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La “Croce delle Indulgenze” di Castellafiume: un piccolo segno di fede che racconta il Novecento

La “Croce delle Indulgenze” di Castellafiume
La “Croce delle Indulgenze” di Castellafiume

CASTELLAFIUME – Sulla colonna all’intero della Chiesa di San Nicola di Bari si conserva un segno discreto ma carico di significato storico e spirituale: la cosiddetta “Croce delle Indulgenze”, manufatto in bronzo risalente al 1901, espressione tangibile della devozione popolare di inizio Novecento.

La sua realizzazione si colloca nel pontificato di Leone XIII (1878–1903), al quale fu legata la concessione di speciali grazie spirituali connesse alla venerazione di questo simbolo: un tempo in cui il segno sacro non era mera immagine, ma tramite vivo di indulgenza e misericordia. Il pontefice — ricordato per l’immensità del suo magistero e per la mole impressionante di documenti promulgati — passò alla storia come il “Papa dei record”: per il pontificato lunghissimo, protrattosi oltre venticinque anni, per la straordinaria longevità che lo condusse alla morte a novantatré anni, e per essere il papa delle encicliche — ben 86, fra cui la celeberrima Rerum Novarum — oltre che il primo la cui voce fu incisa e il cui volto fu affidato alle immagini in movimento.

Un tempo questi medaglioni costellavano le chiese innumerevoli, come silenziose sentinelle dello spirito: le croci che vi erano impresse levavano un perenne richiamo alla preghiera e alla penitenza, penetrando nel cuore della pietà popolare e fondendosi con essa fino a divenirne respiro quotidiano.

Dal punto di vista formale, la Croce delle Indulgenze si presenta generalmente in metallo, con croce latina in rilievo racchiusa entro due corone circolari concentriche. Sui bracci campeggia l’iscrizione: “Iesus Christus Deus Homo.”

Sulla corona interna si legge la formula: “Vivit, Regnat, Imperat. MCMI.”, mentre su quella esterna è incisa la concessione pontificia:

“Osculantibus crucem hanc in ecclesia positam et recitantibus Pater indulgentia 200 dierum semel in diem.”

Tradotto:

“Gesù Cristo, Dio e Uomo, vive, regna, impera – 1901. A coloro che baceranno questa Croce posta in chiesa e reciteranno il Padre Nostro, verranno concessi duecento giorni d’indulgenza, una volta al giorno.”

L’iscrizione è stata ricostruita facendo riferimento al medaglione meglio conservato all’esterno della chiesa di Pagliara, frazione di Castellafiume. Nell’esemplare di Castellafiume alcune parti risultano oggi rovinate, ma la memoria del testo rimane leggibile e significativa.

Per decenni questi manufatti hanno rappresentato una presenza familiare negli edifici sacri, collocati in punti visibili affinché i fedeli potessero sostare in preghiera e compiere un gesto semplice ma profondamente sentito.

Con l’evoluzione del gusto liturgico e artistico del Novecento, molte Croci delle Indulgenze sono state rimosse o dimenticate, sostituite da elementi decorativi più moderni. Ciò nonostante, il loro valore documentario resta intatto: raccontano una stagione della spiritualità cattolica in cui il simbolo materiale era percepito come tramite concreto della grazia.

La Croce conservata a Castellafiume assume oggi il significato di preziosa testimonianza di storia religiosa locale, ma anche di memoria collettiva: segno di un’epoca in cui la fede quotidiana si esprimeva attraverso gesti, oggetti e ritualità capaci di unire comunità e tradizione.

Un piccolo emblema in bronzo che continua, silenziosamente, a parlare di devozione, indulgenza e speranza.

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