Tra pietra e legno, arte e devozione, l’ingresso della chiesa racconta secoli di storia e identità locale
A Castellafiume, nel cuore della Valle di Nerfa, la Chiesa di San Nicola di Bari custodisce un elemento che, più di altri, cattura lo sguardo e invita alla contemplazione: il suo portale monumentale. Non è soltanto un ingresso architettonico, ma una vera soglia simbolica tra spazio civile e dimensione sacra, capace di narrare, attraverso forme e materiali, la stratificazione storica e artistica della comunità.
L’impianto del portale si distingue per l’elegante arco a tutto sesto, soluzione di chiara derivazione classica, ampiamente ripresa nell’architettura rinascimentale italiana. La ghiera è scandita da conci regolari, decorati con riquadrature geometriche che creano un raffinato effetto plastico, vicino al motivo del bugnato inciso. Questo apparato non assolve soltanto a una funzione ornamentale, ma imprime ritmo visivo e conferisce monumentalità all’insieme, nobilitando la facciata della chiesa.
Ai lati, i piedritti — decorati con lesene scanalate — incorniciano l’ingresso con severa compostezza. Le scanalature verticali e i capitelli sobri richiamano un lessico architettonico colto ma reinterpretato in chiave locale, segno della diffusione dei modelli rinascimentali anche nei centri minori dell’Appennino. La pietra chiara, lavorata con perizia artigianale, riflette la luce naturale esaltando i volumi scolpiti.

L’architrave reca un’iscrizione latina che contribuisce a definire il valore simbolico dell’ingresso:
“HIC SEMPITERNAM CUM IESUS DOMINEM ET REQUIES IUSTIS ERIT ANNO DOMINI 1761”
(“Questo tempio alla memoria eterna della pace che sarà con nostro Signore Gesù Cristo, nell’anno del Signore 1761”).
La data incisa suggerisce che il portale — e verosimilmente l’intero edificio — fu interessato da una significativa fase di rinnovamento nel XVIII secolo, probabilmente in seguito al terremoto del 24 gennaio 1748, che danneggiò gravemente il territorio circostante, incluso il vicino castello di Celano, come ricordato dallo storico Barbato.
Particolarmente suggestiva è la decorazione dell’arco nella parte superiore, dove compaiono figure alate, verosimilmente cherubini o putti di gusto popolaresco. La loro presenza non è casuale: nell’iconografia cristiana, gli angeli sono custodi delle soglie sacre, mediatori tra cielo e terra. Collocarli sopra l’ingresso significa affidare simbolicamente la chiesa alla loro protezione e accogliere il fedele sotto un segno di benedizione, con un tocco leggero e armonioso pur nella semplicità esecutiva.
Se la cornice lapidea esprime ordine e misura, il portone ligneo introduce una dimensione più calda e solenne. Realizzato in legno scuro massiccio, si articola in pannellature geometriche che ne rafforzano la solidità visiva. Al centro spiccano due grandi rosoni scolpiti, a motivo floreale e raggiato, fulcro ornamentale dell’intera superficie. Queste borchie decorative, diffuse tra XVI e XVII secolo, rimandano simbolicamente alla perfezione divina e alla ciclicità della vita spirituale.
La parte superiore del portone, semicircolare, è arricchita da una scansione a ventaglio che riprende l’andamento dell’arco in pietra. Questo sopraluce ligneo alleggerisce la massa del portale e introduce un elemento dinamico, quasi radiante, che guida lo sguardo verso l’alto in un movimento ascensionale coerente con il significato religioso dello spazio.
Nel suo insieme, il portale di San Nicola di Bari restituisce l’immagine di un’opera nata da più fasi costruttive e restauri successivi. L’impianto rinascimentale dialoga con interventi decorativi posteriori, segno di una chiesa vissuta, trasformata e custodita nel tempo dalla sua comunità. Questa stratificazione non ne diminuisce il valore, ma anzi lo accresce: ogni dettaglio diventa testimonianza di epoche, maestranze e sensibilità differenti.
Oggi, attraversare quella soglia significa compiere un gesto antico, ripetuto da generazioni di fedeli, viandanti e visitatori. La pietra consumata e il legno levigato raccontano mani, passi, preghiere. In un’epoca in cui il patrimonio dei piccoli centri rischia spesso di passare inosservato, il portale della Chiesa di San Nicola di Bari si impone come emblema identitario: un’opera che unisce arte, fede e memoria collettiva.
Valorizzarlo, studiarlo e conservarlo significa non solo tutelare un bene architettonico, ma preservare la storia stessa di Castellafiume. Perché, come ogni grande portale, non è soltanto un ingresso: è un racconto scolpito nella materia, pronto ad accogliere chiunque voglia ascoltarlo.









