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134 anni fa moriva il principe Alessandro Torlonia, artefice del prosciugamento del Lago del Fucino

Il 7 febbraio 1886, moriva il principe Alessandro Torlonia, lo ricordiamo per essere stato responsabile del prosciugamento del lago del fucino. 

Il Fucino, era il terzo lago in Italia per estensione, dopo il lago di Garda e il Maggiore. Era però, anche quello più alto, poichè risiedeva a circa 600 metri di quota, in 18 secoli si alzò di circa 8 metri, proprio perchè i torrenti in piena portavano una grande quantità di materiali. Le continue escrescenze sui terreni e paesi limitrofi, provocarono danni ingenti. 

Per queste ragioni, si pensò al prosciugamento. Il primo progetto, per trasformare il suo fondo in un terreno coltivabile, cominciò con gli antichi regnanti romani a capo di Claudio, che s’impegnarono nel tentativo, realizzando un lungo tunnel: “I cuniculi di Claudio”. Questo canale sotterraneo, dal Monte Salviano era in grado di coinvolgere le acque del lago nel fiume Liri. L’opera di Claudio però fallì, in quanto la galleria romana, dopo poco tempo non resse e l’emissario cominciò ad ostruirsi. 

La situazione dunque, passò in mano al Principe Alessandro Torlonia, che cominciò il definitivo prosciugamento. L’impresa era molto ardua e richiedeva molti fondi, in tanti si tirarono indietro ancor prima di cominciare. Torlonia, risoluto, continuò nell’impresa, acquistò le azioni e ne divenne unico proprietario. 

Il prosciugamento del lago del Fucino, fu ufficialmente dichiarato il 1° ottobre 1878. Una volta terminato, il bacino fu reso coltivabile e abitabile, furono realizzate arterie stradali, costruite case e innalzate fattorie. 

Un’opera a dir poco eccelsa quella che riuscì a realizzare Torlonia, tanto che da Vittorio Emanuele gli fu attribuita la carica di “Principe del Fucino”. (B.D.M.)

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