Un pomeriggio tra i valori della palla ovale e il terzo tempo. Il sindaco di Avezzano scrive ai primi cittadini marsicani: appuntamento mercoledì 21 ottobre al campo di via dei Gladioli.
Avezzano – Una maglietta al posto della fascia tricolore. Una palla ovale tra le mani e, per un pomeriggio, sindaci e amministratori chiamati a fare qualcosa che nella politica territoriale è spesso più difficile che in uno spogliatoio: essere squadra.
Gianni Di Pangrazio resta nella mischia. Dopo aver portato gli amministratori di Avezzano in ritiro a Rocca di Mezzo, il sindaco ha deciso di allargare il campo. Ha scritto ai primi cittadini della Marsica proponendo “Marsica in meta”, una giornata dedicata al lavoro di team dove il rugby diventa esperienza concreta per riflettere su obiettivi e metodo.
L’appuntamento, a metà tra formazione ed esperienza attiva, è per mercoledì 21 ottobre, dalle 16.30, nell’impianto di via dei Gladioli, tra i campi e la club house. Un’ora in aula, un’ora sul terreno di gioco e poi tutti insieme per il terzo tempo.
L’idea è nata da un confronto con i dirigenti della società giallonera. Il sindaco Di Pangrazio aveva saputo che il club affianca all’attività sportiva momenti formativi rivolti alle organizzazioni: aziende alimentari, informatiche e del settore delle energie rinnovabili entrano in club house, lavorano sui meccanismi del gruppo per poi applicare tecniche e valori rielaborati nei rispettivi settori.
“Ne abbiamo parlato con Alessandro Seritti – racconta il primo cittadino – perché avevo saputo che alcune realtà aziendali del territorio stavano utilizzando questa esperienza per manager e dipendenti. Quando siamo stati a Rocca di Mezzo, inoltre, diversi colleghi sindaci mi avevano manifestato interesse. Da lì è nata l’idea di proporre qualcosa che coinvolgesse tutta la Marsica”.
“C’è un clima molto positivo e probabilmente non siamo mai stati così uniti – sottolinea il sindaco di Avezzano – ma una cosa è il sentimento del momento, altra cosa è costruire una strategia nel tempo. Significa avere una postura condivisa, stare al fianco gli uni degli altri, con consapevolezza dei valori e degli obiettivi in gioco”.
“Ci piace offrire un’attività di questo tipo a chi ci sta vicino – spiega Alessandro Seritti, patron dell’Avezzano Rugby – Lo facciamo per le aziende che ci supportano e, tanto più, abbiamo ritenuto di proporla agli amministratori del territorio. Il rugby offre un terreno particolarmente efficace. Una squadra non è soltanto un insieme di giocatori. Ha un obiettivo chiaro, un metodo di lavoro, un sistema di gioco condiviso e regole riconosciute. Ognuno porta il proprio talento, ma lo mette dentro un disegno collettivo. Una squadra, poi, agisce come un organismo: i ruoli sono diversi, le responsabilità possono cambiare, ma il risultato dipende dalla capacità di muoversi insieme. Conoscenze, competenze e talenti diventano complementari quando lavorano per lo stesso obiettivo. E ci sono i valori: rispetto, responsabilità, fiducia, collaborazione, disciplina, ascolto e appartenenza. Nel rugby non restano parole sulla lavagna: si trasformano in comportamenti”.
“Da poco – conclude – abbiamo affiancato all’attività sportiva anche momenti formativi dedicati alle organizzazioni. Arrivano aziende di diversi settori. Con il formatore Vincenzo Troiani si lavora prima in aula, poi si scende in campo e infine c’è il terzo tempo. Il valore sta proprio nel passaggio dalla teoria alla pratica”.
Il parallelo con la politica territoriale arriva quasi naturalmente. La Marsica sta costruendo una strategia comune su servizi, sviluppo, mobilità, turismo e rappresentanza. Il Consiglio comunale di Avezzano ha recentemente dato mandato al sindaco di aprire un confronto con l’Unione dei Comuni Montagna Marsicana e con le due Aree interne “Piana del Cavaliere-Alto Liri” e “Valle del Giovenco-Valle Roveto”, per arrivare a un documento politico-programmatico condiviso.
È il percorso del “Progetto Marsica”, pensato per rafforzare la coesione territoriale e costruire una voce comune su sanità, rifiuti, giustizia di prossimità, sviluppo, servizi e rappresentanza istituzionale. Lo stesso metodo è alla base della strategia dell’Area urbana funzionale, approvata dal Consiglio comunale di Avezzano insieme ad altri Comuni marsicani, con progetti che vanno dalla ciclovia Tagliacozzo-Avezzano-Trasacco all’anello ciclopedonale delle Gole di Aielli-Celano, fino al collegamento con il Parco dell’Incile.
E una strategia territoriale, come una partita, ha bisogno di un disegno. E di giocatori capaci di capire che, qualche volta, il passaggio al compagno vale più della giocata personale.
Il programma del 21 ottobre seguirà questa logica: prima si parlerà di squadra, poi si farà squadra. Nella prima ora si affronteranno caratteristiche, metodo, ruoli, competenze e valori. Nella seconda il gruppo entrerà sul terreno di gioco per sperimentare direttamente ciò di cui si è parlato. Poi arriverà il terzo tempo. È una tradizione che completa il gioco e che, per un pomeriggio, può diventare anche un piccolo esercizio di politica territoriale: sedersi allo stesso tavolo dopo essere stati sullo stesso campo.
La lettera di Gianni Di Pangrazio ai sindaci è già partita. L’appuntamento è in agenda per il 21 ottobre alle 16.30. La meta, questa volta, non sarà segnata da una squadra contro un’altra.




