“Le dimissioni di mio padre non sono per offerte migliori”, la figlia di Galzio si sfoga su Facebook



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AVEZZANO. “Non abbiamo né ville né yatch. Purtroppo alcuni politicanti e piccoli uomini stanno gettando fango su di lui raccontando idiozie per accaparrarsi quei due-tre voti che possono prendersi nella Marsica”. Non usa mezzi termini Annalisa Galzio, la figlia del professore finito in un vortice di polemiche che negli ultimi giorni ha acceso il panorama politico marsicano e aquilano.
Dall’altra parte del mondo, lo scorso 10 luglio, la giovane ha scritto un post sulla sua bacheca di Facebook per rispondere a tutte quelle persone che le scrivono per sapere perché il padre ha “chiuso il reparto di neurochirurgia” ad Avezzano e per commentare l’articolo di Terremarsicane, dove il padre di Luca Vicaretti, morto nel 1994, dopo il trasferimento all’ospedale di Teramo, commenta la scelta di allontanarsi ad Avezzano come un’opportunità per andare in una clinica privata.

Approfitto della situazione per smentire anche quei poveretti maldicenti che da qualche anno a questa parte cercano di ingannare i pazienti perché non hanno altro modo”, scrive la giovane, “mi dispiace dover essere io a darvi questa NEFASTA notizia, certo gli è venuto qualche capello bianco ma NON HA l’Alzheimer, NON HA il morbo di Parkinson, NON HA un tumore nè nulla di ciò che si inventano, sta benissimo, si crede ancora un gran figo, opera, visita e studia ancora più di me. Dovrete reggere la sua competizione ancora per un bel po’, vi consiglierei di utilizzare il vostro tempo per imparare a fare il medico e portare a casa la pagnotta invece di cercare senza successo di divulgare falsità.
Riconosco che sia una persona difficile ma soprattutto poco comoda per la politica visto che non ha mai chiesto un singolo favore a nessuno e non si è mai invischiato in una singola vicenda che non riguardasse cervelli da operare quindi non dovrà mai niente a nessuno, però non è lui che si sta infilando nella scena politica quanto la politica provinciale che si sta infilando indebitamente nella sanità, ed è per questo che si è dimesso, continuando comunque a lavorare con i propri pazienti. Detto ciò mi piacerebbe rivolgere una domandina ai marsicani: come mai questa difesa sfrenata della neurochirurgia avezzanese, che politicamente fa tanto comodo ma sanitariamente è un peso inutile, se poi quando vi trovate nella sfortunata situazione di bisogno di una figura professionale competente correte a L’Aquila?”.
Di seguito tutto il post, già diventato virale in rete:

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