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Il concertista celanese Nazzareno Carusi è nel nuovo CdA del Teatro alla Scala di Milano

Celano – Il talentuoso pianista e concertista di Celano, Nazzareno Carusi, entra a far parte del nuovo Consiglio d’Amministrazione del prestigioso Teatro alla Scala di Milano. La nomina è pervenuta direttamente dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Sul suo profilo FB personale, Carusi commenta così questa nuova avventura professionale: “Vi entro in punta di piedi, perché chi mi ha preceduto nel ruolo e i colleghi consiglieri di oggi sono personalità illustri e che conoscono la musica a meraviglia. Ma soprattutto, e sopra tutti noi, perché quel teatro ha ospitato, ascoltato, incoronato e visto passare i giganti della nostra storia della musica, che poi sono giganti della storia universale; e continua a farlo“.

Carusi è stato allievo di Lucia Passaglia al Conservatorio di Firenze e di Viktor Merzhanov al Conservatorio di Mosca, ha avuto come maestro e mentore Alexis Weissenberg. Per la musica da camera si è formato invece con Adriano Vendramelli e ha ricevuto consigli da Isaac Stern. Il grande maestro Riccardo Muti lo ha definito “un pianista eccellente e un musicista di altissimo valore. Il nostro conterraneo, di cui dobbiamo essere estremamente orgogliosi, nel corso della sua carriera, si è esibito presso il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Wigmore Hall di Londra, la Brahms Gesellschaft di Amburgo, il Palau de la Musica di Valencia, la Carnegie Hall (Weill) di New York, il Teatro Coliseo e il Teatro Colón (Salon dorado) di Buenos Aires.

Arrivati a oggi, febbraio 2020, il maestro Carusi lascia la vita concertistica e si prepara a rivestire un ruolo diverso, molto delicato e rilevante per la vita culturale e musicale italiana e internazionale. A chiudere il commosso messaggio affidato al web, il maestro Nazzareno Carusi omaggia con parole d’affetto suo padre a cui dedica questo nuovo inizio: “è stato lui a insegnarmi la necessità di studio profondo con la quale ho cercato di onorare le partiture musicali affrontate in tanti anni e che terrò come un faro nel lavoro da affrontare d’ora in poi. Ed è stato sempre lui a provarmi col suo esempio che il dialogo e la moderazione dei toni e del pensiero sono la qualità indispensabile a ogni consorzio umano. Una qualità che invece solo con gli anni, quando lui ormai non c’era più, ho imparato ad amare incondizionatamente e coltivare sempre“.

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