  52. VERNARELLI
  53. VICARETTI
  54. VILLANUCCI
  55. VITALE

AMICONI

Exact Matches               

Name of passenger                Residence      Arrived Age on Arrival     Passenger         Ship           Ship                                                                                               

                                                                                                                          Record        Manifest       Image

Corrispondenza esatta 

Nome del passeggero     Residente         Arrivato              Età       Registrazione  Manifesto   Immagine

                                                                                                                 Passeggero    della nave   della nave

2. Domenico Amiconi           Circhio            1909                22                  View              View             View

                                                 Aquila                                                            a vista          a vista            a vista

ANGELONI

8. Alfonso Angeloni  Cerchio, Italy         1913                 52                a vista              a vista             a vista

35. Antonio Angeloni   Cerchio              1906                 21                 a vista              a vista             a vista

36. Antonio Angeloni   Cerchio              1910                 24                 a vista              a vista             a vista

73. Camello Angeloni  Ceichio, Italy    1910                  21                a vista                a vista            a vista

102. Domenico Angeloni  Cerchio       1903                  18                a vista                a vista             a vista

141. Francesco Angeloni  Cerchio       1910                  20                a vista                a vista             a vista

142. Francesco Angeloni  Cershio       1903                  25                 a vista               a vista             a vista

188. Giovanni Angeloni   Cerchio       1903                  20                  a vista               a vista             a vista

189. Giovanni Angeloni   Cuchio        1906                  22                  a vista               a vista             a vista

193. Giovanni Angeloni  Gerchio, Italy  1920             26                  a vista               a vista             a vista

201. Giovanni Paolo Angeloni Cerchio,… 1908          27                  a vista               a vista             a vista

235. Liberado Angeloni  Cerchio,    1910                   25                   a vista               a vista             a vista

                                           Aquila

351. Vincenzo Angeloni   Cerchio   1902                   23                   a vista                a vista            a vista

ANTIDORMI

8. Franco. A. Rafe. Antidormi  Carchio   1903        21          a vista         a vista             a vista

9. Giuseppe Antidormi   Cerchio, Italy    1910       44           a vista         a vista            a vista

10. Giuseppe Antidormi   Circhio,             1908       17            a vista        a vista            a vista

                                               Aguila

13. Maria Antidormi     Cerchio, Italy        1919       26            a vista        a vista              a vista

BIANCHINI

101. Antonio Bianchini    Ceretrio,             1910        43           a vista        a vista             a vista

                                               Aquila

170. Carmine Bianchini      Cerchio            1902         31           a vista        a vista             a vista

171. Carmine Bianchini      Cerchio            1905          35          a vista        a vista              a vista

172. Carmine Bianchini   Cerchio, Italy     1909          38          a vista         a vista              a vista

CALLOCCHIA

3. Cesidio Callocchia       Cerchio,               1903           36        a vista         a vista              a vista

                                             Aquila

5. Pasquale Callocchia    Cerchio, Italy      1914            16        a vista         a vista              a vista

CAMPOMIZZI

4. Domenica Campomizzi   Cerchio, Italy   1913           33       a vista          a vista             a vista

CAROSONE

47. Vincenzo Carosone        Cerchio           1902            33        a vista          a vista              a vista

CARUSONI

1 Domenico Carusoni     Cerchio, Italy        1923           28           a vista        a vista               a vista

CHICHIARELLI

1 Angelo Chichiarelli    Cerchio       1905                31                        a vista         a vista                a vista

CIARALLI

18.Sebastian Ciaralli  Cerchio,        1909                21                       a vista           a vista                a vista

                                       Aquila

19. Venanzio Ciaralli  Cerchio,        1909                24                        a vista           a vista               a vista

                                      Aquila

20. Vinanzio Ciaralli  Cerchio          1905                20                        a vista           a vista                a vista

CIOFANI

1. Alfonso Ciofani  Cerchio             1903                  40                      a vista           a vista                a vista

3. Angela Ciofani   Cerchio,Italy     1920                  28                      a vista           a vista                a vista

5. Angelo Ciofani   Cerchio,            1909                  29                       a vista          a vista                 a vista

                                  Aquila

6. Angelo Ciofani  Cerchio, Italy      1909                 45                       a vista          a vista                 a vista

7. Angelo Ciofani   Cerclico               1906                 40                       a vista          a vista                 a vista

8. Angelo Ciofani   Italy, C…              1910                16                        a vista          a vista                a vista

9. Angelo Ciofani  Perchio, Italy      1914                 35                        a vista          a vista                a vista

10. Antonio Ciofani  Cerchio            1905                16                         a vista          a vista                a vista

11. Carmine Ciofani Cerchio,           1913                18                         a vista          a vista                a vista

                                    (Albany,

                                     U.S.)

12. Carmine Ciofani  Cerchio,Italy  1923                 18                         a vista        a vista                  a vista

13. Carmine Ciofani  Cerchio,Italy 1914                  46                         a vista        a vista                  a vista

14. Carmine Ciofani  South             1902                  35                         a vista        a vista                  a vista

                                      Cerchio

15. Celestina Ciofani             Cerchio,         1909         12                 a vista              a vista                a vista

                                                  Aquila

20. Domenicantonio Ciofani  Cerchio        1905          34                 a vista             a vista                a vista

22. Domenico Ciofani              Cerchio        1903          24                 a vista             a vista               a vista

23. Domenico Ciofani              Cerchio,       1911          23                  a vista             a vista              a vista

                                                      Aquila

24. Dometrio Ciofani                 Cerchio,      1909             9                 a vista             a vista              a vista

                                                       Aquila

28. Erminio Ciofani                     Cerchio      1904           21                  a vista             a vista             a vista

30. Ferdinando Ciofani               Cerchio,    1909            36                  a vista             a vista            a vista

                                                         Aguila

31. Francesco Ciofani         Cerchio, Italy     1910            17                 a vista             a vista            a vista

31. Francesco Ciofani         Cerclico               1906           14                  a vista             a vista           a vista

35. Francesco Ciofani          Ceschio,              1909           18                 a vista              a vista          a vista

                                                 Aquila

37. G…ranni Ciofani             Agu..la,               1911           16                 a vista             a vista           a vista

                                                  Cershio

40. Giovanni Ciofani           Cerohie, Italy       1920           18                 a vista             a vista          a vista

46. Giulia Ciofani                   Cerchio,              1909           34                 a vista             a vista          a vista

                                                   Aquila

47. GIUSEPPE CIOFANI         CERCHIO              1905           34                a vista             a vista          a vista

48. Giuseppe Ciofani              Cerchio,             1909              3                a vista             a vista          a vista

                                                     Aquila

52. Luigi Ciofani                   Cerchio, Italy      1912            17                a vista               a vista         a vista

53. Luigi Ciofani                   Cerchio, Italy       1923            28               a vista                a vista        a vista

56. Maddalena Ciofani        Cerchio, Italy      1920            28                a vista               a vista        a vista

59. Maria                                Cerchio, Italy     1920            18                 a vista               a vista        a vista

        Agostina Ciofani

60. Mariano Ciofani                Cerchio, Italy      1920          29            a vista          a vista               a vista

62. Mario Ciofani                    Cerchio,              1913           17            a vista          a vista               a vista

                                                   Aquila

64. Michelangelo Ciofani      Cerchia,              1909          47             a vista          a vista               a vista

                                                  Ugento

67. Nicola Ciofani                  Cerchio               1905           24             a vista          a vista               a vista

70. Paolo Ciofani                   Cerchio               1905           43             a vista          a vista               a vista

71. Paolo Ciofani                   Italy, C…             1910          49              a vista          a vista               a vista

73. Pasquale Ciofani           Ceachio               1907          41              a vista           a vista               a vista

74. Pasquale Ciofani           Cerchio,              1909             7              a vista           a vista              a vista

76. Rocco Ciofani               Cerchio, Italy      1909           15              a vista           a vista               a vista

78. Sabatino Ciofani          Cerchio, Italy      1914           21              a vista           a vista                a vista

80. Venanzio                      Cerchio                1903           33               a vista           a vista                a vista

       Antonio Ciofani

81. Vincenzo Ciofani       Cerchio, Italy       1909           17               a vista           a vista                 a vista

82. Vincenzo Ciofani       Cerchio, Italy       1923           23               a vista           a vista                 a vista

CIOTTI

286. Gio.[van] Paolo Ciotti  Cerchio           1905         25                  a vista           a vista                 a vista

294. Giovanni Ciotti           Cerchio, Italy    1910         30                  a vista           a vista                 a vista

319. Giuseppe Ciotti            Cerchio            1902         31                  a vista           a vista                 a vista

320. Giuseppe Ciotti            Cerchio,           1913         18                  a vista           a vista                 a vista

                                                 Aquila

CIPRIANI

49. Angela Cipriani          Cerchio, Italy      1915         28                   a vista            a vista                a vista

66. Angelo Cipriani                  Cerchio               1905             32              a vista              a vista        a vista

67. Angelo Cipriani               Cerchio, Italy        1914             31               a vista             a vista        a vista

100. Antonina Cipriani         Cerhio, Italy          1920             11               a vista             a vista        a vista

117. Antonio Cipriani           Cerchio                  1906             18               a vista              a vista       a vista

118. Antonio Cipriani           Cerchio,                 1910             15               a vista              a vista       a vista

                                                  Aguila

119. Antonio Cipriani             Cerchio,                1911             16               a vista              a vista      a vista

                                                     Ignita

120. Antonio Cipriani              Cerchio, Italy        1912            17               a vista              a vista     a vista

121. Antonio Cipriani              Cerchio, Italy        1923            28               a vista              a vista     a vista

208. Carmine Cipriani              Cerchio                  1903           17               a vista              a vista     a vista

247. Concezio                            S. Cerchio              1902           31               a vista              a vista    a vista

          Ma. Cipriani

276. Domenico Cipriani           Cerchio                   1920           28               a vista            a vista      a vista

                                                    Aquila, Italy

277. Domenico Cipriani            Cerchio                   1907           51                a vista           a vista     a vista

                                                       Aquila

278. Domenico Cipriani            Cerchio, Italy          1904           14               a vista            a vista    a vista

279. Domenico Cirpiani            Cerchio, Italy           1913          16               a vista           a vista     a vista

280. Domenico Cipriani             Cerhio, Italy            1920           19              a vista           a vista     a vista

382. Francesco Cipriani              Cerchio                    1906          20               a vista           a vista    a vista

400. Francesco Cipriani              Cerchico,                 1908           22              a vista           a vista    a vista

                                                          Aquila

401. Francesco Cipriani                Cerchio,                   1909         18              a vista           a vista    a vista

474. Giacomo Cipriani                   Cerchio,                  1909          33             a vista           a vista    a vista

496. Giov.[an] Battista Cipriani    Cerchio                   1906          33              a vista           a vista   a vista

497. Giovanibattista Cipriani         Cerchio,                 1913           23             a vista           a vista   a vista

                                             Vignita

510. Giovanni Cipriani     Cerchio              1905          18              a vista            a vista                     a vista

511. Giovanni Cipriani     Cerchio              1903          29              a vista            a vista                     a vista

512. Giovanni Cipriani     Cerchio              1906          35              a vista            a vista                     a vista

513. Giovanni Cipriani     Cerctrio,            1910          42              a vista            a vista                     a vista

                                              Aguila

560. Giuseppe Cipriani     Cerchio,            1912         29               a vista            a vista                    a vista

                                              Aguila

561. Giuseppe Cipriani      Circhio,           1909           25              a vista            a vista                     a vista

                                              Aquila

674. Luigi Cipriani              Cerchio            1903          19               a vista            a vista                     a vista

675. Luigi Cipriani            Cerhio, Italy      1920          14               a vista            a vista                     a vista

706. Maria Cipriani          Cerhio, Italy      1920         23               a vista             a vista                     a vista

815. Pasquale Cipriani     Cerchio              1905        35               a vista             a vista                     a vista

                                            (Aquila)

816. Pasquale Cipriani     Cerchio              1909       38                a vista             a vista                     a vista

                                             (Aquila)

889. Rocco Cipriani       Cerchio, Italy       1910       30                a vista             a vista                     a vista

900. Romelo Cipriani    Cerchio, Italy       1920         6                a vista             a vista                      a vista

910. Sabatino Cipriani   Cerchio, Italy      1914       16                a vista             a vista                      a vista

978. Vincenzo Cipriani   Cerchio, Italy     1915      (sic)               a vista            a vista                      a vista

979. Vincenzo Cipriani   Cerchio, Italy     1909       25                 a vista            a vista                      a vista

COLANTONIO

6. Alfredo Colantonio       Cerchio, Italy     1904      28             a vista            a vista                        a vista

19. Angelo Colantonio   Cerchio, Italy    1920         16              a vista            a vista                       a vista

189. Francescantonio Colantonio Cerchio, 1910   28              a vista            a vista                       a vista

                                     Aquila

211. F[rance]sco                      Cerchio                    1903               22       a vista         a vista             a vista

          Antonio Colantonio

CONTINENZA

3. Angelo Continenza            Cerchio, Italy          1912               35           a vista         a vista           a vista

4. Antonio Continenza           Cerchio, Italy         1921               19            a vista        a vista           a vista

6. Concettio Continenza        Cerchio, Italy         1910                37           a vista        a vista           a vista

8. Concezio Continenza          Cerchio                  1906                25            a vista       a vista           a vista

9. D’luigio Continenza             Cerchio                  1905                17            a vista       a vista          a vista

10. Emidio Continenza            Cerchis, Italy ;       1908                32            a vista        a vista         a vista

                                                     U.S.

11. Giuseppe Continenza         Cerchio                  1906               44             a vista       a vista         a vista

12. Grazia Continenza               Cerchio                  1904                  3            a vista       a vista         a vista

14. Isidoro Continenza              Cerchio                  1906                17            a vista        a vista       a vista

16. Luigi Continenza                  Cerchio,                 1911                18            a vista        a vista       a vista

                                                       Aquila

18. Maria Continenza                Cerchio                  1904                  4            a vista         a vista      a vista

19. Mariano Continenza            Cerchio                 1907                 16           a vista          a vista      a vista

21. Paolo Continenza                  Cerchis, Italy        1910                50           a vista          a vista      a vista

24. Secondino Continenza          Cerchio                1902                31            a vista          a vista     a vista

D’ALESSANDRO

2100. Pietro D’Alessandro            Cerchio               1905                  43           a vista         a vista    a vista

D’AMORE

54. Angelo D’Amore           Ceachio          1907             17             a vista            a vista                    a vista

55. Angelo D’Amore      Cerchio, Italy     1904              19            a vista             a vista                    a vista

56. Angelo D’Amore      Cerchio/Italy     1910              18             a vista            a vista                    a vista

57. Angelo D’Amore            Cerehio        1905              22             a vista            a vista                    a vista

58. Angelo D’Amore            Cershio         1903             26              a vista             a vista                   a vista

114. Antonio D’Amore           Cerchio    1905             17             a vista              a vista                  a vista

115. Antonio D’Amore           Cerchio      1905           30             a vista             a vista                   a vista

116.Antonio D’Amore           Cerchio, Italy     1912    19             a vista             a vista                   a vista

117. Antonio D’Amore         Cerchio, Italy    1920      29              a vista             a vista                   a vista

159. Arturo D’Amore           Cerchio               1903     22               a vista            a vista                   a vista

214. Carmine D’Amore        Cerchio              1905      23                a vista            a vista                   a vista

215.Carmine D’Amore         Cerchio              1902      38               a vista            a vista                   a vista

216. Carmine D’Amore      Cerchio, Italy     1910       17                a vista             a vista                  a vista

217. Carmine D’Amore      Cerchio, Italy     1923       30                a vista             a vista                  a vista

218. Carmine D’Amore      Cerchio, Italy     1920       40                a vista             a vista                  a vista

219. Carmine D’Amore     Cerchio, Italy      1909       44               a vista             a vista                   a vista

233. Carmine                      Cerchio                1905       40               a vista             a vista                   a vista

          Antonio D’Amore

246. Cesidio D’Amore       Cerchio                             1906       23   a vista             a vista                  a vista

247. Cesidio D’Amore       Cerettio                           1902      18    a vista              a vista                  a vista

254. Comenico d’Amore   Cerchio, Italy                1913       18     a vista             a vista                  a vista

381. Francescantonio D’Amore  Cerchio, Italy     1904       43     a vista             a vista                  a vista

394. Francesco D’Amore             Cerchie, It.          1910       32     a vista             a vista                  a vista

395. Francesco D’Amore      Cerchio                       1905       29    a vista              a vista                  a vista

396. Francesco D’Amore      Cerchio,                      1911       18    a vista              a vista                  a vista

                                                                Aquila

397.Francesco D’Amore                     Cerchio,           1909            21            a vista        a vista        a vista

                                                                 Aquila

423. Franciscantonio D’Amore          Cerchio            1905            42            a vista          a vista     a vista

426. Francesco D’Amore                     Cerchio,           1909           18             a vista          a vista     a vista

474. Giovanni D’Amore                        Cerchio            1905          29             a vista           a vista    a vista

581. Isidoro                                         Cerchio, Italy      1904          28             a vista           a vista    a vista

         Cesidio D’Amore

605. Lucia D’Amore                            Cerchio, Italy      1914          22            a vista          a vista     a vista

617. Luigi D’Amore                             Cerchio, Italy      1922          22            a vista           a vista    a vista

690. Maria                                            Cerchio, Italy      1921          30            a vista           a vista   a vista

          Grazia D’Amore

806. Pasqual D’Amore                        Cerchio                1903          21            a vista        a vista      a vista

812. Pasquale D’Amore                      Cerchia, Italy      1907          53             a vista        a vista     a vista

813. Pasquale D’Amore                      Cerchio                1907          26             a vista        a vista     a vista

814. Pasquale D’Amore                      Cerchio, Italy       1913         32              a vista      a vista      a vista

831. Pietro D’Amore                           Perchio, Italy        1914         29              a vista      a vista     a vista

889. Sabatino D’Amore                       Cerchia, Italy        1913        39              a vista       a vista    a vista

890. Sabatino D’Amore                       Cerchio                  1905        32              a vista      a vista     a vista

946. Su Dovico (Ludovico?n.d.a.)      Cerchio, Italy         1910        17             a vista       a vista    a vista

DE AMICIS

10. Angelo De Amicis                              Cerchio                1906         57            a vista        a vista   a vista

DE GRANDIS

5. Angelo De Grandis                               Cerchi                  1902         32             a vista        a vista a vista

32. Francesco De Grandis                       Cerchio               1904           15       a vista          a vista    a vista 

44. Ludovico De Grandis              Cerchio, Italy              1920           17       a vista          a vista      a vista

45. Luigi De Grandis                                                           1903          24       a vista        a vista         a vista

89. Vincenzo De Grandis            Cerchio                         1903          17       a vista         a vista       a vista

90. Vincenzo De Grandis            Cerchio                         1905          18       a vista         a vista         a vista

91. Vincenzo De Grandis        Cerchio, Italy                   1909          23       a vista         a vista       a vista

DE SANTIS

1961. Luigi De Santis             Cerchio, Italy        1909            33        a vista         a vista              a vista

1962. Luigi De Santis             Cerchio, Italy        1909            35        a vista         a vista              a vista

2046. Luisi de Santis              Cerchio                 1905            22         a vista        a vista              a vista

DE SIMONE

256. Antonio De Simone      Cerchio,               1914             21         a vista        a vista                a vista

                                                  Aquila

DEL TURCO

37. VENANZIO DEL               CERCHIO               1905               19          a vista        a vista               a vista

DI DOMENICO

97. Angelo Di Domenico      Cerchio                 1902          37         a vista          a vista                 a vista

118. Angelo Fran. Di             Cerchio                 1905          35         a vista          a vista                 a vista

         Domenico

175. Antonio Di Domenico  Cerchio                 1906          23         a vista          a vista                 a vista

176. Antonio Di Domenico  Cerchio                 1905          50         a vista          a vista                 a vista

297. Carcciccil Di                    Cerchio                1906          19         a vista          a vista                 a vista

              Domenico

313. Carmela Di                     Cerchio, Italy        1915      26             a vista              a vista               a vista

          Domenico

424. Domenico Di                  Carchio, Italy        1908      26             a vista              a vista               a vista

         Domenico

557. Flario Di Domenico       Cerchio, Italy        1910      27             a vista              a vista               a vista

588. Francesco Di                   Cerchio, Italy        1914      18            a vista               a vista              a vista

616. Francesco Ant. Di           Cerchio                  1906      17            a vista               a vista              a vista

          Domenico

779. Giuseppe Di                     Cerchio,                 1910      21            a vista               a vista             a vista

          Domenico                        Aquila

874. Ilario Di Domenico           Corchio                1906       21             a vista              a vista            a vista

1149. Nunzio Giuseppe Di        Cerchio               1903       33             a vista              a vista            a vista

           Domenico

1196. Pasquale Di                       Cerchio               1902       30             a vista              a vista            a vista

           Domenico

1197. Pasquale Di                        Cerchio,             1913        41            a vista               a vista           a vista

            Domenico                           Aquila

1198. Pasquale Di                      Cerchio, Italy       1909        37            a vista               a vista          a vista

           Domenico

1254. Quericio di Domenico        Cerchio             1905        23            a vista               a vista          a vista

1255. Quirino Di Domenico          Cerchios           1902        20           a vista               a vista         a vista

1303. Rocco Di Domenico          Cerchio, Italy      1907        20           a vista               a vista         a vista

1340. Sabatino Di                         Cerchio, Italy      1910        25           a vista               a vista         a vista

           Domenico

1431. Umberto Di                         Cerchio                1902        29          a vista               a vista          a vista

            Domenico

1438. Vinanzio di                Cerchio                1905         29            a vista           a vista               a vista 

            Domenico

1460. Vincenzo Di              Cerchia,               1909          24            a vista           a vista               a vista

           Domenico                 Aguila

1461. Vincenzo Di              Cerchio               1905           20            a vista           a vista               a vista

            Domenico

DI GENOVA

92. Giuseppe Di Genova      Cerchio            1905           19            a vista            a vista               a vista

DI LEGGE

42. Felicita Di Legge          Corchio, Italy     1921           40             a vista            a vista               a vista

DI NATALE

454. Odorisio Di Natale   Cerchio, Italy     1913           23             a vista            a vista               a vista

DI VIRGILIO

146. Giovan Guiseppe Di   Cerchio, Italy    1907         31            a vista              a vista               a vista

          Virgilio

GALASSI

67. Carmine Galassi           Cerstrio,            1909         45             a vista               a vista               a vista

                                               Aguila

GIANNETTI

229. Giovanni Giannetti                  Cerchio,           1909        23           a vista           a vista             a vista

GIANNINI

267. Carmine Giannini                     Cerchia,          1909         47           a vista           a vista             a vista

                                                             Acquila

268. Carmine Giannini                      Cerchio           1903        29            a vista          a vista             a vista

269. Carmine Giannini                       Cerchio          1903        41            a vista          a vista             a vista

270. Carmine Giannini                        Cerchio         1905         41           a vista          a vista             a vista

349. Domenico Giannini                     Cerchio,        1908         25           a vista          a vista            a vista

681. Giuseppe Giannini                       Cerchio         1905         19           a vista          a vista            a vista

737. Giuseppe Giannini                       Cerchio          1903         18          a vista          a vista            a vista

IACOBACCI

14. Filippo Iacobacci                       Terchio, Italy      1909         30            a vista         a vista           a vista

29. Maria Iacobacci                           Cerchio,            1913         32            a vista         a vista           a vista

                                                               Aquila

39. PIETRO IACOBACCI                      CERCHIO          1905         18             a vista         a vista          a vista

42. SABATINO IACOBACCI                 CERCHIO          1905         30             a vista         a vista         a vista

43. Sabatino Iacobacci                   Cerchio, Italy       1909        35              a vista         a vista         a vista

IAFOLLA

2. Antonio Iafolla                                   Cerchi            1902          26             a vista         a vista       a vista

IANNICCA

2. Armando Iannicca       Cerchio, Italy                  1921         3          a vista             a vista              a vista

3. F. Giuseppe Iannicca   Cerchio, Italy                 1920       33          a vista             a vista               a vista

4. Fausta Iannicca            Cerchio, Italy                 1921         1          a vista             a vista               a vista

5. FRANCESCANTONIO IANNICCA CERCHIO        1905      44          a vista              a vista               a vista

LEGGE

27. Angela …Legge            Cerchio,                      1913         38          a vista              a vista              a vista

                                Aquila

MACCALLINI

2. Antonio Maccallini    Cerchio, Italy              1923         29           a vista              a vista                a vista

3. Davido Maccallini          Cerchio                   1903         28            a vista             a vista                 a vista

6. Giovanni Maccallini      Cerchio                   1903         37            a vista             a vista                 a vista

7. Giovanni Maccallini      Cerchio                   1905         37            a vista             a vista                 a vista

MACEROLA

8. Giuseppe Macerola    Cerchio                   1905         40              a vista             a vista                 a vista

10. Giuseppe Macerola   Cerchios                1902         38              a vista             a vista                 a vista

11. Giuseppe Macerola   Gerchio, Italy       1913         49               a vista            a vista                  a vista

17. Vincenzo Macerola    Cerchio                 1903         27               a vista            a vista                  a vista

                                              Aguila

MARTELLOZZI

1 Nunzio Martellozzi                        Cerchio            1906            24            a vista        a vista           a vista

MASSARO

185. Antonio Massaro                      Cerchio,           1909           27              a vista        a vista         a vista

                                                               Aquila

744. Giovanni Massaro                    Cerchio             1902          27               a vista        a vista         a vista

745. Giovanni Massaro                Cerchio, Italy       1914           55              a vista         a vista        a vista

1013. Luigi Massaro                         Cerchio              1906           17              a vista        a vista        a vista

MAZZULLI

21. Giuseppe Mazzulli                       Cerchio,            1904           23               a vista         a vista     a vista

                                                               Cerchio

25. Luigi Mazzulli                          Cerchio, Italy         1914           16               a vista          a vista    a vista

MEOGROSSI

1 Agostino Meogrossi                  Cerchio, Italy           1907            47              a vista       a vista    a vista

4. Davide Meogrossi                    Cerchio                      1903           18              a vista        a vista    a vista

5. Davide Meogrossi                    Cerchio                     1906           20               a vista       a vista     a vista

6. Davide Meogrossi                    Cerchio                      1906          30               a vista       a vista     a vista

10. Francesco Meogrossi            Cerchio                       1907         19                a vista       a vista    a vista

12. Gaetano Meogrossi               Cerelno                       1902         23                a vista       a vista    a vista

13. Luigi Meogrossi                       Cerchio                       1904         16                a vista      a vista    a vista

15. Raffaele Meogrossi                Cerchio                       1903          15               a vista       a vista    a vista

16. Santina Meogrossi     Corchio, Italy                         1921           12                a vista      a vista   a vista

MIONE

169. Oronte Mione                        Cerchio,            1913       20            a vista           a vista             a vista

                                                          Aquila

171. Pietrantonio Mione             Cerchio            1914        22         a vista        a vista                    a vista

180. PIETRO MIONE           CERCHIO, ITALY       1920        40          a vista        a vista                    a vista

PANARO

5. Alfonso Panaro                       Cerchio           1905           21             a vista           a vista              a vista

6. Alfonso Panaro                       Cerchio,          1909           24             a vista           a vista              a vista

10. Americo Panaro            Cerchio, Italy        1909            16             a vista           a vista              a vista

11. Americo Panaro            Cerchis, Italy         1909           17            a vista            a vista              a vista

17. Angelo Panaro                      Cerchio           1906           19            a vista            a vista              a vista

84. Filomena Panaro           Cerchio, Italy        1915           26            a vista            a vista              a vista

91. Francesco Panaro          Cerchio,                1907           18            a vista            a vista               a vista

                                                 Aquila

92. Francesco Panaro          Cerchio,                1909           18            a vista            a vista               a vista

                                                 Aquila

93. Francesco Panaro        Cerchis, Italy          1910           23            a vista            a vista               a vista

116. Giuseppe Panaro       Cerchio, Italy         1910           28             a vista           a vista               a vista

122. Giuseppe Panaro               Cerchio           1904          30              a vista           a vista               a vista

150. Marianna Panaro             Gerchio,           1919          21              a vista           a vista               a vista

                                                      Aquila

253. Vzo Antonio Panaro             Carchio              1903            31              a vista          a vista        a vista

PANECCASIO

1 Antonio Paneccasio                  Cerchio               1905            35           a vista           a vista          a vista

3. Grazio Paneccasio                    Cerchio               1905            28           a vista           a vista          a vista

4. Guazia Paneccasio                 Cerchio, Italy        1909            33           a vista           a vista         a vista

5. Luigi Paneccasio                     Cerchio, Italy        1912            18           a vista           a vista         a vista

6. Maria Paneccasio                   Cerchio, Italy        1921            24           a vista           a vista        a vista

7. Nunzio Paneccasio                  Celico, Italy          1913             32          a vista           a vista        a vista

8. Tsidoro Paneccasio                      Cerchio             1902            19          a vista           a vista         a vista

9. Vincenzo Paneccasio                Cerchio, Italy       1921            16          a vista           a vista        a vista

PANTANO

158. Domenico Pantano               Cerchio, Italy         1913             5         a vista           a vista        a vista

386. Luigi Pantano                          Cerchio, Italy        1913              8        a vista           a vista        a vista

621. Vincenzo Pantano                  Cerchio                  1906            26        a vista           a vista        a vista

622. Vincenzo Pantano                   Cerchio, Italy       1909            29         a vista           a vista       a vista

PELUSO

836. Lorenzo Peluso                            Cerchi, Italy       1910              39         a vista        a vista      a vista

PETRUCCI

443. Errico Petrucci          Cerchio, Italy            1911          1             a vista            a vista                a vista

730. GUISEPPE PETRUCCI      CERCHIO            1905         18             a vista            a vista                a vista

PIETROIUSTI

2. Guiseppe Pietroiusti       Cerchio,             1908           23              a vista             a vista               a vista

                                                Aquila

3. Luigi Pietroiusti               Cerchio              1907          45                a vista             a vista                a vista

4. Rocco PIetroiusti            Ciro Sio               1906         20                a vista             a vista                a vista

RAMELLI

19. Domenico Ramelli        Cerotio              1903        (sic)              a vista              a vista                a vista

24. Francesco Ramelli        Cachio               1902         40                a vista              a vista                a vista

25. FRANCESCO RAMELLI    CERCHIO         1905         43                a vista              a vista                a vista

51. Pasquale Ramelli           Cerekio             1905        38                 a vista             a vista                a vista

55. Severuio Ramelli           Aguele,              1909        44                 a vista             a vista                a vista

                                               Cerchio

SERCHIA

12. Domenico Serchia        Cerchia,               1909       42               a vista             a vista                a vista

SPERANDIO

32. Domenico Sperandio          Cerchio               1906          17          a vista             a vista         a vista

33.Domenico Sperandio            Ceschio,              1910         18          a vista             a vista         a vista

                                                         Aquila

54. Giovanni Sperandio               Cerchio               1907         40          a vista             a vista        a vista

55. Giovanni Sperandio                Cerelno              1902         40          a vista             a vista        a vista

57. Giuseppe Sperandio                Cerchio              1907         22          a vista             a vista        a vista

63. Giuseppe                                    Cerchi                1902         44          a vista             a vista        a vista

         Ant. Sperandio

64. Grazcantonio Sperandio          Cerchio               1902         29          a vista             a vista         a vista

92. Sabatino Sperandio                   Cerchio               1902         24          a vista            a vista         a vista

93. Sabatino Sperandio                    Cerchio               1906         28          a vista            a vista        a vista

TOMASSETTI

16. Carmine Tomassetti           Cerchio, Aquila       1911       22             a vista            a vista          a vista

TUCCERI

2. Alfonso Tucceri                      Cerchio, Italy          1911       24              a vista            a vista         a vista

6. Andrea Tucceri                       Cerchio                    1905       38              a vista           a vista         a vista

7. Angelo Tucceri                        Cerchi                      1905       30              a vista           a vista         a vista

8.Angelo Tucceri                         Cerchio, Italy          1911       23              a vista           a vista         a vista

9. Angelo Tucceri                        Cerchio, Italy          1909       36              a vista           a vista         a vista

10. Angelo Tucceri                       Ciro Sio                   1906       18              a vista           a vista         a vista

11. Antonio Tucceri                     Cerchia, Italy          1907       27              a vista          a vista         a vista

12. Antonio Tucceri         Cerchio                1906         25              a vista             a vista               a vista

13. Antonio Tucceri         Cerchio                1906         42              a vista             a vista               a vista

14. Antonio Tucceri         Cerchio,               1910         30              a vista             a vista               a vista

                                            Aquila 

15. Antonio Tucceri         Cerchio,               1910         46              a vista             a vista              a vista

                                            Aquila

19. Carminantonio Tucceri   Cerchio          1906         25               a vista            a vista              a vista

20. Carmine Tucceri        Cerchio,                1909         29              a vista             a vista              a vista

                                            Aquila

21. Carmine Tucceri        Cerchio, Italy        1911        19              a vista             a vista               a vista

22. Carmine Tucceri        Gerchio, Italy        1920        39             a vista             a vista                a vista

23. Carmine                       Cerchio,                1909         30            a vista              a vista               a vista

     Antonio Tucceri            Aguila

24. Carnino Ati Tucceri      Cerchio               1904        25              a vista             a vista               a vista

25. Cesidio Tucceri              Cerchio              1905        42              a vista             a vista               a vista

26.Cesidio Tucceri           Cerchio, Italy        1904        44             a vista              a vista               a vista

28. Cimino Tucceri            Cerchio                1906        19             a vista              a vista               a vista

29. Cimmino Tucceri         Cerchio               1905         23            a vista               a vista               a vista

30. Daviole Tucceri           Ceretrio              1906          24            a vista               a vista               a vista

32. DOMENICO TUCCERI    CERCHIO          1905          33            a vista               a vista               a vista

33. Domenico Tucceri       Cerchio, Italy     1913         40             a vista               a vista               a vista

34. Ermini Pietro                Cerchio,              1912         44             a vista               a vista               a vista

       C. Tucceri                       Aquila

35. Ernesto Tucceri            Cerchio,              1913         40             a vista               a vista              a vista

                                               Aquila

37. Francescantonio Tucceri   Cerchio         1903         25             a vista               a vista              a vista

38. Francesco Tucceri             Cerchio           1903         29             a vista               a vista              a vista

39. Francesco Tucceri                   Cerchio                1905         29             a vista        a vista            a vista

41. Giovanni Tucceri                      Cerchio                1906        31              a vista        a vista           a vista

42. Giovanni Tucceri                       Cerchio               1903         32             a vista        a vista           a vista

43.Giovanni Tucceri                         Cerchio,             1908          38            a vista        a vista           a vista

                                                              Aquila

44. Giovanni Tucceri                         Circhio                1905          32           a vista         a vista         a vista

46. Grazio Cesidio Tucceri             Perchio, Italy        1914          21           a vista         a vista         a vista

47. Isidoro Tucceri                             Cerchio               1907          18           a vista          a vista        a vista 

49. Pasquale Tucceri                       Cerchio, Italy        1921          21           a vista          a vista       a vista

52. Rocco Tucceri                              Cerchio                 1905          28           a vista          a vista      a vista

56. Serafino Tucceri                           Cerchio                1905          30            a vista          a vista     a vista

57. Serafino Tucceri                       Cerchio, Italy          1910           35            a vista         a vista     a vista

60. Vincenzo Tucceri                      Cerchio, Italy          1910           10            a vista         a vista     a vista

62. Vincenzo Tucceri                        Cershio                  1906            24            a vista         a vista    a vista

TUCCERI CIMINI

1.Antonio Tucceri                           Cerchio,                   1907              32         a vista         a vista     a vista

    Cimino                                           Aguila

VASQUENZ

1.Augusto Vasquenz                     Cerchio                   1906              15         a vista         a vista       a vista

3. Giovanni Vasquenz                   Cerchio,                  1911              18         a vista         a vista       a vista

                                                           Aquila

4. Roberto Vasquenz                     Cerchio,                   1912              16         a vista         a vista     a vista

                                                            Aguila

VERNARELLI

4. Attitri Vernarelli               Cerchio           1904          15              a vista               a vista                a vista

VICARETTI

2. Antonio Vicaretti              Cerchio           1906         35              a vista               a vista                a vista

VILLANUCCI

3. Antonio Villanucci            Cerchio            1903         30             a vista               a vista                a vista

4. Antonio Villanucci        Cercisio, Italy      1909         38             a vista               a vista                a vista

7. Arcangelo Villanucci     Cerchio                1903        77              a vista               a vista                a vista

9. Francesco Villanucci     Cerchio, Italy      1904        41              a vista                a vista                a vista

VITALE

3151. Marianna Vitale        Cerchio             1904        26            a vista              a vista                 a vista “. 

Note

  1. http://www.ellisisland.org/search/matchMore,asp? Da Wikipedia, l’encicolpedia libera apprendiamo: “Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale miltare,//dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stata il principale punto d’ingresso per gli immigranti che sbarcavano negli Stati Uniti. Attalmente l’edificio ospita l’Ellis Island Immigration Museum che è visitabile utilizzando il medesimo biglietto e traghetto che consente l’accesso anche alla vicina Statua della Libertà.[…]Il porto di Ellis Island ha accolto più di 12 milioni di aspirante cittadini statutinensi (prima della sua apertura altri 8 milioni transitarono per il Castle Garden Immigration Depot di Manhattan), che all’arrivo dovevano esibire i documenti di viaggio con le informazioni delle nave che li aveva portati a New York. I medici del Servizio Immigrazione controllavanoi rapidamente ciascun immigrante, contrassegnando sulla schiena con un gesso, quelli che dovevano essere sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute (ad esempio: PG per donna incinta, K per ernia e X per problemi mentali). Chi superava questo primo esame, veniva poi accompagnato nella Sala dei Registri, dove erano attesi da ispettori che registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, professione e precedenti penali. Ricevevano alla fine il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan. I “marchati” venivano inviati in un’altra stanza per controlli più apptofonfiti. Secondo il vademecum destinato ai nuovi venuti, “i vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni menali e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal duolo americano”. Tuttavia risulta che solo il due per cento degli immigranti siano stati respinti. Per i ritenuti non idonei, c’era l’immediato reimbarco sulla stessa nave che li aveva portati negli Stati uniti, la quale, in base alla legislazione americana, aveva l’obbligo di riportarli al porto di provenienza. Il picco più alto si ebbe nel 1907 con 1.004.756 di persone approdate. Dal 1917, modifiche alle norme d’ingresso limitarono i flussi immigratori. Vene introdotto il test dell’alfabetismo e dal 1924 vennero approvate le quote d’ingresso: 17.000 dall’Irlanda, 7.500 dal Regno Unito, 7.400 dall’Italia e 2.700 dalla Russia. La Depressione del 1929 ridusse ulteriormente il numero degli immigrati, dai 241.700 del 1930 ai 97.000 del 1931 e 35.000 nel 1932. Contemporaneamente Ellis Island diventò anche un centro di detenzione per i rimpatri forzati: dissidenti politici, anarchici, senza mezzi e senza lavoro vennero obbligati a tornare al loro paese d’origine. Gli espulsi a forza dagli Stati uniti furono 62.000 nel 1931, 103.000 l’anno successivo e 127.000 nel 1933.//Durante la seconda guerra monmdiale vi furono detenuti cittadini giapponesi, italiani e tedeschi e il 12 novembre 1954 il Servizio Immigrazione lo chiuse definitivamente, spostando i propri uffici a Manhattan. Dopo una parziale ristrutturazione negli anni ottanta, dal 1990 ospita il Museo dell’Immigrazione[…]”. http://it.wikipedia.org/wiki/Ellis_Island.

APPENDICE II

Notizie utili tratte dai ruoli matricolari relativi ai nati dall’ anno 1875 all’anno 1899 conservati nell’Archivio di Stato dell’Aquila.

    Nella prima pagina, oltre alla descrizione squisitamente militare svolta dall’annotato, viene riportato sotto, al lato sinistro, altre notizie degne di nota come, nel nostro caso, utili al discorso dell’emigrazione:

 “ Nulla osta per conseguire il passaporto/per l’estero e rimpatrio/ DATA/del rilascio/del nulla osta/ e del rimpatrio/ REGIONE IN CUI SI RECA/”

 sappiamo quindi le località dove i nostri compaesani  erano emigrati o volevano emigrare:

Nati 1875

“[…] Continenza Antonio Paolo Mario[…] nato il 1 Gennaio a Cerchio[…]  14 Gennaio 1903  America[…]”

“[…]D’Amore Gennaro[…] nato il 6 ottobre a Cerchio[…]5 Maggio 1902 Germania[…]”

“[…] Tucceri Giovanni[…]nato il 6 ottobre a Cerchio[…] 19 febbraio 1902 America[…]”

Nati 1876

“[…] Tucceri Francesco[…] nato il 15 Luglio a Cerchio[….]25 settembre 1902 America[…]”

Nati 1877

“[…]Angeloni Francesco[…] nato il 4 ottobre a Cerchio[…]America[…]

“[…]Cesarone Vincenzo[…] nato il 7 Marzo a Cerchio[…] Estero[…]”

“[…]Tucceri Rocco[…] nato il 26 Febbraio a Cerchio[…]15 Marzo 1905 America/17 dicembre 1908 America[…]”

“[…] De Grandis Luigi[…] nato il 16 Giugno a Cerchio[…]5 Noveb[re] 1901 Algeria[…]”

“[…] Continenza Angelo[…]nato il 10 Aprile a Cerchio[…]24 ottobre 1902 America[…]”

“[…]Amiconi Vittorio[…] nato il 7 Luglio a Cerchio[…] 5 ottobre 1902 Grecia[…]” ( è il fratello di mio nonno Davide, nato a Cerchio il 21 aprile 1881 e deceduto in Avezzano il 19 giugno 1925 in seguito ad esplosione della casematte di proprietà).

“[…]Tomassetti Paolo[…]nato il 23 Giugno[…] 23 Novemb[re] 1901 Grecia[…]”

“[…] Tuceri Giovanni[…]nato il 16 settembre[…] a Cerchio[…]27 Febbraio 1903 America[…]”

“[…] D’Amore Gennaro[…] nato il 6 Ottobre a Cerchio[…] 5 Maggio 1902 Germania/18 Aprile 1904 America[…]”

Nati 1878

“[…]Ciofani Domenico[….] nato il 28 Marzo a Cerchio[…]1° Dicembre 1901 America/6 Ottobre 1907 America[…]”

“[…] Di Domenico Giovanni[…]nato il 29 Luglio a Cerchio[…] Estero[…]”

“[…]Di Carlo Giuseppe[…]nato il 27 Aprile a Cerchio[…]Estero[…]”

Nati 1879

“[…]Meogrossi Francesco[…]nato il 21 Giugno a Cerchio[…] 17 Ottobre 1902 Grecia[…]”

“[…]Angeloni Francesco[…]nato il 11 Dicembre a Cerchio[…] 20 Ottobre 1902 America[…]”

“[…] D’Amore Annibale[…]nato il 25 Febbario a Cerchio[…] 22 Febbraio 1905 America[…]”

“[…]Meogrossi Francesco[…]nato il 21 Giugno a cerchio[…]17 Ottobre 1902 Grecia[…]”

“[…]Meogrossi Pasquale[…]nato il 1° Giugno a Cerchio[…]23 Novemb[re] 1902 Grecia[…]”

“[…]Angeloni Vincenzo[…]nato il 11 Novemb[re] a Cerchio[…]2 Ottobre 1902 America[…]”

“[…]Di Domenico Umberto[…]nato il 14 Gennaio a Cerchio[…]5 novemb[re] 1901 Algeria/5 Gennaio 1909 America[…]” (è mio nonno Di Domenico Umberto Vittorio, deceduto a Cerchio il 17 agosto 1950)

Nari 1881

“[…]Di Domenico Quirino[…]nato il 14 Settembre a Cerchio[…]Estero[…]” (è il fratello di mio nonno)

“[…]Di Domenico Francesco[…]nato il 19 Maggio a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Tucceri Domenicantonio[…]nato il 12 Dicembre a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Massaro Antonio[…]nato il 15 Settembre a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Iacobacci Domenico[…]nato il 11 Dicembre a Cerchio[…]Gennaio 1906 America/[…]Luglio 1915 America[…]”

“[…]Angeloni Angelo Maria[…]nato il 2 Agosto a Cerchio[…]22 Febbraio 1905 America/21 Gennaio 1909-America[…]”

“[…]Tucceri Davide Angelomaria[…]nato il 22 Dicembre a Cerchio[…]Gennaio 1906 America[…]”

“[…]Maccallini Antonio[…]nato il 28 Marzo a Cerchio[…]13 Dicemb[re] 1905 America[…]”

“[…]Paneccasio Nunzio[…]nato il 25 Marzo a Cerchio[…]22 Febbraio 1905 America/31 Gennaio 1909 America[…]”

“[…]De Rubeis Antonio[…]nato il 5 Ottobre a Cerchio[…]8 Novemb[re] 1904 Austria/15 Giugno 1912 Trieste[…]”

“[…]Parma Fabio[…]nato il 19 Giugno a Cerchio[…]12 gennaio 1906 America/9 Marzo 1912 Svizzera[…]”

“[…]D’Amore Angelo Nunzio[…]nato il 18 Maggio a Cerchio[…]20 Marzo 1904 Austria Ungheria/13 Marzo 1908 Prussia[…]”

“[…]Cesarone Vincenzo[…]nato il 7 Marzo a Cerchio[…]Estero[…]”

Nati 1882

“[…]Cipriani Angelo sabarino[…]nato il 31 Marzo 1882 a Cerchio[…]22 Dicemb[re] 1905 America/2 Dicemb[re] 1907 America/16 febbraio 1914 America[…]”

“[…]Meogrossi Gaetano[…]nato il 1 Luglio a Cerchio[…]24 Gennaio 1906 America/12 febbraio 1914 America[…]”

“[…]Cipriani raffaele[…]nato il 17 Gennaio a Cerchio[…]12 Gennaio 1906 America[…]”

“[…]Panaro Concezio Salvatore[…]nato il 25 Dicembre a Cerchio[…]19 Novemb[re] 1904 America/26 Dicembr[e] 1908 America/Estero[…]”

“D’Amore Emidio Edoardo[…]nato il 6 Settembre a Cerchio[…]22 Febbraio 1905 America/28 Aprile 1913 America/Estero[…]”

Nati 1883

“[…]Meogrossi Vincenzo[…]nato il 2 Gennaio a Cerchio[…]6 Novemb[re] 1906 America/[…]Marzo 1912 America/Estero[…]”

Nati 1885

“[…]Iacobacci Vincenzo[…]nato il 28 Gennaio a Cerchio[…]13 Maggio 1907 Africa[…]”

“[…]Vasquenz Giuseppe[…]nato il 8 Novembre a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Salucci Antonio[…]nato il 6 Luglio a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Paneccasio Angelo[…]nato il 20 Marzo a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Giannini Vittorio Croce[…]nato il[…]Maggio a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]De Grandis[…]nato il[…]Gennaio a Cerchio[…]Estero[…]”

“[…]Cipriani Francesco[…]nato il[…]1885[…]14 Dicemb[re] 1907 America[…]”

“[…]Pantano Ettore[…]nato il 5 Agosto a Cerchio[…]14 Dicemb[re] 1907 America/30 Giugno 1911 America[…]”

“[…]Ippoliti Pietro[…]nato il 15 Luglio a Cerchio[…]23 Settemb[re] 1910 America/19 Aprile 1913 Continuo permanente all’Estero/Rochester (New York)[…]”

“[…]Panaro Alfonso[…]nato il 5 Ottobre a cerchio[…]8 febbraio 1909 America/16 febbraio 1914-America[…]”

“[…]Giannetti Giacomo[…]nato il 13 Febbraio a Cerchio[…]18 Dicemb[re] 1908 America[…]”

“[…]Del Turco Venanzio[…]nato il 19 Maggio a Cerchio[…]17 dicemb[re] 1912 America[…]”

“[…]Colantonio Giuseppe[…]nato il 6 Novembre a Cerchio[…]12 Aprile 1909 America[…]”

“[…]Angelone Antonio[…]nato il 25 Marzo a Cerchio[…]12 Aprile 1909 America/6 maggio 1913- America[…]”

Nati 1886

“[…]Proietti Rocco[…]nato il 16 Aprile a Cerchio[…]23 Settemb[re] 1910 America/19 Marzo 1914 America[…]”

Nati 1887

“[…]Ciofani Vincenzo[…]nato il 29 Marzo a Cerchio[…]15 Aprile 1910 America/15 Maggio 1914 America[…]”

“[…]Ciofani Domenico[…]nato il 10 Aprile a Cerchio[…]23 Settemb[re] 1910 America[…]”

“[…]Antidormi Giovanni Paolo[…]nato il 11 Marzo a Cerchio[…]12 Novemb[re] 1910 America[…]”

“[…]Panaro Angelo Maria[…]nato il 2 Gennaio a Cerchio[…]1910 Rochester[….]”

“[…]D’Amore Angelo Maria[…]nato il 21 Gennaio a Cerchio[…]Arggani[…]”                                                                                         “[…]Ciofani Antonio[…]nato il 20 ottobre a Cerchio[…]26 Giugno 1913 America/Estero[…]”

“[…]Sbraccia Francesco[…]nato il 28 Settembre a Cerchio[…]6 Novemb[re] Libia/1° Marzo 1913 America[…]”

“[…]Iannicca Vincenzo[…]nato il 4 Aprile a Cerchio[…]16 Marzo 1913 America[…]”

“[…]Iannicca Giuseppe[…]nato il 9 Febbraio a Cerchio[…]3 Gennaio 1911 America[…]”

“[…]Paneccasio Giacomo[…]nato il 8 lUlgio a cerchio[…]14 Dicemb[re] 1909 America[…]”

Nati 1888

“[…]Tomassetti carmine[…]nato il 15 Aprile a Cerchio[…]4 Ottobre 1910 America[…]”

“[…]Cipriani Antonio[…]nato il 5 febbraio a Cerchio[…]22 Novemb[re] 1910 America[…]”

“[…]Proietti Carmine[…]nato il 20 Dicembre a Cerchio[…]15 Giugno 1913 America[…]”

“[…]Sacchetti Amedeo[…]nato il 23 Marzo a Cerchio[…]10 Settemb[re] 1913 America[…]”

“[…]Angeloni Carmine[…]nato il 20 Dicembre a Cerchio[…] 22 Novemb[re] 1910 America[…]”

“[…]Tomassetti Salvatore[…]nato il 31 Maggio a Cerchio[…]3 Aprile 1913 America[…]”

“[…]Tucceri Gio:[vanni]Paolo[…]nato il 24 Giugno a Cerchio[…]27 Febbraio 1914 Germania[…]”

Nati 1890

“[…]Paneccasio Agosatino[…]nato il 14 Agosto a Cerchio[…]13 Aprile 1913 America[…]”

Nati 1891

“[…]Iacobacci Angelo[…]nato il15 Maggio a Cerchio[…]10 Aprile 1914 America[…]”

“[…]Lucci Giovanni Nicola[…]nato il 15 Aprile a Cerchio[…]1° Aprile 1914 America[…]”

“[…]Meogrossi Giovanni Paolo[…]nato il sei Aprile a Cerchio[…]22 Aprile 1914 America[…]”

“[…]Meogrossi Pietro Paolo[…]nato il 23 Settembre a Cerchio[…]21 Gennaio 1914 America[…]”

“[…]Giannini Luigi[…]nato il 20 Gennaio a Cerchio[…] 17 Aprile 1920 Estero[…]”

“[…]Ciaglia Nicola Luigi[…]nato il 25 Novembre a Cerchio[…]27 febbraio 1914 America[…]”

Nati 1892

“[…]Maccallini Carmine[…]nato il 14 Agosto a Cerchio[…] 30 maggio 1920 New York[…]”

“[…]Cipriani Domenico[…]nato il 17 Novembre a Cerchio[…]3 Maggio 1920 New York[…]”

“[…]Angeloni Giovanni[…]nato il 20 ottobre a Cerchio[…]4 Giugno 1919 America[…]”

“[…]Fasciani Angelo[…]nato il 9 Marzo a Cerchio[…]19 Marzo 1914 America[…]”

“[…]nato il 6 Giugno 1892 a Cerchio[…] 20 gennaio 1914  America[…]”

“[…]Giannini Vincenzo Antonio[…]nato il 11 Marzo a Cerchio[…]chiamato alle armi per mobilitazione col R.[egio] D.[ecreto] del 22 maggio 1915 (circolare n. 370 del G.M.) e non giunto perché all’estero li 1 Giugno 1915[…]”

“[…]D’Amore Carmine Ludovico[…]nato il 26 Ottobre a Cerchio[…]17 Dicembre 1913 New York[…]”

“[…]Ciofani Francesco[…]nato il 3 Maggio a Cerchio[…]CHIAMATO alle armi per mobilitazione con R.[egio] D.[ecreto] del 22 maggio 1915 (circolare n. 370 del G.M.) e non giunto perché all’estro 1 Giugno 1915[…]”

Nati 1893

“[…]Curini Antonio[…]nato il 19 Aprile a Cerchio[…]920 America[…]”

Nati 1894

“[…]Pietroiusti Antonio[…]nato il 30 Maggio a Cerchio[…]16 Settembre 1920 New York[…]”

Nati 1895

“[…]Sperandio Berardo Vincenzo[…]nato il 19 Dicembre a Cerchio[…]9 Febbraio 1923 Boston Man[…]”

“[…]Ciofani Luigi[…]nato il 15 Febbraio a Cerchio[…]10 Febbraio 1923 New York[…]”

“[…]Cipriani Antonio[…] nato il 14 Gennaio a Cerchio[…] 1 Aprile 1921 Ohio America/16 febbraio 1920 New York/13 Ottobre 1923 Hulbord Ohio[…]”

“[…]Vasquenz Roberto Secondo[…]nato il 22 Ottobre a Cerchio[…]9 Febbraio 1923 New York[…]”

“[…]D’Amore Carmine[…]nato il 3 Aprile a Cerchio[…]9 Ottobre 920 America[…]”

“[…]Ciofani Antonio[…]nato il 27 Marzo a Cerchio[…]24 febbraio 1921 Pittburg Pensilvania[…]”

“[…]Colangelo Luigi, nato il 30 Dicembre  a Cerchio[…]Tripoli[…]”

“[…]D’Amore Antonio[…]nato il 24 Ottobre a cerchio[…]20 Aprile 1930 Francia[…]”

Nati 1896

“[…] D’Amore Francesco[…]nato il 18 Febbraio a Cerchio[…]16 Ottobre 1920 New York[…]”

APPENDICE III

Notizie tratte dai 7 registri della popolazione di Cerchio relativi al Censimento del 1931 e del 1936 conservati nell’Archivio Comunale di Cerchio.

“Registro/di/P[opola]zione/( è scritto ad inchiostro nero sopra un cupon incollato sulla copertina n.d.a.)

Registro/del movimento della popolazione”

Su un doppio foglio sono riportate le seguenti voci:

“ REGISTRO DI POPOLAZIONE

Via o piazza……………………                                                                                           Foglio di famiglia N. ………………..

1 N. ordine delle/persone che/compongono la famiglia- 2 NOME- E NOME DEL PADRE/Cognome e nome della madre- SESSO/5 Maschi- 6 Femmine- 7 RELAZIONE/di parentela/o di/convivenza/col capo della/famiglia- 8  LUOGO/della mascita- 9 SARA/dela/nascita- Stato Civile/10 Celibe 11 Coiugati 12 Vedovi-13 PROFESSIONE/condizione/mesteiere- 14 DATA/dell’ingresso/nel/Comune- 15 LUOGO/del domicilio/legael- 16 LUOGO di residenza/ed/abitazione- 17 LUOGO /dell’ultima/ residenza- 18 LUOGO/in cui/va a stabilirsi/in caso di/cambiamento/di residenza- 19 DATA/dell’uscita/dal/Comune/20 DARA/della morte- 21 CAMBIAMENTO/nello stato civile/con indicazione/della data- 22 OSSERVAZIONI”

I quadri da me presi in considerazione sono il numero 2 (COGNOME), il numero 3 (NOME), il numero 8 (LUOGO della nascita), il numero 9 (DATA della nascita) ed il  numero 22 (OSSERVAZIONI):

“ Angeloni Giovanni Paolo           nato a Cerchio il 10.1.1912                Cens.[imento] 1931 Niort- Francia

   Angeloni Francesco Antonio      nato a Cerchio il 11.12.1905                       “                “       (Francia)

       “            Giovanni                          “    “      “        il 20.10.1892                       “                “       America

Ciofani Maria (moglie di Giovanni n.d.a.) nata a Cerchio il 16.5.1896           “                “              “

Antidormi Sabatino,                        nato a Cerchio il 21.12.1896                      “                “   A.[merica] del Nord

        “          Venanzio Antonio            “    “      “        il 18.5.1890                       “                 “ Bridgport Com/U.S.A.

Callocchia Pasquale                            “    “      “        il 17.4.1897                        “                 “/New York               

Ciaralli Pasquale                                 “    “       “        il 5.4.1890                          “                 “ Non censito perché

                                                                                                                                 residente/all’estero prima del 1921    

Ciofani Giovanni Paolo                    “    “      “         il 27.7.1902          Cens.[imento] 1931 Cleveland Ohio/U.S.A.

    “        Antonio                                “    “      “          il 15.4.1906                      “                 “/ Francia

   “         Carmine Alberto                 “    “      “         il 12.4.1905                      “                “ /Cleveland Ohio

  “         Cesidio                                  “   “       “          il 2.3.1905                        “               “/ Francia

  “         Domenico                             “   “       “        il 29.2.1905                        “              “/ Rome/Francia

Ciofani Francesco                     nato a Cerchio     il 15.2.1908 (èscritto con timbro di color sosso n.d.a.)/Saint-

                                                                                                                                                                  Etienne (Francia)

Ciofani Giuseppe                       nato a Cerchio    il 23.12.1884         Cens.[imento] 1931/Francia

      “      Giuseppe                          “    “       “          il 27.8.1900                      “                 “    /Pont dein Ain/Francia

      “      Giuseppe                          “    “       “          il 10.6.1903                      “                 “   /Amplepais Francia

      “      Luigi                                   “    “       “          il 15.2.1895                      “                “  /Rome/New York

      “      Oreste                               “    “       “          il 26.5.1896                      “               “  /Francia

      “     Pietro                                 “    “       “          il 28.4.1901                      “               “ /Parigi (Francia)

     “      Vincenzo                           “    “       “          il   1.9.1900                       “              “ / (America Nord)

Comune di Cerchio/Registro della Popolazione/ 2 Ciotti- D’Amo ( è scritta con matita blu n.d.a.)

Ciotti   Francesco                         “    “       “         il 27.11.1901                      “             “ /Saint Etienne/Francia

     “     Giovanni Paolo                “     “       “         il 26.6.1879                        “            “ /S. Rambert (Francia)

Cipriani Alfonso                          “     “      “       il 25.10.92(èscritto a matita)   “            “ /Rome New York/A.S.U.

     “        Antonio                        “      “      “       il 9.10.1906                               “              “ /Garganticens/Francia

    “         Francesco                    “      “      “        il 6.3.1885                              Non censito perché/residente in

                                                                                                                                America/prima il 1921

   “          Carmine                      “       “      “        il 16.9.1885                 Cens.[imento] 1931/Parigi Francia

   “          Domenico                  “        “      “       il 22.3.1896                             “                  “  /Racel/(Francia)

  “           Sabatino                    “        “      “        il 5.6.1897                               “                 “ /Muchi Ovia/S.U.A. del   

                                                                                                                                                         Nord

Di Domenico                           “        “       “       il 14.6.1889                             “                  “ /Republic/U.S.A.

Cipriani  Vincenzo                 “         “       “       l’11.1.1889                               “                 “ /Francia

Antidormi  Giuseppe           “          “       “      il 28.5.1890                               “                 “  /U.S.A. New York

Colangelo Ugo Armando Nichita “  “    “       il 30.1.1809                               “                 “ /Ambague/(Francia)

      “           Luigi                               “   “   “       il 30.12.1895                             “                 “  Tripoli

Tucceri  Rocco                       “          “     “       il 17.5.1900                                “                “ /(San Rambert/Francia)

Continenza Cesare               “          “     “       il 24.4.1903                                 “                “ /Auplepuire/Francia

          “   Erminio Giovanni “           “      “       il 24.10.1907                               “               “ /Francia

D’Amore Maria Gemma   “            “      “       il 3.4.1897                                   “               “ /Cleveland/Ohio

Continenza   Luca               “           “    “         il 31.8.1898                        “               “/Rogester/New York America

         “             Luigi              “          “     “         il 9.7.1892                          “                “ /Cleveland OHIO

De Grandis Ludovico Antonio  “  “   “           il 30. 2.1903                       “                “ / Los Angeles/California

D’Amore Francesco                  “   “   “           il 23.10.1892                      “                “ /Repubblica/Argentina

      “          Antonio              “        “     “           il 14.10.1895                      “                “/St Rambert/Francia

      “         Carmine Mario  “        “     “           il 30.6.1906                        “                 “ /(Montreal Canada)

      “         Pasquale Antonio “    “     “           il 4.3.1880                           “                 “ /Francia

      “         Biagio                     “     “    “           il 9.12.1892                          “                “ /Boston/Mass. America

      “       Carmine Ludovico “      “    “           il 26.10.1892                       “                “ /Cleveland/Hoio

      “      Carmine Alfonso   “      “     “           il 14.4.1880                          “                “ /Cleveland/OHIO U.S.A.

Santangelo Elisabetta       “       “     “           il 6.6.1887                            U.S.A. del Nord/Cens. 1931

D’Amore Antonio,            “        “     “        il 18.11.1898              Cens.[imento] 1931/Donaro da/U.S.A.

       “         Gennaro           “       “      “        il 6.10.1875                           “                  “   /Saint-Etienne/Francia 

      “          Giacinto           “       “      “         il 13.9.1894                           “                  “  Mosella/Francia

     “           Antonio           “       “      “          il 5.10.1891                          “                    “/Niagara Fals/U.S.A.

     “           Pasquale         “      “       “          il 23.2.1889                         “                 “ /Buenos Aires/A:[merica]Sud

     “         Francesco         “      “       “          il 18.2.1896                          “                   “/Cleveland OHIO/U.S.A.

     “     Carmine Antonio “     “       “         il 19.11.1893                         “                    “ /Mianus Coalt/U.S.A.

    “      Giuseppe             “      “        “         il 2.3.1894                             “                    “ /Niagara/Falls

Tucceri    Angelo            “      “       “          il 29.7.1893                            “                   “ /Boston Mass./U.S.A.

      “       Giuseppe         “      “        “         il 17.3.1898                              “                  “/Boston Mass./U.S.A.

3 D’Amo- Ia (è scritto a matita blu n.d.a.)/Comune di………………/REGISTRO  del movimento della popolazione

D’Amore Vincenzo       nato a Cerchio     il 24.1.1903                Cens.[imento] 1931/(Francia)

       “         Vincenzo           “   “      “            il 23.11.1900                             “               “ /Francia

De Santis Silvio                  “   “      “            il 4.5.1894                                 “                “/Saint Etienne/Francia

De Simone Antonio         “    “      “            il 13.6.1892                               “                “/Francia

Cipriani Angelo Domenico “    “    “          il 1.3.1885                                 “               “ (America/del Nord)

     “        Giovanni             “     “     “            il 3.12.1886                              “                  “ (America del/Nord)

Di Domenico Carmine    “     “     “            il 25.11.1887                            “                  “/Alpes dur/Menton Francia

“         “           Quirino      “     “     “             il 14.9.1881                             “                  “/Aventr (Francia)

Di Dorotea Giulio           “     ad Atri          l’ 8.12.1897                              “                 “/Francia)

D’Amore Domenico Angelo nato a Cerchio il 27.4.1895                        “                 “/U.S.A.

Felli Tobia                       nato a Cerchio   il 12.5.1881                               “                 “/ Montreal/Canada

  “     Ugo                            “     “         “       il 24.6.1907                               “                “/Montreal/Canada

 “      Olga                           “     “         “       il 2.4.1913                                  “                “/Montrreal/Canada

Fortebracci Giovanni      nato a Pescina    il 2.10.1873                             “                “/(Saint-Etienne Francia)

Galassi Giovanni Paolo    “      “  Cerchio   il 28.3.1892                            “             “/Rue della Libertè/4 Armentis 

                                                                                                                                                           Mosella/Francia

Giampaolo Consalvo                            “        “  Aielli         il 10.12.1905                      “                     “/ (Francia)

Giannetti Domenico                            “        “ Cerchio     il 22.7.1891                         “                     “/Parigi/Francia

Giannini Antonio                                  “        “      “            il 11.7.1883                        “                “/ U.S.A. del Nord

      “        Domenico                             “        “       “            il 3.12.1887                       “                      “/U.S.A.

     “   Vincenzo Antonio                      “        “       “           il 11.3.1892                        “               “/(America U.S.A.

     “           Umberto                              “        “ Aielli         il 29.9.1905                        “                      “/Francia

    Ciotti Anna                                       “       “ Cerchio    il 6.6.1906                            “                     “/Francia

    “   Luigi Dante Armando                 “     “       “          il 22.8.1929                           “                     “/Francia

 Giovanetti Pasquale                          “     “        “         il 29.4.1891                          “                  “/Ardennes/Francia

Iacobacci Giuseppe Antonio Maria “    “         “         il 26.9.1902                           “                 “/Antogne/Francia

Tirabassi Giovanni                               “   “        “          il 3.7.1906                     “                “/Saint-Etienne/Francia

Di Domenico Francesco                     “   “         “          il 2.7.1895                   “                    “/U.S.A.

Comune di Cerchio/Registro di Popolazione/4 Ian-Pan (è scritto a matita blu n.d.a.)

Iafolla Giuseppe                                 nato a Cerchio   il 19.3.1901        Cens.[imento] 1931/St. Rambert Francia

Iannicca Erminio                                   “   “          “       il 9.5.1900                   “                      “/Francia  

     “         Luigi                                         “   “         “       il 14.11.1905               “                     “/Vareppe Francia

     “         Pasquale                                “    “        “        il 17.4.1892              “                   “/Inferiore Nantes-Francia

Legge Pasquale                                     “   “      “         il 6.1.1899                       “            “/Cleveland/OHIO America

Macerola Antonio                                “   “      “         il 13.6.1900                     “              “/Saint-Etienne/(Francia)

        “        Sabatino                              “    “ Aielli       il 28.1.1893                    “              “/(S.Rambert Francia)

        “        Vincenzo                             “    “ Cerchio   il 20.1.1876                    “               “/Qusperprirs/Francia

Maccallini Angelo                               “    “         “        il 2.11.1898                    “               “/Francia

      “           Mario                                 “    “          “       il 11.1.1907                    “               “/Francia

      “           Antonio                             “    “          “       il 26.3.1894                      “             “/Rome/New York

      “           Carmine                    “     “          “       il 14.8.1892               “            “/Hartford-U.S./America del Nord

      “           Giovanni                    “        “        “       il 6.5.1894                 “            “/Saint Etienne(Francia)

Massaro Vincenzo                      “         “       “        il 18.2.1887               “            “/St. Rambert/Francia

Mazzulli Luigi                               “         “       “         il 15.9.1897               “            “/U.S.A.

Meogrossi Davide                       “          “      “         il 1.1.1886                 “           “- Francia

      “            Davide                      “           “      “        il 6.11.1883               “           “/Vareppe/Francia

      “         Agostino                  “           “       “ il 9.2.1891 Luogo/dell’ultima/residenza/America/prima del 1921

     “         Francesco                “           “       “ il 26.4.1887 Cens.[imento] 1931 (timbro a inchiostro rosso n.d.a.)/

                                                                                                                                                               U.S.A. New York

    “        Lorenzo Antonio    “          “      “     il 10.8.1913                 “                “                          “/U.S.A. New York

Continenza Emidio              “           “      “     il 28.2.1876                “                 “/New York

Meogrossi Vincenzo          “           “     “      il 27.3.1883                 “                 “/Saint Etienne Francia

Mione Pietrantonio           “            “     “    il 29.3.1880                  “                 “/Detroisc Missigan./A. del Nord

Paneccasio Isidoro            “           “     “       il 15.5.1882                 “                “/Francia

          “         Vincenzo        “           “     “       il 22.3.1905                  “              “/Kome/New York

5 Pan. Sper (scritto a matita blu n.d.a.)

Peluso Cesidio Antonio nato a Cerchio il 15.4.1895                       “             “/St Ramberten/Baggey Ain Francia 

     “       Giovanni                  “   “        “        il 24.3.1900                    “              “/Francia

Pietroiusti Antonio              “   “       “         il 30.5.1894                    “             “/Niagara/Fass S.U.A.

     “             Antonio              “  “     “           il 22.5.1905                     “               “/Saint Etienne/Loire Francia

     “      Fancescantonio      “   “    “            l’11.8.1892                      “              “/Barnue Francia 

     “      Giovanni Paolo      “    “   “             il 20.6.1897                      “             “/Parigi Francia

    “       Giuseppe                “    “    “            il 7.7.1897                        “             “/Francia

Cervini Alfredo          “    “    “            il 19.9.1897                       “             “/Ufficiale R.[egio]Esercito/Tripolitania

Pietroiusti Rocco            “     “    “             il 7.1.1888                          “           “/MIdleton U.S./A[merica] del Nord 

Polla Antonio Giovanni  “     “    “            il 18.5.1905                        “            “/Pubagne/Francia 

   “      Giovanni                 “    “    “            il 12.1.1906                        “            “/Saint Etienne/Francia

Proietti Antonio              “     “    “             il 2.9.1893                         “             “/Ronbert-an/Bugles/Francia

D’Amore Francesco       “      “    “             il 11.10.1905                    “             “/Francia

Ramelli Domenico          “     “     “            il 18.12.1887                    “             ”/Boston/Mass-

    “         Mariano            “      “    “             il 19.2.1898                       “            “/Francia

Iafolla Domenico           “       “    “             il 29.1.1888                      “             “/U.S. America

Ramelli Nazzareno        “       “    “             il 17.10.1873                    “             “ (Chicago) 

Di Pippo Loreto              “       “  Pescina  il 2.12.1899                       “             “/ Francia)

Sperandio Berardo Vincenzo nato a Cerchio il 19.12.1895            “            “/Pout de Ain/Francia

        “         Mario Isidoro            “     “     “    il 31.8.1903                  “               “(Parigi Francia)

        “          Domenico                 “     “     “    il 5.1.1892                    “               “/Aubagne/Francia

        “        Giovanni Paolo      “     “      “ il 25.5.1889 LUOGO/di residenza/ed Abitazione/America/Cens.1931

Di Legge Maria nata a Collarmele il 5.11.1899            “             “         “           “               “              “              “        “

Sperandio Concetta Bettina nata a Cerchio il 26.12.1919 “    “         “            “               “               “             “         “

          “        Augusto                    “    “         “     il 7.9.1921    “     “         “            “               “               “             “         “

          “        Vincenzo                  “     “         “ il 3.11.1900                      Cens.[imento] 1931/Poute de Ain/Francia

Comune di Cerchio/REGISTRO/del movimento della popolazione/ 6 Spiz-Vas (è scritto a matita blu n.d.a.)

Spizzirri Giovanni  nato a S. Vincenzo Lacosta il 8.10.1881 Cens.[imento] 1931/Portochester/U.S.A del Nord

      “   Maddalena Maria Rosaria nata a Cerchio il 3.10.1908        “                   “                  “                 “     “        “

      “   Oscar         nato a S. Vincenzo La Costa      il 2.8.1912          “                    “                  “                 “     “        “

Tirabassi Francesco       nato a Cerchio           il 4.10.1912             “              “/Buereau le tabac Saint/Agnes por

                                                                                                                                     Menton/a M. Francia

Tomassetti Domenico    “     “       “                il 26.9.1900              “               “/Saint- Etienne/Francia

         “            Felice           “    “       “                il 26.12.1897            “               “- Francia

Tucceri Carmine Antonio “  “       “                 il 7.1.1880                “               “/U.S.A.

      “       Cesidio                  “  “       “                 il 3.4.1899               “                “/Voreppe Isere/Francia

      “       Carmine Biagio    “  “       “                 il 3.2.1892                “              “/Vilmas Ohio Nord’America

      “       Americo               “    “     “                 il 11.8.1908               “              “/(Francia)

Tucceri Cimini Antonio Grazio “  “  “             il 17.7.1905               “              “/Parigi (Francia)

     “             “    Pasquale Mario “  “  “            il 16.4.1911                “             “/Francia

Vasquenz Antonio                     “  “  “             il 17.1.897                  “             “/U.S. America

    “           Francesco Antonio  “   “  “     il 4.2.1882 LUOGO/in cui/va a stabilirsi/in caso di/cambiamento/di 

                                                                                                                                                                residenza America

Paneccasio Maria Grazia       “    “    “ il 29.11.1885       “         “    “     “  “         “        “      “   “              “             “

Vasquenz Pietro                     “     “   “ il 11.2.1924          “         “     “    “   “        “        “      “   “              “              “

         “        Giuseppe               “     “  “  il 20.9.1894           Cens.[imento] 1931/Mekeespod. Da/130X213 U.S.A.

Comune di Cerchio/REGISTRO/del movimento della popolazione/ 7 Ver- Z (è scritto a mano a matita blu n.d.a.)

Villanucci Giuseppe Natale nato a Cechio il 25.12.1909                                Cens.[imento] 1931/Francia

Zavarella Luigi                           “     “      “       il 11.2.1906                                                     “           “/Francia

       “        Domenico                 “     “      “       il 13.3.1892                                                    “          “/U.S.A. del Nord

      “          Rocco                       “      “      “      il 16.6.1899                                                     “          “(Francia)[…]”

APPENDICE IV

“ Comune di Cerchio

L’anno millenovecentodieci, addì dieci di Gennaio/nell’Ufficio comunale./Innanzi al Sig. Venanzio Cav.[alier] Uff.[iciale] d’Amore/Fracassi Sindaco del Comune di Cerchio, assistito/dal Segretario comunale Marcellino Pietroiusti,/sono comparsi:

  1. Bianchini Antonio di Silvestro- bracciante
  2. Sperandio Antonio fu Isidoro- contadino
  3. D’Amore Vincenzo fu Paolo- calzolaio
  4. Tuceri Cimini Luigi fu Angelo, calzolaio, tutti domiciliati a Cerchio,/testimoni idonei ed aventi le qualità, i quali/hanno l’uno dopo l’altro concordemente dichiarato/che Iannicca Carmine di Angelo che emigra/per gli Stati Uniti d’America, va a raggiungere/il suo intimo amico che a se lo chiama Cipriani Giacomo di Angelantonio/che trovasi colà in buone condizioni finanzia-/rie per poter in caso di bisogno fornire al Ian-/nicca il bisognevole della vita, ed ove occorra,/fornirgli anche i mezzi di viaggio pel rimpatrio,/affinche non abbia a cadere a carico della pubbli-/ca beneficenza./Il Sindaco suddetto ha raccolto il presente/atto notorio sotto la piena responsabilità/dei dichiaranti sopra notati, i quali in/conferma di quanto hanno asserito,/dopo lettura, si sono con l’Ufficio/sottoscritti.//Antonio Bianchini/Antonio Sperandio/Vincenzo D’Amore/Luigi Tucceri Cimini/Il Sindaco/V.[enanzio] d’Amore Fracassi(al margine sinistro vi è impresso il circolare sigillo comunale recante  dentro scritto scritto: “ COMUNE DI CERCHIO”  e al centro è posto lo stemma comunale rappresentato dal leone coronato rampante sormontante una stella e tre monti n.d.a.)/il Segretario/M[arcellino] Pietroiusti”

APPENDICE V

Lettere inviate  agli emigrati cerchiesi per i solenni festeggiamenti della Madonna delle Grazie in occasione del I centenario, del centocinquantenario e del bicentenario, dai vari comitati pro tempore dei festeggiamenti. I nostri emigranti nutrivano e nutrono uno speciale amore verso la Nostra Madonna, appena ritornano dall’estero e quando ripartono per la loro seconda patria infatti, visitano e sentitamente pregano la loro speciale Protettrice, a Lei, alla loro Madre Celeste, alla Madonna degli Emigranti, commossi si rivolgono affinchè Ella sia sempre benevola nei loro confronti, esaudisca le loro preghiere e salvi i propri cari da ogni pericolo. 

1903

“ IL CERCHIESE ASSENTE DALLA PATRIA

NEL 1903

I.° CENTENARIO

DELLA

Madonna delle Grazie

    Oh Maria! Son già cento anni, dacché vi degnaste di stabilire in Cerchio la vostra dimora prediletta e dimostraste in mille modi prodigiosi qual fosse la pietosa missione, che vi eravate prefissa. Il popolo di Cerchio si strinse subito intorno a voi, come il popolo eletto intorno all’Arca santa, e nel vostro seno materno ha sempre deposto le sue lagrime di gioia e di dolore.

    Nessuno si allontana dal tetto natìo, senza venir prima ad inchinarsi a voi e a domandare la vostra santa protezione. Parmi sentire ancora l’armonia dei sacri bronzi, che invitavano i devoti a raccogliersi appiè del vostro altare e ad implorare per me la vostra assistenza in questa terra lontana.

    In quest’anno, che chiude il primo centenario della vostra apparizione, sento più forte il mio affetto per voi. Se mi trovo separato da monti e mari, e non potrò prender parte alla festa, che sarà celebrata in vostro onore; se non potrò accompagnarvi quando uscirete processionalmente a riconoscere e benedire la vostra santa eredità, vi sarò presente col pensiero e coll’affetto e non mancherà la mia offerta, perché i miei parenti, i miei concittadini vi onorino come meglio possono e voi meritate.

    Assistetemi, o Madre mia in questo tempo di momentaneo esilio, scampatemi dai pericoli, provvedete ai miei bisogni spirituali e temporali, e fate piovere anche su di me le grazie, che abbondanti dispensate, specialmente in quest’anno di misericordia, affinché, ritornato nella terra da voi prediletta, possa venire con tutta la mia famiglia innanzi al vostro altare e ringraziarvi.

    E così sia. 

SOLMONA – TIP. ANGELETTI“

1953

“  PREGHIERA ALLA

              MADONNA DELLE GRAZIE

              NEL TERZO CINQUANTENARIO DELLA SUA FESTA

      Oh quanto meritatamente siete chiamata la Vergine delle Grazie, o Celeste nostra Madre Maria,perché siete stata la piena di grazia per Voi e la piena di grazie per noi vostri figli.

      Fateci degni di celebrare pienamente il Cinquantenario della vostra festa. La dolce devozione verso di Voi, sotto il titolo di Madonna delle Grazie, l’abbiamo ricevuto dai nostri antenati, e consideriamo nostro doverla trasmettere aumentata ai nostri posteri. Conservatici nella fede, conservateci nell’esercizio costante di tutte le opere buone, di tutte le virtù cristiane.

Questa grazia datela a noi. Vi preghiamo di darla anche a tutti i nostri Concittadini, che lontani dal paese nativo, dovunque essi si trovino, Vi ricordano e Vi invocano, in ogni occasione. Il Vostro nome, o Maria delle Grazie, sia nella nostra mente e santifichi i nostri pensieri; sia nel nostro cuore e  santifichi i nostri affetti, sia di conforto nell’ira del dolore, sia di speranza nell’ora dello sconforto, sia di vittoria nell’ire della tentazione e della lotta.

     Vi vogliamo invocare sempre, perché siamo sicuri che nessuno dei vostri veri devoti andrà perduto, o MADONNA DELLE GRAZIE. “

Lettera inviata agli emigranti:

                    “   Illustrissimo Signore,

     Nel prossimo settembre ricorre il terzo Cinquantenario della festa della Madonna delle Grazie.

     E’ vivo nel nostro popolo il ricordo del Centenario del 1903, che fu celebrato con grande successo spirituale e civile dai nostri antenati.

    E’ proposito generale di dare la massima importanza a questo terzo Cinquantenario. A questo fine si è costituito un largo comitato che si è messo subito all’opera, con la certezza che i festeggiamenti di gloria alla nostra Madre celeste, non inferiori a quelli dell’anno 1903, di incoraggiamento e da esempio per i posteri.

     Sarà data la massima importanza alla preparazione spirituale della festa con corsi di predicazione. Il due febbraio prossimo sarà aperto l’anno del Cinquantenario con una solenne funzione. E’ in preparazione una preghiera da recitarsi in chiesa, ed in privato dai fedeli.

    Si è stabilito di anticipare la festa alla prima domenica di settembre, che cade il giorno 6, dato che l’ultima domenica di settembre presenta il grave pericolo del tempo cattivo.

    Il Cinquantenario sarà curato anche dal lato civile, con ogni sorta di iniziative che potranno abbellire il paese per la fausta circostanza e rendere più attraente la solennità.

    Sono in corso i lavori di stucchi nella Chiesa della Madonna delle Grazie,(1) che saranno ultimati dentro aprile.

    Tutto il programma da svolgere richiederà una somma considerevole. Il Comitato fa affidamento sulle offerte dei concittadini, che certamente saranno all’altezza della situazione.

    Inoltre fa affidamento sulla generosità dei nostri concittadini, oramai sparsi in tutto il mondo, e specialmente residenti nel Canadà, nel Brasile, nell’Argentina, nella Venezuela, nell’Australia, in Francia, in Inghilterra, nel Belgio.

     Il Comitato, in special modo, rivolge il più caldo appello ai nostri concittadini, residenti negli Stati Uniti, i quali hanno sempre dato prova di un forte attaccamento al paese, ai Santi ed in particolare alla Madonna delle Grazie.

     Quest’anno la loro offerta deve essere pari alla grandiosità dei festeggiamenti, che ci proponiamo di fare.

    Suggeriamo ai nostri concittadini che sono nella stessa città o nella stessa zona di costituire in mezzo a loro un Comitato.

    Noi manderemo il materiale necessario, come immagini e circolari. Si raccomanda di raccogliere le offerte degli amici, dei conoscenti, dei compagni di lavoro, perché anche per loro sarà la nostra riconoscenza e la nostra preghiera.

    Si raccomanda di dare un breve riscontro a questa circolare dicendoci se l’iniziativa è bene accetta, se è possibile costituire il Comitato locale, dandoci eventuali suggerimenti, di cui sarà tenuto il massimo conto.

     Affinché il Comitato possa fare il suo preventivo in tempo, è necessario che ( la lettera h è rovesciata n.d.a.) le offerte pervengano non più tardi della prima metà di luglio.

     La corrispondenza e le offerte devono essere inviate al: PRESIDENTE  del COMITATO della MADONNA DELLE GRAZIE.

     Questo Comitato antecipa (sic) i più sentiti ringraziamenti per le offerte, invia cordiali auguri di bene a tutti, e prega fin d’ora la Madonna delle Grazie a concedere le sue grazie a quanti si adoperano per la gloria del suo nome in terra.

     Distinti saluti

                Cerchio, 20 gennaio 1953

( al margine destro è così riportato: “ COMITATO/ Russello Dott. Antonino/Presidente effettivo/Lucci Insegnante Arnaldo/Sindaco- Presid.[ente] Onorario/Relleva Don Salvatore/Parroco- Presid.[ente] Onorario/Ciofani Avvocato Alberico/Segretario/Meogrossi Domenico/Vice Segretario/De Benedictis Giovanni/Cassiere/Amicone(sic) Vittorio/Revisore dei conti/Di Domenico Domenico id.[em]/Polla Domenico id.[dem]/Tomassetti Domenico id.[em]/Membri del Comitato/Angeloni Vinc.[enzo], Carusoni Dom.[enico],/ Ciaglia Angelo, Ciofani Cesidio,/Ciofani Ilario, Ciofani Mariano,/Ciofani Mario, Cipriani Giov.[anni]/Ciofani Pio, Continenza Augusto/Continenza Giovanni fu Francesco/Continenza Umb.[erto], De Gasperis/Cav.[alier] Teodino, De Grandis Alfr.[edo]/Di Domenico Amedeo Maresc.[iallo],/Di Domenico G., Di Genova A.[ntonio]/Fortuna F.[elice], Giampaolo Consalvo/Lo Russo Andr.[rea], Lo Russo Ant.[onio]/Nazziconi C.[esare], Nazziconi dott. Pr.[imo]/Parma Mario, Ramelli Giuseppe/Sperandio Vincenzo fu Luigi,/Tofani Gius.[eppe], Tomassetti Dom.[enico]/Tucceri Americo fu Giovanni,/Tucceri Cimini Avv. Alfredo,/Vasquenz Rigo. “ nel retro si legge:” COMITATO PRO CINQUANTENARIO M. SS. DELLE GRAZIE/SETTEMBRE 1953/CERCHIO (l’AQUILA/  Sig……………………………………………………………………………../Tip. V. Polla – Avezzano “n.d.a.).

Note

  1. Sicuramente sono gli stucchi realizzati sulla parete dell’altare raffiguranti tre quadri, in due di questi: posti uno a destra ed uno a sinistra sono rappresentati, quasi in modo speculare, un putto alato con ghirlanda di fiori e, quello  al centro, riproduce  l’immagine del Padre Eterno.

2003

“ Comitato Festeggiamenti del Bicentenario 1803-2003

Madonna delle Grazie

Parrocchia SS. Giovanni e Paolo – Cerchio (L’Aquila)

Caro/a amico/a, caro/a concittadino/a

     è con gioia che ti comunichiamo che l’anno 2003 ricorrerà il Secondo Centenario dell’apparizione della nostra Venerata Madre, la Madonna delle Grazie, che l’intero popolo di Cerchio celebrerà con i solenni festeggiamenti del 6, 7 e 8 settembre.

    Sono passati duecento anni da quel lontano 2 febbraio 1803, allorquando la Vergine Celeste volle stabilire, il Suo speciale legame d’amore con gli abitanti del nostro piccolo paese e con i loro discendenti; duecento anni costellati di miracoli e di prodigi che hanno permeato il corso della nostra storia, colmi di fede ed amore che ognuno di noi tiene segretamente impressi nella propria anima come stabiliti da una sorta di codice genetico.

    Nessuno meglio di voi, che per motivi avete dovuto abbandonare il paese natìo, sa cosa vuol significare dover lasciare i propri genitori, i parenti, la propria casa, gli amici, ma siamo sicuri che, per rendere meno angosciosa la separazione, ciascuno ha portato con sé, nella propria mente e nel proprio cuore, dopo aver reso l’ultimo omaggio, la sacra immagine della Madonna, chiedendo protezione e speranza di un futuro ritorno.

     In quest’anno così particolare, che anche il Pontefice Giovanni Paolo II ha dedicato alla Madonna, il Comitato nominato dal Consiglio Parrocchiale sta operando già da tempo.

     Tra le altre cose è stata organizzata la festa di Sant’Antonio Abate, la cerimonia del 2 febbraio, il pellegrinaggio a Roma con l’udienza presso il Santo Padre, la visita pastorale del Vescovo dei Marsi Mons. L.[ucio] Renna; è inoltre stato attivato ed è in continuo aggiornamento il sito internet del comitato (www.cerchio-bicentenario.com).

     Se tanto è stato fatto, molte ed importanti sono le manifestazioni in programma da qui a settembre che il Comitato sta approntando, lavorando con impegno ed abnegazione, sorretto in maniera esemplare da tutto il paese.

     Ed è con questo spirito che tutti i membri del Comitato, a nome dell’intera popolazione, vogliono invitarti con forza a prendere parte alla solenne festa di settembre, per onorare degnamente la Madonna delle Grazie, con la speranza che si compia un altro piccolo prodigio, quello di vederci: genitori, parenti, amici, tutti stretti attorno alla nostra Madre Celeste, anche se solo per pochi giorni.

     Con la presente troverai l’immagine della Madonna che abbiamo voluto inviare a tutti i cerchiesi, troverai anche un vaglia postale che potrai utilizzare se vorrai collaborare alla onerosa organizzazione dei festeggiamenti del Bicentenario.

    Nel ringraziarti anticipatamente per il contributo, il comitato prega la Madonna delle Grazie affinché benedica noi tutti e, in particolare, benedica la tua famiglia e, nel porgere un cordiale saluto…ti da un arrivederci a settembre.”

APPENDICE VI

SILVESTRO ROSATI 

( 1864 – 1904 )

   Sicuramente le due grandissime opere che fortemente caratterizzarono la nostra sub regione marsicana nella seconda metà dell’Ottocento: il prosciugamento del lago Fucino, 3° lago d’Italia, definitivamente prosciugato nel 1876, dopo 22 anni di durissimi lavori e l’apertura del tronco ferroviario Roma-Sulmona, inaugurato il 28 Luglio 1888, contribuirono all’indottrinamento dei nostri antenati circa le opere sia idrauliche che ferroviarie.

   Non solamente Silvestro Rosati sciamò per tutta l’Europa, l’Africa arrivando, poi, nel continente asiatico dove la morte lo colse, a quarant’anni, nel 1904, nella città cinese di Koang-Yen-Tse-Yunnan ma, anche, per esempio, la famiglia Cipriani che emigrò, nei primi del Novecento, in Ungheria e , cosi pure, nel medesimo periodo, emigrò, in Norda America, in Canada, nella città di Montreal, la famiglia Amiconi, sempre per costruire le strade ferrate.

    Un nostro connazionale, il cerchiese Gabriel Cimini, quarantenne, morì nella città di Hanoi (Tonchino) il 13 marzo 1905.

    Negli anni precedenti, nel 1891, abbiamo un cerchiese morto in Grecia, così pure nel 1896 abbiamo un altro cerchiese deceduto a Bupapest, un altro ne morì a Smirne ed un altro a Tunisi. Agli inizi del passato secolo altri cerchiesi persero la vita in terra straniera e precisamente negli Stati Uniti: nel 1907  ne morì uno; due nel 1909; uno nel 1913; uno nel 1914; tre nel 1915; due nel 1916 ed un altro nel 1919 per rimanere nel primo ventennio del XX secolo.

     Quindi, come chiaramente si evince, i nostri connazionali cerchiesi, marsicani ed abruzzesi sono stati partecipi dei grandi lavori, specialmente nel campo dell’edilizia, che sono stati realizzati in quasi tutte le nazioni del mondo.  

    Illuminante a questo proposito è l’epigrafe elogiativa posta nella tomba monumentale di Silvestro Rosati collocata nel cimitero di Cerchio:

“ QUI RIPOSA

SILVESTRO ROSATI

LUI CHE ATTRAVERSO’ MOLTE ACQUE

VIDE MOLTI PAESI VISSE PER 20 ANNI

TRA GRECIA BULGARIA TURCHIA

RUSSIA ASIA AFRICA SIBERIA

MANCIURIA GIAPPONE TONKINO

E FINALMENTE IN CINA

DA PERTUTTO DIRESSE

IMPORTANTISSIMI LAVORI DI COSTRUZIONI

DA PERTUTTO ACQUISTO’ MOLT’ONORE

NATO IN ITALIA NEL 1864

MORTO A KOANG-YEN-TSE-YUNNAN

CINA NEL 1904

IL FRATELLO CARMINE

TROVANDOSI COLA’ CHE NUTRIVA PER LUI

UN BENE INSEPARABILE

VOLLE RIPORTARE IN ITALIA LA SALMA

INDESCRIVIBILE LAVORO

PERICOLOSO TRASPORTO ATTRAVERSO

NUMEROSE DIFFICOLTA’

NEL VIAGGIO IMPIEGO’ 5 MESI

PERCORSE 30000 KIL[OMETRI]

2000 DEI QUALI A PIEDI

A CAVALLO  CON BARCHE

POSE QUESTO MONUMENTO IN LUGLIO NEL 1907”.

    Ben 5 mesi ci vollero per porre a termine a questa piccola odissea: le sue spoglie mortali, accompagnate da fedelissimi servitori cinesi, furono collocate in una tomba che successivamente, nel 1907, fu, per volontà del fratello Carmine, abbellita con un artistico monumento funebre che ancora oggi possiamo ammirare per la sua austera bellezza: senz’altro questo può, senza dubbio, annoverarsi fra i primi, se non il primo,  vero monumento agli emigranti.

     Sicuramente scalpore e curiosità dovette suscitare questa impresa perché veramente si trattò di un’impresa tutt’altro che semplice: riportare a casa la bara con il corpo del Nostro dalla lontanissima, per quei tempi,  Cina: immaginiamo quante traversie dovettero sottostare per portare a termine la delicata missione.

   Additittura 16 furono i cinesi che, dandosi il cambio 8 per volta, laddove serviva la loro opera per l’impraticabilità del percorso, trasportarono a spalla, il Nostro alla sua ultima dimora. 

    Quanta curiosità dovette suscitare tale variopinto corteo lungo il suo quasi interminabile ed estenuante tragitto!

   Fu, Silvestro Rosati, uno dei tanti pionieri di terra d’Abruzzo che, nel fiore della giovinezza, è stato costretto, suo malgrado, a partire, ad emigrare verso terre sconosciute e spesso volte ingrate, lontano dal proprio paese natio, dai propri cari, dai propri amici.

    Struggente fu, per i nostri emigranti la, purtoppo, famosa e celebre canzonetta strappalacrime: “ Mamma, mamma dammi cento lire che in America voglio andar”.

   Chi di noi non conosce il dramma degli italiani che hanno dovuto lasciare i propri cari per guadambiare onestamente, con il sudore della fronte, di che vivere in modo dignitoso?

   Chi di noi non ha avuto all’estero un proprio familiare?

   Agli inizi del passato secolo circa 4 milioni e mezzo sono stati gli italiani che sono stati costretti a partire ed essere, loro malgrado, così partecipi del grande fenomeno noto come l’Emigrazione.

   Dall’Abruzzo nel periodo 1876-1900 partirono circa 109.000 persone, e, nel periodo 1901-1915, ne partirono circa 486.000.

   Quante scene tristi e strazianti hanno dovuto sopportare i nostri emigranti!

   Furono costretti ad abbandonare il loro paese, le loro costumanze e tradizioni, la loro lingua insomma tutto ciò che era legato al loro “Mondo” a prezzo di grandissimi sacrifici e privazioni.

   Sono poi riusciti a raggiungere ciò che cercavano?

   Quanti di essi poi si sono sentiti realizzati?

    Ne è valuta la pena?

    Quante volte, specialmente nei dì festivi del loro calendario paesano, si sono sentiti tristi e si sono riuniti, in terra straniera, per raccontare episodi, eventi e scene legate alla loro tradizione ormai spezzata per sempre!

    Quanti pianti e lagrime di commozione!

    Quanto assai è costato il loro relativo benessere!

    Ancora oggi vi sono all’estero 4 milioni di cittadini italiani e circa 60 milioni di oriundi: un’altra Italia!

   Chissà quante volte i nostri emigranti si saranno posti la martellante e straziante domanda: è stato giusto questo mio passo?

   Ne valeva proprio la pena a partite verso terre lontane e spesso volte ingrate? Abbandonare i propri genitori, i propri familiari, i propri amici, il proprio paese?

     Chissà se avranno trovate risposte esaurienti a tali lancinanti quesiti.

   Non vedere i propri genitori, saper all’improvviso, quasi come fulmine a ciel sereno, della loro dipartita. Non essere presente ai funerali per dare l’estremo saluto. Quanta amarezza e tristezza hanno dovuto sopportare!

   Ne valeva proprio la pena?

    Quante persone sono state costrette a partire quando il proprio genitore era gravemente malato o, addirittura, è stato costretto a partire nello stesso giorno dei funerali senza essere presente al rito funebre?

    E i primi tempi, quando non sapevano esprimersi nella lingua del paese ospitante, come si sono sentiti?

    La tenacia di molti però è riuscita a sopportare e a vincere le avversità che spesso volte la quotidianità offriva loro, quella (e questa) quotidianità intrisa troppe volte di ipocrisia e cattiveria pura e gratuita dove, purtroppo, l’uomo era ed è lupo dell’altro!

   I nostri connazionali, però, avvezzi alle più dure ed immani calamità ( terremoti, cataclismi, guerre, rivoluzioni, ecc.) ben presto si sono rimboccate le maniche e, con anima e corpo si sono dati al lavoro: quel lavoro che nobilita l’uomo.

    E così è stato per il nostro Silvesto partito giovanissimo ad ingrosare le file dei nostri “venditori di braccia” all’estero: lui è riuscito a raggiungere l’agognata ricchezza.

     Il Destino, spesso volte crudele però, lo priva, a quarant’anni di età, del bene più prezioso, lo priva della vita: una forte polminite contratta dopo un nubifragio durante la costruzione di una diga, lo miete inclementemente!

   Aveva espresso prima di morire di essere sepolto nella sua amata terra marsicana, nel nuovo cimitero di Cerchio posto a fianco dell’antica chiesa Santa Maria di Piediponte e da qui aspettare, con serenità, il giorno del Giudizio. E’ stato sepolto insieme ad una nipotina, così ci raccontò il nipote Giovanni ( Giuvann’ Mulin’ , cioè di Molina Aterno (AQ) ) che sempre ha suggerito di onorare degnamente la memoria dello zio Silvestro. La piccola era Giovanna Rosati deceduta a Cerchio ad un anno di età il 31 luglio 1904.

    Il fratello Carmine che nutriva per lui un amore sviscerato, con caparbietà e tenacia portò a termine, dopo cinque estenuanti mesi, la rocambolesca odissea del ritorno a casa delle spoglie mortali dell’amato Silvestro.

   A Cerchio, finalmente, il suo corpo, che tanto aveva peregrinato sia da vivo che da morto, aveva trovato definitivamente pace.

    L’intera amministrazione comunale di Cerchio ha pensato bene di organizzare in Suo onore, il  18 marzo 2005, presso il teatro Comunale “Nicola Calipari” una giornata ricordo in occasione del Primo centenario della sua morte e di dedicare al Nostro un largo.

    Non sono riuscito però a rivenire, nonostante le più accurate ricerche, né il luogo né la data di nascita del Nostro: un vero peccato.

   Ad onor del vero esiste trascritto negli atti di nascita del comune di Molina Aterno, relativo all’anno 1864, un certo Venanzio Rosati, nato il 14 febbraio 1864, da Giovanni e Cesidia di Cato.

   E’ possibile che il nostro Silvestro sia stato registrato negli atti di nascita del su citato comune con il nome di Venanzio? (1)

    Speriamo che in un prossimo futuro si riesca a dipanare tale quesito e portare nuova luce alla figura de Nostro che senz’altro rappresentò nel panorama non solo locale bensì extaregionale un personaggio indomito, avventuroso e fuori del comune, sicuramente un antesignano ed artefice, grazie alla sua inventiva e sagacia, della propria fortuna: “ faber est suae quisque fortunae” e, quindi, sta a noi posteri, per quanto possibile, l’onere e l’onore di tramandare le sue gesta perché, ci perdoni il Sommo Vate:

“[…] Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti

ma per seguir virtute e canoscenza […]”.(2)

Note

  1. Amiconi F.:” Silvestro Rosati” , http://www.terremarsicane.it/node/1734 del 5.2.2009.
  2. Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno c. XXVI, v. 118.

PIETRO CONTINENZA

( 1883-1945 )

    Il 10 Novembre 1883 nasceva a Cerchio da Francescantonio e da D’Alessandro Luisa, Pietro Maria Continenza, l’anarchico (1). Da una lettera del Regio Consolato Generale d’Italia, ufficio riservato, di New York del 19 gennaio 1912 inviata all’On.[orevole] Ministero dell’Interno Direzione Gen.[erale] P.[ubblica] S.[icurezza] Roma apprendiamo: “

“Prego cotesto R.[egio] Ministero di volermi favorire informazioni sul conto di tal Continenza Pietro, dimorante a Lynn, Massachussetts, che da qualche tempo prende parte attiva al movimento anarchico in quello Stato ed ha recentemente preso parte ad una conferenza tenutasi al “gruppo autonomo” di East Boston, ove si discusse la rivoluzione messicana e le polemiche che questa ha causato sui fogli anarchici “Cronaca Sovversiva” ed “era Nuova”. Il Continenza Pietro è fratello dell’altro anarchico Continenza Angelo di Fracescantonio e di Luisa D’Alessandro, nato nel 1877 a Cerchio, circondario di Avezzano. Ignorasi l’età del Continenza Pietro. Il R.[egio] Console generale (firma illeggibile n.d.a.)”(2)

    Con questa prima missiva, cui seguiranno altre, le forze dell’ordine indagano sull’attività e moralità de Nostro.

     Pietro Continenza, terzogenito di cinque figli, frequentò per 4 anni il seminario di Pescina dove però non poté portare a termine gli studi a causa della prematura morte del genitore.      

    Passati alcuni anni dal triste evento, ingrossò anche lui, le lunghe file dei venditori di braccia all’estero e nel 1904, munito di speranze, partì alla volta del nuovo Eldorado: gli Stati Uniti d’America. Il fratello, Continenza Angelo anche lui anarchico, nato a Cerchio il 27 aprile 1877, lo aveva preceduto di alcuni anni infatti, il 30 Novembre 1902, era emigrato negli Stati Uniti dove lavorava in una calzoleria.

    Pietro Continenza, in America, conobbe molti emigranti insieme ai quali divenne seguace del verbo “anarchico”. In terra straniera continuò gli studi tralasciati e divenne maestro autodidatta. Qui strinse fraterna amicizia con l’anarchico Umberto Postiglione (1893-1924) (3) di Raiano, redattore di “Cronaca Sovversiva”. E questi infatti, da quando nel 1922, Pietro era tornato in Italia, veniva molto spesso a trovarlo a Cerchio. Il Nostro fu molto rattristato quando gli giunse la ferale notizia della inattesa morte dell’amico, avvenuta a S. Demetrio dei Vestini il 28 Maggio 1924.

   Intanto la polizia continuava a vigilarlo:

“ Prefettura di Aquila Ufficio provinciale di Pubblica Sicurezza Gabinetto del 22 febbraio 1912 In risposta al foglio controscritto, mi pregio riferire a codesto Onorevole Ministero che Continenza Pietro Maria fu Francescantonio, e fu D’Alessandro Luisa, nato a Cerchio il 10 novembre 1883 fin dai primi mesi del 1904 emigrò in America con regolare passaporto rilasciatogli l’11 novembre 1903 dalla Sottoprefettura di Avezzano. Per il tempo che dimorò in Cerchio tenne buona  condotta in genere,e per quasi quattro anni continuativi rimase a studiare nel seminario di Pescina, e doveva darsi al Sacerdozio ma rimasto orfano di padre, per mancanza di mezzi dovette abbandonare gli studi e recarsi all’estero[…]” (4)

“ Ministero dell’Interno riservata Roma addì 26-2-1932 Anno X A S.E. Il Prefetto di Aquila Revisione Casellario Politico centrale oggetto Continenza Pietro Maria fu Francescantonio e fu D’Alessandro Luisa- nato a Cerchio il 10-11-1883- anarchico. Il soprascritto sovversivo non risulta più segnalato da codesta prefettura dal  (sic) Pregasi l’E.[ccellenza]V.[ostra] Di far conoscere quale condotta politica egli abbia mantenuta all’epoca anzidetta ad oggi. Qualora il Continenza risiede tuttora all’estero si prega di indicare il suo preciso recapito[…]” (5)

“ R.[egia] Prefettura di Aquila Aquila 14 Marzo 1932 A X Oggetto: Continenza Pietro fu Francescantonio e fu D’Alessandro Lucia ( a matita è stato corretto in “Lucia!” nato a Cerchio il 10/10/( sotto è scritto a matita “o 11?”n.d.a.)1883, ivi residente e domiciliato-benestante, antifascista. ON[OREVO]/LE MINISTERO DELL’INTERNO/DIREZIONE GENERALE P.[UBBLICA]S.[ICUREZZA] CASELLARIO POLITICO/CENTRALE/ROMA  In relazione alla Ministeriale sopradistinta, comunico che Continenza Pietro fu Francescantonio, attualmente residente a Cerchio, ove fece ritorno definitivamente nel 1922, dall’America, non ha precedenti né pendenze penali. Egli, in America, svolse attiva propaganda anarchica ed era abbonato al giornale “ Il Progresso Italo-Americano”. Dopo il rimpatrio, non si è più interessato di politica; però, pur avendo abbandonato le vecchie idee, è convinto antifascista e seguace della religione evangelica. Per l’opera che svolge, a favore di questa, viene remunerato con la somma di circa L. 150 mensili. Non ha occupazione, conduce vita ritirata e vive col reddito dei risparmi accumulati in America. Mi riservo comunicare i connotati e trasmettere, se possibile, copie del ritratto fotografico. Viene vigilato.[…]” (6)

“ R.[egia] prefettura di Aquila Aquila 27 marzo 1932 A X Oggetto Continenza Pietro fu Francescantonio e fu D’Alessandro Lucia nato a Cerchio il 10=10=1883, ivi residente e domiciliato benestante, antifascista. On. Ministero dell’Interno Direz.[ione] Gen.[enerale] P.[ubblica] S.[icurezza]= Casellario Pol.[izia] Centrale Roma Facendo seguito alla Prefettizia pari numero del 14 corrente andante comunico i connotati dell’antifascista Continenza Pietro e trasmetto copia del ritratto fotografico: Sta.[tura] 1,70, corporatura esile, fronte spaziosa, naso schiacciato, capelli neri, leggermente ondulati, occhi castani, barba e baffi rasa Dentatura guasta, porta denti artificiali, bocca larga, orecchie grandi, labbra grosse, colorito bruno. = Segni particolari N.N.[…]”

“ R.[egia] Prefettura di Aquila  Aquila, 4 novembre 1933 A XII oggetto: Revisione Casellario Politico-Continenza Pietro fui Francescantonio e fu D’Alessandro Lucia, nato a Cerchio il 10.10.1883, ivi residente, antifascista.  ON.[OREVO]LE MINISTERO DELL’INTERNO DIREZIONE GENERALE DELLA P.[UBBLICA] S.[ICUREZZA] (Casellario Politico centrale) ROMA (al margine sinistro è riportato trasversalmente  a matita: “ in America pre… parte attiva al movimento anarchico…New York 1912(infra) n.d.a.) Continenza Pietro, da Cerchio, oggetto di precedente corrispondenza e della Ministeriale n. 12901/48488 del 27 febbraio 1932 mantiene tuttora contegno indifferente nei riflessi del regime. Non ha precedenti né pendenze penali ma è ritenuto sospetto in linea politica sin da epoca precedente all’avvento fascista. Rimpatriato dall’estero nel 1922, si manifestò simpatizzante del partito comunista, senza però svolgere alcuna attività o propaganda delle sue idee. Nel periodo dal 1922 al 1926 ricevé dall’estero, da elementi sovversivi colà residenti e non identificati, copia del giornale “ Il Progresso Italo-Americano” e ritagli del “ Nuovo Mondo”- Frequenta con assiduità persone della sua stessa fede protestante ed in parte sospette in linea politica, perché pregiudicate. In qualche sporadica manifestazione esteriore ha dato larvati segni di simpatia per il regime, ma, in effetti, mantiene immutate le sue idee. Poiché non ha dato sinora prove di ravvedimento la vigilanza nei suoi confronti continua attiva e circospetta, per seguirne le mosse, i contatti e gli spostamenti[…]”(7)

“ R.[EGIA] PREFETTURA DI AQUILA   aquila 23 marzo 1938 XVI° OGGETTO: CONTINENZA Pietro fu Francesco da Cerchio. On.[orevo]le Ministero  dell’Interno Direzione Generale della P.[ubblica] S.[icurezza] Casellario Politico Centrale ROMA Con riferimento alla Ministeriale 27/2/1932 N. 12901-48488 informo che Continenza Pietro fu Francescantonio, da Cerchio, ivi domiciliato, collocatore di detto comune, serba buona condotta morale e politica. E’ iscritto al P.[artito] N.[azionale] F.[ascista] E ricopre la carica di membro dell’O.N.D. Del comune suddetto. Avendo il Continenza, con la sua condotta, dato prove di ravvedimanto, dimostrando attaccamento e devozione al Regime, si propone la di lui radiazione dal novero dei sovversivi. Rimango in attesa delle decisioni Ministeriali[…]”(8)

“MINISTERO DELL’INTERNO DIREZIONE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA Divisione A.G.R. Sez- 1^ (Cas.[ellario] Pol.[izia] Centr.[ale]) Roma 7.4 (sic) Prot. N° 24354/48488 Risposta del 23.3.1938 Div.[isione]  Sez.[ione]    N° 01891  Al Prefetto Aquila Oggetto: Radiazione dal novero dei sovversivi di Continenza Pietro fu Francesco RISERVATA Presa nota di quanto la E.[ccellenza]V.[ostra] Ha riferito col foglio sopradistinto, nulla osta da parte di questo Ministero alla radiazione dal novero dei sovversivi del nominato in oggetto[…] “ (9)

    Da come chiaramente si evince, gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da un profondo mutamento ideologico che potrebbe far pensare ad un rinnegamento di quegli ideali giovanili che per moltissimi anni lo avevano accompagnato nella dura via dell’esistenza. Come mai a 55 anni il Nostro decise di iscriversi al PNF? Forse “… poscia più che il dolor, potè il digiuno?…” Penso che tale cambiamento repentino non fu dettato da arrivismo o manìa di grandezza: a 55 anni quale carriera si può intraprendere? E se anche fosse stato come avrebbero potuto fidarsi di un “rivoluzionario”? E’, possibile che dopo 30 anni di lotte e dure privazioni una persona fedele agli ideali di libertà in un attimo li rinneghi? Non credo, forse il Nostro fu deluso da chi gli stava vicino o forse fu costretto a tale azione per sopravvivere, infatti, si racconta che per riscaldarsi nelle fredde e gelide giornate d’inverno lui e suo fratello Angelo bruciavano i libri che tanto amorevolmente avevano riportato dall’America.

    La morte lo colse, a Cerchio, all’età di 62 anni, il 22 Dicembre 1945 (10).

   Altre interessantissime notizie riguardanti il Nostro le ricaviamo da un documento scritto dal medesimo e conservato nell’Archivio di Stato dell’Aquila fondo Questura, cat. A8, busta 89:

“[…] E’ la prima volta in vita mia che mi trovo dinanzi ad una Rispettabile commissione che mi dovrà giudicare perché pesa su di me una gravissima accusa: quella di essere (segue scritta a matita “un” n.d.a.) sobillatore contro le autorità locali da rendermi elemento pericoloso per l’ordine nazionale. L’accusa- ripeto- è gravissima e questa Rispettabile Commissione dovrà permettermi che io brevemente dica chi io (è stato cancellato a matita n.d.a.) sono; dovrà avere la compiacenza di ascoltare la mia confessione che succintamente esporrò con parole povere, ma (è scritto a matita) con tutta la franchezza e la schiettezza dell’animo mio. Sono stato dipinto come un sovversivo, come un anarchico pericoloso, come un disturbatore dell’ordine pubblico, come un corruttore di coscienza, come un essere della peggiore specie. Cercherò di essere breve. Ho vissuto lungo tempo in America ove ho passato la gioventù: Erano tempi che per vivere- appena uscito di collegio- ramingo e lontano dalla (è scritto a matita n.d.a.) dalla Patria si faceva di tutto e nella miseria- giovine con qualchecosa di lieto e talvolta di ingenuo- si viveva con la mente e col cuore pieni di idealità e di bellezza. Aperto ad ogni più bella manifestazione della vita, sensibile alle bellezze della natura l’animo mio anelava sempre a verità, a giustizia e libertà. Io ero animato di una fede cieca in una utopistica idea. Credevo che basta spiegare al popolo tutta l’ingiustizia dell’ordine sociale esistente ad aiutarlo a rovesciare il potere perché subito questo popolo instaurasse, da sé stesso in un ordine di cose, basato su l’eguaglianza e la giustizia che a me sembrava come una prossima età dell’oro. Se poi tal futuro regime l’individuo godrebbe d’una assoluta libertà e se questa venisse limitata dagli interessi dello stato o dalla maggioranza dei cittadini si rimetteva tal questione alle calende greche. Purtuttavia in America- gli Stati Uniti -una agglomerazione di popoli differenti-ove allora noi italiani eravamo mal visti e disprezzati, io non ho mai cessato né mi sono mai vergognato di essere un figlio ardentemente devoto alla Patria mia :l’Italia. Venne la guerra e nazioni, classi, individui tutti si trovarono di fronte a formidabili problemi e di questi quello spirituale e quello economico ne erano i più ardui e maggiori. Anche io sentii quel ritorno su sé stessi. A quell’esame di coscienza non potetti sfuggire. La mia dottrina che professavo anche se utopistica, non bruttata dalle sue deviazioni, come espressione estrema del concetto di umana libertà nello svolgimento storico e nella formazione del pensiero politico degli ultimi trent’anni non può dirsi sia stata senza un utile effetto. Infatti, dopo la guerra, degli eccessi dell’autoritarismo statale e demagogico che avemmo prima dell’evento del Fascismo si è dovuto ricostruire non solo l’economia dei popoli civili, ma si è dovuto riedificare- l’Italia ne ha dato ( è stato cancellato a matita n.d.a.)dà (è scritto a matita n.d.a.) un magnifico esempio_ il minacciante edificio morale della società noi troviamo nella critica delle idee che io professavo anche meriti solidi per sbarazzare il terreno da ogni superstite avanzo di certe dottrine, giovandoci a salvarci dal repugnante materialismo marxista. Chiamato da mio fratello grande invalido di guerra e decorato (11), per riabbracciarlo morente a Roma nel 1922 tornai in Italia ritirandomi a Cerchio, paesello natio da dove non mi sono più mosso. Con un giovane divenuto cieco non appena laureatosi farmacista(12), ho potuto vivere come suo aiutante nella farmacia del paese fino alla sua chiusura: giugno 1931. Durante questo periodo di tempo non ero un fascista o meglio non fui mai iscritto al (è stato cancellato a matita n.d.a.) al (è scritto a matita n.d.a.) Fascio di Cerchio ma ciò non vuol dire che io sia stato contrario al Fascismo, che fin dal suo evento al potere ho visto con simpatia e man mano che esso si affermava- sbarazzandosi di certe dottrine democratiche e  socialistoiche che avevano fatto il loro tempo- man mano crescevano in me l’animo e i sentimenti di un vero fascista. Sta a dimostrarlo la seguente dichiarazione firmata da me e da mio fratello quando si aprì il “Circolo Bianchini”(13) nel 1926 ( è scritto a matita n.d.a.) in Cerchio ove stetti a contatto sempre con il migliore elemento del paese e con le autorità che mi hanno conosciuto bene:(segue o meglio vedi dichiarazione a parte). In diverse occasioni poi abbiamo riconfermata quella nostra decisione e quel nostro proposito negli anni seguenti quando cioè venivamo gentilmente invitati dai locali segretari Politici succedutisi, a dare le nostre modeste forze, disinteressatamente a beneficio di qualche opera buona o patriottica pro Avanguardisti, pro O.[pera] N.[azionale] Balilla oppure pro fascio Giovanile di  Combattimento. Per la mia correttezza, per il mio modo di agire , tanto nella vita privata che pubblica, fin dal 1922 non sono mai stato molestato ma ben visto, rispettato e ho (è stato cancellato a matita n.d.a.) goduta stima dai miei compaesani indistintamente. Vivo in un villaggio ove si conoscono tutti. Gli abitanti avendo le stesse abitudini e i medesimi costumi si uniformano alle stesse cose; parlano lo stesso dialetto e senza un loro merito e demerito le persone sono buone e cattive e si adattano alle circostanze. Lo spirito del paese- come tutti i piccoli centri- è conservatore di molti pregiudizi religiosi e sociali. Non seguir questo spirito del paese significa mettersi in urto con la maggioranza di esso. Mi spiego. La vita per me è una aspirazione  a sempre maggiore elevamento dell’uomo. Ho voluto sempre che i miei compaesani comprendessero ciò e quando nel 1931 pochi evangelici (14) chiamarono un  Pastore per il loro elevamento spirituale io- che mi onoro di essere un evangelico- sostenni la lotta che si faceva contro di loro perché in Italia vi è piena libertà di coscienza, di culto e di discussione in materia religiosa. C’è chi non vuol capire, che in Italia si gode piena libertà di coscienza, di culto e di discussione su tale materia! Se non bastassero le leggi chiarissime al riguardo abbiamo dichiarazioni di S.[ua] E.[ccellenza] Il Capo del Governo-: In Italia vi è la medesima libertà per l’Israelita, per il Protestante, per il Cattolico. Gli uomini possono pregare Dio in molti modi; si deve essere (è stato cancellato n.d.a.) lasciare assolutamente a ciascuno il proprio. Una lotta astiosa, aggressiva, non discussione serena, obbiettiva fu fatta contro di noi. Ci hanno lanciati strali velenosi, ci hanno ricoperto di fango. E’ Lecito insudiciare chi dissente su questioni religiose (è stato cancellato n.d.a.) spirituali? Noi Evangelici siamo sudditi italiani e non sudditi di qualche tribù africana. Chi medita i divini insegnamenti non potrà mai essere un divulgatore di atti d’(è stato cancellato n.d.a.) odii sociali anzi assertore di ordine e di amore non finto. A Cerchio presentemente gli evangelici non possono tenere culti, non possono riunirsi a pregare. Anche le nuove idealità che il fascismo fin da principio ha propagato urtavano, come ho detto, i pregiudizi sociali. Il sindacalismo fascista, le corporazioni, la bella istituzione del Dopolavoro non si volevano discutere. Mentre in tutta Italia si affermavano, acquistavano vita- in questi piccoli centri- si dorme, si sonnecchia si vive una vita apatica. Il << Dopolavoro>> è creduto ancora un locale simile ad una bettola. Perché? E’ opinione radicata in molti animi che chi propaga, diffonde questa idealità lo facci per il vil danaro. Chi poi come me- che durante questi tre anni non ha avuto un impiego e nemmeno  ha (è stato scritto a matita n.d.a.) rivestito una carica e non iscritto al fascio se non nel 1933- prende parte a questi movimenti, desta meraviglia. Sembrava a molti che io prendessi qusto (sic) a sentire parlare di me, ad essere qualcuno.- Sembrava a molti che io fossi pagato. Io non appartengo a Cerchio al numero di quelli che vogliono arrivare (è stato cancellato n.d.a.) emergere, che vogliono arrivare a qualche parte, farsi distinguere. Non appartengo al numero degli iniziati. Sono stato e voglio rimanere un essere senza importanza e piuttosto- mi si consenta di dire uno sproposito- un essere che non esiste, perché se sono devoto a un solo-Uomo- non sono un fanatico. Non è in me la mania di mettermi in mostra e pontificare. Non debbo arrivare. L’inseguimento degli interessi personali, richiede delle disposizioni egoistiche. Non sono un egoista. Non è in me la qualità di arrivista perché non è in mio favore la brutalità, l’assenza di scrupoli. Non è in me l’altra qualità, tanto preziosa, che si chiama furberia. Oh, quante volte ho passato da ingenuo, da uomo di nessunissima importanza, da fesso!(perdonate e lasciate passare questa parola).Non vivono, né albergano in me superbia, disprezzo e odio. Non mi credo superiore a nessuno del paese, ma non sono né voglio essere inferiore a chicchessia. Non ho perduto in me l’altro significato della vita in ciò che essa ha di spontaneo, di sincero; non sono arido alla voce misteriosa che grida in me: Sii te stesso! Vivi secondo il cuor tuo! Non sono poi un presentuoso né prendo delle arie. Dico ancora: non mi sono interessato mai degli affari altrui, né di sindacare e giudicare il modo, l’agire e il fare, degli altri. Ho anteposto il bene degli altri quando ho potuto: qualche volta anche a mio danno- Ho sempre rispettato e rispetto il sentimento religioso di chi ha una fede. Mi fa pietà, compiango il fanatico, il bigotto che prega e poi bestemmia e senza tolleranza, senza raziocinio, senza bontà, insulta e disprezza chi non la pensa come lui. Preferisco sapere, istruirmi e ho piacere  che altri sappiano e si istruiscono perché non si arriva a nulla quanto nulla si sa. Ecco perché pur non essendo iscritto al Fascio sino al 1933 sono stato attivo nel Dopolavoro fin dal suo nascere, specie negli ultimi dieci anni ove sono stato sempre iniziatore di  discussioni sul sindacalismo e sul corporativismo fascista e instancabile come direttore della filodrammatica. Ripeto non ho posizione da difendere o da conquistare: ho una fede e un ideale: il bene della Patria. Sono in un certo qualmodo uno degli << Italiani nuovi >>, uno di quelli che hanno perdute la loro personalità e si sentono parte operante per la maggior fortuna della Patria e degli Italiani. Do quello che posso senza chiedere né sperare nulla fuorché un mondo migliore spiritualmente ed economicamente. Premesso questa mia lunga e forse noiosa ma pur necessaria confessione, vengo subito alla conclusione. Durante tre anni ho sempre taciuto e sofferto per tutto quello che mi hanno fatto. Il giorno 19 Febbraio 1934 mi son presentato in Aquila per consegnare personalmente a Sua Ecc. il Prefetto Sacchetti un memoriale ove parlavo del movimento evangelico di Cerchio. Era una esposizione chiara dei fatti in tale movimento per dimostrare che mai da parte nostra vi sono state (è corretto a matita n.d.a.) trasgressioni alle leggi; mai rivolta contro le istituzioni. Terminavo e mettevo in luce le manchevolezze del nostro Podestà (15), senza odio né rancore personale: ma contrastavo nei fatti, e li rilevavo, per illuminare, dirò così, le autorità superiori. Niente altro. Non era il parto della mia fantasia, né erano calunnie, insulti alle autorità locali: Ho (è stato cancellato n.d.a.) Raccolsi le voci di questa popolazione e me ne feci un portavoce assumendomene solo (è stato cancellato n.d.a.) la responsabilità. Nel presentare il memoriale volevo salutare il primo Cittadino della provincia di Aquila: conferire con lui era lo stesso che parlare col nostro magnifico Duce; fiducioso, ansioso attesi quattro ore nella Prefettura. Mi fu però impossibile: e lasciai il memoriale alla segreteria. Chiesi e venne l’inchiesta. Il 14 marzo u.s. Il vice Questore Prof. Salerno fu a Cerchio., ma non volle esaminare le documentazioni a mio favore che si riferivano al recente passato, sotto pretesto che si trattava di cose vecchie e invece non riguardò a tempi e a date quando credette utile prove un rilievo argomenti favorevole alla parte contraria: almeno questa fu l’impressione che ne ebbi. L’inchiesta poi non fu né generale né completa e mi lasciò ancora l’impressione che si  trattava (è stata cancellata n.d.a.) tendesse a coprire le responsabilità piuttosto che metterle in luce. Alla fine di marzo il Regio Questore di Aquila mi diffidava. Io, da quell’epoca ho taciuto, rimettendomi al tempo che è galantuomo. Io mi onoro di appartenere al Fascio e quando nella fine di Luglio 1933 ultima epoca prescritta per presentare domanda d’iscrizione- io avanzai la mia domanda e venne accettata. Avevo fatto il mio dovere da fascista avevo anche il diritto di fregiarmi del distintivo e avere la tessera”( Queste ultime tre frasi sono state  scritte a matita n.d.a.) 

    Il Nostro infatti, in seguito al rapporto della Compagnia dei Reali Carabinieri di Avezzano del 19.8.1934 ad oggetto: “ Cerchio. Esposto anonimo contro il Podestà”, fu individuato, quale autore dell’esposto, insieme ad altri ( Luigi Costanzi, di anni 40 era considerato capofila) compreso il fratello Angelo ( 1877- 1958) ed il cognato Vittorio Amiconi (1877-1972):

”[…] I°) CONTINENZA Pietro fu Francescantonio di anni 49 da Cerchio, ex aiutante di farmacia, disoccupato e nullatenente. E’ iscirtto al P.N.F. dal 31 luglio 1933 ma, però, è elemento di sorveglianza politicamente in quanto, in passato ha manifestato idee contrarie al Regime. Rimpatriato dalle Americhe nel 1922, fino al 1926 ricevette, da individui non identificati e residenti all’estero, copia di giornali sovversivi. Con verbale N. 18 del 6 Aprile corrente anno, dell’Arma di Cerchio diffidato su richiesta del Questore di Aquila, n. 0242 del 29 Marzo stesso anno, ai sensi dell’articolo 164 della legge di P.S., ad astenersi, nel modo più assoluto, dallo svolgere opere denigratorie, nei riguardi delle Autorità locali, con avvertimento in caso di trasgressione alle diffide fattegli, sarebbero stati adottati a suo carico più gravi provvedimenti di polizia[…]”(16)

e quindi il Nostro disoccupato ed ammonito versava in condizioni economiche molto precarie tanto che, il 2 settembre 1935, fu costretto a scrivere la seguente lettera:

“Eccellenza, Io sottoscritto, Pietro Continenza, in data 26 Ottobre u.s. fui ammonito in seguito ad un’ordinanzna emessa da codesta Commissione provinciale. Durante questo periodo di tempo- disoccupato e vissuto in miserevoli condizioni- ho avuto occasione di trovare occupazione nella vicina Avezzano ma. Essendo sincero, non ho voluto nascondere di essere un ammonito e, ogni volta, sono stato costretto a rinuniciarvi. Presentemente mi si offre un posto a Torino e vorrei aprofittarne.Mi rivolgo, pertanto, all’Eccellenza Vostra affinchè, cortesemente, si compiaccia prendere un considerazione il mio caso e voglia benignarsi far rimuovere detta ordinanza tenendo contro dei miei buoni intendimenti e delle mie precarie condizioni. Accolga, Eccellentissimo Signor Prefetto, i miei più alti sentimenti di stima e, ringraziandola anticipatamente, con perfetta osservanza, ossequio Dev.[otissi]mo, Obb.[ligatissi]mo Pietro Continenza  Cerchio, 3 Settembre XIII-1935” (17)

e con lettera del 20 dicembre 1935 del Questore dell’Aquila inviata al Podestà di Cerchio, ai Reali Carabinieri di Cerchio e per conoscenza alla Compagnia dei Carabinieri Reali di Avezzano ad oggetto: “ Continenza Pietro fu Francescantonio”, si comunicava:

“Per opportuna conoscenza e norma comunico che la Commissione Provinciale per i provvedimenti di Polizia nella seduta odierna ha revocato l’ammonizione a favore della persona in oggetto. Il Questore”(18)

Con lettera dei Carabieri Reali di Avezzano del 24 Febbraio 1938 inviata alla Regia Questura dell’Aquila, ad oggetto:” CONTINENZA Pietro di Francesco Antonio-Informazioni” apprendiamo:

“ CONTINENZA Pietro fu Francesco Antonio e fu D’Alessandri Luisa, nato a Cerchio il 10/11/1883, ivi residente collocatore, trovasi tuttora a Cerchio, egli serba buona condotta morale e politica e non ha dato luogo a rimarchi. Risulta iscritto al P.N.F. dal 31/7/1933.=[…]”(19)    

    Da come chiaramente si evince la vita del Nostro fu abbastanza movimentata infatti, dopo la prematura morte del proprio genitore fu costretto prima, ad abbandonare gli amati studi e poi, nel 1904, addirittura fu costretto ad  espatriare in America dove l’attendeva il fratello Angelo, il quale era partito due anni prima, nel 1902. E qui, come hanno fatto e faranno sempre tutti gli emigranti dovette rimboccarsi le maniche, insieme con il fratello, e lavorare per cercare di guadagnare onestamente per avere una vita dignitosa accompagnato sempre dai grandi ed immortali ideali di “Libertè, Egalitè, Fraternitè” alle quali utopisticamente ed ingenuamente donò tutta la sua giovinezza come descrive nella su citata sua “confessione”. Tornato in Italia, nel 1922, perché chiamato dal fratello morente in Roma, si ritirò nel paese natìo e qui, lavorò, fino al 1931, come aiutante presso la farmacia Continenza, farmacia questa che, a causa della sopravvenuta cecità del titolare, fu chiusa. Nel medesimo anno, con l’avvento della religione protestante evangelica a Cerchio, il Nostro partecipò attivamente acchè tale istituzione ed i suoi componenti fossero rispettati e, si impegnò attivamente anche, verso l’educazione dei giovani infatti varie e moltepici furono le rappresentazioni filodrammatiche che riscossero un vasto consenso da parte della popolazione, e molti furono gli alunni ai quali, specialmente nei mesi estivi, insegnava loro oltre ad “abaco e saper scrivere” anche i primi rudimenti utili per un buon cittadino: era insomma un vero pedagogo. All’indomani della morte del compianto “Maestro” i giovani di Cerchio vollero a lui dedicare il “ Circolo Pietro Continenza” come segno tangibile del suo impegno profuso verso i giovani.

NOTE

  1. Amiconi F.:” P. Continenza anarchico <<pentito>> La sua amicizia con U. Postiglione. Il <<rinnegamento>> e la miseria”, Il Tempo, Anno XLII, n.33, 7  novembre 1986. 
  2. Archivio di Stato di Roma, C.P.C. Busta n. 1457, rif.to fascic. 48488.
  3. Amiconi F.: “ Umberto Postiglione”, Abruzzo nel Mondo, n. 7- luglio 1988.
  4. Vedi nota 2
  5. Vedi nota 2
  6. Vedi nota 2
  7. Vedi nota 2
  8. Vedi nota 2
  9. Vedi nota 2 
  10. Amiconi F.:”P. Continenza anarchico op.cit.”.
  11. Si tratta di Continenza Florindo, nato a Cerchio il 15 Aprile 1892 e deceduto a Roma il 14 Maggio 1923. Si congiunse in matrimonio con la contessa Amalia Pelliccioni. Questi è il genitore di Alessandro, noto come Sandro, Continenza scenografo ( anche regista ) a livello nazionale, nato a Roma il 13 Luglio 1920 ed ivi deceduto il 21 Novembre 1996. Sandro Continenza esordì come sceneggiatore cinematografico nel 1949, collaborando al film “ Totò cerca casa” di Steno e Mario Monicelli. Nel corso della sua  carriera nel cinema, durato fino ai primi anni ottanta. Alessandro Continenza ha contribuito alla sceneggiatura di centoquarantadue film per i principali registi, tra i quali Alessandro Blasetti, Mario Monicelli e Dino Risi. Ha collaborato tra gli altri con Suso Cecchi D’Amico e Age e Scarpelli. E’ stato uno degli autori di Raimondo Vianello in pressoché tutte le sue realizzazioni ( come ad esempio la sit-com Casa Vianello). Sua fu l’invenzione del termine maggiorata fisica. Fu anche collaboratore di rotocalchi e settimanali satirici.http://it.Wikipedia.org./Wiki/Sandro_continenza  25/10/2013.
  12. E’ il farmacista Continenza Giuseppe, nato a Cerchio il 3.4.1898 e deceduto a Roma il 23.4.1965. Il padre Giovanni Gaetano, noto come Gaetano ( 1847-1919) è stato il titolare della premiata farmacia Continenza ubicata in piazzetta della Concezione ( il locale è ancora esistente ). 
  13. “ Bianchini Francesco di Giuseppe Soldato 55° reggimento fanteria, nato il 3 Settembre 1896 a Cerchio, distretto militare di Sulmona, morto il 7 giugno 1918 sul Monte Val Bella in combattimento” così è riportato nella pagina “MILITARI CADUTI NELLA GUERRA 1915-1918” del volume “Albo d’oro, Ministero della Guerra, 1927 V – Stabilimento Poligrafico per l’Amministrazione dello Stato. E a pagina 30 del volume “Cerchio Notizie Storiche e Leggendarie” di Tecla Tucceri-Cimini Vecchietti, Roma 1947 Arti Grafiche Sezzatini apprendiamo ancora: “[…]Bianchini Francesco fu Giuseppe aiutante di battaglia che, gravemente ferito ad una gamba, volle, novello Enrico Toti, tornare sul Campo con le stampelle scomparendo nel furore della mischia[…]”. Nel foglio matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di L’Aquila è così riportato:” Bianchini Francesco Giovanni 1896” al margine sinistro si legge: “DATI E CONTRASSEGNI PERSONALI Figlio di Giuseppe e di Antidormi Maria nato il 3 Settembre 1896 a Cerchio Circondario di Avezzano statura m. 1,67 ½ Torace m. 0,90 capelli colore castani forma lisci Naso regolare Mento regolare Colorito bruno Dentatura sana Arte o professione carrettiere sa leggere si scrivere si quale iscritto nel Comune di Cerchio Mandamento di Pescina Circondario di Avezzano”  al centro è riportato: “ARRUOLAMENTO,SERVIZI,PROMOZIONI ED ALTRE VARIAZIONI MATRICOLARI Soldato di leva prima categoria classe 1896 Distretto Sulmona Lasciato in congedo illimitato li 23 Settembre 1915 Chiamato alle armi e giunto li 22 Novembre 1915 Si è obbligato con dichiarazione sottoscritta ad assumere il riassoldamento al termine della ferma biennale li 16 novembre 1915 Tale nel reggimento Lancieri di Firenze(9°) li 1° Dicembre 1915 Tale nel magazzino avanzato d’artiglieria N° 2 (3^ armata)(paragrafo 6 dell’istruzione amministrative delle truppe in campagna Giunto in territorio dichiarato in istato di guerra li 24 Gennaio 1916 Tale nello Deposito della Scuola di tiro Bombardieri in Assegane (Nervesa) li 11 febbraio 1917 Tale nella 1^ Batteria bombardieri 206 li 11 febbraio 1917 PARTITO da territorio dichiarato in istato di guerra per ferita 18 agosto 1917 Tale nel 13° Reparto d’assalto ( Dep.to 55° fanteria li 8 marzo 1918 GIUNTO  in territorio dichiarato in istato di guerra li 8 marzo 1918 Disperso nel combattimento a Val Bella ( segue una cancellatura n.d.a.) li 7 giugno 1918 Rilasciato dichiarazione d’irreperibilità li 27 marzo 1920 Durante il      ha tenuto buona condotta    con fedeltà ed onore. Parificato li 22-5-924 IL CAPO  DELLA 2^ SEZIONE (Cap. D’Amato Antonio) A D’Amato CAMPAGNE, AZIONI DI MERITO DECORAZIONI, ENCOMI, FERITE, LESIONI, FRATTURE, MUILAZIONI IN GUERRA OD IN SERVIZIO(Specchio D del foglio matricolare) Il 18/8/1917 riportò frattura piede destro e ferite multiple per scoppio di bombarda Proc-verb. In data 18-8-917 dalla 1^ Batteria Bombarde- Campagne di guerra 1916-1917-1918- Autorizzato a fregiarsi della medaglia commemorativa nazionale della guerra 1915-1918 istituita con R. decreto n. 1241 in data    Luglio 1920 ad apporre sul nastro della medaglia le fascette corrispondenti agli anni di campagna 191..(sic) 1916 1917 1918 N 358730 Autorizzato a fregiarsi della medaglia a ricordo della Unità d’Italia di cui al R. Decreto 19 ottobre 1922……….. Autorizzato a fregiarsi della medaglia int… della Vittoria R. Decreto….1918 19… 385877”. 
  14. Nel mese di giugno del 1931 nasce a Cerchio la Comunità Protestante Metodista Wesleyana. Dal registro collocato nell’  archivio storico comunale apprendiamo: “ Promemoria dell’origine della Fratellanza di[…]Nel Giugno 1931, un gruppo di cittadini di Cerchio, desiderosi di conoscere la Verità Evangelica, fecero formale invito al Pastore di Villa S. Sebastiano, il signor Dante Seta, che subito accettò, di venire a predicare l’Evangelo in Cerchio, e la prima Riunione si effettuò la domenica 28 giugno 1931 nel piccolo locale in Via Stazione n. 12 e da allora ogni domenica il Pastor[e] Dante Seta venne a predicare coadiuvato dai cari giovani studenti di Roma, i fratelli Samuele Carrari, Aldo Sbaffi, De Filippi, Zardi, i pastori Paride Fara di Roma e Filipp[o] Napoletano di Aquila. Samuele Carrari poi condusse la Congregazione per oltre un anno, fino all’11 novembre 1932 fu sostituito  da Ant.[onio] Dalla Fontana. Essendosi reso insufficiente e scomodo il locale vicino alla Stazione, dietro premure generali, il Dalla Fontana acquistò il nuovo locale di Vico delle Rose n. 6 che allestito dai fratelli locali, venne regolarmente  aperto al Culto la domenica 29 gennaio 1933. In seguito a pressioni nemiche dalle Autorità provinciali venne proibita la predicazione dalla domenica 5 febbraio di d.[etto] D[alla] Fontana vedendosi negato il decreto di riconoscimento, e impedito di esercitare il suo Ministero, domandò trasferimento. Il 15 luglio 1933, venne sostituito dal giovine Ministro Signor Ugo Ferrari Ant.[onio] D[alla] Fontana. Tale “Fratellanza”, con alti e bassi, avrà vita fino agli anni ’50-60. 
  15. E’ il commissario prefettizio nonché podestà Carlo Iacobacci che resse il Comune di Cerchio dal 1930 al 1935.
  16. Archivio di Stato dell’Aquila, Fondo Questura, cat. A8, busta 89.
  17. Idem.
  18. Idem.
  19. Idem.

ROCKY MARCIANO

( 1923 – 1969 )

     Ancora una volta  debbo ringraziare pubblicamente l’amico Mario Cipriani che mi ha permesso di scannerizzare ed acquisire foto e ritagli di giornali, in suo possesso, riguardanti l’intramontabile campione del mondo dei  pesi massimi : Rocky Marciano .

    Mario mi ha permesso anche di pubblicare il tutto sul Giornale “Terre Marsicane” rendendo così tutti noi partecipi della conoscenza dell’intero fondo cerchiese, relativo al Nostro Rocky: fondo composto da 9 foto ( un album formato da 8 fotografie ed una foto a se stante recante anche la firma autografa di Rocky), ritagli di giornali e un depliant illustrativo della sua carriera pugilistica. 

    Tutto il materiale oggetto del presente articolo è stato conservato con amore e cura sia dal parroco di Cerchio (AQ) Don Salvatore Relleva ( Castelvecchio Subequo 22 Novembre 1884 – Roma 13 Agosto 1962 ) che ha iniziato la singolare raccolta e sia dal fratello Di Pippo Loreto ( 1899  -1989   ) ed era collocato nella loro abitazione, ancora esistente, sita a Cerchio, in via dell’Asilo. 

    La mia defunta nonna Maria Saveria Tucceri ( 1890 – 1965 ) ed il mio defunto genitore Umberto  ( 1914 – 1997) mi avevano sempre raccontato  che agli inizi degli anni ‘ 50 del passato secolo Don Salvatore Relleva veniva additato come zio di Rocky Marciano e che, proprio in quegli anni, andò, per un breve periodo di vacanza, in America per incontrare i propri parenti ed anche per assistere all’incontro di box dove Rocky Marciano diventerà campione del mondo.

     Nonostante i miei sforzi al momento non sono riuscito a comprendere con precisione effettivamente quale fosse il loro grado di parentela, sicuramente, molto probabilmente, erano cugini in prima o in seconda. Era consuetudine, infatti, nel sud Italia, chiamare i cugini dei genitori zii: illuminante è, al momento, che un certo Peter Relleva ( sicuramente figlio di un fratello di Don Salvatore ) dagli Stati Uniti, nel 1975,  inviò al fratello del sunnominato Don Salvatore, Di Pippo Loreto, detto Dinuccio ( la madre di Don Salvatore, Diletta Pace, era convolata, in seconde nozze con Di Pippo Giorgio di Pescina e da questa unione nacque, il 2 Dicembre 1899, il sopramenzionato Dinuccio ) il sopracitato album dove sono conservate 8 fotografie di Rocky Marciano . 

   Nella copertina dell’album è scritto a macchina da scrivere : “WORLD HEAWY WEIGTH CHAMPION/ROCKY MARCIANO “ e ai lati a sinistra e a destra, scritto a mano con  la penna a biro blu: “ JOHN” a un  lato e, all’altro, “ RELLEVA” e, sotto al centro “ 25 OTT. 1975 “.

   Le otto fotografie recano le seguenti didascalie scritte a macchina da scrivere:

  1. “ THE BROCKTON BOMBER “; 
  2.  “ THE FINAL KNOCKOUT PUNCH TO JOE WALCOTT- 1952 “; 
  3. “ ROCKY WITH PRESIDENT EISENOWER “; 
  4. “ JOE LOUIS LAST CHAMIONSHIP FIGTH”; 
  5. “ ROCKY WITH PRESIDENT KENNEDY”; 
  6. “ JACKY ROBINSON, DEBBIE RENOLD, EDDIE FISHER AND ROCKY”; 
  7. “ PEARL BAILEY, ED SULLIVAN AND ROCKY”;
  8.  “ ROCKY WITH CELEBRITIES- 1953” ( I più noti sono Rock Hudson e Liz Taylor ).

    Don Salvatore effettivamente andò varie volte negli Stati Uniti d’America. Al momento, però, non sappiamo con precisione in quali anni andò in America  e quali parenti andò a visitare sicuramente almeno un fratello doveva essere residente negli States. 

    In una sola foto di quelle conservate da Don Salvatore ( quella a se stante, come abbiamo detto sopra ) vi sono presenti due iscrizioni scritte da diversa mano, quella posta a sinistra di chi legge reca la seguente scrittura in italiano molto probabilmente scritta dalla mamma di Rocky: 

“ Cordiali/Saluti Ricevete/dalla mamma/ e del padre di Rocco/con la speranza di presto/rivederci in Italia/Pierino e Lena/Marchegiano “

e a quella posta a destra reca scritto di proprio pugno da Rocky Marciano la seguente altra scrittura in italiano: 

“ Rev Don Salvatore/Relleva”

 e poi continua in inglese :

“ Nice meeting jou/hope to see jou/soon in Italy “

E più sotto , sempre in inglese:

“ Wish me/a(nd) Pray for me/Doing em/Always be tryning/Rocky/Marciano “

Nel retro della citata foto in alto, sempre manoscritta, vi è la seguente scrittura che altro non è la traduzione in italiano della precedente frase  scritta in inglese :

“ Piacere di averti conosciuto/spero di vederti/in Italia “

E più sotto, sempre a sinistra, scritto dalla stessa mano e sempre tradotta in italiano, dall’inglese:

“ Fammi gli auguri/e prega per me io/sto facendo il mio/meglio per vincere “.

    Il primo settembre 1923 nasceva a Brockton ( Massachussets ) da Pierino e Pasqualina Ricciuto, Rocky Marciano ( Rocco Francesco Marchegiano ) l’indimenticabile campione del mondo dei pesi massimi.

   Il padre Pierino, originario di Ripa Teatina in Provincia di Chieti e la madre Pasqualina che amava farsi chiamare Lena, originaria di San Bartolomeo in Galdo, provincia di Benevento, furono costretti, come molti altri nostri connazionali, ad ingrossare, lor malgrado, le file dei “ venditori di braccia” all’estero.

   Agli inizi del passato secolo circa 4 milioni e mezzo furono gli italiani costretti a partire ed essere così partecipi di quel grande fenomeno noto come l’Emigrazione. 

    Dall’Abruzzo nel periodo 1876-1900 partirono circa 109.000 persone, e, nel periodo 1901-1915, ne partirono circa 426.000: furono questi anni molto tristi e duri per i nostri conterranei.

   E così è stato anche per Pierino Marchegiano che partì “ p’ll’Amerga ” nel 1912 e qui, in terra straniera, conobbe Lena con la quale si unì in matrimonio. Da questa unione nacquero oltre a Rocky altri figli : 3 femmine, Alice, Connie ( Concetta) e “Betty” ( Elizabeth ) e 2 maschi Louis (Luigi) e Peter ( Pietro )[ vedi l’articolo pubblicato il 15 Gennaio 1977 dal “ Brockton Daily Entreprise “ pubblicato in occasione del 75° compleanno della madre di Rocky ].

    La vita del Nostro fu sempre caratterizzata da vari e molteplici episodi che lo porteranno all’apice della sua  prestigiosissima carriera pugilistica.

   All’età di 20 anni, nel 1943, si arruolò nell’esercito statunitense e , in un pub di Cardiff, in Gran Bretagna, durante una rissa stese, con un violento pugno, un australiano: da questo episodio Rocky comprese le sue potenzialità come boxeur.

   Nel 1947 gli fu offerto da Alli Colombo il suo primo incontro da professionista : Rocky, grazie al suo potentissimo destro, riuscì a battere con estrema facilità Lee Epperson iniziando così la sua luminosissima carriera che terminerà il 20 novembre 1956.

   Il 23 Settembre 1952 nella città di Filadelfia sconfisse per KO alla 13^ ripresa Jersey Joe Walcott conquistando il titolo di Campione del Mondo dei pesi Massimi: difenderà il titolo altre 5 volte, vincendo tutti gli incontri l’ultimo, con Archie Morre, lo disputerà il 21 Settembre 1955. Non verrà mai sconfitto, il suo ricco palmares infatti è composto da 49 vittorie di cui ben 43 per KO: è ricordato come uno dei più grandi pugili di tutti i tempi.

   Nel 1964 Rocky visita per la prima volta Ripa Teatina dove è festosamente , gioiosamente e calorosamente accolto. Rocky aveva sempre espresso la volontà di venire in Italia e di andare a trovare a Cerchio don Salvatore purtroppo ciò non è stato possibile perché don Salvatore due anni prima, il 13 Agosto 1962, morì a Roma.   

Il 31 Agosto 1969, all’età di 46 anni, Rocky Marciano perì in un drammatico incidente aereo :precipitò infatti, nei pressi di Newton ( Iowa), assieme al pilota del suo aereo privato ed all’amico Frankie Farrel, durante un volo in condizioni atmosferiche proibitive. Il giorno dopo, il primo settembre, avrebbe compiuto gli anni: aveva telefonato che avrebbe festeggiato insieme alla famiglia il compleanno suo e  quello della moglie Barbara.

    Vent’anni fa, nel 1990, la cittadinanza di Ripa Teatina con in testa la locale Pro Loco, volle dedicare al Nostro, ad imperitura memoria, un monumento bronzeo realizzato dal valente Maestro abruzzese Luciano Primavera ( di quest’artista si conserva nell’antica chiesa di San Bartolomeo di Cerchio (AQ) una pregevolissima tela facente parte dell’artistica “ Via Crucis” realizzata da pittori di Scuola Abruzzese e Laziale inaugurata il 28.5.1987 e rappresentante la V Stazione: “ Gesù viene aiutato dal Cireneo “ ).

FIORINO CONTINENZA IL POETA EMIGRANTE

(1927 – 2011)

     Nasceva a Cerchio, da Rocco  e da Berardina Continenza, I’ 8 febbraio 1927 Ferdinando, detto Fiorino, quintogenito di sei figli, il futuro poeta  emigrante nonché singolare folk singer di canzoni in dialetto ed in lingua.

    Iniziò a scrivere versi sin dal lontano 1948, sulla “Gazzetta Militare”.

     Negli anni ’50 e ’60 del passato secolo pubbicò i suoi versi sul “Corriere Illustrato” di Toronto in Canada così come, sempre negli stessi anni e sempre in terra straniera(Canada), su “Il Tevere”, “Famiglia Cristiana”.

    Negli anni ’60 scrisse anche su “Il Narciso” di Torino e sul Giornale “La Voce di Cerchio Periodico di Informazione per gli Emigrati” fondato e diretto dal poeta, scrittore, avvocato Cesidio Di Gravio ( 1936-2009) ed infine, dagli anni ’70 in poi pubblica sulla rivista mensile, fondata e diretta anche questa dal menzionato Cesidio Di Gravio, “Marsica Domani” .

     In occasione dei solenni festeggiamenti in onore del bicentenario della sacra riapparizione del busto della Madonna delle Grazie, speciale Protettrice dei cerchiesi, viene dato alle stampe, grazie al mecenatismo dell’amministrazione comunale di Cerchio, della Parrocchia SS. Giovanni e Paolo e del comitato del bicentenario, il volume “ Lacr’m’ i risat’” (1) scritto dal Nostro.

    In questo prezioso volume Fiorino da’ alle stampe tutta la sua produzione poetica: poesie in vernacolo e in lingua, canzoni in dialetto ed in lingua: è il sofferto  frutto letterario dell’intera sua esistenza. Nella presentazione dell’opera Fiorino scrive:

“ Dare alle stampe questa mia sospirata raccolta di poesie significa per me fare un omaggio al mio caro paese nativo, che mi ha immesso nel sangue il dono di natura e l’ispirazione. Se sono riuscito a farlo (finalmente!), in buona parte lo devo a mia moglie che, vedendomi scarabocchiare nel corso di tanti anni, nei ritagli di tempo, logicamente è stato molto comprensiva con me, lasciandomi libero di esercitare il mio hobby, senza mai pensare nemmeno lontanamente, che tutto il tempo che ho dedicato a me stesso, avrei potuto magari impegnarlo diversamente, e cioè in altre attività che la vita quotidiana richiede. Lei è stata quasi sempre una delle prime a leggere una mia poesia, ed io, non avendo altri maestri vicino con cui confidermi, mi sono affidato soltanto al suo giudizio: se sono riuscito a strapparle una lacrima, oppure qualche risata di compiacimento, mi sono convinto allora … che ciò che ho scritto potesse andare. E specialmente nella poesia dialettale, dato che siamo emigrati entrambi in Canada negli anni cinquanta e provenienti, per l’appunto, dallo stesso paese, abbiamo condiviso insieme la nostalgia dei bei ricordi, sia per i nostri cari, come pure per le vicende vissute, in un ambiente apparentemente povero, ma ricco di belle tradizioni popolari. Ed ora è giocoforza farvi una confidenza a tale riguardo: ogniqualvolta impugno la penna per scrivere in vernacolo, immediatamente la mia personalità viene trasferita nei luoghi di origine e, facendo un salto indietro, la mente mi riporta al tempo dell’adolescenza. Mi ritrovo quindi a pascolare le mucche e, traendo fuori dallo zainetto la matita ed un quaderno sgualcito, mi rimetto a decantare fatti e fattarelli, che hanno poco a che fare con tutto il resto del mondo. Forse su questo sono un po’ troppo limitativo, ma è solo questione di attaccamento forte, come un bambino attaccato alla gonna di sua madre. Se pecco quindi di campanilismo, mai e poi mai credo di poter nuocere a qualcuno.//Per la poesia in lingua è molto differente: tutto il mondo è un paese, ed io voluto insistere a fare il poeta, non per avere una rivincita qualsiasi, oppure per l’ambizione di diventare qualcuno, perché nulla ero prima e nulla sono adesso, ma semplicemente per dare un piccolo sfogo a questa mia passione innata. Scrivere in versi per me è come concedermi una breve vacanza, riuscire insomma ad assentarmi, per un dato tempo, dalla realtà dei problemi della vita; credo che sia una cosa indispensabile per tutti, e che tutti abbiamo il nostro punto di vista. Ma devo pur confessare che, essendo un autodidatta, sono stato sempre un po’ tormentato dalla paura di fare degli errori madornali, perché mi è sempre mancata la padronanza della lignua; ma comunque, con l’aiuto di un vecchio vocabolario, sono arrivato fin qui. Parecchie delle mie poesie sono state già pubblicate in diversi giornali, settimanali, quindicinali e mensili d’occasione, come ad esempio: “Gazzetta Militare, Viterbo 1948. “Corriere Illustrato” Toronto (Canada) 1950,1960. “Il Tevere” Toronto (Canada) 1960. Mensile “Famiglia Crisitiana”, Torornto (Canada) 1960. Mensile Lettere Arte Attualità “Il Narciso”, Torino 1960. Quindicinale di informazione “Marsica Domani”, Avezzano 1950,1960(2). “La Voce” Cerchio 1950(3). Mi corre l’obbligo di ringraziare mia nuora, Ida Antidormi che, ordinando tutti i manoscritti, mi ha convinto a farne un libro. Lascio quindi giudicare i lettori se pubblicarlo ne sia valsa veramente la pena. Avrei voluto fare di più, ma tanto ho potuto! Infine voglio esprimere molta gratitudine al dottor Angelo Gualtieri, non solo per il suo incoraggiamento a pubblicare l’opera, ma anche per  aver curato l’aspetto fonetico della trascrizione delle poesie dialettali. Fiorino Continenza”

    Fiorino con struggente nostalgia scrive le sue appassionate liriche mettendo in risalto tutto ciò che a lui è stato raccontato e tutto ciò che lui ha visto e vissuto, nulla tralascia e nulla vuole tralasciare ma tutto vuole tramandare:

“ Te racconte d’ sturielle,/che ‘n so’ brutte i manche belle,/so’ sturielle d’anni fa:/quasce tutta vertià./Le parole so’ sbistate,/ma cuscì le so’ truvate/i cuscì l’oje lassà,/tra ste pàggene a cantà/la miseria ch’eva tanta/tra u trenta i ju quaranta./Vecchie usanze i puvertà/te le voje raccuntà./Mentre scrive me dumande:/Facce bone? Cumma, i quande?/Une n’ sa quele che fa/per paura di sbajà!/Pe chi scrive è na ruina./’N sa se sbaja o se ‘nduvina./Mo, se tu m’o criticà:/Falle pure … i cu ci o’ fa?”

   Così il Nostro  con la poesia “A chi legge” si rivolge, con sentiti versi, al benevolo lettore al quale chiede anche indulgenza dei suoi eventuali errori.

    La tradizione e tutto ciò che ruota al borgo natìo è la fonte inesauribile da cui attinge a piene mani per scrivere i suoi versi. E’, il Nostro, un poeta nostalgico e le sue poesie descrivono l’ umile e spensierata vita del paese a cui il nostro è legatissimo e che fu costretto, suo malgrado, ad abbandonare:

“ La mia vecchia valigia

Vent’anni avevo e tu, fattezze nuove,/quando con me, ti tascinai nel porto/spinto ad imbarcarmi, “non per diporto”/dall’esigenza di emigrare altrove!/Aspersa fosti, in tutto quel tragitto,/lungo l’ocenao e la ferrovia/da lacrime di amara nostalgia,/che per l’appunto il cuor mi avea trafito./Tu eri il pratimonio mio,/lo scrigno del mio unico tesoro/in te deposto dalla mani d’oro/di mamma mia, che disperò all’addio./Ed ecco: a cinquant’anni, riscovata/dalle cerniere rotte e scolorita,/come invecchiati siamo dalla viota/da questa rurbinosa scivolata!/Ora potrei rimepirti di denari/e viaggiar col cuore soddisfatto,/per tutto il mondo intero e far ricatto/alla miseria di quai tempi avari./Pensando d’altra parte al nostro aspetto,/me e te, vorrei veder ringiovaniti,/e senza un soldo ritornare uniti,/pien di vigore, sotto il patrio tetto!”

“ L’emigrante

Con la valigia piena di speranze,/arriva l’emigrante dal paese,/e a tutti, essendo timido e cortese,/volge un sorriso, privo di lagnanze./Non ha una lira, ma ha un coraggio d’oro/nell’affrontar qualunque sia l’impresa,/quindi, con lotta, che non trova resa,/s’immola al sacrificio del lavoro!/Fatica sodo e per i suo sudore,/il motto è sempre quello:accumulare/la somma per potersene tornare/in patria, a far la vita un po’ migliore./Ma arriva il venerdì e non basta mai …./E intanto il tempo vola muto e sordo,/ed ecco che si stufa stare “a bordo”/e si decide ad attaccare i guai:/la casa, la mobilia e poi pian piano,/un poco per bisogno e un po’ per gola/vien a finir che compra anche “l’Impala”/ed eccolo “inguaiato” il paesano!/Pel debito, che allora lo attanaglia,/rimanda il suo ritorno … e si consola;/ma i figli, ormai che vanno già alla scuola/ gli dicono: Papà, “good bye” l’Italia!”

     Struggente e piena di patos è la “Preghiera dell’emigrante alla Madonna delle Grazie” (4), vedi appendice IV.

    Fiorino è un poeta molto versatile, sagace, satirico, ironico, con una forte vis comica quasi esilarante:

“ U raspeje

R’arriva in tromba, nu pinchepalline/ch’eva vissute tante tempe a Roma/i trova u padre, vecchie cuntadine,/che steva a scargà a j’asene la soma./Scarga pure u raspeje i u rumanine/ce fa: -Papà- alliscennese la chioma-/cosa è so coso? E a cosa serve? – Infine/lancia una smorfia all’asenella toma,/Ma u patre, a vole la battuta aggangia,/i penza a quacche beje leccamusse,/ca i nerve ce atturcinane la pancia,/I u fije, po’, pe sbaje (che scì ‘mbusse!)/ce posa u pede assopra i se sbilancia,/i te ce sbatte u maneche a ju musse./Impreca po’: U Raspeje della Madonna!-/J’acchiappa, i rompe, i a na scarpata i fionna.”

“La guerra

Tre giovane tedesche, cumma i rote/te ‘ntrittene a na casa de campagna,/i trovane na vecchia i du’ nipote,/i cummenzirne a fa chi magna magna,/I prime du’, che stevane più ‘nnente,/se fioccane alle giovane surelle./I ju erze disse uscì:- Meje de nente,/mò me t’arrange che sta vecchierelle.-/Ma na nipote a stu lupemenare:/- Stamme a sentì- ci disse-oi camerata:/de nù facete quele che ve pare,/ma prò lassete nonna ch’è malata!-/La nonna ce responne:- Lassà i stà./Lasset’o fa sti brutte farabutte./N’te preoccupà pe mì, famme luttà,/ca quand’è guerra, ibbè, è guerra pe tutte!-“

“N’asena sganganata 

Su na bella bicicletta,/se ne ieva la Cuchetta,/pedalenne a tutta fretta/pe la via della Casetta./Ma na ‘mbama pulletruccia/turba u core de Mariuccia:/te ce allenta na zampata,/te va a sbatte a nu pascione/tra la vigna di Pitalone./Già s’arrizza i se recasca,/tra le ciocche se rembrasca,/s’atturcina i fa la crigna, per dolore i pe la sdigna/nu maceje fa a quel’uva./Ecche arriva Pitalona/a cavaje a na staccona,/i sbircenne sta sciupona/se penzeva na latrona./Accecata allora Annina,/zompa i fa: mannaggia ddina,/so pescata la faina!/Frune, frune s’avvicina/i all’impruvvisa a mesa schina/te ce scocca la furcina./Passa allora Pellegrine,/te la carca aiu traine//i la reporta a Dunatucce/che sentenne stu mastrucce/se procura n’accettella/i parte sopra n’asenella./Quanne fu a Santevite/te la ‘ncontra o attacca lite …/nen sapenne ca u marite/prò j’aveva seguite./Tra nu mucchie de cicerchie/Minucce ‘ntante arrecchia./Pò s’acchiappa na sarrecchia/dalle mane de Ferrevecchie,/tira e colle pe na recchia/l’asenella cioppa i vecchia!/La purella ‘mpaurita/casca ‘nterra tramortita:/Dunatucce piagne e striscia/mentre i zarsele cialliscia,/strilla i dice addulurate:/cu’ ‘mbecate … tà sbistate!/Queste è sonne … ma cià stata/n’asena  a Circhie, sganganata,/i chi de vù se l’ha scurdata/ quela recchia rappiccata?”(5).

  Anche le canzoni (6) che il Nostro sagacemente ha scritto rispecchiano l’animus di tutta la sua produzione. 

    Non sappiamo al momento se vi siano altre opere edite od inedite scritte dal Nostro Fiorino.

    Si unì in  matrimonio, il 19 marzo 1955, a Toronto (Canada), con Giovanna Carusoni.

    La morte lo colse in terra straniera, a Toronto (Canada), dove è sepolto, il 9 agosto 2011, all’età di 84 anni.

Note

  1. Continenza  F..” Lacr’m’ i risat’”, Centro Stampa GrapiType, Raiano, 2003.
  2. La rivista “Marsica Domani “ nasce nel mese di dicembre del 1977, ne è fondatore e direttore Cesidio Di Gravio ( 1936-2009).
  3. Il giornale “La Voce di Cerchio” nasce nel mese di Luglio del 1962, ne è fondatore e direttore Cesidio Di Gravio (1936-2009).
  4. Tale preghiera viene letta a Cerchio, con qualche incomprensibili modifiche, l’ultimo giorno della tre giorni festiva (Lunedi) in onore della Madonna delle Grazie che si svolge , adesso, la prima domenica del mese di settembre dall’ amico, residente all’estero,  Alfonso D’Amore.
  5. Tale poesia fu pubblicata sul giornale “La Voce di Cerchio”, n. 4-6, Ottobre-Dicembre 1962.
  6. Il Nostro nelle speciale giornata dei solenni festaggiamenti in onore della Madonna delle Grazie iniziati la prima volta il 2 agosto 1981( ancora oggi si svolgono) nell’ Huron Park and Huron Arena, in Missisauga (Toronto) allietava lo speciale incontro, dove erano presenti non  solo le 180 famiglie originarie di Cerchio, cantando e mimando, da vero folk singer, ai presenti, il suo repertorio di canzoni riscuotendo il consenso partecipato, con qualche sfuggevole lacrima, dei convenuti. Abbiamo di questa performance una registrazione in cassetta.

SONIA DI TOMMASO

( 1928 – 2016 )

   Nasceva a Cerchio, in Contrada Fucino (1), dall’agricoltore Loreto e da Angelina Pierri, il 18 gennaio 1928, Sonia ( Sonia Vanda) Di Tommaso la scrittrice emigrante che, al crepuscolo del suo percorso esistenziale ha dato alle stampe, nel 2015 ( morirà in America, un anno dopo, il 27 settembre 2016) il suo unico volume “Surviving Anzio – Living in Nazi Italy 1943 and Beyond”.

    Dall’articolo di Geremia Mancini pubblicato sul giornale on-line “ Abruzzo Indipendent ”  del 19/06/2017 (2) apprendiamo:

“ SONIA DI TOMMASO, L’ABRUZZESE CHE HA VISSUTO E RACCONTATO LE TRAGEDIE DEL ‘SECOLO BREVE’ […] LA STORIA DI SONIA DI TOMMASO DI CERCHIO (AQ). Sonia Di Tommaso nacque a Cerchio(AQ) il 18 gennaio 1928, da Loreto Di Tommaso e Angela Pierri. Arrivò ad “Ellis Island”, per raggiungere il marito, nel 1955 con il piccolo Ambrogio, suo figlio, di appena cinque anni. La famiglia visse per anni prima [a] Booklyn ed infine in Florida. Fino a qui una delle tante, normali, storie di emigrazione. Ma non è così. Questa è la storia di una donna abruzzese che ha vissuto, incredibilmente e coraggiosamente, quasi tutti gli eventi più dolorosi del secolo scorso. Dalla povertà, alle ferite famigliari della catastrofe del terremoto, alla tragedia della guerra, alla dolorosa emigrazione. Poi, infine, il riscatto in terra d’America. Per anni Sonia raccontò le sue tristi vicende. E un giorno decise di raccogliere i suoi ricordi in un libro: “ Surviving Anzio- Living in Nazi Italy 1943 and Beyond”. Nel libro appaiono come spettri: la povertà, i tristi racconti del terremoto del 1915 (3)dove perderà la nonna e una zia, la guerra e l’arrivo dei tedeschi a casa sua. Della guerra che non riuscì mai a cancellare dai ricordi: “sento ancora il rumore dei cannoni, i bombardamenti, la casa che vibra e l’odore della polvere da sparo…”. Il suo racconto di guerra parte dal 1943 e supera lo “sbarco di Anzio”. Visse tutto questo, con la sua famiglia, prima in Abruzzo e poi ad Ardea non lontano da Anzio, in quei giorni conobbe il marito, Marco Cucinotta, che sposò l’11 aprile 1948 (4). Poi l’emigrazione: prima in Francia e poi verso gli Stati Uniti. Arrivò ad “Ellis Island”, nel 1955, sulla nostra “Andrea Doria” (l’anno dopo sarebbe affondata nello scontro con la svedese “Stockholm”) (5). Oltreoceano conoscerà, finalmente, la meritata tranquillità lei lavorando come sarta e il marito come carpentiere. Coronerà così con il “sogno americano”, dopo la durezza di una intera vita fatta di lotta, fame e disperazione. Quando nel 2015, aiutata dal figlio, mise nero su bianco i suoi ricordi disse: “ voglio dedicare questo mio libro a tutti quelli che combatterono, con coraggio, per la difesa della libertà”. Sonia morì il 27 settembre 2016”. 

    La Nostra all’età di tre anni abbandona, assieme ai suoi familiari la misera abitazione sita a Cerchio in località contrada Fucino, nei pressi della circumfucense, abitazione, come le altre contigue, note come le “capanne”, le case di terra (“l’ cas’ d’ terra”) (6) ancora oggi esistenti (tutte  disabitate ). Gli abitatori di questi miseri tuguri erano soprannominati, in modo dispregiativo, “capannari”: abitatori di capanne, dai cerchiesi i quali, la maggior parte, ironia della sorte, era costretta ad abitare in uno, due o massimo tre stanze ( vani ) delle “baracche”: le abitazioni “provvisorie” dei sopravvissuti al  catastrofico terremoto del 13 gennaio 1915.  Gli abitatori delle malsane baracche, così etichettando i “capannari” volevano distinguersi da loro in quanto i “baraccati” si ritenevano o fortemente volevano apparire più “facoltosi” dei confratelli abitatori delle “capanne”, volevano, così facendo, esorcizzare ed allontanare da loro il famelico spettro della povertà è, insomma, la classica guerra dei poveri.

    Sonia emigra in Francia poi ritorna in italia ad Ardea, in provincia di Roma
dove conoscerà il suo futuro marito Marco Cucinotta. Emigra nuovamente prima in Francia e poi definitvamente nel Nuovo Eldorado: gli Stati Uniti d’America dove, finalmente, riuscirà ad realizzare, con l’onesto lavoro, l’agognata emancipazione economica e  debellare definitivamente lo spauracchio della miseria. Qui in America, la sua seconda patria, dove ha percorso, con forza e caparbietà, tutti i vari itinera esistenziali  a lei riservati dal Fato vuole donare, come atto supremo di amore verso il prossimo, come singolare e speciale diario il cammino, a volte irto di difficoltà a volte  ricco di soddisfazione, della sua vita affinchè altri potessero prendere spunto dal suo percorso esistenziale: i racconti del terremoto, i racconti della prima guerra mondiale, i racconti delle saghe familiari e paesane, le “avventure” delle varie emigrazioni in Francia, dei ritorni in Italia, degli episodi dell Seconda Guerra Mondiale e, infine, le nuove emigrazioni in Francia e negli Stati Uniti d’America.

    Tutto questo è descritto nel suo singolare e speciale testamento letterario, stampato nel 2015, dalla Merriam Press World War II Memoir 2 Bennington, Vermont, composto da 126 pagine e 20 capitoletti, compresa l’introduzione, scritti in lingua inglese con l’aiuto del figlio Ambrogio, che come cammei illustrano tutta la sua Opera: Introduction; For Marco; Loreto Di Tommaso, My Father; Angelina Pierri Di Tommaso, My Mother; Maria Di Tommaso Blancodini, My Sister; Antonio Di Tommaso, My Brother; Antonio Di Tommaso, My Brother; Cherchio, Abruzzo, Italy, 1899; Guagnano, Province of Lecce in the Adriatic Sea, 1894; Abruzzo, 1920; Cognac, France, 1931; Avezzano, Italy, 1939; Rome, 1944; Tre Cannelle, Italy; Sezze Romano, 1948; America, 1955; Florida and Maryland, 2011; Thank jou; For the Jewish Boys; People that Have Touched Our Lives, il tutto arricchito da 41 fotografie. Dall’ “Introducftion” e da “Cherchio, Abruzzo, Italy, 1899” tradotti per me dalla dottoressa Monica Cipriani, che ancora una volta si è gentilmente prestata e che qui pubblicamente ringrazio, si apprende: “ Introduzione  Mi chiamo Sonia Di Tommasso Cucinotta. Sono un cittadina naturalizzata americana. Sono venuta negli Stati Uniti dall’Italia nel 1955, con mio figlio di 5 anni, Ambrose, e mi sono riunita con il mio amato marito Marco Cucinotta a New York. Ci siamo sitemati a Brooklyn e abbiamo vissuto lì fino a quando siamo andati in pensione in Florida. Di recente ci siamo trasferiti nel Maryland per stare più vicini ad Ambrose. Io e Marco siamo sposati da 66 anni. Nostro figlio Amborse ha tre bambini, Steven, Allison e Jon Michael. Adesso ho 87 anni. Ho deciso di scrivere la storia e le esperienze della mia famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale. Molto di quello che ho vissuto non è stato descritto dalla prospettiva di vivere in realtà in Itala durane l’Occupazione di Anzio. Durante quell’orribile periodo, la mia casa di famiglia era stata confiscata e occupata dai Tedeschi. A me, mia madre e mio padre era stato permesso di rimanere nella stessa casa ma in una piccola parte della cucina. Tutti gli altri parenti – i miei fratelli e mia sorella – erano stati costretti a scappare e nascondersi. Se chiudo gli occhi, riesco facilmente a ritornare a quei giorni spaventosi. Riesco ancora a senitire il rumore dei cannoni e sentire come le vibrazione scuotevano la casa in cui vivevamo. Posso perfino odorare la cordite delle esplosioni. Tante volte, la moa vita è stata in pericolo. Riconosco che sono sopravvissuta per miracolo. Sono sicura che Dio mi abbia protetta doverse volte dalla mano della morte. Con tutti questi pensieri in mente, vorrei dedicare questo libro agli Alleati della Seconda Guerra Mondiale e ai partigiani italiani. Questi uomini e donne hanno combattuto coraggiosamente contro l’oppressione e hanno ristabilito la nostra libertà. Prego il Signore per tutti quelli che hanno lottato pr la causa e hanno perso la loro vita. Prego inoltre per le loro famiglie che hanno sofferto la perdita di coloro che amavano, perdite che durano per sempre. Attraverso i sacrifici di molti, io, il mio caro Marco e il nostro meraviglioso Ambrose siamno stati in grado di venire in America e vivere il nostro sogno americano. E’ quindi con gratitudine e rispetto che adesso inizio la mia storia”. “ Cerchio, Abruzzo, Italia 1899 Mio padre, Loreto Di Tommaso era il terzo figlio nato da Antonio Di Tommaso e sua moglie, Maria Malandra. Sarebbero arrivati altri tre bambini dopo di lui. Il più grande era un maschio, Gaetano, il secondo Donato. Mio padre Loreto e due figlie, Maria Carmina e Concetta, nacquero dopo. Quando lui aveva 9 anni, ci fu un grande terremoto (7). Mio padre e i suoi fratelli scapparono in strada mettendosi in salvo dal crollo della casa. Mia nonna e sua figlia Concetta rimasero uccise. Mia nonna e Carmina sopravvissero perché trovarono rifugio in un angolo sicuro della casa. Furono prigionieri per quattro giorni mentre aspettavano i soccorsi. Dio, nella sua misericordia, mandò pioggia sulla zoan colpita e permise a mio nonno e mia zia di avere acqua da bere. Senz’acqua non sarebbero mai sopravissuti. Veovo, mio nonno crebbe i figli e lvorò nella sua fattoria. Nel 1915 scoppiò la Prima Guerra Mondiale. Nel 1916, mio padre dovette arruolarsi. Aveva colo 17 anni. Servì gli Alpini a Trento. Nel 1918, quando mio padre tornò dalla guqeea, venne a conoscenza del fatto che mio nonnnop aveva incontrato una donna, Carolina, che veniva da una cittadina chiamata Abbateggio, in Provincia de L’Aquila (8). Carolina sposò Antonio e visse con lui nella fattoria. Tutti i figli si opposero al matrimonio. La nuova matrigna li trattava male. Ai fratelli, di ritorno dal lavoro dei campi con il padre, non era permesso di rincasare. Erano costretti a dormire ovunque potessero trovare un giaciglio. Lei li sfamava con patate cotte, visto che era solo quello il raccolto delle terre di mio nonno ”. 

Note

  1. Località questa posta a sud dell’attuale paese di Cerchio dove vivevano in estrema povertà, i “capannari”,  gli abitatori delle case di terra.
  2. http://www.abruzzo independent.it/news/Sonia-Di-Tommaso-l-abru.. del 19/06/17, 11:21.
  3. A Cerchio le vittime furono 256 e l’80% delle abitazioni furono distrutte. Nell’intero comprensorio marsicano le vittime furono più di 30.000: nella sola Avezzano ne morirono oltre 10.000 ed un sola abitazione resistè alla furia devastatrice della natura: l’abitazione del “cementista armato” Cesare Palazzi.
  4. Si unirono in quel di Pomezia. 
  5. Il transatlantico Andrea Doria diretto a New York venne speronato, alle ore 21,10 del 25 luglio 1956, a largo di Nantucket, dalla nave svedese Stockolm della Swedisch America Line. La nave si inclinò, dopo il violento scontro, complice una fittissima nebbia, perdendo metà delle scialuppe di salvataggio. Affondò dopo 11 ore: è stato uno dei disastri marittimi più noti della storia marittima italiana. La maggior parte dei passeggeri si salva grazie alla tempestività, professionalità ed efficacia dei soccorritori. Le vittime furono 46. L’Andrea Doria fu costruita nei cantieri navali Ansaldo di Genova: era la nave più bella e veloce delle flotta italiana. Trasportava 1241 passeggeri.
  6. Le pareti erano formate con terra e paglia impastate e poi intonacate. 
  7. Vedi nota 3.
  8. La località Abateggio di trova nell provincia di Pescara e non in quella dell’Aquila.

APPENDICE VII

Preghiera alla Madonna delle Grazie scritta da Ferdinando, alias Fiorino, Continenza (1927-2011), il poeta emigrante, nel 1960:

“Preghiera dell’emigrante alla Madonna delle Grazie

composta da Fiorino Continenza

    Vergine Santissima,

sebbene assenti dal caro paese nativo, il nostro pensiero viene, attraverso l’immensità dello spazio che ci separa,  a varcare la soglia della tua Chiesa. Accostandoci spiritualmente ai piedi del tuo sacro altare, vogliamo anche noi presenziare in questo giorno solenne alla festa che da anni si rinnova con sinceri propositi di fede. Anche noi emigranti, che per esigenze economiche siamo stati costretti ad abbandonare  la nostra Patria diletta, vogliamo aderire all’unanime tributo di venerazione da parte dei presenti verso di Te. 

     O Madre celeste, Tu che hai guidato nell’incerto cammino di ieri i nostri passi, Tu che con la luce della bontà hai dissipato le tenebre che a volte ci circondano in queste terre straniere, ascoltaci come sempre, esaudisci ancora una volta la fervida preghiera di questo giorno: Conforta, o Madre, con l’ausilio della tua divina clemenza i nostri genitori! Riempi di grazia il vuoto che abbiamo lasciato nelle dimore che ci videro nascere, scampaci dal pericolo che ci incombe, dacci la forza di resistere al lavoro che ci viene imposto; benedici le nostre famiglie e fa che i nostri figli crescano anch’essi sotto l’auspicio della tua infinita misericordia.

     Sia gloria a Te, o venerata Protettrice di Cerchio e difendi il Tuo popolo che, da vicino e da lontano, invoca le tue sante benedizioni.” (1)

Note

  1. Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, C99/2505. Reca, scritto, sotto, a penna a biro: “ Imprimatur/Aveani, 15 nov. 1960/+ Dominicus Valerii/Marsorum Ep[iscop]us”. Tale preghiera è stata pubblicata, con incomprensibili vistose modifiche, nel volume curato dall’Amministrazione comunale, dalla parrocchia SS. Giovanni e Paolo e dal Comitato del Bicentenario di Cerchio, in occasione dei solenni festeggiamenti del bicentenario della Madonna delle Grazie svoltisi a Cerchio dal 5 all’8 settembre 2003, dal titolo : “Lacr’m’ i risat’ “, Centro Stampa GraphiType, Raiano, 2003. La versione modificata viene letta, ormai sono  molti anni, dall’amico, residente all’estero, Alfonso D’Amore, durante la solenne celebrazione della santa messa in onore della Madonna delle Grazie. Di questa preghiera conserviamo, registrata, la sentita e partecipata recitazione del Nostro.  

APPENDICE VIII

Poesie di  Fiorino Continenza,il poeta emigrante, tratte da 

  “ LACR’M’ I RISAT’ “

“ U specchie

Retorna a ju paese n’emigrante

pe revedè i genitore vecchie.

S’uleva fa la barba i vidde u specchie,

che ce faveca quattrucinque facce.

Ma senza fa cummente, ‘stu puracce

penzette: – Ecche n’se gioca a tata vecchie!-

Se r’lava in fretta mane, coje i recchie,

i se decide a fa n’opera bona.

Senza dì nente, parte i va a Sulmona.

Pe sta surpresa ce la misse tutta,

cuscì la mamma, vecchiarella assutta,

dicesse: Uh! Cumma è beje stu specchie gnove!-

Mò scì ca vide u pire dentre a j’ove!

Ven’ècche, ma’, remìrate i debutta!-

Ma questa allucca: – Oddie ‘nta me fa brutta!-

Remìttece quie atre, che scì strutte!

Alla nuova generazione

Facetème nu poche de larghe,

scète beneditte!

Redèteme almene u scarghe,

de ‘ssu paisitte.

Ca voje rescavà, tra la munnezza,

nu poche de passate

che me recorda la fanciullezza

i addò so’ nate!

O redèteme quella piazzetta

a via Piemonte,

addò so’ giucate a mazzetta,

che chije d’ammonte,

scappenne a via Salandra ‘nnènte i arrète,

che lu puzelle,

ca voje refà pace che le prete

delle ruvelle.

Vu, forse già m’éte capite,

ca éte studiate:

nen voje la mane, ma u dite,

de Circhie cagnate.

Cagnate da vu, giovane paisane,

che ji nen chenosce.

Ma prò nen me sente nu strane,

s’a vu m’accantosce.

So quarantanne che stenghe luntane!

Facéteme rentrà,

cà ‘stu spirte d’amore nustrane

se vole renternà.

Ve vole raccuntà tante cusette,

che vu nen sapete,

de na vita vissuta, i le macchiette

de tan’anne fa.”

U puzzacchie

O borghe antiche, cu m’è ricurdate,

ascise pe n’uretta a ‘stu cantone,

vedenne case i stalle abbandunate

senza animale i senza più u patrone.

‘Ste mura vecchie, griggie i desolate;

‘ste porte chiuse i scialbe, ‘stu lampione,

che na tristezza, m’ave sussurrate

ca s’ave tutte morte a ‘stu rione!

Pace i repose, all’àneme biate

vulate ‘ncele, i la benedizione

ce pozza dà u Signore, scià lodate!

Te lasse, borghe antiche, addulurate,

me piagne u core, a dirte “Stattebbòne”,

tra ‘stu silenzie a recurdà u passate!

Circhie me

Circhie mé, paese addò so’ nate,

che nu travedé trent’anne so’ passate,

da quande so’ emigrate

o ancora n’so’ truvate

n’atre paese beje cumma a ti!

La partenza fu na vera pecundria,

remirétte u campanine dalla via…

Dissi: – O Madonna Mia!

quanta malincunia!

A ‘stu paese famme returnà!

                                  Ritornello

Circhie mé, dimme, addò sté?

Ca me so’ perse i n’ trove più la via

che me reporta a iu Cavalcavia,

che me reporta pe Santa Lucia.

Circhie mé, dimme, perché?

Luntane m’aia stà tutta la vita,

che fregatura, i je nn’a so’ capita!

Ma perché? Ma perché?

Alla stazione spalanchétte u finestrine,

me fissétte pe la via ‘iu Giardine.

Parte u trene i me la trascine,

ma arrivette a Curnacchine,

me scumparette i n’a so’ vista più .

                                        Ritornello

Arrivette a quest’America luntana,

che na misera valiscia stretta m’mane,

pregnenne piane piane,

tra mille facce strane

dicenne: -Gesù mie, pensace tu!

Ma so’ fatta na casetta bella i fine,

ce sta tutte, ma ce manca cu’ camine;

bensì nire de fuina,

che papà i mamma vecine,

se fusse mò m’ulesse recrià.

                              Ritornello

Me vulesse retruvà m’mese alla vigna,

la matina preste n’tempe de vennégna.

Muccechesse alla ramegna,

sfrantumesse quattre pigne

i me mettesse a piagne i po’ a cantà.

Me vulesse retruvà n’cima a Casteje

pe strillà: Oh Circhie mé, cumma si beje!

Pure n’sonne a mi pureje

facce i scatte i me reveje

‘sta lontananza me sta a fa ‘mpazzì. 

L’Addio

O mamma, mamma baciami,

tra poco partirò,

Deh! Stringimi forte e non piangere,

che tornerò.

Lo so che non è facile.

Tu soffri ed io lo so,

lo so che il cuore palpita

per il dolor!

                                                               Ritornello

Sì, sorte ria, vengo via con te,

la malinconia, sarà mia e sai perché…

E tu casetta languida,

sarai senza di me,

ma non sarai più squallida,

penserò  a te.

Tu che mi hai visto nascere,

non mi vedrai morir,

ma in te sarà il mio spirito

le notti e i dì.

                                                                   Ritornello

Addio stradelle ripide

e a voi, paesani miei

io parto per l’America,

ma non vorrei.

Saranno sogni inutili,

per qualche cosa in più,

che in cambio io sacrifico

la gioventù.

Ritornello

Fanciulla mia romatica

Che dirti…non lo so.

Ti porterò nell’anima

e sul mio cuor.

Ti dico solo: aspettami,

che un dì ti sposerò;

e al più presto possibile

lo giuro, amor!

Ritornello

Alla mia gente di oltre oceano

O gente mia, gente del mio paese,

che la mia stessa sorte avete avuto,

bimbo ero, quando ti ho conosciuto,

ir vecchi e altrove siamo ancora insieme.

Partimmo, con la stessa speme,

di far fortuna un giorno con l’aiuto

di un altro cielo, a tutti sconosciuto,

lottando con la sorte e le sorprese.

Partimmo a coda, l’uno dopo l’altro,

uguali alle smarrite pecorelle,

vagando sotto al lume delle stelle,

cercando un nuovo ovile per le notti.

Notti d’insonnia e visi malridotti

dal pianto, ma il coraggio fu ribelle:

Andare avanti! Furono poi quelle,

del motto le parole, ingenuo o scaltro.

Prendemmo tutti una diversa strada,

ma piano piano, per  fervori innati,

ci siamo tutti quanti ritrovati

con la Madonna, del nostro passato!

E ognun di noi sembra miracolato,

a ritrovarci insieme sparpagliati

nel parco, oppure tutti agglomerati

in processione lungo la contrada.

Ed or, fin quando…andremo all’aldilà

di riunirici ancora cercheremo,

e ad essere felici torneremo

a festeggiar con l’animo giocondo.

E chi lo sa…Seppure all’altro mondo

come emigranti ci ritroveremo?

Ma quella volta uniti noi saremo

per sempre alla beata Eternità!

La mia vecchia valigia

Vent’anni avevo e tu, fattezze nuove,

quando con me, ti trascinai nel porto,

spinto ad imbarcarmi, “non per diporto”

dall’esigenza di emigrare altrove!

Aspersa fosti, in tutto quel tragitto,

lungo l’oceano e la ferrovia

da lacrime di amara nostalgia,

che per l’appunto il cuor mi avea trafitto.

Tu eri tutto il patrimonio mio,

lo scrigno del mio unico tesoro

in te deposto dalle mani d’oro

di mamma mia, che disperò all’addio.

Ed ecco: a cinquant’anni, riscovata

dalle cerniere rotte e scolorita,

come invecchiati siamo nella vita

da questa turbinosa scivolata!

Ora potrei riempirti di denari

e viaggiar col cuore soddisfatto,

per tutto il mondo intero e far ricatto

alla miseria di quei tempi avari.

Pensando d’altra parte al nostro aspetto,

me e te, vorrei veder ringiovaniti,

e senza un soldo ritornare uniti,

pien di vigore, sotto il patrio tetto!

L’emigrante

Con la valigia piena di speranze,

arriva l’emigrante dal paese,

e a tutti, essendo timido e cortese,

volge un sorriso, privo di lagnanze.

Non ha una lira, ma ha un coraggio d’oro

nell’affrontar qualunque sia l’impresa,

quindi, con lotta, che non trova resa,

s’immola al sacrificio del lavoro!

Fatica sodo e per il suo sudore,

il motto è sempre quello: accumulare

la somma per potersene tornare

in patria, a far la vita un po’ migliore.

Ma arriva il venerdì e non basta mai…

E intanto il tempo vola muto e sordo,

ed ecco che si stufa stare a “bordo”

e si decide ad accattare guai:

la casa, la mobilia e poi pian piano,

un poco per bisogno e un po’ per gola

vien a finir che compra anche “l’Impala”

ed eccolo “inguaiato” il paesano!

Pel debito, che allora lo attanaglia,

rimanda il suo ritorno…e si consola;

ma i figli, ormai che vanno a scuola

gli dicono: Papà, “good bye” l’Italia!

Il ritorno in paese

E’ appena sceso dalla corriera

e lo si vede lì, impalato al bivio,

a rimirare a lungo il paese natio,

risorto sulla collina.

E lacrima, sospira…

E forse anche sorride.

Dunque… Quale strada prendere?

Confusa la sua mente

tra vecchio cimitero e nuova gente!

Ma come tutto è cambiato!

Quegli edifici lì non c’erano;

e quella nuova arteria;

e la casa paterna rimodernata;

e intorno al focolare spento

i genitori non ci sono più;

i nipoti che non conosce…

Troppo tempo è passato, troppi sono stati gli

anni,

che lui ha vissuto lontano.

Chi mai potrà comprendere

lo stato d’animo in cui si trova?

Chi mai sarà in grado

di ridargli indietro

il prezzo del suo sacrificio?

Nessuno!

Ormai questo nuovo mondo

non fa più per lui,

e se ne tornerà lontano, lo so,

più presto che può, nella sua patria adottiva,

vicino ai suoi figli. E lì tornerà a sognare il

paese

non come lo ha trovato adesso,

ma come l’ha lasciato tanti anni fa!

APPENDICE IX

Articoli vari di Fiorenzo Amiconi

IL TEMPO –Pagina della Marsica

“ Si tratta del politico canadese Nando Iannicca

Cerchio ha festeggiato/un suo <<figlio celebre>> “

2.9.1989

CERCHIO- Si è svolta presso l’aula consiliare del Comune di Cerchio una significativa cerimonia in onore dell’italocanadese oriundo cerchiese Nando Iannicca consigliere comunale della città di Missisauga ( 450.000 abitanti) eletto il 14 novembre dello scorso anno. Il giovane uomo politico, è nato, l’11 ottobre 1961  ed è laureato in Economia e scienze politiche, è stato ricevuto dal sindaco prof. Nazzareno Fidanza, da tutti i consiglieri comunali e da un foltissimo pubblico; un calorissisimo incontro all’insegna dell’amicizia. Ha preso per primo la parola il sindaco Fidanza il quale con un conciso discorso ha eleogiato la delicata attività del gradito ospite, augurandogli per il futuro sempre migliori affermazioni politiche in terra staniera e di portare sempre in alto il nome dell’Italia. Così pure il vicesindaco Carmine Pietroiusti ha rinnovato al nostro migliori fortune nel difficile e tortuoso mondo della politica. Ha continuato elogiando ad apprezzando molto l’opera svolta in terra canadese dal nostro, Giovanni Nucci. Ha preso per ultimo la parola il consigliere prof. Luigi Sperandio. Il festeggiato Nando Iannicca, accompagnato dalla gentile consorte, dai genitori e dai parenti, ha ringraziato, visibilmente commosso, tutti coloro che si sono prodigati alla significativa cerimonia ed ha offerto all’amministrazione comunale il gonfalone della città di Missisauga, la bandiera del Canada nonché i distintivi municipali della città che egli onora, come consigliere. Il sindaco Fidanza, ringraziando a nome di tutta la cittadinanza per i doni ricevuti, ha ricambiato a sua volta con una targa-ricordo suggellando così il singolare incontro con la speranza che magari un giorno molto vicino si possa ricambiare in quel di Missisauga la visita. Tutti infine hanno fatto visita al locale Museo Etnografico d’arte sacra apprezzandolo vivamente. Fiorenzo Amiconi”

IL TEMPO

“ Oggi pomeriggio (ore 17) nel palazzo municipale

Un convegno a Cerchio sul tema <<emigrazione>> “

26.8.1990

“ CERCHIO – Alle ore 17 di oggi domernica 26 agosto si svolgerà presso il Palazzo comunale, il I convegno in onore degli emigranti dal titolo: << L’emigrazione ieri e oggi – Prospettive>>. Interverranno come relatori il poeta Romolo Liberale e lo storico prof. Angelo Melchiorre. Data l’importanza ed attualità dell’argomento si prevede una folta partecipazione di pubblico. Come tutti sanno la collettività italiana all’estero è radicata numericamente in modo consistente in quasi tutte le nazioni. Dagli inizi del XX secolo fino al I conflitto mondiale e dopo la seconda guerra mondiale sono avvenuti i grandi esodi che drasticamente hanno caratterizzato l’Italia e la nostre regione. Si trovano attualmente all’estero ( secondo stime del 1986 in Argentina 1.237.497 persone; in Australia 540.492; in Brasile 371.813; in Uruguay 30.000; in Venezuela 197.060; in Germania Federale 601.600; in Svizzera 446.131; in Marocco 2.756: in Somalia 3.390; in Sud-Africa 47.547. Da come chiaramente si evince il problema è grandissimo ed è molto sentito dalle nostre popolazioni; chi, infatti, non ha o non ha avuto almeno un parente all’estero? In Canada, per esempio, vi è una folta popolazione dei nostri concittadini: nella sola città di Missisauga ( nella cui amministrazione comunale vi è un giovane consigliere originario di Cerchio: Nando Iannicca) vi sono ben 150 famiglie le quali, 10 anni fa, hanno pensato bene di fondare un proprio circolo ricreativo (diretto quest’anno dal gentil sesso: presidente Paola Ciotti, vice Angela Antidormi-Wung, segretaria Dora Ciofani e tesoriere Carmela Tirabassi) il << Club Social Cerchio>> per mezzo del quale organizzare convegni ed incontri; una delle manifestazioni più importanti per motivi storici-culturali-religiosi è quella dei solenni festeggiamenti in onore della madonna delle Grazie che si svolgono annualmente nel mese di agosto. Fiorenzo Amiconi”

IL TEMPO

“ Nel corso del convegno tenutosi a Cerchio

Premiati gli emigranti

28.9.1990

“ CERCHIO- Si è svolto a Cerchio il previsto convegno sul fenomeno dell’emigrazione. La significativa giornata iniziata nella mattinata con la solenne messa officiata da don Giovanni Nucci in onore dei nostri connazionali residenti all’estero, è continuata nel tardo pomeriggio con gli interessanti interventi del poeta Romolo Liberale e dello storico Angelo Melchiorre. L’assessore alla cultura Giuseppe Ciotti ha aperto i lavori. Il parroco don Giovanni Nucci, il segretario della locale Pro Loco Gianfranco Tedeschi ed il presidente della Polsportiva Sirente Antonio Tarola hanno dato il benvenuto a tutti i partecipanti. Il poeta Romolo Liberale con il suo intervento ha illustrato con dovizia di particolari la dura esistenza di coloro i quali, dall’unificazione d’Italia sino a oggi, sono stati costretti per sopravvivere a lasciare, abbandonando tutto ciò che di più caro avevano, il paese natìo. <<Mamma mamma dammi centro lire che in America voglio andar>>: così i nostri emigrati tristemente cantavano alla partenza. Mlechiorre invece ha centrato il proprio intervento in particolari episodi demografici del nostro paese. Importante è stata la sua relazione sul fenomeno tremendo della peste (1656-1657) con 254 cerchiesi morti. Il sindaco prof. Fidanza ha chiuso gli interventi ringraziando tutti i presenti proponendo per i prossimi anni incontri con i nostri connazionali nella loro seconda patria. Sono stati premiati con targhe ricordo personaggi che si sono distinti all’estero. Ognuno con una propria storia, fatta di duri sacrifici e di inestricabile nostalgia. Fiorenzo Amiconi “

IL TEMPO

“ Coppa delle migrante

All’Agosto di Cerchio”

24.7.1991

“ CERCHIO – Nell’ambito del programma dell’<<Agosto Cerchiese>>, a partire dal 27 luglio, con inizio alle ore 18,30, si svolgerà al campo sportivo di Cerchio il torneo rionale di calcio  << Coppa dell’Emigrante>>, revival <<Gabriele D’Amore>>, con in campo alcuni tra i migliori calciatori dilettanti della Marsica. Otto le squadre partecipanti, divise in due gironi all’italiana: Fonticella, Fonte Ara, Stazione, Prato, Baracche, Giardino, Orto Sereno e Ara S. Maria. Tutte le gare si giocheranno in notturna, saranno arbitrate da Sandro Pierleoni <<Bancarella>>, ex calciatore e attualmente tecnico della Sirente. Si giocherà tutti i giorni. Le semifinali si svolgeranno l’11 e 12 agosto, la finalissima il 15 agosto, con inizio alle ore 17,30. Gli organizzatori, la Pro Loco e il Comitato rionale sono sicuri in un altro successo della manifestazione, giunta alla sua 12 edizione. F.[iorenzo] A.[miconi]”

IL TEMPO

“ All’insegna della semplicità

Si rinnova a Cerchio

la giornata dell’emigrante”

27.8.1991

“CERCHIO – Anche quest’anno – è diventata ormai una felice consuetudine – sono stati festeggiati, con un’apposita giornata loro dedicata, i nostri emigranti. I cerchiesi sparsi in tutti i Paesi del mondo sono numerosissimi: basti pensare che ben 150 famiglie vivono nella sola città di Missisauga in Canada, dove addirittura un nostro compaesano, Nando Iannicca, è consigliere comunale e dove esiste il Social Club Cerchio, tramite il quale vengono organizzate manifestazioni socio-culturali-ricreative, la prima per importanza è senz’altro la solenne cerimonia dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, giunta all’undicesima edizione. Si è iniziato con una partita di calcio disputatasi allo stadio comunale fra una formazione di giocatori locali ed una composta da emigranti. 5-5 è stato il risultato, con il bravissimo Antonio D’Amore, ritornato appositamente da Montreal, autore di 4 gol di rara fattura. La serata è stata poi allietata dall’ottimo Trio D’Amore, composta da musicisti in erba dotati di eccellenti doti, presentati al numeroso pubblico presente dal supernonnno Leo, speaker speciale del concerto di fisarmonica tenuto dai nipoti. Le festa degli emigranti edizione 1991, perciò è riuscita benissimo, uno sprone a migliorala ancora negli anni a venire affinchè diventi una vera e propria usanza popolare all’insegna della rimpatriata. Fiorenzo Amiconi”

IL TEMPO

CERCHIO/Manuifestazione cultural-sportiva organizzata dalla <<Sirente>>

Viaggio in Canada per rinsaldare antichi legami”

8.7.1992

“ CERCHIO- La Polisportiva Sirente del solerte e dinamico presidente Antonio Tarola sta organizzando un importante incontro in Canada dal 23 luglio al 4 agosto 1992 fra la nostra comunità e i cerchiesi all’estero. L’incontro socio-cultural-sportivo vuole essere una prima apertura ufficiale verso i nostri connazionali che purtroppo alla fine degli anno ’40 inizio anni ’50 furono costretti, per lavoro, ad espatriare. La delegazione con in testa il presidente Tarola e composta dal consiglio di amministrazione e da tutti gli atleti partirà alla volta del Canada verso la città di Missisauga ( 500.000 abitanti) dove risiedono ben 150 famiglie cerchiesi e, dove l’oriundo cerchiese Nando Iannicca è consigliere comunale, per stringere un più forte legame con l’importante <<Social Club Cerchio>> sia con l’amministrazione, civica di Missisauga, (la delegazione è vivamente attesa dal sindaco della città). Inutile dire che i nostri connazionali aspettano con impazienza l’arrivo degli ospiti, oltre che per i reciproci ed immancabili scambi di notizie anche per festeggiare assieme, in Canada, il 2 agosto, in pompa magna, la festa in onore della Madonna delle Grazie. Il programma: 24 luglio ore 10 partenza; 26 luglio ore 10 S. Messa dei SS. Martiri con il club di Celano; pranzo al parco e nel pomeriggio incontro di calcio; 27 luglio, ore 7,30 partenza per Niagara Falls con giro turistico, pranzo sulla Torre del Niagara e gita in barca sotto le famose cascata; 28 luglio ore 10 incontro con l’amministrazione comunale di Missisauga; 29 luglio gita in barca sul Lago dell’Ontario con cena in barca; 30 luglio partenza per i Grandi Laghi; 31 luglio nel pomeriggio seconda partita di calcio e cena con i rappresentanti dei Club di Cerchio e di Aielli; 2 agosto ore 10 S. Messa in onore della Madona delle Grazie e nel pomeriggio giochi popolari e partita finale di calcio; 4 agosto ore 15 ritorno in Italia. Fiorenzo Amiconi”

IL TEMPO

Ospiti i canadesi di Missisauga

Cerchio, calcio e gastronomia

All’insegna della vera amicizia”

1.8.1993

“ CERCHIO- La polisportiva Sirente, in collaborazione con l’amministrazione comunale, sta organizzando nell’ambito delle manifestazioni sportive volte ad incontri sempre più ravvicinati con i nostri emigranti residenti all’Estero, il primo incontro d’amicizia con il Portofino soccer della città canadese di Missisauga, dove tisiedono ben 150 famiglie cerchiesi. L’anno scorso la nostra Polisportiva fu accolta entusiasticamente dalle autorità canadesi e dagli emigranti. Giusto perciò un incontro di ritorno nel Fucino. Il programma delle manifestazioni è molto interessante. Previste cene a Cerchio e ad Aielli in un clima di cordiale amicizia. Le partite di calcio si svolgono nel campo sportivo di Cerchio. Regna viva attesa in tutta la zona per questi incontri in chiave sportivo-sentimentale. F.[iorenzo] A.[miconi]”

IL TEMPO

Cerchio, fervono i preparativi

per la 15. Edizione

della <<Festa dell’emigrante>>.

17.8.1994

“ CERCHIO- In occasione della tradizionale giornata in onore degli emigranti ( ormai sono quindici anni che il nostro centro puntualmente, ogni anno, con a capo l’amministrazione comunale, la organizza) è stata allestita per sabato 20 agosto alle ore 17, presso il chiostro degli Agostiniani Scalzi, una singolare manifestazione culturale: la presentazione del libro della scrittrice Daniela De Nardis edito dalla locale casa editrice Adelmo Polla, avente per titolo: <<L’emigrazione abruzzese tra Ottocento e Novecento, fuga dalle campagne dal 1876 al 1915>> con convegno-dibattito. Il fenomeno dell’emigrazione Abruzzese-Molisana all’inizio del secolo ha raggiunto punte elevatissime: dal 1901 al 1915 infatti circa 658.000 persone andarono in terra straniera a cercare migliore fortuna. Secondo una stima ufficiale tra il 1876 ed il 1976 26 milioni sono stati gli italiani che sono emigrati. Parteciperanno alla manifestazione il sindaco de L’Aquila dr. Antonio Centi, l’assessore alla cultura del comune di Avezzano prof. Angelo Sabatini, il poeta Romolo Liberale, il critico Vittoriano Esposito, l’avvocato-poeta Walter Cianciusi, il neo consigliere regionale Laura Mancini nonché l’autrice Daniela De Nardis e l’editore Adelmo Polla. Inutile sottolineare che i numerosi emigrati che stanno passando le ferie nel nostro centro senz’altro stimoleranno il convegno-dibattito con i loro interventi. Si prevede una folta partecipazione di pubblico. La giornata continuerà poi in piazza Pozzo dove per l’occasione sono stati allestiti stands gastronomici: il tutto condito, naturalmente, con della buona musica e balli. F.[iorenzo] A.[miconi]”

IL TEMPO

“CERCHIO/Presentato il libro della storica Daniela De Nardis nel suggestivo chiostro

Celebrata la festa dell’emigrante

FIORENZO AMICONI”

23.8.1994

“ CERCHIO- Nel seicentesco chiostro degli Agostiniani Scalzi si è svolta, come annunciato, la quindicesima edizione della festa in onore degli emigranti con la presentazione dell’ottimo lavoro della scrittrice aquilana Daniela De Nardis: <<L’emigrazione abruzzese tra Ottocento e Novecento fuga dalle campagne dal 1876 al 1915>> edito dalla locale casa editrice Adelmo Polla. Il numeroso pubblico composto dalla maggior parte da nostri connazionali residenti, per lavoro, all’estero ha vivamente apprezzato lo sforzo degli attuali amministratori comunali che ogni anno dedicano a loro una giornata speciale. Il sindaco Fidanza ha aperto i lavori dando il benvenuto a tutti e soffermandosi brevemente sul fenomeno dell’emigrazione regionale poi la parola alla neoeletta consigliere regionale Laura Mancini la quale nel suo conciso intervento ha promesso, affascinata dalla bellezza del chiostro e del locale Museo Civico, di interessarsi attivamente alla nostra misconosciuta realtà museale. Il critico prof. Vittoriano Esposito ha vivamente elogiato la scrittrice De Nardis la quale è riuscita a districarsi bene nella mole documentaria a disposizione ed è riuscita a far comprendere a tutti, in ottimo italiano, l’ostica materia del fenomeno migratorio. L’assessore alla cultura del comune di Avezzano prof. Angelo Sabatini, prima ed il poeta Romolo Liberale, poi, hanno messo nel dovuto risalto l’impegno profuso dalla scrittrice nell’elaborazione dell’opera, arricchendo il loro intervento con i ricordi legati alla loro infanzia: chi di noi, infatti, non ha avuto o non ha ancora un parente all’estero? La scrittrice Daniela De Nardis ha spiegato il motivo che l’ha spinta verso questa interessante ricerca: nessuno mai aveva osato mettere nel giusto ordine il numerosissimo materiale esistente intorno al fenomeno dell’emigrazione. Lei con pazienza certosina è riuscita a dare finalmente corpo e voce ad una materia così ostica tanto che nessuno storico contemporaneo ha voluto cimentarsi. L’avvocato poeta Walter Cianciusi, prendendo spunto da alcune poesie, ha descritto la vita e le sofferenze dei nostri connazionali che vivono all’estero. L’editore Adelmo Polla infine ringraziando quanti si sono prodigati alla riuscitissima manifestazione culturale ha spiegato il suo impegno quotidiano verso le opere di abruzzettistica ed in special modo verso il mondo dell’emigrazione. Infatti è riuscito a farsi promettere dalla De Nardis, per l’anno venturo, un secondo volume riguardante il periodo estivo storico che va dal 1945 agli anni 60. Alla fine della manifestazione tutti i presenti sono stati ricevuti dal sindaco Fidanza e dai suoi collaboratori nell’aula consiliare dove è stato offerto un rinfresco. La serata, poi, con stands gastronomici, buona musica e balli è continuata, per la gioia di tutti, in piazza Pozzo.”

MARSICA DOMANI

N° 13 – 31 Dicembre 1989

“ LA REMPATRIATA”: LA MARSICA NEL CUORE

di Fiorenzo Amiconi

   Un numerosissimo ed attento pubblico venerdì 8 sicembre 1989 alle ore 10 presso la sala del Centro Servizi Culturali di Avezzano è stato presente alla ‘Prima’ dell’ultima opera appena sfornata del valente regista dottor Angelo De Bernardinis: “La Rempatriata” film dialettale marsicano. Dopo l’intervento del sindaco di Avezzano Avv. Eleluterio Simonelli il quale ha avuto parole di elogio verso l’encomiabile opera svolta dal Nostro ed i ringraziamenti del regista De Bernardinis per quanti si sono adoperati per la buona riuscita del film, si è subito passato alla proiezione. Il regista da anni attento alla storia, all’arte e alla tradizione della nostra Marsica ha voluto trasportare sulla celluloide, riuscendovi appieno, una storia ben nota, purtroppo, dalle nostre parti: l’emigrazione. De Bernardinis ha descritto l’episodio del ritorno dell’emigrante dall’estero, in questo caso dal Brasile, riuscendo a comunicare allo spettatore la bramosia di sapere che spesso volte accompagna chi da moltissimi anni è lontano, per lavoro, dalla patria, la quasi cupidigia a riscoprire la terra natia: qui si nota la grazia e l’esperienza del regista che riprende con efficaci inquadrature le bellezze artistiche della nostra Marsica: i castelli di Celano, di Ortucchio, di Avezzano, di Carsoli, gli scavi di Alba Fucens; le chiese di S. Pietro in Albe, di S. Maria in Valle Porclaneta, di S. Giovanni in Celano, S. Cesidio in Trasacco, il magnifico portale di S. Sabina di S. Benedetto dei Marsi (antica sede vescovile marsicana); la processione del Venerdì santo di Avezzano, i “piatti” caratteristici marsicani. Il Nostro con la sua “Rempatriata” è riuscito a trasmettere agli attenti spettatori tutta la sua vasta esperienza di fine ricercatore acquisita sul campo chi, infatti, non conosce le sue opere migliori quali “ La Marsica ed il segno dell’uomo” (1978-79); La festa di S. Domenico ed i serpari di Cocullo ( 1977); La festa di S. Antonio di Collellongo (1977); La festa dello Spirito Santo (panarda) di Luco dei Marsi; La passione di Sulmona ( La Madonna che scappa)(1979-1980); La festa della Santissima Trinità di Vallepietra (1980); “Ceci, lenticchie e cicerocchi”? Che dire poi degli attori? Sono bravissimi, eccezionale è la verve e la vis comica che sprigiona Giulio Lucci (ellegi) che interpreta ben 5 personaggi differenti riuscendovi in modo esemplare: è proprio un attore nato, così bravo è pure Gennarino Cianciarelli che con grande naturalezza interpreta se stesso. Peccato che l’attore professionista Bruno Maccallini è stato sfruttato poco così pure l’attrice Nicoletta Petrella. L’idea di far lavorare come attori, personaggi reali, autentici, quali il preside prof. Ugo Maria Palanza, valente ed apprezzato scrittore, l’avvocato Walter Cianciusi, noto poeta nonché ricercatore e cultore locale ed il noto artista scultore-pittore Pasquale Di Fabio, è stata geniale. Il pubblico è rimasto molto soddisfatto infatti spesso volte ha applaudito a scena aperta, segno evidentissimo che il regista De Bernardinis è riuscito a crare un’atmosfera magica, un vero feeling fra l’immagine proiettata e lo spettatore: non è vera arte questa? E il pubblico si è anche molto divertito con le riuscitissime gag del bravo Giulio Lucci. E’ un’opera, questa, degna di essere vista, perché non cercare di immetterla in un circuito cinematografico più preciso? Augurando tanta soddisfazione per l’ottimo lavoro svolto ed un buon felice proseguimento verso il mondo della celluloide aspettiamo con impazienza la prossima opera del registra marsicano Angelo De Bernardinis: Ad Majora! “

APPENDICE X

DEPLIANT FESTIVO REALIZZATO IL 2 AGOSTO 1981 IN OCCASIONE DELLA PRIMA FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE IN MISSISSAUGA – CANADA

“CERCHIO SOCIAL CLUB”

presenta

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA

MARIA SSma DELLE GRAZIE

GRANDE PICNIC

DOMENICA

2 AGOSTO 1981

HURON PARK

And HURONA ARENA

2460 STEVENBANK ROAD

MISSISAUGA

Al margine destro vi è l’immagine della Nostra Madonna recante , sotto, la seguente scritta: IO SONO LA VOSTRA MADREA CELESTE/OVUNQUE SIETE VI PROTEGGERO’ ”

Alla seconda pagina sono riportate sei ditte locali tra le quali quella del LA CORPORATION POLYPACK CORP. LTE’E/LTD. con sede a Montreal di cui è vicepresidente il cerchiese Pierino Iannicca e “LA MARSICA WHOLESALE MEAT con sede in Toronto di cui è proprietario il cerchiese Giacinto Ciofani.

Alla terza pagina vi è il seguente programma

ORE   8:30 A.M.        APERTURA DEL PARCO

ORE 10:00 A.M.        ARRIVO DEL CONCERTO BANDISTICO

                                   “ BANDA SINFONICA ITALIANA”

ORE 10:30 A.M.        MESSA SOLENNE CELEBRATA DA

                                   MONSre DOMENICO RAMELLI

                                   “PROCESSIONE NEL PARCO”

ORE 14:00 P.M.       ARRIVO DEL CORO FOLCLORISTICO

                                   “CORO ITALIA”

ORE 16:00 P.M.        DIVERTIMENTI VARI, GIOCHI E GARE

                                     A PREMI PER TUTTA LA FAMIGLIA

ORE 19:00 P.M.         SI BALLA DENTRO L’ARENA FINO A

                                     A TARDA ORA CON LA RINOMATA ORCHESTRA

                                     “LA PLAZA” CON NICK E LA SUA TROMBA.

BEN VENUTI A TUTTI

E BUON DIVERTIMENTO

INGRESSO GRATIS

COMITATO DELLA FESTA

PRESIDENTE: GIOVANNI TUCCERI

TONINO TOMASSETTTI         ANSELMO CIOFANI

                                              GIACINTO CIOFANI                  MARIO TUCCERI

 VINICIO ANTIDORMI              PASQUALE RAMELLI

VINCENZO ANTIDORMI         ROCCO ANTIDORMI

                                             MARIO CIOTTI                          GIOVANNI ANTIDORMI

                                             MARIO ANTIDORMI                GIUSEPPE GIANNETTI

Nel retro vi è riportata la cartina topografica dell’Huron Park Recreation Centre.

APPENDICE XI

VISTA PASTORALE DEL VESCOVO DELLA DIOCESI DEI MARSI MONS. BIAGIO VITTORIO TERRINONI NEL 1987 IN TORONTO – CANADA

“ Pastoral visit to Canada of

Mons. Biagio Vittorio Terrinoni

Vescovo Dei Marsi (1)

Toronto July & August 1987

SALUTO DI MONS. BIAGIO VITTORIO TERRINONI

AI MARSICANI ED ABRUZZESI RESIDENTI IN

CANADA ED U.S.A.

  1. Intendo rivolgere a tutti i Marsicani ed Abruzzesi il più/caldo ed affettuoso saluto francescano di Pace e Bene./Con questa solenne assemblea possiamo dire che la visita in/Canada del vescovo dei Marsi si chiuda ufficialmente.
  2. In questo interessante viaggio ho avuto quali preziosi/collaboratori Mons. Gerasimo Ciaccia, Don Giovanni Nucci ed/il dott. Angelo De Bernardinis: a loro perciò, un vivo grazie.
  3. La visita ha avuto inizio il 2 Luglio 1987, con un programma/preparato in antecedenza con la intelligente collaborazione del/rag. Eligio Paris, del comm. Renzo Petricone e dei vari presidenti/ dei club e associazioni.
  4. SCOPO PRINCIPALE DELLA VISITA

Cime ebbi già ad esprimere con un mio messaggio, lo scopoe della/visita è stato quello di incontrare, conoscere e salutare i fratelli marsicani ed abruzzesi ed altri connazionali, stare con/loro e celebrare alcuni avvenimenti di massimo rileivo civili e/religiosi.

  1. Le località più importanti visitate sono state: Toronto,/Missisauga, Hamilton. Montreal, Ottawa, Midland, Vancouver,/in Canasa; e Buffalo e Rochester negli Stati Uniti.
  2. INTERVISTE IN T.V. E RADIO

Attraverso o mezzi di comunicazione sociale ho avuto una preziosa/possibilità per salutare tutti, esprimere una parola evangelica/e tracciare le tappe più salienti della visita.

  1. VISITE DI CORTESIA

Importanti sono stati gli incontri con l’Arcivescovo di Toronto/e con quello di Vancouver, con i Sindaci di Toronto, Vancouver ed/Hamilton, e con il Console Generale d’Italia a Toronto.//

  1. CLUB VISITATI

Molto calorosi gli incontri con i club di celano, Collarmele,/Colleongo, Cerchio, Villavalleonmga, S. Iona, con la Congrega dei Santi Martiri a Rochester, e la comunità di Aielli a Missis-/sauga.

  1. PRINCIPALI CELEBRAZIONI REGLIGIOSE

Molto ben riuscite sono state le seguenti celebrazioni:

  • Madonna della Vittoria (Aielli)
  • Madonna delle Grazie (Cerchio)
  • Santi Martiri (Celano)
  • Parrocchia San Filippo Neri (Villavallelonga)
  • Anno Santo Mariano con gli Italiani nella Parrocchia di Santa Caterina da Siena (Mississauga)
  • Suore Passioniste (Toronto)
  • Per gli anziani di Villa Colombo (Toronto)
  • Parrocchia San Francesco (Vancouver)
  • Congrega dei santi Martiri di Celano (Rochester)
  • Madonna di Pompei (Montreal)
  • Santa Felicita (Hamilton)

In queste celebrazioni vi hanno partecipato anche persone di/Avezzano, Ovindoli, Massa d’Albe, Trasacco, Forme, Pescina,/Castelnuovo e provenienti, inoltre da ogni parte d’Abruzzo/e d’Italia.

  1.  CELEBRAZIONI DI MATRIMONI

Sono stati benedetti, durante la visita pastorale, due matrimoni:/il primo a Vancouver, nella Parrocchia San Francesco d’Assisi/ (lo sposo Perrotta Costantino di Celano); e il secondo a Toronto/nella chiesa di San Basilio (la sposa Elvira Botticchio di Pescina).//

  1.  VISITE AI MALATI E ANZIANI

Si è cercato di svolgere anche questa opera di carità, sia pure/in modo ridotto, visitando anziani e malati nelle case e negli/ospedali.

  1.  VISITE TURISTICHE

La visita ha conosciuto anche dei momenti distensivi con/escursioni turistiche alle Cascate del Niagara, al Villaggio/dei Pionieri a Toronto, e con un giro delle numerose isole/locali; a Vancouver l’isola della Vittoria con il ponte sospeso,/l’acquario, le montagne; a Montreal i Giardini Botanici, ad/Ottawa il Parlamento.

  1.  L’ACCOGLIENZA

è stata ovunque festosa e calorosa oltre ogni aspettativa,/e altrettanto commovente l’addio al momento della partenza.

  1.  POSIZIONE SOCIALE

I nostri connazionali sono tutti bene realizzati, in condizioni/economiche discrete e tanti anche in posizioni elevate./Nelle visite di cortesia a personalità religiose e civili si/sono avuti giudizi veramente lusinghieri sugli Italiani, che,/in verità costituiscono quasi la spina dorsale dello sviluppo/canadese.

  1.  Abbiamo notato con vero piacere una buona coesione nell’ambito/delle famiglie, e spiccato rapporto di amicizia tra ler stesse/famiglie ed i club.
  2.  SITUAZIONE RELIGIOSA 

La nostra gente è fondamentalmente sana; conserva in gran parte/le tradizioni religiose della propria terra, anche se la pratica/non sempre è di alto livello.

  1.  Bisogna rimarcare che intensa è l’azione pastorale di un/notevole numero di zelanti sacerdoti italiani e di origine italiana,/coadiuvati da comunità religiose.
  2.  Anche l’apporto dei laici di origine italiana, nell’azione/pastorale parrocchiana e diocesana, è molto confortante.
  3. Nella Parrocchia di Santa Caterina da Siena a Mississauga,/con i Padri Scalabriniani, che ci hanno accolto con squisita carità/ci siamo sentiti a casa nostra. A loro un vivo grazie!//
  4.  ALCUNI SUGGERIMENTI:
  • Più APERTURA ALLA Chiesa locale, con una presenza viva, attiva e continua.
  • Approfittare maggiormente dei mezzi di comunicazione sociale/per una più adeguata formazione religiosa e pastorale.
  •  Più presenza alle varie iniziative parrocchiali e diocesane,/per una partecipazione più viva ai Sacramenti.
  •  Continuo sia l’impegno dei genitori nell’educazione dei/figli, che trova la sua vera efficacia in una seria testimoninanza/di vita.
  •  E’ sempre elemento positivo conservare il collegamento con la/cultura e le tradizioni italiane, non trascurando mai l’impegno/ per la lingua italiana.
  •  E’ lodevole l’affetto e la cura che i figli hanno verso i/loro genitori, anziani e malati: questo legame sia sempre sostenuto,/curato e conservato.
  •  Anche nel Canada esiste il terribile flagello della droga:/si esortano i genitori ad essere vigilanti e a non rinunziare/mai al loro impegno di educatori.
  1.  Fratelli e sorelle: permetteremi, infine, di esortarvi ad/una vita sempre più cristianamente impegnata, con le stesse/parole di Gesù: “ Rimanete sempre nell’amore di Dio. Amatelo/con tutto il cuore, con tutta la mente, e con tutte le forze./Cercate prima di tutto il Regno di Dio. Che giova all’uomo/conquistare tutto il mondo, se poi dovesse perdere la sua anima?”/Non abbiate paura delle eventuali prove. Gesù ha detto: “Beati/quelli che soffrono, quelli che piangono….” Tutto questo/è prezioso davanti a Dio, se abbracciato con spirito cristiano.
  2.  RINGRAZIAMENTO

Il primo nostro ringraziamento è a Dio, che ha benedetto/largamente ogni momento di questo viaggio. Conceda Egli ad ogni cuore serenità, ardore di fede ed entisiasmo di opere.

  1.  Grazie a tutti, ed in modo speciale grazie a coloro che/hanno dato la loro eccellente collaborazione per questa visita./Debbo fare alcuni nomi: il rag. Eligio Paris, il comm. Renzo/Petricone ed i vari presidenti dei club. Grazie a tutti, presenti/ed assenti. Tutti ci siete cari; tutti vi portiamo nel cuore.//

Le giornate trascorse con voi nel Canada, in un clima di vero/amore e religiosità, non le dimenticheremo mai. Parleremo di/voi con tanto rispetto e stima, tornando in Italia. Non mancheremo/di ricordarvi al Signore, affinchè vi dia sempre salute, tanta/gioia e ricchezza spirituale. Anche voi ricordatevi di noi. Vi/salutiamo e benediciamo con tutto il cuore./Siate felici!/+ Biagio Vittorio Terrinoni/Toronto, 7 Agosto 1987”

Note

  1. Vescovo della diocesi dei Marsi dal 1977 al 1990. Il Nostro è nato a Fiuggi il 2 marzo 1914 ed è morto a Roma il 15 Aprile 1996. Nel mese di marzo 1982 ha eseguito la sua prima ed ultima visita pastorale nel nostro centro: ” Visita Pastorale a Cerchio: 21-28 marzo 1982/di sua Ecc.[ellen]za Mons.[ignor] Biagio Vittorio Terrinoni/Constatazioni./1- La parrocchia è intitolata ai santi Giovanni e Paolo: E’ stata istituita nella seconda metà del secolo XVIII. Precedentemente esistevano due /Parrocchie S. Bartolomeo 1150; S. Maria dell’Annunziata dentro le Mura (sec. XV)./2- Popolazione: famiglie 503, fedeli 1800. La gente è fondamentalmente sana, molto/ attaccata alle tradizioni./3- Nella parrocchia esistono i seguenti edifici pubblici: Asilo infantile, Scuola/Elementare, Scuola media. L’Asilo è curato dalle Suore di S. Giovanna/ Antida Touret, che operano tanto bene in paese: sono per questo stimate./4- E’ parroco don Giovanni Nucci dal 1° Marzo 1979;/prima di lui era parroco don Pietro Raglione, che attualmente è in/Avezzano, nella Parrocchia di S. Giovanni Decollato./5- Chiese secondarie: Madonna delle Grazie e di S. Bartolomeo./6- Laicato: esistono le seguenti organizzazioni ecclesiali: l’Azione Cattolica, il gruppo/dei giovani e dei Catechisti, Ministranti./7- E’ in vita da vario tempo il Consiglio Pastorale Parrocchiale: ha un proprio statuto, si/riunisce periodicamente, è in rodaggio./8- La Schola Cantorum è bene organizzata: è sempre pronta e disponibile./9- I ministranti sono seguiti e sempre impegnati per ogni celebrazione./10- Ministri straordinari: solo la Superiora delle Suore suddette è incaricata. Durante la/Visita Pastorale è stato stabilito di incaricare un’altra suora e due laiche a detto/Ministero./11- Le varie celebrazioni si svolgono con discreta partecipazione (20%); anche la/Liturgia è curata e praticata./12- La Chiesa parrocchiale è stata recentemente restaurata con criterio e senso/artistico. Lodevole in questo la collaborazione della popolazione e lo sforzo e la/buona volontà del Parroco./13- La chiesa della “Madonna delle Grazie” è stata arricchita da sei quadri della/pittrice Donatella Marchini. Per interesse e a spese dell’Avvocato Dario Di Gravio./I quadri rappresentano i vari miracoli o leggende in modo semplice e vivo. Sono stati//inaugurati e benedetti, presenti tanti fedeli, il 21 marzo 1982 dal Vescovo Biagio/Vittorio Terrinoni./14- La gente è molto legata alle feste popolari, celebrate sempre con molto folclore/e spese non indifferenti. Occorre insistere per un impegno spirituale più spiccato./15- Moltissimi gli emigranti, che si mantengono sempre molto uniti al proprio/paese e tornano volentieri per le grandi festività. Periodicamente vengono anche visitati/dal Parroco./16- In ordine l’archivio parrocchiale, i libri dei Sacramento e i vari uffici./17- La visita Pastorale, preparata con zelo, si è svolta con serenità e serietà/Suggerimenti./1- Portare vanti con coraggio e continuità il primario impegno della/evangelizzazione, della Catechesi, coinvolgendo sempre più organizzazioni e persone./2- La preparazione ai Sacramenti: Prima Comunione, Penitenze; Confermazione, sia sempre ordinata a formare nelle verità fondamentali e nella fede i giovanetti. Lavoro/questo che richiede tempo e serietà di impegno./3- Non si trascuri mai di coinvolgere in questa preziosa preparazione i genitori, i/parenti e padrini./4- Il grande male di molti cristiani oggi è quello di non essere sufficientemente/istruiti, evangelizzati, allora, insistere in questo con tutte le possibilità: omelie, incontri di/preghiera, Liturgia della Parola, Liturgia penitenziale, ritiri, incontri./5- I giovani e gli uomini sono i grandi assenti; studiare al Consiglio Pastorale, le varie/possibilità ed iniziative per coinvolgerli alla vita della Parrocchia./6- Per far si che la comunità diventi sempre più viva, insistere, invitare tutti alla/partecipazione. Una Parrocchia ove tutto è delegato al Parroco e a un gruppetto sparuto/di persone, è piatta e deforme, è amputata dalla piena manifestazione dello Spirito./7- Si dia spazio, nei tempi forti e in altre favorevoli circostanze, alla Liturgia/penitenziale con la collaborazione dei Sacerdoti delle Parrocchie limitrofe. Il Papa/continuamente richiama, nei suoi discorsi, l’attenzione sul Sacramento della Penitenza./8- L’Eucarestia è il centro della Chiesa e del mondo; è il grande mistero di fede, di vita/e di pietà. Di qui l’impegno di tutti alla S. Messa, alla Comunione, alla visita di/adorazione e di preghiera./9- Il Consiglio Pastorale deve essere composto da persone veramente praticanti e/fortemente impegnati nella vita della Parrocchia. Esso, con riunioni frequenti, deve/prendere in esame i problemi più urgenti e attuali della pastorale e offrire/suggerimenti, indicazioni e dare la massima collaborazione./10- E’ bene insistere sulla necessità della pregheira, come elemento indispensabile per/il cristiano: preghiera personale, familiare, comunitaria./11- La pastorale dei malati: molti i malati e gli aniziani a Cerchio. Con i Ministri/straordinari dell’Eucarestia, che oggi incaricheremo, potranno essere maggiormente/seguiti. Non può essere questo solo compito del Parroco, già tanto impegnato in tante//altre attività./12- La Liturgia di questa domenica ci richiama al senso profondo dell’alleanza: è come/un patto bilaterale: Dio promette e mantiene sempre. Ha detto, infatti: il cielo e la terra/passeranno, ma le mie parole non passeranno. L’alleanza vera richiede la nostra fedeltà/di seguaci autentici di N.[ostr] S.[ignore] G.[esù] Cristo. E’ scritto: allora io sarò il loro Dio, ed essi saranno/il mio popolo./13- la Visita Pastorale, con tanto impegno, deve essere ora/meditata, vivificata, prolungata, affinchè porti i suoi frutti abbondanti./14- Io ringrazio sentitamente, il Parroco don Giovanni, di quanto ha fatto e sta/facendo; ringrazio le Suore, l’Azione cattolica, il Consiglio Pastorale, la Schola/Cantorum e i vari gruppi ecclesiali. Ringrazio tutti, perché tutti avete pregato e lavorato/per il buon esito della Visita./15- E ora saluto e benedico volentieri i bambini, i ragazzi, i giovani, gli uomini, le donne, le organizzazioni, gli anziani, i vicini e lontani. Benedico e saluto di cuore il Parroco, le/suore. A tutti grazie e Buona Pasqua!/La Madonna delle Grazie ci assista sempre!/Cerchio 28 Marzo 1982/Biagio Terrinoni/Nota del Parroco: tale relazione è stata tenuta da Sua Ecc.za Mond. Biagio Vittorio/Terrinoni, durante la S. Messa di chiusura della Visita il 28 Marzo 1982./Si trascrive qui il Programma della Visita stessa, che si è svolta serena, ordinata e con/straordinaria partecipazione del popolo di Cerchio:/1- Domenica 21 marzo 1982:/ore 10,30: accoglienza del Vescovo- saluto di omaggio- presentazione della/Parrocchia. S. Messa di apertura./ore 16: Inaugurazione e benedizione dei quadri pittori nella chiesa Madonna delle/Grazie./”-Lunedì 22 marzo/ore 10: Visita alla scuola Materna/ore 10,30: Visita alla scuola elementare/ore 15,30: S. Messa al Cimitero/3- Mercoledì 24 Marzo/ore 10,30: Visita alla scuola Media: S. Messa e Comunione pasquale./ore 15,30: Visita ai malati/ore 17,30: S. Messa ed Unzione dei malati./4- Giovedì 25 Marzo/ore 15,30: Incontro con le donne/ore 17,30: Celebrazione Comunitaria del Battesimo, Cresima, S. Messa./ore 18,30: Incontro con i giovani.//5- Venerdì 26 Marzo:/pre 17: Incontro con le Autorità al palazzo Comunale/ore 18,30: Incontro seduta al Consiglio Pastorale Parrocchiale/7- Domenica 28 Marzo 1982:/ore 11,15: S. Messa di chiusura- Rinnovazione delle promesse/battesimali, Consacrazione alla Madonna, conferimento ai Ministri straordinari/dell’Eucarestia, Offerta per le Opere diocesane, saluto di ringraziamento./Cerchio 28 Marzo 1982 Il Parroco/don Giovanni Nucci/ Biagio V. Terrinoni/Vescovo dei Marsi”. Vedi Amiconi F.:” Le visite pastoraili a Cerchio(AQ) (Secolo XX)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 44, Anno III, 2000. Amendola V.:” I Vescovi dei Marsi (1805-1990)”, Grafiche Di Censo, Avezzano, 2007. 

APPENDICE XII

INTERVISTE AGLI EMIGRANTI

Ho consegnato nel corso di vari anni agli emigranti che tornavano per le ferie in paese un questionario avente le seguenti domande:

  1. In che periodo dell’anno hai scelto di andare all’estero?
  2. Perché?
  3. Cosa di ha spinto ad emigrare in terra straniera?
  4. Con quale mezzo sei partito?
  5. Quando sei arrivato?
  6. Avevi qualcuno che ti aspettava?
  7. In quale città o paese sei andato a lavorare?
  8. Durante la tua permanenza in terra straniera hai cambiato città o paese?
  9. Hai lavorato sempre con la stessa ditta e con lo stesso padrone?
  10. Come ti sei trovato i primi tempi?
  11. Conoscevi la lingua? Quando tempo hai impiegato per impararla? E’ stato difficoltoso parlarla?
  12. Hai fatto amicizia con i cittadini di quella nazione?
  13. Se No perché?
  14. Da quanti anni sei all’estero?
  15. Sei sempre stato nella stessa nazione? O sei andato anche in altre quali? Perché?
  16. Hai trovato quello che cercavi?
  17. Perché sei rimasto definitivamente all’estero?
  18. Come giudichi la tua permanenza all’estero positiva o negativa?
  19. Consiglieresti ad altri di fare la tua esperienza?
  20. Quale è stato il perido più positivo della tua permanenza? Perché?
  21.  Quale è stato il periodo più negativo della tua permanenza? Perché?
  22. Conservi ancora foto, depliant, passaporto, contratti di lavoro, buste paga ecc. insomma tutto ciò che ti è servito per la tua permanenza all’estero?
  23. Dopo tanti anni avverti ancora la nostalgia per il tuo paese natìo?
  24. Quale è, e quale è stato il tuo stato d’animo quando nei mesi di maggio, giugno e settembre a Cerchio si festeggiavano i santi patroni?
  25. Che ricordi hai della fiera di Cerchio?
  26. E nei periodi delle festività di Natale e Pasqua come era il tuo stato d’animo?
  27. Che ricordi hai di quelle festività?
  28. Ne siete soddisfatto circa la vostra realizzazione all’estero?
  29. Ha causato dei rimpianti la vostra permanenza in terra staniera?

   Hanno gentilmente risposto i seguenti signori che qui, pubblicamente,  si ringraziano per la loro disponibilità:

Meogrossi Giuseppe, nato a Cerchio il 16 luglio 1933 emigrato in Canada, 189 Consulters Mississauga Ont L5b3E4 ha risposto alla prima domanda “1962 Svizzsera 1967. Alla seconda ha risposto “Perché a Cerchio non c’era lavoro”. Alla terza “Per ragioni di lavoro”. Alla quarta “Col treno in Svizzera in Canada via aerea”. Alla quinta “Febbraio 1962 a Schimitten Svizzera. Alla sesta “No”. Alla settima “Schimitten Svizzera”. All’ottava “ Si Settembre 1967 Canada”. Alla nona “ Si per 26 anni”. Alla decima “ Bene”. All’undicesima “ No, si parlava inglese”. “ 7 mesi”. “No parlavo il tedesco perché il 50% è come l’inglese”. Alla dodiciesima “Subito”. Alla quattordicesima “ Dal 1967 fino ad oggi 2013  46 anni”. Alla quindicesima “ 1962 Svizzera”. “1967 Canada”. “Perché si stava meglio”. Alla sedicesima “Si”. Alla diciassettesima “ Perché ormai mi ero abituato”. Alla diciottesima “Positiva”. Alla diciannovesima “ Si”. “Per avere una vita migliore”. Alla ventesima “ Sempre uguale”. Alla ventunesima “Niente”. Alla ventiduesima “Si”. Alla ventitreesima “Si”. Alla ventiquattresima “ Per rivedere le feste, la Madonna delle Grazie”. Alla venticiquesima “ Solo un po’ di confusione”. Alla ventiseiesima “ Un po’ nostalgico e triste”. Alla ventisettesima “ “Solo un po’ di allegria”. Alla ventottesima “Si” e alla ventinovesima “ No”. Riconsegna del questionario 30 Agosto 2013. Deceduto in Canda nella ittà di Missisaugas il 4 agosto 2020.

Iafolla Giovanni, nato a Cerchio il 2 Aprile 1934 ed attualmente residente in Corrimal NSW Australia. Alla prima domanda ha risposto “1955”. Alla seconda “ Eravamo un gruppo di amici per avventura”. Alla terza “ La curiosità e per poter migliorare la posizione economica”. Alla quarta “Con la nave Aurelia il 5 settembre 1955”. Alla sesta “ Il 8 ottobre 1955”. Alla sesta “No”. Alla settima “ In Queesland, poi Port Kembla in accieieria”. All’ottava “Si”. Alla nona ”No”. Alla decima “Delusione e rimpianto”. All’undicesima “No”. “Un paio di anni”. Alla dodicesima “Si”. Alla quattordicesima “ Oggi sono 58 anni e vivo ancora la sono cittadino Australiano”. Alla quindicesima “ Sempre in Australia”. Alla sedicesima “Adesso si”. Alla diciassettesima “ Ho cominciato a guadambiare, ho fatto casa, ho formato la famiglia adesso sto bene “. Alla diciannovesima “ Adesso è positiva perché mi sono realizzato”. Alla ventesima:” Si perché in Italia non trovi lavoro”. Alla ventunesima “Da 40 anni fino ad oggi”. Alla ventitreesima “Si”. Alla ventiquattresima “Si”. Alla venticinquesima “Sentivo sempre la nostalgia di tornare”. Alla ventiseiesima “Buono”. Alla ventisettesima “ Erano i giorni più belli da ragazzo”. Alla ventottesima “Si” e alla ventinovesima “ I primi tempi un po’ di disaggio per l’adattamento e la lingua dopo di ciò man mano le cose sono sempre migliorate”. Riconsegna del questionario 13 settembre 2013.

Tucceri Ulisse, nato a Cerchio il 5 Febbraio 1944 ( deceduto in Avezzano il 21.10.2025). Alla prima domanda ha risposto “ 1963/1964”. Alla seconda “ Perché mancanza di lavoro”. Alla terza “ Come ho detto, mancanza di lavoro”. Alla quarta “ Con il treno”. Alla quinta “ dopo una quindicina di giorni”. Alla sesta “ Si, però, poi non ho trovato nessuno e ho dovuto provvedere da solo”. Alla settima “ Parigi”. All’ottava “No”. Alla nona “Con due ditte diverse”. Alla decima “ Nostalgia del mio paese”. All’undicesima “No, dopo un anno, molto più facile di quello che pensavo. Alla dodicesima “Si”. Alla tredicesima “Ripeto si”. Alla quattordicesima “ Circa 10 anni”. Alla quindicesima “ Si, sempre in Francia”. Alla sedicesima “No speravo in qualcosa di meglio”. Alla diciassettesima “No. Sono ripartito”. Alla diciottesima “Ho trovato lavoro in Italia”. Alla diciannovesima “Molto positiva”. Alla ventesima “Si”. Alla ventunesima “Quando sono riuscito a portare anche mia moglie”. Alla ventiduesima “ Prima che venisse mia moglie”. Alla ventitreesima “ Tutto e tutti i documenti”. Alla ventiquattresima “Si”. Alla venticinquesima “Molto solo e malinconico”. Alla ventiseiesima “Molto peggio di quello di prima”. Alla ventisettesima “Stare insieme con i miei familiari e amici”. Alla ventottesima “ Così, così comunque è stata sempre una esperienza” e alla ventinovesima “ Nessuno, perché è bello il mio paese”. Riconsegna del questionario 17 agosto 2013.

Maccallini Giovanni (Gianni) pulenna, nato a Cerchio il 3 settembre 1946 e attualmente residente a Cerchio in Contrada Preturo n. 1. Alla prima domanda ha risposto “Gennaio 1965”. Alla seconda “ Per lavoro”. Alla terza “ Il lavoro”. Alla quarta “Con l’aereo”. Alla quinta “Luglio 1965”. Alla sesta “Mio zio”. Alla settima “ Boksburg (Sud Africa)”. All’ottava “No”. Alla nona “No”. Alla decima “ Ho provato disagio a causa della lingua”. All’undicesima “ Non conoscevo la lingua, ho impiegato 3 anni per impararla, e l’apprendimento è stato difficoltoso “. Alla dodicesima “Si”. Alla quattordicesima “18 anni”. Alla quindicesima “Sono rimasto sempre in Sud Africa”. Alla sedicesima “Si”. Alla diciottesima “ Perché non vi era stabilità politica”. Alla diciannovesima “Positiva perché si stava bene”. Alla ventesima “ Si per conoscere altri sistemi di vita”. Alla ventunesima “ Tutta la permanenza è stata positiva”. Alla ventitreesima “Si”. Alla ventiquattresima “No”. Alla venticinquesima “ Ci pensavo con un po’ di dispiacere perché non potevo festeggiarli con i miei genitori”. Alla ventiseiesima “Festeggiavo con amici e parenti”. Alla ventisettesima “Nessun  ricordo particolare”. Alla ventottesima “Si” ed alla ventinovesima “ Ho avuto il rimpianto di doverla rilasciare”. Riconsegna del questionario 29 agosto 2013.

D’Amore Alfonso, nato a Cerchio il 27 Aprile 1947 e attualmente residente  a Montreal (Canada). Alla prima domanda ha risposto “ Primavera 1964”. Alla seconda “Dopo l’inverno (in Canada sono molto rigidi). Alla terza “ Sono emigrato con la mia famiglia, mio padre si trovava già in Canada da 4 anni”. Alla quarta “Aereo”. Alla quinta “Marzo”. Alla sesta “Mio padre”. Alla settima “Montreal, Canda”. All’ottava “No”. Alla nona “Si”. Alla decima “ Nostalgia del paese”. All’undicesima “Non conoscevo la lingua, 2 anni per imparala, tornando a scuola”. Alla dodicesima “Amicizia con cittadini italiani”. Alla quattordicesima “ 50 anni”. Alla quindicesima “Sempre Canada”. Alla sedicesima “ Più o meno”. Alla diciassettesima “La famiglia, i figli”. Alla diciannovesima “Positiva perché mi ha dato possibilità di lavoro in proprio”. Alla ventesima “Certo, con impegno ci si può fare una posizione”. Alla ventunesima “ Dopo 2 anni tutto è stato positivo”. Alla ventiduesima “ I primi anni prima di imparare la lingua”. Alla ventitreesima “ Qualche cosa mi è rimasto foto, passaporto”. Alla ventiquattresima “ Certo, c’è sempre nostalgia”. Alla venticinquesima “ Nei giorni di festività ci si sentiva ancora più vicini al paese ricordando i bei momenti trascorsi”. Alla ventiseiesima “ Un vuoto dentro, ci mancavano gli amici e le belle comitive”. Alla ventissettesima “ La processioni, i fuochi d’artifici e la piazza con la banda”. Alla ventottesima “Per me, si” e alla ventinovesima “ No rimpianti”. Riconsegna del questionario 14 settembre 2013.

Monti Roberto, nato a Cerchio il 11 novembre 1951. Alla prima domanda ha risposto “Marzo”. Alla seconda “Dopo l’inverno”. Alla terza “Il lavoro”. Alla quarta “ Treno”. Alla quinta “20 marzo 1962”. Alla sesta “Si tutta la famiglia di mia madre ch’era già imigrata”. Alla settima “ Vharleville Mezieres (Francai)”. All’ottava “non”. Alla nona “Si”. Alla decima “Si essere come loro e di avere la stessa vita”. All’undicesima “ Non. Non è stata una difficolà ma ho dovuti ricominciare la scuola alla prima elementare (avevo 11 anni per me era un demonio di essere con i bambini francese di 6 anni”. Alla dodicesima “Si”. Alla quattordicesima “50”. Alla quindicesima “ Sono rimasto sempre alla stessa Nazione”. Alla sedicesima “ Per mio padre si. Per me fare la gioventù è stato difficile”. Alla diciassettesima “ Amici e avere una ragazza, dopo i figli nati in francia con cittadinanza Francese”. Alla diciottesima “ Non sono tornato definitivamente in Italia”. Alla diciannovesima “ Negativa. I primi 10 anni (gli italiani erano mal visti. Positiva per il lavoro”. Alla ventesima “ Non (Perché teme dove sei nato puoi dire quello che vuoi ) politica critiche; anche adesso non posso dire certe cose sulla Nazione”. Alla ventunesima “ 20 ai 30 anni (famiglia è emiveta)”. Alla ventiduesima “ 11 a 20 anni. Non ho potuto fare la scuola come voleva. E la gente ci guarda brutto/ emigrati=poveri”. Alla ventiquattresima “ Tutti imigrati che conosco hanno tutti la nostalgia del Paese et dell’Italia”. Alla venticinquesima “Non mi ricordo”. Alla ventiseiesima “Non sono le stesse tradizione (benedire le uove a Pasqua e giocare a tombola a Natale”. Alla ventisettesima “ Natale.(tombola, regali neve altro”. Alla ventottesima “Per mio padre si per me non (vorrei sapere la vita che avrei fatta se ero restato in Italia” e, alla ventinovesima “ Di non aver fatto la scuola come tutti l’hanno fatto ( in scuola Italiana o francese non sono stato mai bocciato)”. Riconsegna del questionario 31 agosto 2013.

VASQUENZ Massimiliano, nato a Cerchio il 18 Novebre 1965, residente a New York.  Alla seconda domanda  ha risposto “Avevo 2 anni”. Alla quarta “ Aereo”. Alla quinta “Giugno ‘67”. Alla sesta “ Mio padre (Vittorio)”. Alla settima “Addesso lavoro in New York”. Alla settima “No”. All’ottava “No”. All’undicesima “No, però andavo a scuola li”. Alla dodicesima “Si”. Alla quattordicesima “45”. Alla quindicesima “sempre New York”. Alla diciassettesima “Famiglia/lavoro”. Alla diciottesima “Vacanza”. Alla diciannovesima “Positiva per lavoro”. Alla ventesima “ Per lavoro si”. Alla ventitreesima “Si”. Alla ventiquattresima “Si” e, alla venticinquesima, “Ritorno ogni anno per la festa”. Riconsegna del questionario 2 settembre 2013.

APPENDICE XIII

NOTIZIE RIGUARDANTI GLI EMIGRATI CERCHIESI CHE SI SONO DISTINTI

NELLA LORO SECONDA PATRIA

ANTIDORMI Vincenzo, nato a Cerchio il 14 Aprile 1942 e deceduto a Toronto (Canada) il 29 Giugno 2013. Era stato fino ad alcuni anni fa – da quando i fratelli Daniel e Mattteo Ciofani ( il nonno Giovanni ed il loro padre Tonino sono tornati in patria fine anni ’70 del passato secolo, dal Venezuela) sono approdati nella massima divisione calcistica: la serie A, con il Frosinone, nel campionato 2015-2016 e recentemente nel campionato 2017-2018 appena concluso e Linda Tucceri Cimini, colonna portante del Milan della serie A del campionato di calcio femminile da meritate, per la sua bravura, di essere selezionata per la nostra nazionale rosa che parteciperà nel 2019, in Francia, nel prossimo campionato del mondo di calcio femminile – il calciatore più prestigioso della storia calcistica di Cerchio avendo il Nostro militato, in Italia, con gli Aquilotti, con l’Avezzano ed infine con la  Viterbese in Serie C ( anche il compianto Pinuccio Tofani [1959-2013] ha militato in compagini calcistiche prestigiose quali la Ternana, il Catanzaro, la Reggina, L’Aquila con quest’ultima squadra, nel campionato 1978-79, è stato uno degli artefici della storica promozione in serie C2. L’amministrazione comunale di Cerchio, con appostia deliberazione di Giunta Comnale n. 82 del 17.8.2013 ha dedicato al Nostro, per i suoi alti meriti sportivi e virtù morali, lo stadio comunale )  da dove, nel 1966, emigrò in Canada. Nella sua seconda patria continuò a dare entusiasticamente il supporto nel mondo calcistico canadese giocando con il Toronto Silano, il Toronto Italia, il Toronto Azzurri e con la Delia, trasmettendo a tutti i fondanti principi di lealtà ed abnegazione sportiva: magnifico esempio di un uomo che faceva del rispetto e dell’amicizia la sua arma migliore, a tutti donava sorrisi e cordialità. 

CIOFANI Giacinto, nato a Cerchio il 25 novembre 1952: commerciante.

CIOFANI Vincenzo, alias D’Annunzio, nato a Cerchio il 1 maggio 1900. Partecipa, diciannovenne, sotto il comando del vate Gabriele D’Annunio (1863-1938) all’impresa di Fiume e , fu presente, nel 1920, insieme ad altri 8 marsicani, al “Natale di sangue”. Per aver partecipato a tale impresa gli affibbiarono il nomignolo “D’Annunzio”. Agli inizi degli anni ’30 faceva parte della comunità Protestante Metodista Wesleiana di Cerchio. Emigrò poi negli Stati Uniti d’America, nella città di Cleveland, dove svolse, con successo, l’attività di imprenditore edile fino alla morte. Attività questa continuata dal figlio Romeo (cl. 1931).

CIOFANI Walter, nato a Sedan (Francia ) il 12 Febbraio 1962 dal cerchiese Guido (Enrigo Guido) e dalla capistrellana Anna Martini. Walter Ciofani il “roi de Pentecote”, così titolava, il 28 maggio 1985, un giornale francese quando il Nostro, il 15 maggio 1985, aveva stabilito il nuovo record della Francia, con metri 78,50, nel lancio del martello. Walter Ciofani ha ottenuto lusinghieri risultati nel corso della sua carriera agonistica quale lanciatore del martello: 7° posto ai giochi olimpici del 1984 disputatosi a Los Ageles, in America; undicesimo ai campionati del mondo svoltisi a Roma nel 1987 con metri 75,34; 2° posto ai Giochi del Francophonie disputatesi a Rabat, Marocco, nel 1989 con metri 72,18; 6° posto ai campionati del mondo disputatesi a Tokio, in Giappone, nel 1991 con metri 76,48 ed, infine, 3° posto ai Giochi del Fracophonie svoltisi a Parigi, in Francia,  nel 1994, con metri 71,72. Si è unito in matrimonio con la campionessa camerunense, lanciatrice del disco, Jeanne Ngo Minyemeck. Anche le figlie del Nostro, Audrey, nata il 13.3.1996 e Juliette , nata il 5 settembre 2000, stanno seguendo le orme del padre: Audrey è campionessa d’Europa nel lancio del martello junior e Juliette è arrivata al quarto posto al campionato del mondo junior del 2017.

CIPRIANI Luigi alias Gino, nato a Cerchio il 22 gennaio 1933 e deceduto in Australia, imprenditore edile con sede nella città di Brisbane ( Australia ). 

CIOTTI Mario, nato a Tripoli il 16 Agosto 1936 e deceduto ad Acarigua (Venezuela)  il 26 ottobre 2014 imprenditore.

CONTINENZA Ferdinando alias Fiorino, nato a Cerchio il 8 febbraio 1927 e deceduto in Toronto ( Canada) il 9 agosto 2011, imprenditore edile nonché poeta (vedi).

DE GRANDIS Tony (Ludovico Antonio), nato Cerchio il 30 gennaio 1903 e deceduto a Los Angeles il 15 ottobre 1982. Emigrò all’età di 17 anni nel nuovo Eldorado: gli Stati Uniti d’America, il Nostro, infatti, sbarcò ad Ellis Island nel 1920 ed era stato annotato nei registri di emigrazione con il primo nome Ludovico ad attenderlo c’era il padre Luigi che, al momento dello sbarco ad Ellis Island, avvenuto nel 1903, aveva compiuto il ventiquattresimo annno di età. Il Nostro Tony, come preferiva essere chiamato,  era diventato, con caparbietà e capacità, il sarto degli attori. Il suo “store” a Beverly Hills, nella mitica Holliwood, era infatti frequentato da  Frank Sinatra, Dean Martin, Jarry Lewis, Sammy Davis Junior, Ronald Reagan solo per citare qualche nome. Addirittura quando Ronald Reagan, all’indomani della sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America, andò a fare il giuramento di rito, indossava un abito confezionato per lui dal nostro Tony.

D’AMORE Alfonso, nato a Cerchio il 27 Aprile 1947. E’ stato uno dei proprietari della Corporation Polypack LTE’E/LTD con sede a Montreal (Canada).

DI DOMENICO Costantino ( Costantino Alfredo Giuseppe), nato a Cerchio il 4 Febbraio 1871 e deceduto nella città di Rabat, Marocco, nel 1950. Imprenditore edile di gran prestigio nella sua impresa infatti, lavoravano molti italiani tra i quali anche cerchiesi.

GRAZIANI Roberto, nato a Cerchio il 4 Agosto 1918 e deceduto negli Stati Uniti d’America.  Proprietario di un ristorante.

IANNICCA Nando, nato l’11 Ottobre 1961 un Canada. Consigliere comunale della città di Missisauga in Canada ( Vedi qui il mio articolo pubblicato su “IL TEMPO” del 2.9.1989).

IANNICCA Pietro, nato a Cerchio il 29 Giugno 1933. E’ stato proprietario della Corporation Polipack LTE’E/LTD con sede a Montreal (Canada).

ROSATI Silvestro, nato nel 1864 e deceduto in Cina a Koang-Yen-Tse-Yunnan nel 1904. Impresario edile. Il suo corpo riposa nel cimitero di Cerchio.( Vedi qui ). Si riporta l’articolo pubblicato su il quotidiano “Il Centro”, il 18.3.2005 dal titolo : “ La storia di Silvestro/il “cinese di Cerchio/Lavorò alla costruzione/della Transiberiana/e morì nello Yunnan/La scoperta fu possibile/grazie a uno scritto/di Carlo Emilio Gadda/CERCHIO. Il Marco Polo della Marsica/si chiamava Silvestro Ro-/sati. Attraversò decine di Paesi co-/struendo la ferrovia e fece fortuna/in Cina. Poi la morte prematura/nello Yunnane e il viaggio di ritor-/no della salma tra innumerevoli/difficoltà. Un figlio di Cerchio, sco-/nosciuto ai più, che grazie al-/la curiosità e alla ricerca storica/di Errico Centofanti, oggi ha ritro-/vato la sua “patria”./Appuntamento alle 16,30 al/teatro comunale. Tema del/convegno è: il “cinese” di Cer-/chio cent’anni dopo, le avven-/turose vicende in vita e in mor-/te di Silvestro Rosati (Marsica/1864-Yunnan 1904). Partecipa-/no Stefania Pezzopane, presi-/dente della Provincia, il sinda-/co Gianfranco Tedeschi e altri/amministratori. La relazione/sarà di Errico Centofanti, di-/rettore dell’istituto di studi/gaddiani “Archivio Sant’Aqui-/la. Testimonianze di Fiorenzo Amiconi, direttore del museo civico di Cerchio, Liliana Biondi dell’Università dell’Aquila e Secondo Scarsella, pre-/sidente dell’Accademia Italia-/na medicina cinese. Conclu-/derà il sindaco di Pescara, Lu-/ciana (sic) D’Alfonso. Tutto parte/da uno scritto di Carlo Emilio/Gadda, tra i più grandi scritto-/ri del Novecento, in un testo composto subito dopo il suo/viaggio del 1934 in Abruzzo:/<< Mi diceva dei minatori di Ca-/pistrello e di Luco, gente anda-/ta pel mondo nei lavori di fer-/rovia e di miniera: reduce sem-/pre dal mondo ai luoghi del’in-/fanzia, con grevi le spalle d’o-/gni fatica, per posarvele. Uno,/mi raccontò, divenuto ricco al-/la Cina e morendovi, tanto aspettava di risalutare Ca-/pistrello ( in realtà era Cerchio/ndr) che in agonia volle dispor-/re per il rimpatrio da morto: e/dopo anni ed anni, il paese e la/gente che lo avevano scordato/si videro arrivare la cassa>>.” L’Amministrazione Comunale di Cerchio con apposita deliberazione ha dedicato al Nostro un largo.

TOMASSETTI Guido, nato a Cerchio l’11 Luglio 1945 proprietario della ditta Woodbridge in Canada.

TUCCERI Umberto, nato a Cerchio il 22 Dicembre 1929 e deceduto nella città di Hobart (Tasmania) il 23 Maggio 1991. Proprietario del ristorante “ Don Camillo” trasformato poi in “ Il piccolo mondo antico”  ubicato nella città di Hobart (Tasmania).

VILLANUCCI Augusto Tommaso, nato a Cerchio il 15 agosto 1922 e deceduto ad Acarigua (Venezuela) il 30 Gennaio 2016. Imprenditore.

     Tutt’altro che esauriente, né lo pretende, è la presente appendice anche perché molto difficoltoso è il reperimento di notizie utili al nostro discorso. Ho voluto, però, riportare i soprannominati personaggi, nonostante la citata carenza, affinchè il loro impegno e il loro lavoro non sia dimenticato e, perché no, attraverso il loro ricordo spronare altri a far riaffiorare nella propria memoria episodi  ed eventi posti in oblìo e comunicare a tutti noi le gesta di quanti all’estero si sono onorevolmente comportati e alcuni, addirittura, sono arrivati ad occupare posti di prestigio nella loro  patria di adozione.

APPENDICE XIV

Una singolare storia di emigrante

      Piace chiudere questo lavoro riportando una bella ed edificante storia d’amore.  L’amico Roberto Monti (classe 1951) che ogni anno ritorna dalla Francia per prendere parte ai solenni festeggiamenti in onore della speciale protettrice di Cerchio e dei cerchiesi: la Madonna delle Grazie (si festeggia, adesso, nella prima domenica di settembre e, fino ad oltre un trentennio fa, si festeggiava nell’ultima domenica sempre del mese di settembre) mi ha fatto partecipe di una sua singolare ed avvincente avventura: ritrovare il paese dove lo “scomparso” nonno Vincenzo D’Amore (1892-1968) aveva trovato, sicuramente , dopo tanto penare, il posto per rimanere in pace fino a quando “nostra morte corporale, dalla quale nullu homo vivente po’ skappare” lo avesse traghettato nel “mondo dei più”.

    Roberto armato della sua solita proverbiale pazienza, anni fa, iniziò la sua ricerca.

   Due lettere ed una foto, conservate in Francia, dalla zio Antonio Tucci, sono state le sue uniche fonti per partire alla ricerca del “nonno perduto”.

   Dalla prima lettera si apprende il luogo dove è stata scritta, il giorno ed il mese senza, però l’anno : “Chipilo, 18 di febbraio”; nella seconda, invece, apprendiamo tutto: il luogo e la data esatta: “Chipilo 16 Marzo 1957”.

   Roberto immediatamente si è messo “all’opra” e parte, carico di speranze, per la buona riuscita della sua ricerca, alla volta della cittadina di Chipilo in Messico e, munito di una piantina topografica “Estado de Puebla  State of Puebla”, s’ incammina fiducioso verso la meta prefissa.

    Arrivato in Messico si dirige alla volta della cittadina di  Chipilo, qui subito si mette alla ricerca chiedendo notizie del nonno e si accorge, dalle risposte che, in quel luogo, parlano uno strano dialetto italiano e, quindi, di conseguenza è facilitato nella ricerca. Infatti, anche per le sue sembianze fisiche somiglianti al nonno, lo hanno subito portato alla spoglia e desolante tomba del caro estinto: mancava oltre la croce anche il nome del defunto.

     Roberto, nella sua permanenza a Chipilo, ha conosciuto Tony il figlio della donna che aveva accudito il nonno, proprietario di una “cantina”, fino alla sua morte. Ha chiesto a questi, tra le altre cose, anche se poteva interessarsi a rendere più dignitosa, con i dovuti lavori, l’ultima dimora dell’amato avo. E’ stato accontentato, Tony, infatti, ha resa più consona tale tomba e, finalmente dopo tanti anni, l’anonimo sacello è stato munito di una croce in ferro e della scritta: “Vincenzo di Amore”. 

    Il sindaco di Chipilo ha rilasciato a Roberto un attestato di decesso   del seguente tenore:

“[…] IL SIG. AVELLINO MERLO ZANELLA SINDACO DI CHIPILO, STATO DI PUEBLA IN MESSICO, CONFERMA CHE IL SIG. D’AMORE VINCENZO, NATO IL 30.12.1892 A CERCHIO AQ ITALIA, A VISSUTO A CHIPILO PUEBLA FINO LA SUA MORTE ACCADUTA IL 4.4.1968. E STATO MOLTO CONOSCIUTO PER ESSERE UNA PERSONA VERO APPREZZABILE PER GLI ABITANTI DE QUESTA COMUNITA. LA SUA SPOGLIA MORTALI RIPOSA IN SANTA PACE NEL CIMITERO DELLA COMMUNITA ITALIANA IN CHIPILO NOI RILASCIAMO PER LA VOSTRA RICHIESTA QUESTO ATTESTATO DI DECESSO DISTINTI SALUTI, STATO DI PUEBLA MESSICO SIG. AVELLINO MERLO ZANELLA”.

    Interessante in questo attestato oltre la descrizione delle qualità del Nostro anche le notizie importanti attraverso le quali sappiamo che nella cittadina di Chipilo, in Messico, esiste un cimitero della comunità italiana e, quindi, di conseguenza, veniamo alla conoscenza che in questa cittadina vi sono molti italiani o, più esattamente, molti discendenti di italiani.

   Roberto finalmente, dagli Appennini (Cerchio-AQ) e dalle Alpi ( La Francheville-Francia) fino al Messico, sembra quasi il racconto “Dagli Appennini alle Ande” tratto del celebre romanzo “Cuore” di Edmondo De Amicis (1846-1908), è riuscito nella tuttaltro che facile impresa del rinvenimento del paese e della tomba dell’amato nonno: finalmente ha soddisfatto la sua sete di sapere, di conoscere e di recitare una preghiera e  portare un fiore sulla tomba del caro avo.

    D’Amore Vicenzo molto onorevolmente ed eroicamente si distinse nel Primo conflitto mondiale dove da semplice soldato raggiunse il grado di sergente rimanendo ferito due volte: 

“[…]Campagna di guerra 1916-917-918. Nel combattimento del 5-6-1917 a quota 100, riportava una ferita alla regione deltoidea e ascellare destro (Come da dichiarazione del Deposito del 7° Reggimento Fanteria (Ufficio Pensioni) in data 11-11-1918 foglio n° 5287 di Part. Pensione) Il 27-4-1918 a Capo Stile riportava una ferita a fondo Crico (?) natica da scheggia di bombarda (come da Processo verbale del Consiglio d’amministrazione permanente del 7° Reggimento di Fanteria N° 343 in data 18 Febbraio 1924[…]”

 fogli matricolari classe 1892, Archivio di Stato dell’Aquila.  

    Ringrazio l’amico Roberto delle notizie gentilmente comunicatemi e dei documenti inviatemi in fotocopia utili per la stesura di questo modestissimo articolo che non vuole essere altro che una descrizione degli umili “eroi” appartenenti alle cosiddette culture subalterne che, con il sudore della fronte hanno cercato, pur tra mille difficoltà da ciò che un ingrato destino ha riservato loro, di arduamente lottare e non farsi sopraffare dal Maligno rappresentato spesso volte dall’ignoranza, dalla cattiveria pura e gratuita, da un cieco e vuoto razzismo, da un’assurda incomprensione insomma da tutto ciò che rappresenta il diverso. 

    Perché ancora nel ventunesimo secolo esiste ciò?

   Non sono bastate le due catastrofiche ed orribili guerre mondiali? 

   Non è ancora appagata la delirante nonché farneticante errabonda ed immonda umana bestia?

   Non è ancora soddisfatto ed appagato l’uomo nemico del proprio simile e di Dio?

   Nulla ha insegnato loro la Storia?

Già!

Condividi questo articolo

Leggi anche

Necrologi Marsica

Mario Graziani

12/10/1944
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Nunziata Rossi

26/08/1924
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Necrologi Marsica

Mario Graziani

12/10/1944
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Nunziata Rossi

26/08/1924
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi