Morte di Sara Sforza, i chiarimenti dell’avvocato Cotturone

Celano – “Apprendo in questo momento, dall’articolo apparso sulla vostra testata, che la famiglia Sforza-Barbieri prende le distanze da alcune mie dichiarazioni e non riesco a comprendere cosa abbia potuto urtare così tanto la loro sensibilità”. Esordisce così l’avvocato Lucio Cotturone che, pur ribadendo la massima vicinanza ai familiari della giovane Sara e la partecipazione al loro immenso dolore, si dice sconcertato dalle loro affermazioni.

“La famiglia della povera ragazza – afferma – prende le distanze su delle dichiarazioni, non meglio precisate, che io avrei fatto. Nell’immediatezza dei fatti, su delega orale del papà, mi ero impegnato anche a tutelare gli interessi ed i diritti di Sara, ma avevo, contestualmente, un mandato difensivo da parte di Alessio Vergari, o meglio da parte dei genitori perché il ragazzo non era cosciente. Il mandato è stato, poi, confermato anche dal giovane. Tutta l’attività svolta a tutela dei diritti di Alessio, ovviamente, si riflette in maniera positiva su quella che è la posizione della vittima e quindi dei genitori.

“Giammai – continua l’avvocato Cotturone – ho detto cose che abbiano potuto pregiudicare i diritti della povera Sara e della sua famiglia. Tutta la mia attività è stata tesa alla tutela dei diritti di questi ragazzi, principalmente del mio assistito, che poi ovviamente, trattandosi del medesimo incidente, si sono sovrapposti anche con quelli di Sara. Nel momento in cui ho ricevuto la chiamata del collega Toni Montagliani, il quale mi ha riferito di essere lui ad assistere e rappresentare, essendone anche parente, la famiglia Sforza, immediatamente ho notiziato i giornalisti che, di volta in volta, mi contattavano per avere informazioni. Ho detto loro che potevo parlare per quanto riguardava il Vergari, ma non per quanto riguardava la posizione di Sara per la quale, invece, avrebbero dovuto contattare il collega Montagliani”.

“Resto sconcertato e basito – conclude – ma continuo a portare avanti il mandato difensivo conferitomi dal Vergari e qualora questo agevolerà la povera Sara ne sarò felice. Le due posizioni, inevitabilmente, si sovrappongono. L’attività difensiva ed investigativa che andrò a fare per Alessio Vergari avrà, ovviamente, dei riflessi anche sulla posizione di Sara. Ciò è incontrovertibile”.